venerdì 8 aprile 2016

Cito e canto: "Wayfarin' Stranger"



Una bella canzone, un bel testo, una musica altrettanto bella.
Non so come sarebbe cantata da Bonnie Rae Shelby, ma eccovi la versione di Johnny Cash.





 Vi trascrivo il testo così come compare nel romanzo, credo sia leggermente diverso da com'è cantato da Johnny.

"Wayfarin' Stranger"


I’m just a poor wayfarin’ stranger
Travelin’ through this world of woe
There’s no sickness, toil or danger
In that bright land to which I go.

I’m goin’ there to see my Father
And all my loved ones who have gone on.
Just a poor wayfarin’ stranger
Travelin’ through this world of woe.

I know dark clouds will gather ’round me
I know my way is hard and steep
But wide fields arise before me
Where God’s redeemed, their vigil’s keep.
I’m goin’ there to see my brother.
He said he’d meet me when I come
Just a poor wayfarin’ stranger
Travelin’ through this world of woe.


Traduzione: 
«Sono solo un povero viandante straniero / Viaggio per questo mondo di dolori / Non ci sono malattie, fatiche né pericoli / In quella terra luminosa in cui vado». 
«Sto andando lì per incontrare mio padre / E tutti i miei cari che mi hanno preceduto. / Sono solo un povero viandante straniero / Viaggio per questo mondo di dolori».
«So che nuvole oscure si raduneranno intorno a me / So che la mia strada è irta e scoscesa / Eppure i grandi campi si distendono davanti a me / Dove i redenti di Dio dormiranno per sempre. // Sto andando lì per incontrare mio fratello. / Ha detto che ci saremmo incontrati quando fossi arrivato / Sono solo un povero viandante straniero / Viaggio per questo mondo di dolori»

Recensione: INFINITO+1 di Amy Harmon



E fu così che Amy Harmon si riconfermò, per me,  - dopo "I cento colori del blu"-  una scrittrice piena di sensibilità, capace di costruire storie struggenti, con personaggi indimenticabili.


INFINITO+1
di Amy Harmon


Ed. Newton Compton
trad. S. Rega
382 pp
12 euro
Febbraio 2016
«Noi siamo Bonnie e Clyde! Ricercati e non desiderati. Ingabbiati e intrappolati. Siamo persi e siamo soli. Siamo un disastro inestricabile e infinito. Siamo uno sparo nel buio. Siamo due persone che non hanno un posto al mondo, e nessun altro al mondo, eppure all’improvviso a me sembra che questo basti!».

Bonnie Rae Shelby è una cantante country, 21enne, bella, ricca e famosa.
Ma è soprattutto terribilmente infelice e desidera morire.
Mentre è sul palco e si sta esibendo alla fine del proprio concerto, qualcosa in lei scatta, facendola scappare via, lontano da tutti: dai riflettori, dall'inflessibile nonna manager, dalle guardie del corpo sempre presenti, dal team che la segue passo passo nel tour.

E proprio quando è affacciata a un ponte, incerta se gettarsi e farla finalmente finita, lui arriva per soccorrerla.

«Ho sentito dire che tutti urlano quando cadono, anche se si lanciano».
«Scendi da lì», risuonò ancora quella voce senza corpo.

Sembra un po' Titanic: una fragile e disperata Rose sta per gettarsi nelle acque gelide dell'Atlantico, ma dietro di lei la voce scanzonata di Jack Dawson la ferma.

E il nostro Jack qui ha il volto di Finn Clyde, un giovanotto di 24 anni, riservato e scontroso, taciturno e facile all'imprecazione, che riesce a salvare la bionda e riccia sconosciuta da un probabile suicidio.

E così Bonnie decide di accomodarsi in macchina del ragazzo, che inizialmente pensa di doverla semplicemente accompagnare a casa o alla polizia..., ma non sa ancora che nel momento in cui Bonnie si metterà nella sua Chevy Blazer, al lato del passeggero, la sua vita cambierà per sempre.

I due iniziano un viaggio lungo, partendo da Boston, che li porterà attraverso vari stati fino a Las Vegas, dove poi, si presume, si separeranno e ognuno per la sua strada.

Ma non sarà così e quel viaggio diventerà il più strabiliante della loro vita.

Bonnie è in fuga dalla propria vita, che la sta risucchiando in un vortice di successi contrassegnati dalla solitudine e dall'infelicità.
Ha tutto quel che una ragazza della sua età potrebbe desiderare: bellezza, popolarità, tanto denaro..., ma si sente in trappola, imprigionata in una gabbia dorata dalla quale desidera uscire per essere libera e non dover rendere conto a nessuno delle proprie scelte.

