martedì 26 marzo 2024

🐦RECENSIONE 🎻 LE AVVENTURE DI NUVOLA E ANTONIUS di Germana Quadrini

 

Le fiabe musicali che oggi vi presento hanno in comune due speciali protagonisti giovani e inesperti che trovano il coraggio di sognare in grande e di provare a realizzare i loro sogni andando oltre limiti e insicurezze, sfidando timori e insuccessi.




LE AVVENTURE DI NUVOLA E ANTONIUS
 - DUE FIABE DI GERMANA QUADRINI - 




Queen Kristianka Edizioni
Musiche originali di Loreto Gismondi

Le avventure dell’uccellino Nuvola (Durata 11’:44’’)
Antonius, il sogno di un violino (Durata 18’:23’’)

6,00 euro
Voce narrante: David Duszynski
AUDIOLIBRO DIGITALE
FORMATO MP3, scaricabile dalle piattaforme
 IlNarratore, Kobo, Google Play


Nella storia "Le avventure dell’uccellino Nuvola", il passerottino Nuvola è chiamato così per la sua abitudine ad aver sempre il becco rivolto verso il cielo.

Vispo e curioso, ama giocare con tutti gli animali della valle e sogna di volare in alto come un'aquila.

Gli amici, inizialmente, non capiscono come Nuvola possa avere desideri troppo  ambiziosi, ma poi il loro affetto per il passerotto ha la meglio e decidono di aiutarlo nella difficile impresa.

Nuvola è un passerotto con il becco rivolto sempre verso il cielo.
Vispo e curioso, ama giocare con tutti gli animali della valle e sogna di volare in alto come un'aquila.

Gli amici, inizialmente, non capiscono come Nuvola possa avere una tale ambizione, ma poi l'affetto per il passerotto ha la meglio e decidono di aiutarlo nella difficile impresa.

Nuvola dovrà affrontare le proprie paure per ottenere ciò che desidera e volare sempre più su, là dove neanche lui era sicuro di poter arrivare.

Questo simpatico uccellino non si accontenta semplicemente di ciò che conosce ma aspira a qualcosa di più grande ed è desideroso di andare alla scoperta del mondo e della libertà.


"...il cielo è così infinito che appartiene a tutti. 
Trova il tuo pezzo di cielo."


*******

Nella seconda fiaba sonora, "Antonius, il sogno di un violino", conosciamo un vivace e curioso violino che coltiva nel cuore il desiderio far emozionare le persone con la bellezza della sua musica. 

Il liutaio Samuel costruisce con tanto amore pregiati violini, viole e violoncelli; per lui sono come delle creature, dei figli, un po' come Pinocchio per il buon mastro Geppetto; ad esse, l'anziano dà anche dei nomi e il violino della nostra storia si chiama, appunto, Antonius.

Antonius capisce sin da subito che lui e gli altri strumenti di Samuel sono speciali e il suo sogno è poter andare in giro per il mondo nelle mani di un musicista bravo che non lo abbandonerà mai e che lo "userà" per suonare melodie bellissime ed emozionanti.

La sua incredibile voglia di ritrovarsi nelle talentuose mani di un violinista lo spinge, però, a intraprendere dei passi incauti e frettolosi.

Ma per ogni cosa c'è il suo tempo, e come gli esseri viventi crescono attraversando delle tappe e fasi, così è per i violini di questa storia e Antonius lo imparerà molto presto.

Aver fretta di fare ciò per cui non si è ancora pronti e maturi non è una buona idea perché si rischia di fallire e di dover fare i conti con il timore di deludere gli altri e di non essere all'altezza delle aspettative.

Ce la farà Antonius a realizzare il sogno di essere "uno strumento dell'anima" capace di produrre musiche meravigliose nelle mani di un sensibile violinista?


Entrambi i racconti ci ricordano, con molta dolcezza e un pizzico di magia, che ci vuol coraggio e una sana fiducia in sé stessi per raggiungere i propri obiettivi, e che tutti noi possiamo realizzare i nostri sogni, anche dopo qualche errore o insuccesso.


Il linguaggio adoperato è semplice e adatto ad ascoltatori anche molto piccoli; l'ascolto è oltremodo piacevole, sia perché il narratore ha una voce calda, avvolgente e la lettura è espressiva e in grado di coinvolgere l'ascoltatore, sia per la presenza della musica che, lungi dall'essere un semplice "sottofondo", è anzi un elemento centrale, che dà corpo alla costruzione della fiaba stessa, accompagnando sapientemente di volta in volta i personaggi nei loro vissuti e accordandosi alle loro emozioni.

