sabato 2 luglio 2016

In lettura: L'ODORE DELLA POVERE DA SPARO di Attilio Coco



Lo scorso week end sono stata a Roma a guardare il bellissimo musical "Notre Dame de  Paris", che da anni sta riscuotendo grandissimo successo in Italia, e non solo.

In quel week end mi è stato regalato un libro, che ho attualmente in lettura:

L'ODORE DELLA POVERE DA SPARO
di Attilio Coco

Ed. Spartaco
270 pp
11 euro
2015
Potenza è la prima tappa di una vicenda che prende il via davanti alla prefettura un martedì di aprile del 1947. La polizia spara sulla folla scesa in piazza contro la fame e la disperazione che dilaga nelle campagne.
Piove a dirotto e, nel vicino liceo classico, il professore Lodovico Marotta è nervoso, agitato, distante, mentre spiega un passo dell'Eneide. Il racconto di Gianni Ceccante, all'epoca studente timido e incerto e oggi affermato attore di teatro, comincia da quella mattina.
A raccogliere le sue memorie è lo scrittore Pietro Mattei, che ricompone vite segnate da un brutto "morbo", un focolaio che si diffonde a macchia d'olio anche fuori dai confini del Belpaese, subdolo, dalle mille facce. Addirittura seducente.
Si chiama fascismo.
Gianni impara a leggere in profondità la realtà che lo circonda finendo per caso in una libreria, un "covo libertario" frequentato dal suo insegnante, ex confinato politico, e dal compagno di classe Diavolorosso. La nuova rotta lo porta a Roma.
Una sera, mentre recita, i suoi occhi incontrano quelli di Alejandra, la Maga. L'esistenza della ragazza è segnata da ossessioni e paure, dettate da immagini che vengono da un futuro che insanguinerà l'Argentina, terra verso cui è attratta dall'amore per Victor e da un destino ineluttabile. L'epilogo si svolge a Torino, dove Gianni spopola in teatro.
Ormai non è più lui a raccontare. A tirare le fila è lo stesso scrittore Pietro Mattei che...

L'autore.
Attilio Coco (1958), di origini lucane, si trasferisce a Roma nel 1992, insegnando italiano e storia nelle scuole superiori. Dal '93 collabora con la rivista Segnocinema; ha pubblicato saggi sui film non realizzati di Pasolini, sul cinema italiano degli Anni '90, sulle serie tv americane ecc.
è autore di "Sguardi d'autore. visioni e immagini cinematografiche della Basilicata"; "La passione di Cristo, ovvero lo Spazio e il Tempo della Visione". Con Edizioni Spartaco ha già pubblicato "Ho una storia per te".Cura un blog in cui parla di libri. 


Vi lascio anche la citazione che l'Autore ha riportato nelle prime pagine del libro:

"Il fiume della Storia trascina e sommerge le piccole storie individuali,
l'onda dell'oblio le cancella dalla memoria del mondo;
scrivere significa anche camminare lungo il fiume, risalire la corrente,
ripescare esistenze naufragate, ritrovare relitti impigliati sulle rive
e imbarcarli su una precaria Arca di Noè di carta."

Claudio Magris, Utopia e disincanto


Il significato del termine epigrafe al quale mi rifaccio è quello dato dalla Treccani.it
"Iscrizione in fronte a un libro o scritto qualsiasi, per dedica o ricordo; più particolarm.,
citazione di un passo d’autore o di opera illustre che si pone in testa
a uno scritto per confermare con parole autorevoli quanto si sta per dire

ANCHE IL LIBRO CHE STATE LEGGENDO VOI 
HA UNA CITAZIONE INTRODUTTIVA O UNA BELLA DEDICA

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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