La prima persona dalla quale desidera scappare è la nonna, Reana, cinica, fredda, calcolatrice, che da anni è la sua manager e che organizza e gestisce ogni aspetto dell'esistenza, della carriera e dei soldi della nipote.
La donna si è dimostrata negli anni, sì una brava manager, ma anche una nonna poco affettuosa e comprensiva: nel passato recente di Bonnie c'è un grande dolore, una grave perdita che la fa soffrire in modo indicibile: solo un anno fa è morta la sua sorella gemella, Minnie, a causa di una inguaribile leucemia.
Una gemella cui era legatissima e alla quale avrebbe voluto far sentire la propria vicinanza prima di perderla per sempre, se i tour e la terribile nonnina non l'avessero costretta a star lontana da casa, assecondando l'ossessione di far soldi.

Minnie non c'è più e questo devasta il cuore e la mente di Bonnie, che sente la sua mancanza, e vive ogni giorno con estrema fatica, come se fosse costretta a fare ciò che in realtà non vuole, a mostrare sorrisi e a cantare come se niente fosse, quando invece avrebbe solo voglia di piangere.

Finn è un signor nessuno. È un ragazzo molto intelligente, appassionato della matematica, un genio con i numeri, ed ha un passato turbolento alle spalle, nonostante non sia un cattivo ragazzo.
Una serie di circostanze drammatiche e dolorose gli hanno tolto una persona importante per la sua vita e lo hanno portato a vivere una delle esperienze più brutte che un uomo possa fare... Questo lo ha reso inevitabilmente cupo, sfiduciato e poco incline ai sentimentalismi.

Insomma, almeno in apparenza Finn - il cui vero nome è nientemeno che Infinity ma che preferisce farsi chiamare col cognome, Clyde - non è proprio lo sconosciuto più rassicurante che Bonnie potesse incontrare e al quale affidarsi per un passaggio in auto.

Ma Bonnie non vuole semplicemente un passaggio; non sa neanche lei ciò che vuole in realtà, ma una cosa diverrà chiara ad entrambi da subito: sono a pezzi, finora un senso profondo di insoddisfazione e infelicità li ha inseguiti e acchiappati nella sua morsa, ma non vedono l'ora di liberarsene.
E se Finn ha un passato con cui confrontarsi, Bonnie ha un futuro che ha paura di affrontare. 

Finn e Bonnie si incontrano in un momento della loro vita in cui nulla sembrava avere più senso, ma nonostante lo scoraggiamento e le tante incertezze, in entrambi c'è quella scintilla di vita e di voglia di essere liberi e felici che li porterà ad affidarsi l'uno all'altra, a darsi la mano e a rischiare tutto. 

Un po' come Jack e Rose (eh sì, ancora loro): "Salti tu, salto io, ricordi?"

Sono l'uno l'opposto dell'altra, caratterialmente: lui è razionale in modo ossessivo, ragiona in termini di numeri, curve e paradossi; per strappargli una risata che ci vuole...!; lei è istintiva, pazzerella, soggetta a cambi di umore repentini, capace di ridere o scoppiare a piangere nell'arco di due minuti, e chiaramente ha una voce divina.
Lui ama ascoltarla cantare e, durante il loro lungo viaggio in auto da uno stato all'altro, resterà sempre incantato dalla sua voce e dalle emozioni che gli dà; lei di matematica non ci capisce nulla ma adora sentirlo parlare del magico mondo dei numeri primi, anche perchè le concilia il sonno.

E mentre loro sono in viaggio, vivendo questa inaspettata ed incredibile avventura, in tanti parlano di loro in tv e sui giornali, li cercano forsennatamente, si chiedono che fine abbia fatto la popstar Bonnie Rea Shelby, e chi sia quel soggetto poco raccomandabile con cui è in compagnia.

Una settimana di tempo e Finn e Bonnie vivranno la loro avventura on the road, in perfetto stile Bonnie e Clyde, tra auto noleggiate e abbandonate, veloci pernottamenti in hotel e berretti in testa per nascondere i loro visi, come due ladri: sette giorni e la vita di due persone giovani e bisognose di affetto, speranza e fiducia nella vita, di tranquillità, verrà letteralmente stravolta.

Basteranno sette giorni anche a farle innamorare? E le innumerevoli difficoltà che incontreranno sul loro cammino riusciranno a separarli o li uniranno? 
Finn e Bonnie capiranno di essere due numeri primi inconciliabili o due metà che finalmente si sono incontrate per formare un intero?

