sabato 24 gennaio 2026

Recensione: YESHUA. IL REGNO di Stefano Rigamonti



Yeshua. Il Regno è il primo volume della quadrilogia di Stefano Rigamonti incentrata sulla figura di  Gesù di Nazareth.
Un romanzo storico cristiano che accompagna il lettore lungo il primo anno di ministero pubblico di Gesù, a partire dal battesimo nelle acque del Giordano, immergendolo appieno nel periodo storico in cui il Figlio di Dio è vissuto, con particolare attenzione al suo modo di rapportarsi alle persone, che fossero i discepoli, la folla in cerca di miracoli, la classe sacerdotale, gli scribi e i farisei sempre pronti a puntare il dito.


YESHUA. IL REGNO 
di Stefano Rigamonti


Ed. Scripsi
418 pp
"E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre."
(Vangelo secondo Giovanni, 1:14)


La nostra storia parte da un giorno di febbraio del 28 d.C., nel deserto della Giudea.
L'episodio è quello, sicuramente noto a tanti, della tentazione cui il diavolo sottopose Gesù; una tentazione insidiosa, subdola, che arriva dopo quaranta giorni di digiuno, quando il fisico e la mente del Maestro sono provati, stanchi, debilitati.
Ma Egli trae forza e Vee'ematz (coraggio) dal Suo Padre celeste e dalla Parola e risponde con decisione alle seduzioni del maligno, facendolo fuggire via.
Questo avvenimento dà il via alla missione di Gesù di Nazareth, che comincia a raccogliere attorno a sé i primi seguaci, coloro che formeranno il gruppo di discepoli.

Inizia per il Figlio di Dio 

"...un lungo viaggio di incroci, incontri e persone. Era giunto il tempo di partire e andare. Il tempo di cambiare ogni cosa".

Quella narrata in questo romanzo è la storia di come ha avuto inizio LA rivoluzione che investirà e cambierà il mondo, di cui Gesù è il Divino Autore e che verrà affidata ai discepoli e da essi proseguita.

"Doveva scioglierne dodici. Un numero simbolico che riportasse alla mente le dodici tribù di Israele, un numero (...) che tutti avrebbero associato alla restaurazione del regno. Sarebbe partita da questi dodici la scintilla che avrebbe incendiato il mondo. Sarebbero state le loro labbra che avrebbero parlato a suo nome quando lui non ci sarebbe stato più. Per questo aveva bisogno di restare il più possibile insieme a loro, come loro rabbi ma anche come loro amico, come loro maestro ma anche come loro confidente. Era giunto il momento di istruirli, di incoraggiarli, di potenziarli, di sgridarli, di aiutarli a calcare le sue orme (...). Ancora non erano pronti ma al momento giusto lo sarebbero stati. Ognuno di loro aveva un preciso compito da adempiere e gli asciuga non aveva dubbi che l'avrebbero compiuto".


Una rivoluzione che sembra iniziare in sordina ma che ma si manifesta passo dopo passo in una successione incredibile di segni e prodigi, di guarigioni, di incontri profondi, ma anche inevitabilmente di  incomprensioni, attese deluse da parte di coloro che si avvicinano a Lui, che siano quanti lo seguono con entusiasmo o coloro che lo osteggiano con diffidenza e sospetto.

Pagina dopo pagina, veniamo completamente e piacevolmente immersi nel contesto e nel periodo in oggetto: la narrazione è fluida, sostenuta da un linguaggio immediato e allo stesso tempo vicino al contesto giudaico del tempo di Gesù, così da permettere al lettore piena immedesimazione e coinvolgimento.
Leggendo, si ha quasi l'impressione di percorrere le polverose strade della Giudea, di sentire l'odore forte del pesce appena pescato, il caldo del sole d'agosto e il vento sferzante che ferisce il volto.

E soprattutto, ci si affianca a Lui, al Messia, e in sua compagnia si fa la conoscenza della sua famiglia carnale, di Simone (Kepha), Giacomo e Giovanni, Giuda l'Iscariota, Simone lo Zelota, Mariam di Magdala, Nicodemo, le tante persone fragili e bisognose che hanno beneficiato dei miracoli operati dal Maestro, le folle che lo hanno ascoltato predicare la buona notizia del Regno, passando per i sospettosi e irritati farisei, scribi e sacerdoti, sempre pronti a seguire il rabbi di Nazareth non per abbeverarsi della sua Parola ma per avere e raccogliere materiale per accusarlo di blasfemia, di trasgressione della Torah e quindi meritevole di condanna.