È una tipologia di fiaba ideale da proporre ai bambini in quanto ha tutte le caratteristiche per stimolare la creatività, l'immaginazione, favorire l'espressione di sentimenti ed emozioni, introdurre al meraviglioso mondo della musica e tiene accesa l'attenzione di chi ascolta grazie alla varietà di strumenti musicali, di melodie e ritmi che contribuiscono a far percepire la storia e i personaggi come esseri vivi e con una loro specifica identità.

Un audiolibro, quindi, composto da due fiabe davvero belle, delicate e magiche, con messaggi positivi e che ben si presta ad essere impiegata in ambito educativo.

domenica 24 marzo 2024

ⓧ✘ RECENSIONE ✘ⓧ "X ZERO" di N. Milesi



Come reagiremmo se la nostra esistenza, che sta procedendo "alla grande", tra successi professionali e fugaci relazioni "amorose" appassionate e soddisfacenti, prendesse all'improvviso una piega inaspettatamente drammatica e, per certi versi, ricca di sorprese?
Il protagonista di questo romanzo dal titolo enigmatico è un affermato ed eccentrico curatore e critico d’arte, un uomo affascinante, ironico, intelligente, da sempre uno spirito libero refrattario a convenzioni sociali e a sciocchi sentimentalismi, che si vedrà costretto ad affrontare non poche sfide, senza mai abbandonare il suo motto esistenziale "Carpe diem".



X ZERO
di N. Milesi



Oakmond Publishing
263 pp
14.50 euro
Aprile 2023
LINK


 Charlie Owen ha trentatré anni e vive a Barcellona dove conduce una vita appagante sotto tutti i punti di vista.

Giovane, bello, dannato, cinico, intelligente e sveglio, alla costante ricerca di una sola cosa - il piacere -, ha sempre una gran voglia di ironizzare, sdrammatizzare, di non prendere tutto troppo sul serio; si definisce "un agnostico, un nichilista convinto e un anarchico, seguace dei soli miei sensi. In definitiva potrei definirmi un inguaribile e appassionato lussurioso".


Lavora come critico d'arte ed è molto apprezzato negli ambienti artistici che frequenta.
Orfano di madre, è cresciuto con un padre severissimo, un generale dell'esercito americano che ha tirato su l'unico figlio in un clima da caserma in cui vigeva il detto "ordine e disciplina".
Tra padre e figlio non vi è mai stato un gran feeling né dichiarazioni di affetto per cui, una volta adulto, Charles si è allontanato da lui vivendo la sua vita in assoluta libertà e privo di legami affettivi stabili e importanti.

Fatta eccezione, infatti, per pochi amici - tra cui Victor (ricercatore scientifico) e Katrine (un'artista eclettica ed estrosa con cui gli "capita" di condividere notti infuocate) -, Charles non ha chissà quali rapporti interpersonali cui aggrapparsi e affidarsi, soprattutto in ambito sentimentale.
È un vero e proprio "uccel di bosco" che rifugge qualsiasi tipo di relazione amorosa impegnativa e quando subodora i primi accenni di un sentimento nascente (nell'altro/a), di una forma anche primitiva di gelosia, il giovane stoppa subito ogni frequentazione: niente coinvolgimento emotivo, nessun impegno, zero responsabilità.

Insomma, niente storie serie.
L'amore? Roba da sentimentali patetici, a lui piace solo divertirsi seguendo i propri istinti e impulsi, appagare i sensi e la voglia di perdersi in atti di puro piacere fisico, e non importa che si tratti di maschi o femmine: ciò che conta è divertirsi e stare bene (sempre mettendo prima le cose in chiaro con il/la partner di turno).

Ma a sconvolgere ogni sua certezza ci pensa la vita con diverse novità sorprendenti, che lo mandano in confusione e lo mettono decisamente alla prova.

Una di queste "sorprese" è donna e si chiama Roxanne, una brillante graphic designer, dal fisico perfetto, carismatica, sensuale, bellissima; Charles ne è rapito, ammaliato e diabolicamente sedotto.

Forse si sta avvicinando, anche per un tombeur de femmes incallito come lui, il momento di innamorarsi e impegnarsi in una relazione seria e stabile?