E' un romanzo molto bello, che trae i suoi punti di forza su molti elementi: i riferimenti alla matematica, mondo vasto, complesso e affascinante, che più di una volta salverà la vita di Finn; la musica, lo strumento principale con cui Bonnie ama comunicare pensieri ed emozioni; il viaggio (in auto e non solo) dei due ragazzi, che ha sempre quel sapore magico e romantico; il passato difficile di entrambi i protagonisti, le cui singole vite, incrociandosi, riveleranno una serie di coincidenze che li accomunano; l'attenzione posta all'interiore di Finn e Bonnie, alle loro emozioni e alla loro evoluzione; e poi la storia della coppia americana criminale più famosa del Novecento, Bonnie e Clyde

Certo, il destino dei due rapinatori non fu sereno e lieto; forse anche quello che attende Finn e Bonnie si colorerà di tragico? Purtroppo, i presupposti perchè le cose non vadano proprio bene ci sono tutti...

Non vi resta che scoprire che destino attende questa strana coppia, immergendovi in una lettura romantica, profonda (mi piace il fatto che l'Autrice dia un certo spessore e complessità psicologica ai suoi personaggi, come era già accaduto in "I cento colori del blu"), con molti passaggi dolci e commoventi, altri buffi e scanzonati, come solo l'universo giovanile sa esserlo.

Bello davvero, lo consiglio, è una lettura coinvolgente, che fa sognare, sorridere ed emozionare!


giovedì 7 aprile 2016

Frammenti di... "Infinito+1"




Un commovente estratto preso da INFINITO+1.



"«Parlami dei numeri, Clyde», sussurrai mentre le lacrime mi scendevano lungo le guance e mi bagnavano i jeans. Volevo sentire il suono della sua voce. Volevo che lui svelasse il mistero. «Voglio sentirti parlare di numeri».
«Quale numero?»
«Il numero uno». Risposi subito, perché era così che lui mi faceva sentire. Un intero. 
«Uno è il numero dell’unità. Uno è il numero che gli antichi greci identificavano con Dio. È il numero dal quale scaturiscono tutti gli altri… quindi credo abbia senso». 
Finn continuò, con la testa tra le nuvole, ben oltre il limite fino al quale potevo seguirlo, ma la sua mano mi toccava ancora i capelli, e questo mi bastava. Era più che abbastanza. Mentre mi accarezzava e mi calmava, nelle orecchie sentivo un ruggito silenzioso, un ruggito così forte che mi chiedevo come facesse a non sentirlo anche Finn. Forse era la nostra canzone, la canzone che avevamo creato insieme. 
La ballata di  Bonnie e Clyde. Le parole della poesia di Bonnie risuonarono improvvise in quel ruggito.

La strada era poco illuminata.Non c’erano segnali a fare da guida.Ma presero la loro decisione.Se tutte le strade erano chiuse,Non si sarebbero arresi se non alla morte.

In quel momento capii con una chiarezza spaventosa cosa intendesse esattamente Bonnie Parker, la ragazza fuorilegge, innamorata e in fuga. Esiste un punto, un momento nel tempo, in cui tutte le strade, tranne una, sono chiuse. E c’è una sola direzione in cui è possibile procedere. Per me, per Bonnie Rae Shelby, quella strada era Finn Clyde, e non lo avrei mai abbandonato. Mai. Fino alla morte."

Amy Harmon, libri&cover



Oggi sono in modalità Amy Harmon :-D

Vi propongo e sottopongo le cover dei suoi tre romanzi pubblicati in Italia da Newton Compton.


I CENTO COLORI DEL BLU


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2016 by CreateSpace

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2013 by Createspace


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turca 2015
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2014 by Newton Compton

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tedesca 2015

SEI IL MIO SOLE ANCHE DI NOTTE

Leggendo "Infinito+1": la storia di Bonnie&Clyde



Sto leggendo con molto coinvolgimento il romance contemporaneo di Amy Harmon "Infinito+1".

I due protagonisti si chiamano Infinity "Finn" Clyde e Bonnie Rea Shelby; Finn - non amando il proprio nome - è stato spesso chiamato da tutti, Bonnie compresa, col cognome, Clyde.
E' semplice e automatico pensare alla famosa coppia di criminali Bonnie Parker (1910-1934) e Clyde Barrow (1909-1934), che hanno "scosso" l'america degli Anni '30.

