lunedì 12 settembre 2011

Trama e recensione de IL LINGUAGGIO SEGRETO DEI FIORI




L'ho terminato oggi pomeriggio: "Il linguaggio segreto dei fiori"; lo presi per due motivi, entrambi riconducibili alla CURIOSITA': ho letto di esso recensioni e commenti assolutamente positivi e poi è un best seller e a me piace capire per quale ragione un libro colpisce tanto l'opinione pubblica...!

Allora, questa è la mia personale opinione.

Victoria è una ragazza orfana di 18 anni, cresciuta in case d'accoglienza e in famiglie affidatarie che, 9 volte su 10, non hanno affatto adempiuto al proprio ruolo e la bimba non s'è trovata ad essere accolta in un ambiente amorevole e caloroso, come può essere quello di una famiglia, bensì dentro mura fredde, anzi crudeli, in cui Victoria ha dovuto ingoiare solo umiliazioni, cattiverie, privazioni.

Fino a quando, all'età di 10 anni, qualcosa cambia e per la piccola e "ruvida" Victoria si affaccia una speranza, che ha il nome di Elizabeth.
Elizabeth è una donna single, desiderosa di avere una bambina alla quale dare e dalla quale ricevere amore, quell'amore che non ha avuto dalla propria famiglia.
La donna sa che non è facile entrare nel cuore di Victoria, che da subito si mostra difficile, diffidente, un piccolo animale selvatico sempre sulla difensiva; al suo ingresso Elizabeth le "offre" delle stellarie che significano benvenuta; ma ad esse Victoria risponde infilando delle spine di cactus nelle scarpe dell'ignara "mamma"...!

Ma quest'ultima non si arrende e, inculcando alla bimba il proprio amore per il poco conosciuto linguaggio dei fiori, riesce a penetrare quella scorza dura; Elizabeth per prima si aprirà, parlando a Victoria di sè, della famiglia "fantasma" alle spalle, della sorella Catherine - che ha un figlio di nome Grant - e del rapporto interrotto con lei.
Anche la bambina, pian piano, impara a voler bene alla mamma... fino a quando l'ombra di Catherine non giunge a minacciare la loro vita a due: essendo molto malata, Elizabeth vorrebbe prenderla con sè, per curarla, ma Victoria non è disposta a dividere Elizabeth con qualcun altro, così preferisce perderla del tutto: appicca un incendio nel vigneto di Elizabeth, lasciando capire che a farlo sia stata Catherine...

Elizabeth perde l'affidamento di Victoria, che cresce col rimorso per la cattiveria compiuta e per l'affetto perduto...; arrivata ai 18 anni, non può più restare nella Casa d'Accoglienza, deve cercarsi un lavoro e trova Renata, fiorista, con la quale collabora per interpretare ed esaudire i desideri dei clienti, attraverso i fiori...

Diventa una fiorista bravissima ed è grazie ai fiori che sul suo cammino rispunta un legame con Elizabeth: Grant, suo nipote.
Il ragazzo si innamora di Victoria, sogna un futuro con lei e per sei mesi sembra avverarsi ..

Ma di fronte a tanto amore Victoria ha di nuovo paura, paura di distruggere la vita di tutte le persone che le sono accanto e che le vogliono bene, ha paura di deluderli per la propria incapacità di amare.
La ragazza dovrà fare i conti con se stessa e comprendere che

"Victoria, il tuo comportamento è una scelta, non è ciò che sei."

Victoria ha adesso la possibilità di dimostrarlo a se stessa e agli altri e così prova a vincere la paura: desidera provare ad imparare ad essere figlia, compagna, madre, perchè

"forse anche chi aveva vissuto isolato e senza affetti poteva imparare ad amare profondamente al pari di chiunque altro".

Che dire...?

 Il libro mi è piaciuto abbastanza, l'ho letto in pochi giorni e ho apprezzato la sensibilità di Vanessa Diffenbaugh nel disegnare le personalità dei personaggi, in particolare della protagonista, la tecnica narrativa dell'intervallare il passato e il presente e poi ho potuto scoprire quanto sia affascinante il mondo dei fiori, per la ricchezza del loro significato.
Ammetto anche che la protagonista mi ha dato sui nervi più di una volta e, per quanto la sua storia non lasci indifferenti, è lei come persona a catturare poco emotivamente il lettore...

Per concludere, non lo ritengo un capolavoro letterario e non condivido l'ovazione che questo romanzo ha ricevuto; però è carino, è una buona lettura.

Nota positiva: alla fine del romanzo c'è un sintetico dizionario dei fiori; inutile dire che sono subito andata alla ricerca del significato dei fiori che ho fatto mettere nel bouquet di nozze: agapanthus e roselline panna.

Beh l'agapanthus significa "lettera d'amore" e fin qui, tutto bello.
Ma siccome c'erano anche le roselline... beh, rosa bianca vuol dire "un cuore che non conosce amore" ....
Però le mie non erano proprio bianche eh... chissà che non siano poi così negative...
E poi il tema del matrimonio era il glicine, che vuol dire benvenuto...!

Due su tre: non è poi così male no?

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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