Ma gli scossoni non sono finiti e a dargliene uno bello forte è il suo stesso corpo: qualcosa non va nella sua testa e presto l'uomo riceve una notizia che lo sconvolge profondamente e lo costringe a rivedere tutta la sua esistenza alla luce di questa nuova condizione fisica.

Nonostante questo, Charles non perde vivacità, senso pratico, umorismo e affronta ciò che la vita gli dà giorno per giorno con coraggio e una dose di incoscienza che fa urlare l'amico Victor di disperazione ma che, a ben guardare, è forse la sola àncora di salvezza per lo stesso Charles.

Egli non è tipo da piangersi addosso, da fermarsi, chiudersi in casa a lamentarsi e ad aspettare "l'ora x", anzi: decide di farsi aiutare da Victor per trovare una sorta di "soluzione" al suo problema di salute, "soluzione" che poi dà il titolo al libro stesso.

Non vi dico di cosa si tratta perché è centrale nella trama e, se lo vorrete, scoprirete tutto da soli leggendo il romanzo.

Aggiungo soltanto che gli eventi devastanti non sono terminati e Charles apprenderà delle drammatiche informazioni sulle proprie origini; esse lo lasceranno ulteriormente turbato e sgomento e sue saranno la responsabilità e la libera decisione di capire come e quanto ciò che scoprirà del proprio passato influenzerà il futuro. 

Già, il futuro... La verità è che l'essere umano può immaginare tutti i programmi che gli vengono in mente, scrivere liste di cose da fare e desideri da realizzare..., ma la vita spesso è imprevedibile e il fato - o chi per esso - scombina le carte più di una volta e in modi impensabili.

Da Roxane in poi per Charlie ha inizio un viaggio che lo porterà a porsi degli interrogativi (nonostante egli non ami lasciarsi andare troppo ad elucubrazioni e ragionamenti filosofico-esistenzialistici), ad accettare giorno per giorno la realtà che è il caso a dettare le regole di questo gioco che è la vita; l'Uomo altro non è che una pedina sulla scacchiera dell’esistere, impegnato a barcamenarsi fra luce e oscurità, tra la creatività di un'opera d'arte e il rigore scientifico, tra mito e realtà, dubbio e verità, sesso e amore, vita e morte.

Charles è un protagonista a tutto campo: lo è di questo romanzo e lo è della sua stessa esistenza, le cui redini egli si sforza di non mollare mai per cercare il più possibile di poterla dirigere secondo i propri desideri ed esigenze.
Nonostante il mutare delle situazioni che man mano vive, egli resta sempre coerente e fedele alla propria natura: non si perde in piagnistei, non cede all'autocommiserazione neppure quando i problemi sono talmente gravi che potrebbe concedersi questo "lusso"; è pragmatico e razionale, sì, ma allo stesso tempo non esita a immergersi in esperienze che lo facciano andare oltre sé stesso, che sia attraverso l'alcool o la stessa attività sessuale: il tutto è sempre vissuto al massimo, con euforia e guidato dalla voglia insaziabile di divorare la vita, di godere, la sete di sperimentare nuove sensazioni, anche se questo significa bruciare le tappe.

"X Zero" è un romanzo originale, dagli intrecci narrativi imprevedibili, dove il fattore x, l'incognita, è sempre dietro l'angolo per cambiare il corso di eventi che sembravano procedere senza intoppi; il ritmo è scorrevole grazie a una scrittura che dosa bene le parti descrittive con quelle narrative e dialogiche, a un linguaggio schietto e consono al tipo di personaggi, alle dinamiche che si creano tra loro e al contesto in cui si muovono.

Pur mantenendo toni apparentemente leggeri e ironici (in virtù della personalità forte e stravagante del protagonista), vengono toccate tematiche serie e fondamentali per il vivere umano: l'amicizia, l'amore, (l'assenza di) affetti famigliari, l'uso e di sostanze (droga e alcool), la malattia, per citarne alcune.