La protagonista, Bonnie, a un certo punto della storia, comprerà un libro che narra proprio la storia di questa coppia e resterà attratta da questa foto che ritrae i due innamorati:

primi anni '30

Sul sito www.history.com ho trovato 10 curiosità su Bonnie e Clyde - la coppia di rapinatori più famosa d'America -  e ho pensato di condividerle con voi.

  1. Bonnie è morta indossando un anello nuziale, che però non le aveva dato Clyde. Quand'era molto giovane, Bonnie aveva sposato il compagno di liceo Roy Thornton. Il matrimonio si disintegrò in pochi mesi, e Bonnie non rivide mai più suo marito se non dopo essere stata incarcerata per rapina nel 1929. Bonnie non ha mai divorziato da Thornton neanche dopo aver incontrato Clyde, ed aveva anche un tatuaggio sulla parte interna della coscia destra con due cuori interconnessi in cui era scritto "Bonnie" e "Roy". 
  2. bonnie
    Il soprannome di Clyde non era "Champion" come spesso si crede ma "Chestnut", castagna
  3. Bonnie scriveva poesie. Questo particolare è ricordato anche nel romanzo, dove è citata la poesia Sal il suicida. Durante gli anni della scuola, Bonnie eccelleva in scrittura creativa; dopo essere stata imprigionata nel 1932, in seguito ad una rapina fallita in un negozio di ferramenta, ha scritto una raccolta di 10 odi dal titolo "Poetry from Life’s Other Side", che comprendeva appunto "Sal il suicida", una poesia su una ragazza di campagna innocente attirata da il suo ragazzo in una vita criminale. 
  4. La Marina rifiutò Clyde. Da ragazzo, Clyde tentò di arruolarsi nella Marina degli Stati Uniti, ma a causa delle conseguenze di una grave malattia presa durante l'infanzia, forse la malaria o la febbre gialla, fu  rifiutato. E' stato un duro colpo per Clyde, che aveva già tatuato "USN" sul braccio sinistro.
  5. Il primo arresto di Clyde è avvenuto perchè non restituì una macchina presa a noleggio. Il noto criminale è stato arrestato nel 1926 per furto di automobili, dopo non essere riuscito a restituire una macchina che aveva affittato a Dallas per visitare una fidanzata del liceo. In realtà, l'agenzia di noleggio auto lasciò cadere le accuse, ma l'incidente è rimasto a verbale. Solo tre settimane più tardi, è stato arrestato di nuovo con suo fratello maggiore Ivan "Buck" Barrow per il possesso di un camion carico di tacchini rubati.
  6. Le rapine in banca non erano le loro specialità. Bonnie e Clyde privilegiarono i furti di distributori di benzina e negozi di alimentari.Spesso, il loro bottino ammontava a soli $ 5 o $ 10.
  7. Clyde perse due dita in carcere. Mentre stava scontando una condanna di 14 anni in Texas per rapina e furto di automobili, nel gennaio 1932, Clyde decise che non poteva più sopportare il lavoro spietato e le condizioni brutali dell'Eastham Prison Farm. Nella speranza di ottenere un trasferimento in un carcere  meno duro, o almeno di essere esonerato dai lavori più faticosi, Clyde si fece tagliare l'alluce sinistro e parte di un secondo dito del piede con un'ascia da un altro detenuto. L'auto-mutilazione, che storpiò in modo permanente il suo modo di camminare e gli impedì di indossare le scarpe durante la guida, alla fine si rivelò inutile, in quanto fu rilasciato sei giorni dopo sulla parola.
  8.  
    clyde
  9. Un incidente d'auto danneggiò i piedi di Bonnie. Nella notte del 10 giugno 1933, Clyde, con Bonnie sul sedile del passeggero, stava viaggiando ad alta velocità lungo le strade rurali del Nord del Texas. L'auto finì in un fiume in secca e nell'impatto l'acido bollente versato della batteria dell'auto fracassata provocò una gravissima ustione alla gamba destra di Bonnie, consumando la sua carne fino all'osso in alcuni punti. Come conseguenza delle ustioni di terzo grado, Bonnie, come Clyde, zoppicò vistosamente per il resto della sua vita, ed ebbe molte difficoltà a camminare, tanto che a volte Clyde doveva portarla in braccio.
  10. I cacciatori di souvenir hanno cercato di tagliare delle parti del corpo di Bonnie e Clyde sulla scena della loro morte. Il 23 maggio 1934, una squadra di sei uomini guidati dall'ex capitano Texas Ranger Frank Hamer tese un'imboscata Bonnie e Clyde. Molti curiosi raggiunsero il luogo in cui i due furono uccisi, tentando di portar via macabri "ricordi" dai corpi dei fuorilegge ancora accasciati sul sedile anteriore. Secondo il libro di Jeff Guinn "Go Down Together", un uomo ha cercato di tagliare l'orecchio di Clyde con un coltello da tasca e un altro ha tentato di rompergli un dito prima che gli uomini di legge giungessero. Una persona è riuscita a ritagliare ciocche di capelli e pezzi di stoffa del vestito intriso di sangue di Bonnie.
  11. La crivellata di colpi  che portò alla morte i due è in mostra in un casinò. Dopo l'agguato di Bonnie e Clyde, uno sceriffo della Louisiana, membro della squadra dei sei uomini di Hamer, rivendicò l'auto, ancora ricoperta di sangue. Un giudice federale, però, stabilì che l'automobile rubata da Bonnie e Clyde doveva tornare al suo legittimo proprietario. Ancora punteggiata con fori di proiettile, la "macchina della morte" è attualmente un'attrazione nella hall del Casinò di Whiskey Pete a Primm.
  12. Bonnie e Clyde sono stati sepolti separatamente. Anche se legati nella vita, Bonnie e Clyde sono stati divisi nella morte. La madre di Bonnie, che aveva disapprovato la sua relazione con Clyde, ha sepolto la figlia in un cimitero di Dallas, mentre Clyde è stato sepolto accanto a suo fratello Marvin sotto una lapide con l'epitaffio: "Gone but not forgotten.”

