giovedì 23 ottobre 2014

Recensione 'IL CACCIATORE DEL BUIO' di Donato Carrisi



Ed eccoci a parlare di un romanzo terminato proprio stamattina!!

IL CACCIATORE DEL BUIO
di Donato Carrisi


in lettura
Ed. Longanesi
18.60 euro
450 pp
SETTEMBRE
2014
Non esistono indizi, ma segni. 
Non esistono crimini, solo anomalie. 
E ogni morte è l’inizio di un racconto.

Marcus è un uomo che ha perduto la propria identità, il proprio passato, la propria storia personale.

Ricoverato in un ospedale, a Praga, senza più alcun ricordo di sè e del proprio passato, riceve l'inaspettata visita di uno sconosciuto: un prete, di nome Clemente e che gli offre una via d'uscita, anzi due.
Quella che Marcus sceglierà farà di lui un penitenziere, un prete che ha la capacità di scoprire le anomalie nelle trame ordite dal Male e di comprendere le complesse dinamiche che stanno alla base degli omicidi più oscuri ed efferati.

"il male è quell'anomalia davanti agli occhi di tutti ma che nessuno riesce a vedere".

Marcus vive a Roma e conduce la propria vita come un uomo invisibile, chiamato a mettere a frutto tutta la propria intelligenza e gli insegnamenti impartitigli da un riservato ma fedele Clemente, per entrare nella mente degli assassini e portarli alla luce; e questo sempre restando nel buio, lontano da occhi indiscreti, ricordando che la sua missione non gli consente di avere una famiglia, un amore, una vita come le altre persone.
La sua strada però, a un certo punto, si incrocia con quella di una poliziotta, giovane vedova: Sandra Vega, che lavora sulle scene del crimine, ma diversamente da Marcus non si deve nascondere, se non dietro l’obiettivo della sua macchina fotografica.
Lei è, infatti, una fotorilevatrice della polizia e il suo compito è fotografare il nulla, per renderlo visibile. 

Cosa farà avvicinare il penitenziere alla poliziotta?

Roma, la città eterna, così affascinante e caotica, quanto misteriosa e piena di leggende, è infestata dalla presenza di un serial killer, di un mostro che uccide e tortura senza pietà e che sembra prediligere le coppiette che si isolano nei parchi per condividere momenti di intimità.
Omicidi a sfondo sessuale, quindi, ma la spiegazione degli stessi non è così "semplice" ed immediata come potrebbe sembrare a primo impatto.

Chi è quest'assassino e, più di tutto, come fare per acciuffarlo?

Sandra e Marcus, seppur partendo da finalità e compiti diversi, si ritrovano ad indagare su questo caso complicato, che vedrà coinvolta davvero molta gente e che si complicherà via via sempre più, svelando di volta in volta scenari e legami inimmaginabili.

Marcus ha la grande qualità di sapersi mettere nei panni dell'assassino, di provare a ragionare con la sua testa, guardando le cose dal suo punto di vista, proprio perchè è un cacciatore del buio...
"Non si trattava di una professione, era la sua natura. Il male non era semplicemente un comportamento da cui scaturivano effetti e sensazioni negative..."

Ma per comprendere cosa può portare un essere umano a nutrire in sè tanto odio - riversato con ferocia su degli innocenti -, è necessario capire in che modo ama.

Marcus dovrà scendere negli abissi profondi di una mente folle eppure intelligente, che uccide secondo un "progetto", un disegno che solo lui conosce ma che, in realtà, sta svelando, narrandolo a modo suo, aspettando che qualcuno riesca a comprenderlo.

E' un disegno omicida che affonda le proprie radici in qualcosa di grande, di "antico", che si perde nel tempo, facendo riaffiorare vecchi significati, vecchie storie e antichi simboli, che invano si cerca di dimenticare, perchè legati al Male, alla sfera esoterica, a tutti quegli aspetti malefici del "sovrannaturale" che spaventano e affascinano allo stesso tempo.

Ma è forse possibile parlare del Bene senza far riferimento al Male, e viceversa?
Male e Bene  non sono n fondo due facce di un'unica medaglia?

Il Male è una dimensione, dice padre Clemente al suo "allievo" Marcus, che 

"riusciva a scorgerla, vedendo ciò che gli altri non potevano vedere".

Egli dovrà guardare in faccia questo male per poterlo scovare, andando indietro negli anni e cercando il momento e il luogo esatti in cui cui ha preso il via la follia omicida del serial killer.

Attraverso una serie di indizi, che verranno fuori nei modi più improvvisi ed improbabili, che mostreranno come "nulla è come sembra", che riveleranno come ci sia, dietro l'assassino, qualcuno che lo sostiene, lo protegge, e che anche lì dove si pensa ci sia solo il Bene, in realtà possa annidarsi il seme del Male, Marcus e Sandra correranno non pochi pericoli per cercare di giungere, per strade differenti ma connesse, alla stessa conclusione: dare un'identità, una storia... al mostro di Roma e cercare di fermarlo.

Carrisi ha tirato fuori (di nuovo!) dal suo "cilindro di scrittore e conoscitore degli oscuri meccanismi della mente umana" una storia brillante, originale come sempre, ricca di sorprese, di sviluppi ed intrecci imprevedibili che si incastrano alla perfezione , tenendo il lettore sempre col fiato sospeso, con l'avida curiosità di andare oltre, di capire anche lui quali trame complesse e perverse si celino dietro certi inquietanti personaggi, la cui psicologia è tanto oscura quanto accattivante.

"Il cacciatore del buio" ci conduce tra le strade di una Roma buia,  "sotterranea", fatta di oscuri tribunali che giudicano peccati gravi e tenuti nascosti, di confraternite ed archivi sorti tanto tempo fa, di ricatti, di peccatori più o meno pentiti, di omicidi (ci sono dei riferimenti a casi reali, di cronaca, in qualche caso anche menzionati esplicitamente), di simbologie arcane e inquietanti, di celebri fiabe per bambini dai risvolti non proprio innocenti, di disturbi della personalità che si spiegano con i traumi dell'infanzia e di tanto altro, per cui il mio invito è quello di lasciarvi rapire dal questo bellissimo romanzo, che comincerete e non lascerete fino a quando non sarete giunti all'ultima pagina.

Solo giunti alla fine, vi dichiarerete soddisfatti o, come me, vi ritroverete a pensare e a chiedere: "A quando il prossimo, Donà?".

Imperdibile ^_^

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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