Non mi resta che consigliare questo libro di N. Milesi, tra le cui pagine ci imbattiamo di sovente in citazioni e riferimenti musicali, cinematografici, artistici..., e del resto l'autore di sé scrive: "...in bilico fra questo e altri mondi paralleli in perenne ricerca di un punto gravitazionale. Ama l’arte, la letteratura, il cinema, la musica e viaggiare… il resto è necessità del superfluo e lucida follia."
 

giovedì 21 marzo 2024

APRILE... IN GIALLO! [ Prossimamente in libreria ]



Tre gialli in arrivo ad aprile.
Qualcosa potrebbe interessarvi? ^_-



Un ex commissario ai vertici di un’agenzia di security, una giovane di provincia il cui marito è scomparso. Due persone che vengono da mondi lontanissimi e che si ritrovano al centro di un intrigo di potere. 
Un gioco dove ognuno fa le sue mosse nell’ombra, mentre la posta sul tavolo diventa sempre più alta.

TRUDY 
di Massimo Carlotto

Einaudi
216 pp
18 euro
USCITA
9 APRILE 2024
La vita della commessa Ludovica Baroni cambia quando incontra e sposa uno dei più importanti commercialisti di Lecco, che un giorno... sparisce. 
A nessuno più di tanto interessa cercarlo, né alla polizia né a lei stessa, che infatti se ne va in vacanza sulla riviera romagnola.
Eppure c’è chi è disposto a pagare un sacco di soldi pur di sapere che fine ha fatto, a ingaggiare una società che si occupa di sicurezza e a richiedere l’attenzione speciale di Gianantonio Farina, che nella ditta i soci chiamano il Grigio e i dipendenti il Dottore. 
Lui è il responsabile delle «indagini non autorizzate». 

Farina fa spiare Ludovica, la fa pedinare, intercettare; le assegna anche un nome in codice: Trudy. 
Tutto è sotto controllo. O forse no.




*****

Sullo sfondo di una Milano crepuscolare, violenta e indifferente, spazzata dalla pioggia e dal vento, Pulixi tratteggia un noir denso di umanità, pathos e dolcezza: un dramma famigliare che si riflette sulle vite dei singoli poliziotti, risvegliando in loro fantasmi che avevano sperato di essersi lasciati alle spalle.

PER UN'ORA D'AMORE 
di Piergiorgio Pulixi


Rizzoli
400 pp
17 euro
USCITA 
16 APRILE 2024
Il legame tra un padre e una figlia è qualcosa di sacro che niente e nessuno dovrebbe spezzare. 
Maria Donata aveva promesso al suo, Italo, che, per quanto fosse andata lontano da casa, avrebbe sempre trovato un modo di ritornare.
Quando però viene uccisa, con indosso un abito da sposa che non le apparteneva, è Italo ad abbandonare la pace delle sue vigne nel sud della Sardegna e volare a Milano, dove la vita aveva portato Maria Donata, per prendersi cura del nipotino Filippo “Pippo” di due anni e scoprire cosa possa essere accaduto alla figlia. 

Dopo otto mesi di indagini infruttuose, l’omicidio però rischia di essere archiviato e Italo ha un’unica speranza: il criminologo Vito Strega. 
Già dai primi accertamenti, la sua squadra ha il sospetto che questa morte sia collegata a una serie di femminicidi che stanno scuotendo la città: un disegno criminale più ampio e oscuro, nel quale nessuna donna sembra essere al sicuro.




******


"Ophélie si vendica" è un racconto di crescita, un romanzo di amore e amicizia, un’indagine che si estende per più di un decennio e naturalmente una trama con colpi di scena, in cui nessuno sa fino all’ultima pagina chi conosce la verità e chi la manipola. “Papà ha ucciso mamma”. 

OPHÈLIE SI VENDICA 
di Michel Bussi


Ed. E/O
240 pp
18 euro
USCITA
24 APRILE 2024
Bambina in affidamento, cresciuta in un centro di accoglienza,  adolescente ribelle, studentessa che si sposta sotto falsa identità, ogni fase della sua vita sarà segnata dalla sua ricerca ossessiva. 
A 7 anni, Ophelie e testimone dell’omicidio di sua madre da parte di suo padre. che però non è l’unico colpevole. 
Sa che un altro uomo è coinvolto e che avrebbe potuto intervenire per evitare la tragedia. 
La bambina cresce animata dalla ricerca ossessiva della verità, di trovare i testimoni, raccogliere i pezzi del puzzle che la porteranno alla verità. 
E vendicarsi di coloro che le hanno portato via sua madre...




martedì 19 marzo 2024

> RECENSIONE < SOGNO. LE DUE VITE DI JEAN LOUIS di Giovanni Boschetti



Viaggiando lungo due piani temporali -  prima metà dell'Ottocento e il XX secolo -, i due omonimi protagonisti, non soddisfatti della realtà in cui vivono, cercano di trovarne il senso nella dimensione onirica.