“Per alcuni sarà dolore. Per la legge sollievo. 
Ma è morte per Bonnie e Clyde”

mercoledì 6 aprile 2016

La mia prossima lettura: CAMERE SEPARATE di Pier Vittorio Tondelli



La mia prossima lettura:

CAMERE SEPARATE
di Pier Vittorio Tondelli



Camere separate
Ed. Bompiani
224 pp
11 ero
2001
"'Camere separate' è uno straordinario e felice romanzo d'amore e di morte, di nostalgia e maturità, di impotenza e grandezza, nel quale riconosciamo la cisi del nostro tempo e le sue misteriosi ragioni." (Cesare De Michelis)

“Camere separate è forse un adagio condotto sull’interiorità e sul rinvenimento delle motivazioni profonde – per il protagonista – dell’amare e dello scrivere. Il primo romanzo che ho scritto dopo il compimento del trentesimo anno. Come scrive Ingeborg Bachmann: ‘Quando un uomo si avvicina al suo trentesimo anno di età, nessuno smette di dire che è giovane. Ma lui, per quanto non riesca a scoprire in se stesso nessun cambiamento, diventa insicuro; ha l’impressione che non gli si addica più definirsi giovane. (...) Sprofonda e sprofonda’.”

L'autore.
Pier Vittorio Tondelli nasce a Correggio nel 1955 e muore di Aids nel 1991. Dopo gli studi all’Università di Bologna diviene giornalista, saggista, autore teatrale, animatore culturale ma soprattutto scrittore, con l’opera prima Altri libertini (Feltrinelli, 1980, 2005). Ha fondato e diretto la rivista “Panta” e ha riacceso nel 1985 l’interesse per la narrativa giovanile con il progetto “Under 25”. Tra le sue opere ricordiamo: Pao Pao (Feltrinelli, 1982, 2013), Rimini (Bompiani, 1985), Biglietti agli amici (Baskerville, 1986; Bompiani, 2001), Camere separate (Bompiani, 1989), la raccolta di saggi e articoli Un weekend postmoderno. Cronache dagli anni ottanta (Bompiani, 1990), L’abbandono. Racconti degli anni ottanta (Bompiani, 1993), Dinner Party (Bompiani, 1994).

Anteprima: "Fuga da Villa del Lieto Tramonto" di Minna Lindgren - Il nuovo caso della trilogia di Helsinki



Lettori, vi segnalo in uscita il prossimo 14 aprile Fuga da Villa del Lieto Tramonto di Minna Lindgren, il nuovo caso della Trilogia di Helsinki, seguito del fortunato Mistero a Villa del Lieto Tramonto (Sonzogno 2015).
L’autrice sarà a Milano sabato 23 aprile ospite del festival I Boreali.

