lunedì 19 agosto 2013

Recensione IL BACO E LA FARFALLA di Diego Repetto



Recensione di un libro letto insieme agli utenti di un forum per appassionati lettori (LIBRI CHE PASSIONE) e che mi è piaciuto molto, soprattutto perchè tratto da fatti realmente accaduti!!


IL BACO E LA FARFALLA
di Diego Repetto

Ed. Italia Press
244 pp
12 euro
2011
Sinossi

“Chi sta fuori non si rende conto. Il ritmo della loro vita è scandito dai loro problemi, non dai nostri. Il lavoro, la famiglia e tutto il resto. Un ritmo frenetico, una corsa affannosa senza un attimo di respiro. A loro il tempo manca, a noi avanza… tutto cambia al di là di queste mura. Qui invece tutto resta uguale, cristallizzato. Siamo un baco che mai si trasformerà in farfalla”.

In questo mondo sono sempre i più deboli a pagare il prezzo più alto. Sono coloro che non possono volare ad essere presi ogni volta come capro espiatorio. E non volano non perché non vogliano, ma perché il fato o in molti casi qualcuno più potente ha spezzato loro le ali.

Guido si ritrova bambino con una madre da cercare e un padre da vendicare. Qualche anno dopo, poco più che adolescente, decide di fare i conti con un passato il cui peso si è fatto, col passare del tempo, insopportabile. Una scelta che lo porterà a scoprire molti lati oscuri della sua famiglia e che segnerà per sempre il resto della sua vita.


il mio pensiero

Guido Tommasi è il protagonista di questo romanzo che, come precisa l'Autore stesso, si basa su fatti realmente accaduti e che sono stati raccontati proprio a lui.
Il contesto iniziale dell'immediato dopoguerra l'ho trovato molto interessante e ben presentato, soprattutto nelle problematiche sociali che lo hanno caratterizzato.
La narrazione è in prima persona, un po' come un racconto autobiografico e, come spesso dico, questa scelta narrativa a me sta (quasi) sempre bene, perchè mi aiuta a vedere maggiormente le cose dal punto di vista del protagonista; mi facilita l'immedesimazione, in pratica.

L'infanzia di Guido non è stata proprio tranquilla e questo emerge da subito: cresce senza madre e il padre è il suo primo e concreto punto di riferimento (nonostante non sia facile per il papà stare sempre col bambino), ma purtroppo il destino decide di togliergli anche questa figura importante e di affidare il ragazzetto in un istituto, in cui Guido potrà intrecciare relazioni e amicizie significative, che in qualche modo lo aiuteranno a guardare il mondo con positività!

In particolare, spicca, nell'adolescenza, la figura della signora Milton, la direttrice, un personaggio che compare non moltissimo ma che avrà sempre un influsso positivo sul ragazzo!

Guido però non è un sedentario e crescendo in lui spicca il desiderio di andare in cerca della madre; l'incontro con Costanza però non è come quello sognato per anni.
Questa donna, provata dalla vita, ha la sua famiglia ormai e in essa tutto questo posto per il primogenito abbandonato anni fa non c'è e non ci sarà mai davvero.
Leggendo, ho provato sensazioni per la maggior parte negative per questa donna; sì, è vero che esse sono state un po' mitigate nell'apprendere il suo passato - è troppo facile giudicare le azioni altrui e  la verità non è mai da una sola parte... - ma nel complesso trovo che come madre Costanza sia stata troppo fredda ed indifferente verso suo figlio, che pure cercherà varie volte di metter da parte i risentimenti.

Ma ciò che non riesce proprio a mettere da parte sono gli incubi, frutto di un passato che spesso e volentieri si affaccia a tormentare il presente di Guido: un passato che risale a quando era solo un bambino e i suoi occhi innocenti hanno dovuto assistere all'assassinio della persona per lui più importante al mondo, perduta la quale, Guido si sentirà sempre, ogni tanto e nel corso degli anni, terribilmente solo: quello di suo padre.

E qui arriverà a fare un'azione moralmente da condannare: farsi giustizia da soli non è mai la soluzione giusta e non soddisfa la sete di giustizia ma solo il desiderio di vendetta.
Ma Guido è umano e in lui si è ormai radicata la convinzione di dover far cessare i propri incubi vendicandosi.
L'esperienza che seguirà a questa decisione segnerà il carattere di questo ragazzo, che comunque non è un delinquente e che non avrà difficoltà a reinserirsi nella società.

Anche se, c'è da dire - è un tema che compare nel romanzo - il reintegro degli ex-carcerati è qualcosa che incontra tantissime difficoltà, che poi vanno a sintetizzarsi nel pregiudizio che le persone hanno verso questa categoria di individui...

Ciò che costituirà la salvezza di Guido è l'aiuto esterno di persone che si fideranno di  lui e che gli daranno modo di dimostrare che è un membro della società utile, capace di lavorare seriamente ecc...

Guido riesce a trovare dei punti fermi nella propria vita ma ancora una volta il destino non sarà clemente con lui.
Il baco che era diventato farfalla, attraverso l'esperienza del carcere, si ritroverà a dover affrontare ancora un'altra volta un periodo difficilissimo, da innocente stavolta.

Se leggerete "Il baco e la farfalla" vi accorgerete come a Guido ne capitino davvero di tutti i colori.
Pensate che è una storia vera e che le vicende sono davvero accadute al protagonista!
Fino all'ultima pagina vi stupirete, probabilmente, nel rendervi conto di come la vita non si stanchi di giocare con Guido, di mettergli davanti delle "prove", degli ostacoli, ma vi renderete forse anche conto che il nostro protagonista verrà sì colpito numerose volte ma le sue ali nessuno riuscirà a spezzargliele.... e che nonostante in tanti momenti qualcosa di lui sia "morto", in tanti altri egli ha saputo rinascere.

Un bel libro, che lascia riflettere su molti temi, tra cui in particolare quello del carcere quale mezzo di.... rieducazione? Mhm.... L'autore  pone l'accento sui tanti problemi inerenti il sovraffollamento nelle carceri e il futuro che aspetta coloro che ritornano alla vita normale, dopo aver scontato la propria pena.
Ma ci sono anche tematiche come i rapporti genitori-figli, tra moglie marito, problemi legati al lavoro..., insomma, la vita a 360°.

Una scrittura semplice, scorrevolissima, immediata, dinamica, con un giusto equilibrio tra descrizioni di ambienti e persone, riflessioni personali del protagonista e azione, accompagnata da numerosi colpi di scena.

Consigliato, una bella lettura, che mai rischia di annoiare!

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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