SOGNO. LE DUE VITE DI JEAN LOUIS
di Giovanni Boschetti



PAV Edizioni
170 pp

Il romanzo di Giovanni Boschetti ha due protagonisti con il medesimo nome, Jean Louis, entrambi orfani, abbandonati dalla propria povera madre e con una passione in comune che, negli anni, diviene per loro un'ossessione: il sognare e tutto ciò che è collegato a quest'attività umana e al mondo dei sogni.

Il primo Jean Louis nasce e vive in Francia nel 19° secolo; la sua esistenza è un susseguirsi di povertà, miseria, duro lavoro, maltrattamenti, umiliazioni, carenza d'affetto.

Eppure egli, nella sua miserevole vita, incontra persone speciali che danno nuovi impulsi e frammenti di felicità al suo triste quotidiano: in particolare, un prete ortodosso di origine russa (che avrà una sua vasta importanza circa la maturazione delle convinzioni e delle nozioni di Jean Louis sui sogni) e la bella Christelle, una ragazza che, pur costretta a praticare il mestiere più antico del mondo per guadagnarsi qualcosa da vivere, ha un cuore semplice e un animo buono; con lei, il ragazzo conosce l'amore, il piacere dei sensi e la magia di sentirsi uniti a qualcuno che lo ama per ciò che è.

Ma non è l'amore, per quanto fondamentale, a far sentire Jean Louis completo e realizzato: è il sogno.
Egli ama sognare perché nei suoi sogni si rifugia, per evadere da una squallida quotidianità.

"Jean cercava ad ogni costo di sognare per uscire dalla sua stessa vita, che mal sopportava. Così, giorno dopo giorno, affinò l’arte del sognare a tal punto che ricordava perfettamente ogni sua fantasia a occhi chiusi."

Ma per dormire beatamente e sognare, egli ha bisogno di ingerire dosi di laudano sempre più massicce, così da essere sicuro di dormire e abbandonarsi alle proprie visioni oniriche.

Cosa e chi cerca Jean Louis, sognando?
Benché nel cuore ci sia la sua donna, egli ha conservato sempre un angolino per la madre, colei che l'ha messo al mondo e che egli non ha mai conosciuto; non solo, ma anche la ricerca di Dio e il desiderio di poter vedere il suo Regno diventano un pensiero fisso.

E la cosa più sensazionale è che, con costanza e convinzione, egli riesce ad entrare in un mondo onirico 
che si rivela parallelo alla vita reale e non meno concreto di essa.
Jean Louis interagisce con i personaggi dei propri sogni come se si trattasse di persone vere e impara ben presto ad entrare e uscire dai sogni come se fossero una dimensione reale, che gli appartiene.

Se la solitudine era stata la motivazione di partenza per viaggiare nel mondo dei sogni e distaccarlo dal mondo reale, più sogna e più il protagonista sviluppa una straordinaria e singolare capacità di entrare e di appropriarsi della dimensione dei sogni, squarciando quel velo di tenebre  che è l’inconscio e imparando a padroneggiarlo, ad usarlo a proprio piacimento, addirittura riuscendo a prolungare una visione, ad innestare su un sogno un altro sogno precedentemente vissuto..., insomma, il ragazzo acquisisce la capacità di manipolare i sogni, di guidarli, influenzarli.

Dove lo porterà questa sua acuta e bizzarra curiosità onirica? Fin dove Jean Louis si spingerà per esplorare i sogni e le visioni ad essi collegate?

Secoli dopo, un giovane uomo di nome Jean Louis, con la passione anch'egli per i sogni, si porrà l'obiettivo di utilizzare la moderna tecnologia per provare a giungere dove nessuno si è mai spinto: oltre il visibile.

Ad accomunarlo al primo Jean Louis ci sono diversi fattori: il nome, il fatto di essere stati abbandonati dalla madre ed essere cresciuti in orfanotrofio, il possesso di un oggetto speciale, prezioso quanto misterioso, vale a dire il medesimo pupazzetto di legno, un vero e proprio talismano che per ambedue sarà importante in quanto collegato alle proprie origini e alla figura materna.
E ovviamente ci sono i sogni, ad unirli.