«Un romanzo denso, godibile e tagliente, scritto con humor e garbata – ma mai spuntata – ironia» IL MANIFESTO

«Tre irresistibili investigatrici in un giallo che scava nelle contraddizioni della Finlandia» CORRIERE DELLA SERA



FUGA DA VILLA DEL LIETO TRAMONTO
di Minna Lindgren


Sonzogno Editori
trad. Irene Sorrentino
pp. 320
€ 17.50 
ebook € 9.99
USCITA:
14 APRILE 2016
Trama

Pareti abbattute, tubature divelte e trapani che spaccano i timpani. Villa del Lieto Tramonto, la tranquilla residenza per anziani nella periferia di Helsinki, è sottosopra per massicci lavori di ristrutturazione, e alle inseparabili Siiri e Irma non resta che cercare un modo per fuggire.
E alla svelta: loschi individui – sono davvero muratori? – si aggirano nell’edificio, e il portagioie della loro compagna Anna-Liisa è scomparso. 
Tutto sotto gli occhi della direzione della struttura. 
 Perché allora non affittare un appartamento in centro, lontano da disagi, furti e calcinacci? 
Meglio però allargare l’invito agli amici della canasta: la puntigliosa, cara Anna-Liisa e l’ambasciatore, il suo distinto consorte, oltre all’infelice Margit alle prese con la grave malattia del marito. 
La convivenza nello stravagante alloggio – raso rosso alle pareti, un letto rotondo e un improbabile palo da lap-dance in soggiorno – in uno dei palazzi più antichi della capitale finlandese, è per il gruppo di anziani un avventuroso nuovo inizio: la spesa al pittoresco mercato coperto, il bucato, i pasti da cucinare, amicizie inaspettate e giri in tram tra vecchi ricordi e scoperte entusiasmanti. 
Eppure, qualcosa non quadra. Per il fiuto investigativo di Siiri e Irma, la ristrutturazione nasconde ben altre, criminose attività, e quando il mistero comincerà a dipanarsi tra comici passi falsi, inattesi colpi di scena e irriverenti quanto umane opinioni sulla morte, le ostinate vecchiette toccheranno con mano quanto sia facile lasciarsi ingannare dalle apparenze. 

Anche alla loro non più tenera età. Il nuovo episodio della Trilogia di Helsinki, irresistibile commedia gialla che mescola sapientemente suspense, umorismo e acute riflessioni su temi sociali di rilevante attualità.

L'autrice.
Minna Lindgren è giornalista, melomane e vive a Helsinki. Dopo Mistero a Villa del Lieto Tramonto (Sonzogno 2015), Fuga da Villa del Lieto Tramonto è il secondo episodio della fortunata trilogia finlandese, tradotta in molti paesi tra cui Germania, Inghilterra, Francia e Stati Uniti.

Oggi e domani in libreria (5-6 aprile)



Da ieri in libreria:


  • Il resto è ossigeno: un matrimonio in frantumi, una coppia che deve trovare il coraggio di guardarsi negli occhi e capire cosa è rimasto del loro amore..
  • Ambientato sullo sfondo della Russia rivoluzionaria, La custode dell’ambra è una travolgente storia di gelosia e vendetta, riconciliazione e perdono.
  • La vita che si ama. Storie di felicità: è davvero il suo libro piú intimo, piú autobiografico e urgente. Il libro in cui l’idea stessa della vita e della felicità, il senso del rotolare dei giorni, trova forma di racconto. Perché i momenti piú belli o piú intensi della nostra esistenza brillano nella memoria: sono luci che abbiamo dentro e che a un tratto sentiamo il bisogno di portare fuori. Magari per i nostri figli, e per tutti quelli che hanno voglia di ascoltare.



Da oggi in libreria:


  • La lista di carbone: un romanzo che narra di due donne molto diverse, di un amore travolto dalla storia e di un'oscura vicenda che riemerge da un passato ormai lontano. Intenso e appassionante, il nuovo romanzo sull'olocausto di Christiana Ruggeri.
  • Dopo aver pubblicato con successo Ovunque tu sarai, il suo romanzo d'esordio, Fioly Bocca ritorna a commuoverci con un nuovo romanzo d'amore: L'emozione in ogni passo, una storia d'amore, ma soprattutto una storia sulle corrispondenze misteriose che fanno incontrare, capire e amare le persone.




