giovedì 14 luglio 2016

Recensione: COME IL CIELO DI BELFAST di Elena Magnani



Il presente romanzo è ambientato a Belfast, capitale dell'Irlanda del Nord, che per anni è stata insanguinata da attentati e guerriglie tra le due fazioni contrapposte, cattolici e protestanti, repubblicani e lealisti.

"Come il cielo di Belfast" è una storia di passione, vendette, ideali per i quali si è disposti a combattere, a uccidere, a morire; ma al contempo è una storia di amore, riscatto, capacità di dare a se stessi e a chi si ama la possibilità di sperare in un futuro in cui il cielo non sia più oscurato da nubi minacciose ma reso limpido dalla voglia di ricercare la pace e la vita.




COME IL CIELO DI BELFAST
di Elena Magnani


Prezzo ebook: € 1,49
Data pubblicazione: 2016
246  pagine
Editore: Lettere Animate
La storia inizia e prosegue su due binari che, pur partendo in parallelo, si "sfioreranno" diverse volte; seguiamo infatti le storie di due diverse "categorie" di persone, appartenenti a schieramenti religiosi e politici opposti e che vivono anche in quartieri differenti, proprio a simboleggiare i loro diversi ideali.

La narrazione in prima persona è affidata alla giovane Gaia, una ragazza italiana che da Genova è andata a Belfast (siamo negli anni '90), convinta di trascorrervi pochissimo tempo, giusto quello necessario per convincere l'amico del cuore, Luca, a non fare la sciocchezza più assurda della propria vita: sposare l'attuale fidanzata Roisin.

A The Falls (quartiere popolare di West Belfast, abitato esclusivamente da cattolici) vive Roisin con la sua famiglia, compresi i due cugini Michael e Liam.
Se con la futura sposa c'è una "leggera" antipatia, tenuta a bada bene o male per amore di Luca, con Michael c'è da subito ostilità aperta. Il ragazzo infatti la guarda con diffidenza, che sfocia nell'odio puro quando si rende conto che tra la nuova arrivata italiana e suo fratello Liam sta nascendo del tenero.
Gaia e Liam, infatti, si sentono attratti l'una dall'altro immediatamente, ma Gaia sa che tra pochi giorni, dopo il matrimonio di Luca, dovrà tornarsene nella sua Genova, mentre Liam, che pure non nasconde i propri sentimenti per la ragazza, sa che per loro non c'è alcuna speranza.

Come mai? Cosa può impedire a due giovani belli e passionali di vivere una storia d'amore?
E' il cielo stesso di Belfast, tanto suggestivo quanto mutevole, a testimoniare che i differenti modi di vivere - con scopi e ideali annessi - di Gaia e Liam sono il principale ostacolo alla loro storia d'amore.
Tra piccoli litigi e tenerezze, i due innamorati dovranno fare i conti con la realtà di una città che non è come tutte le altre perchè da troppo tempo è infuocata da lotte interne, da bombe e attentati tra le due fazioni, che mietono vittime innocenti, provocando morti su morti, perchè la violenza, quando non viene arrestata, genera soltanto altra violenza.

Quando la tranquilla e un po' spaventata Gaia si rende conto di cosa significa vivere a Belfast, a The Falls, cosa vuol dire essere al fianco di un ragazzo come Liam, che ha abbracciato un'ideologia con precisi scopi nella vita, dovrà fare inevitabilmente i conti con il proprio forte sentimento (ricambiato) e decidere se per esso è disposta a dimenticare la propria vita in Italia per restare in un posto continuamente in subbuglio, dove la tua sicurezza è appesa a un filo, dove ogni giorno c'è una bomba che scoppia, un pestaggio da parte dei "nemici"..., insomma dove la morte sembra fagocitare la vita.

A cosa e a quanto sarà disposta a rinunciare Gaia per amore di Liam?
E Liam potrebbe mai cambiare vita per amore di Gaia e di un possibile futuro insieme a lei?

