lunedì 12 settembre 2011

Il momento della poesia: Eugenio Montale

Ecco due poesie di Montale che mi hanno sempre fatto vibrare "le corde dell'anima" ...


La prima è "Ripenso il tuo sorriso"... che non so mi ha sempre fatto pensare ad un amico lontano, la cui immagine  e il cui ricordo però son sempre presenti nella memoria....




Ripenso il tuo sorriso, ed è per me un'acqua limpida
scorta per avventura tra le petraie d'un greto,
esiguo specchio in cui guardi un'ellera i suoi corimbi;
e su tutto l'abbraccio d'un bianco cielo quieto.
Codesto è il mio ricordo; non saprei dire, o lontano,
se dal tuo volto s'esprime libera un'anima ingenua,
o vero tu sei dei raminghi che il male del mondo estenua
e recano il loro soffrire con sé come un talismano.
Ma questo posso dirti, che la tua pensata effigie
sommerge i crucci estrosi in un'ondata di calma,
e che il tuo aspetto s'insinua nella mia memoria grigia
schietto come la cima d'una giovinetta palma...


L'altra è questa...


 Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale      e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.       Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.      Il mio dura tuttora, né più mi occorrono le coincidenze, le prenotazioni,      le trappole, gli scorni di chi crede       che la realtà sia quella che si vede. Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio      non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.  Con te le ho scese perché sapevo che di noi due  le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,      erano le tue. 




   

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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