IL RESTO E' OSSIGENO
di Valentina Stella


Ed. Sperling&Kupfer
222 pp
17.50 euro
dal 5 APRILE 2016
Trama

Travolto da una crisi improvvisa cui non sa dare un senso, Arturo cammina da giorni per le strade della sua città, Torino, in cerca di qualcosa che non sa cosa sia.
In un giorno qualunque è scappato da sua moglie - Sara - e dalla loro bambina con un sms. 
Sara cerca di capire come abbiano fatto a infrangersi i suoi sogni e i suoi progetti. Prova a rivivere tutta la storia con Arturo, riguardando foto e rileggendo lettere. 
Ma si accorge che il suo cuore è calmo, come se avesse sempre saputo tutto, ma non avesse mai voluto ammetterlo.
Sara e Arturo: undici anni insieme ed è bastato un istante fatto di poche parole per mandare in mille pezzi il loro matrimonio. 
Ora, nell'arco di un mese o poco più, avranno modo di guardare in faccia i propri sentimenti e le proprie illusioni. Di rivedersi ventenni, quando tutto era possibile, e di ritrovarsi ancora affamati di felicità a quarant'anni, con la paura di aver sbagliato tutto e il desiderio di cambiare tutto.
E, allora, chissà se avranno il coraggio di diventare grandi: capire cosa non vogliono più, cosa desiderano ancora... e con chi.

L'autrice.
Valentina Stella, torinese, ha lavorato per dieci anni nel marketing di due grandi aziende. Fino al 2012, quando ha deciso di lasciare il lavoro dipendente per conciliare meglio famiglia e lavoro, e ha iniziato una collaborazione con un'agenzia di comunicazione. Nel frattempo, per assecondare la passione per la scrittura, ha aperto un blog, Bellezza Rara.
Nel 2014 ha pubblicato in ebook con Zandegù Editore una serie di racconti sull'essere lasciati, Se mi lascia non vale. Per dirla con parole sue, ama «raccontare il mondo delle famiglie di oggi: l'amore, la quotidianità, il tradimento e quella dimensione travolgente che è l'essere genitore ».



martedì 5 aprile 2016

FIORE DEL DESERTO - DAL 14 APRILE AL CINEMA



Dai deserti della Somalia, alle passerelle di moda la storia vera di una donna

che ha cambiato il mondo



dal 14 aprile
Il film “Fiore del Deserto” diretto dalla regista anglotedesca Sherry Hormann e distribuito in Italia da Ahora! Film, con la collaborazione di K2 film, già acclamato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, uscirà al cinema a partire dal 14 APRILE.

“Fiore del deserto” è un eclettico connubio tra dramma e commedia e porta sul grande schermo la storia vera di Waris Dirie, splendida e ricercatissima modella, l’unica bond girl venuta dal deserto con i suoi drammatici segreti. Nel cast la celebre modella Lidya Kebede, Sally Hawkins, Juliet Stevenson, Craig Parkinson, Meera Syal, Anthony Mackie e Timothy Spall, (migliore attore al Festival di Cannes nel 2014 per “Turner”).

La Fotografia è di Ken Kelsch, professionista di alto livello e stretto collaboratore di Abel Ferrara: Ken alterna scene con macchina a mano e scene con crane, secondo la volontà della regista che voleva filmare al meglio l'Africa di Waris. “Fiore del deserto”, girato tra il Gibuti (molto simile a Mogadiscio prima della guerra), Londra, New York, con varie ricostruzioni di set a Colonia, tocca quattro paesi e 3 continenti le cui culture si amalgamano e si incarnano nel personaggio di Waris.

Il film racconta la consapevolezza di essere donna in Africa, la fuga da un matrimonio imposto, la vita di domestica analfabeta a Londra, il debutto nella moda e nel cinema sino ad arrivare alla rivelazione del segreto che ha segnato la sua vita e per il quale lotta tuttora come ambasciatrice Onu.

Il soggetto del film “Fiore del deserto” è tratto dalla biografia best seller della stessa Waris, che ha accettato di incontrare la regista Sherry Hormann affidandole la sua storia a due sole condizioni: che avrebbe filmato la scena della mutilazione e che avrebbe inserito nel film l'ironia e la gioia di vivere propria della sua protagonista.

Sinossi
Waris Dirie nasce in un villaggio della Somalia da una famiglia di nomadi con dodici figli dove subisce l’infibulazione più o meno a cinque anni: a tredici il padre la vende a un uomo di sessant’anni: Waris non accetta quel destino, fugge a Mogadiscio e poi a Londra, nella residenza di uno zio ambasciatore lavorando come cameriera. Quando l’uomo viene richiamato in Somalia, lei decide di restare in Inghilterra. Sola e analfabeta si guadagna da vivere con mestieri umili. Si iscrive a una scuola serale finché un giorno un fotografo, Terry Donaldson, la convince a posare. All’improvviso il suo destino cambia dando inizio a una fortunatissima carriera di fotomodella. Al culmine del successo, Waris ha trovato il coraggio di raccontare la propria storia e oggi è la portavoce ufficiale della campagna dell’ONU contro le mutilazioni femminili.