Il secondo filone narrativo è collocato a The Shankill (quartiere popolare di West Belfast, abitato esclusivamente da protestanti), dove conosciamo tre ragazzi, anch'essi in balia di questo cruento conflitto politico mascherato dal fanatismo religioso: c'è Martin, un ragazzo tranquillo, orfano di madre, che vive col padre e con il fratello maggiore, Kevin; la morte improvvisa del genitore per suicidio spezza il già precario equilibrio familiare e Kevin commette un gesto terribile che porterà a conseguenze drammatiche nella vita sua e dei suoi cari.

Per fortuna, nonostante i problemi e le difficoltà, accanto al povero Martin c'è un gigante buono, un amico che è un tesoro ineguagliabile, pronto a tutto pur di aiutare Martin nel momento del bisogno: Patrick, un ragazzone che di grosso non ha solo la stazza ma soprattutto il cuore.

Martin e Patrick sono grandi amici, a dispetto dell'appartenenza ai due schieramenti opposti (Patrick è cattolico, Martin protestante); ma a volte la Storia invade le piccole esistenze individuali, sconvolgendole.

La loro amicizia saprà resistere davanti ai tentativi esterni di travolgerli con carichi di odio e vendette, o soccomberà di fronte a questa guerra logorante, che non guardia in faccia nessuno, che non distingue tra innocenti e colpevoli, tra buoni e malvagi?

«Il cielo, qui da noi, non è mai del tutto azzurro» dice appoggiandosi alla porta. «La luce cambia più rapidamente che altrove. Spesso, mentre splende il sole, si abbatte anche il temporale. E alla fine, l'arcobaleno. Qui tutto è selvaggio, la natura, le coste, il mare, i venti, la gente…»

ricorda Liam a Gaia, ma anche a noi lettori, che ci ritroviamo immersi, pagina dopo pagina, in una lotta quotidiana tra gente che non è divisa semplicemente da un muro fisico (Peace Lines) ma ancor di più da muri alti innalzati nel corso di anni di odio e vendette; muri che chiedono a gran voce una tregua che finalmente li abbatta e porti un vento di serenità tra quelle strade martoriate e pericolose.

L'autrice, con un linguaggio e uno stile chiari, curati ed immediati, fa tuffare anche noi, come accade a Gaia, in questo nugolo di strade e quartieri in guerra, quasi facendoci sentire addosso il pericolo, l'ansia, la paura di chi esce di casa al mattino senza sapere con certezza se vi rientrerà la sera; la scrittura sensibile e attenta ci permette di metterci nei panni di chi, come Gaia, si ritrova in un contesto assolutamente diverso dal proprio e non è preparato ad affrontarlo, ma anche nei panni di chi, come Martin e Patrick, vi è nato, vi è "abituato" e ha imparato, suo malgrado, a viverci e conviverci, cercando quanto meno, giorno per giorno, di sopravvivere.

Leggendo, non si può non apprezzare la capacità di chi scrive di contestualizzare le vicende dei personaggi, narrate dalle due opposte prospettive, calandole nella quotidianità di un conflitto durato decenni; affascinante, per quel che mi riguarda, anche la presenza di dialoghi in gaelico, che contribuiscono ancora di più ad immergere il lettore nella vita e nella cultura movimentata di questa città, della quale, tra le righe, ci sembra di respirare odori, sapori, di ammirarne il cielo sconfinato "tanto azzurro e compatto da sembrare irreale" (cit.).

Questo bel romanzo - che vi consiglio di leggere - mi ha ricordato moltissimo EUREKA STREET di Wilson McLiam. (RECENSIONE).

4 commenti:

  1. Ciao Angela! Scusa l'interminabile assenza che ho fatto dal tuo blog (in realtà in generale dall'intera blogsfera) ma sono tornata una settimana fa in Italia. Anyway, spero vada tutto bene!
    Non avevo sentito ancora parlare di questo romanzo ma la frase che ci hai lasciato sul cielo ''azzurro'' è bellissima *-* Mi sa che hai proprio ragione: si dovrebbe apprezzare la capacità di scrittura dell'autrice

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    1. francyyyyy! bentornata, mi sei mancata!! sono felice di leggerti!!!

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  2. Ciao Angela, non ho mai letto un romanzo che affronta il contesto della questione irlandese, sembra molto interessante!

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    1. ciao Ariel mi fa piacere averti incuriosita anche solo un po' su questo argomento ;)

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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