Il romanzo di Rigamonti non è una trascrizione romanzata dei Vangeli, per quanto ad essi - ovviamente! - si ispiri, ma è un racconto intenso, umano, empatico che ci guida affinché guardiamo oltre ciò che sappiamo o pensiamo di sapere.
È una narrazione certamente biblica ma è inevitabile che essa venga arricchita dalla fantasia dell'Autore, il quale  dà il proprio tocco personale raccontandoci anche ciò che non viene narrato nei Vangeli (pur restando fedele e coerente a ciò che questi narrano) ma che va, in tal modo, a colmare quei "buchi" di informazioni che la Scrittura non ci fornisce, ad esempio sulle storie personali dei discepoli o sui pensieri che possono aver attraversato la mente e il cuore di Miriam (la mamma di Gesù).
In questo modo, il lettore ha l'opportunità di immaginare con più concretezza non solo la figura di Gesù ma anche degli altri personaggi - principali e no - che gli ruotano attorno, il che aiuta a renderli più vicini a noi, a staccarsi "dalla carta", dalle pagine della Bibbia, per prendere vita nella nostra mente. 

Queste donne e questi uomini - di diversa età, vissuto esperienziale, carattere e temperamento, ceto, professione, cultura... - li sentiamo  più simili a noi perché in essi ravvisiamo le debolezze, le paure, le perplessità, gli interrogativi, il bene e il male presente in ciascun uomo, noi lettori compresi, ovviamente.

Similmente, di Gesù ci viene dato una prospettiva diversa dal solito, più ampia e concreta, che ne rispetta l'umanità ma anche il suo essere Figlio di Dio; lo "vediamo" come un giovane uomo consapevole della portata della propria missione divina ma che, non per questo, la abbraccia senza sentirne il peso, anzi: ne percepiamo i sentimenti e gli stati d'animo, la forza interiore, la lotta interna tra ciò che sa di dover fare ed essere e le conseguenze che questo ha e avrà, ad esempio, sulla famiglia.
È un Gesù che percepiamo "dall'interno", come se fossimo anche noi in viaggio accanto a lui e ci venisse offerto il privilegio di vivere da vicino il più grande mistero della storia: Dio fatto uomo.

Leggiamo di come Gesù cerchi, di giorno in giorno, di abbattere il muro di timori e i timidi dubbi di chi lo circonda, tanto del cugino - "Voce di uno che grida nel deserto" - Giovanni Battista, quanto dei dodici, fino ad arrivare ai già citati scribi, farisei e sacerdoti, i quali si riempivano la bocca della Torah, si vantavano della propria appartenenza alla discendenza di Abramo, ma che si ritrovavano a fare i conti con le dure parole di Gesù nei loro confronti, a mandar giù la verità circa il loro essere più attaccati alle tradizioni che alle parole dei profeti, a scontrarsi con l'amara realtà della loro cecità spirituale al cospetto di questo rabbi autorevole e coraggioso che predicava il Regno di Dio, che non allontanava ma anzi attirava a sé "pubblicani e peccatori", lebbrosi e storpi e indemoniati, guarendone il corpo e soprattutto lo spirito.

Concludo incoraggiandovi a leggere questo romanzo, che io ho trovato ben scritto, intenso e stimolante, e a trarne spunto per conoscere/approfondire la figura di Gesù.


"È venuto in casa sua, e i suoi non l’hanno ricevuto; 
ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto 
egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, 
a quelli cioè che credono nel suo nome".
(Vangelo secondo Giovanni, 1:11-12)


Alcune citazioni

"Tu sei una pietra ogni uomo lo è. (...) Sappi una cosa se deciderai di affinare levigare la roccia che porti dentro di te, io ti aiuterò a farlo. Si, farà male, ma ne sarà valsa la pena."

"C'è qualcosa di più importante e di più grandioso di una gamba raddrizzata o di uno sguardo aperto".
"Non capisco rabbi, che cosa ci può essere di più grande di un atto del genere?" chiese Kepha.
"Il regno, Simone, il regno. Per parlare del regno, per annunciarlo, per spiegarne la natura. I miracoli Sono esattamente come le mie parole: lo descrivono, lo indicano, lo annunciano".

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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