Alcune foto di scena dal film









Recensione film: UNA FOLLE PASSIONE di Susanne Bier



Film visto nel weekend: comincia come qualcosa di sentimentale e romantico per colorarsi via via di tinte cupe e drammatiche.

UNA FOLLE PASSIONE


2014
Regia: Susanne bier
Cast: Jennifer Lawrence, Bradley Cooper,Rhys Ifans, Toby Jones, Sean Harris, David Dencik, Kim Bodnia, Blake Ritson, Sam Reid,Ned Dennehy, Ana Ularu

Una folle passione è tratto dall’omonimo romanzo scritto da Ron Rash ed edito in Italia da Salani.

Racconta di un amore forte e passionale, che alcuni eventi drammatici rischiano di trasformare in ossessione.

Siamo alla fine degli degli Anni Venti sullo sfondo delle montagne del North Carolina; protagonisti  George Pemberton (B. Cooper) e sua moglie Serena (J. Lawrence).
Il loro amore è nato da un semplice sguardo: una passione incontenibile tra quest'uomo affascinante e una donna bellissima, dalla pelle bianca come porcellana e un velo di malinconia in fondo agli occhi.

Serena Shaw - figlia di un ricco imprenditore di legname - ha nel suo passato un evento tragico: quando aveva 12 anni un incendio le ha portato via genitori e fratellini; da allora è devastata da un grande senso di colpa e dalla convinzione che non amerà mai più nessuno.

Ma il bel George le fa capire che non è così e che c'è posto per l'amore nella sua vita.

Infatti, il matrimonio inizia e procede benissimo, e così anche il lavoro, visto che iniziano a lavorare insieme per quello che diventerà presto un impero del legname; certo, gli affari vengono condotti non sempre lecitamente, ma finché nessuno li scopre e parla, le cose possono procedere; e se qualcuno osa dar loro fastidio..., e beh, c'è Serena pronta a consigliare il marito su come risolvere il problema...

Serena quindi si dimostra subito forte, passionale e senza paura: controlla i taglialegna, dà la caccia a serpenti a sonagli e salva addirittura la vita di un uomo in mezzo alla natura selvaggia.
Uniti non solo dall'amore ma anche dal potere e dall’ascendente che esercitano sugli altri, i Pemberton non permettono a nessuno di ostacolare il loro amore folle e le loro ambizioni.

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A dar loro ulteriore prospettiva di felicità si aggiunge la notizia dell'arrivo di un figlio; ad essere particolarmente euforica è Serena, consapevole di come un figlio loro potrebbe aiutare il marito a non pensare al figlio illegittimo che ha avuto nel corso di una precedente e breve relazione con Rachel (un'ex-dipendente di George), che però tornerà a farsi viva con il piccolo Jacob per chiedere di essere ripresa a lavoro.

Ma i problemi in casa Pemberton non tardano ad arrivare, tanto sul lavoro - qualcuno scopre i libri mastri, che rivelano gli affari illeciti di George e che, se fatti uscire allo scoperto, gli causerebbero non pochi guai - quanto nella vita di coppia, a motivo di un inaspettato e brutto incidente che getterà una cupa e pesante coltre di infelicità su e tra Serena e George.

Il dolore avvicinerà Serena e George, portandoli a rifugiarsi l'uno nell'altra, o piuttosto contribuirà ad alzare un muro di tristezza, frustrazione, rimpianti... che inevitabilmente rovinerà il loro rapporto?

Purtroppo, tra i due, chi non riesce ad andare avanti è Serena, che per paura di perdere l'amato marito, arriverà a fare cose tremende e folli.

Cosa si arriva a fare per amore?

Un film che narra una storia d'amore, un amore forte e pieno di passione tra due persone che hanno ognuna i propri segreti, e che si ritroverà a vivere un dramma di coppia doloroso; da quello che sembra quindi inizialmente una storia sentimentale si passa a momenti dalle tinte thriller a causa della follia di lei; ed infatti, i momenti iniziali del film partono un po' in sordina ma via via si fa sempre più interessante fino a giungere a un epilogo decisamente tragico.

Cooper e la Lawrence insieme sono molto belli da vedere e ormai siamo quasi alla "coppia fissa cinematografica"; soprattutto lei mi è piaciuta perchè tanto espressiva, con quello sguardo malinconico e determinato allo stesso tempo, quell'aria solo apparentemente algida ma che nasconde un fiume di emozioni contrastanti, che rivelano tutta la complessità psicologica del personaggio.

Nel complesso un bel film, forse non proprio adatto a chi vuol vedere trionfare amore e speranza ad ogni costo (tipo me ^_^ ).



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