Il Jean Louis dell'era contemporanea, indagando sulle proprie origini, scopre di essere un discendente dell'altro Sognatore vissuto ai tempi di Napoleone e, leggendo le annotazioni scritte da un certo padre Dimitrij agli inizi del XIX secolo, comprende che anche Jean 1 era come lui, innamorato dei sogni e desideroso di dominarli, di usarli secondo il proprio volere per conoscere ciò che finora l'essere umano non ha mai conosciuto; sì, perché il suo antenato era convinto che, attraverso i sogni, l’uomo potesse avere più conoscenza e di sé stesso e del mondo oltre l’umano, fino ad arrivare a Dio.

Grazie a due collaboratori curiosi e arditi come lui, e alla messa a punto di un congegno tecnologico unico nel suo genere, Jean 2 cercherà di introdursi nella mente delle persone e, chissà, creare un mondo onirico davvero vivibile. 

Era possibile confondere la realtà con il sogno e il sogno con la realtà stessa?

Siamo in presenza di un romanzo visionario, molto particolare, in cui il vero protagonista è proprio il sogno e tutto ciò che attiene ad esso, in special modo i suoi poteri immaginifici, le tante e intriganti associazioni ed interpretazioni, cosa sogniamo e perché, cosa esprimono e significano i contenuti dei sogni, se e quanto l'uomo sia in grado di manipolare i sogni.

Il testo è pregno di reminiscenze e passaggi di carattere storico, filosofico, letterario, è scritto con uno stile elegante, enfatico e non è una lettura "d'intrattenimento", nel senso che si lascia apprezzare se la si legge con calma, seguendo i pensieri e i desideri dei protagonisti, la cui mente è sempre rivolta verso ciò che è trascendentale, a fronte di un'esistenza che evidentemente non regala loro nulla di veramente appagante.

Anche se in alcuni punti ho trovato che il testo fosse un po' ripetitivo e che le digressioni, rispetto alla trama, fossero non poche (col rischio di risultare dispersive), devo dire che il romanzo di Boschetti è senza dubbio strutturato in maniera ragionata, sapiente, e che abbia al centro uno dei più affascinanti misteri del vivere umano, il sognare e i sogni, appunto, e non solo: anche l'euforia, l'esaltazione, il senso di onnipotenza dell'uomo che cerca di mettersi in contatto con l'Invisibile, con la Divinità, sfidando ciò che è noto ed umano per toccare vette al di là di ciò che si può vedere e toccare.

Consigliato in particolare a chi è affascinato dalla tematica e non teme di immergersi in un libro diverso dal solito e sicuramente originale.

sabato 16 marzo 2024

BOOKS&MOVIES [ novità/anteprime ]

 

Buongiorno! Torno sul blog dopo qualche giorno di assenza; purtroppo, tra lavoro e impegni vari, non leggo quanto vorrei e, complice il fatto di avere in lettura diversi libri (di cui alcuni tutt'altro che brevi), ci sto mettendo tempo a terminarli e a postare recensioni.

Detto ciò, in questi momenti desidero condividere alcune nuove e/o prossime uscite in libreria e al cinema che personalmente mi interessano.

Spero incontrino anche i vostri gusti  :))


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I BAMBINI DI GAZA - SULLE ONDE DELLA LIBERTÀ


È il primo lungometraggio del regista italo-americano Loris Lai ed è liberamente ispirato al romanzo 
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per ragazzi Sulle onde della libertà di Nicoletta Bortolotti (Mondadori, 2015).

Siamo nella Striscia di Gaza nel 2003, durante la Seconda Intifada. 
Il palestinese Mahmud ha undici anni e stringe amicizia con l’israeliano Alon e l’ex campione di surf Dan: ad unirli è la passione per il surf.

Intorno a loro ci sono bombardamenti e odio, bambini destinati al martirio e terrore quotidiano. 
In una Gaza devastata Mahmud e Alon incontrano Dan sulla spiaggia, che è lì per riportare a casa le ceneri di sua sorella, un medico volontario, tragicamente morta sotto i bombardamenti. 

I tre diventano inseparabili, Dan insegna surf ai suoi giovani amici e la loro amicizia si trasforma in una scuola di vita che insegnerà loro ad amare il prossimo e che la pace è possibile.

Cast: Tom Rhys Harries, Lyna Khoudri, Marwan Hamdam, Mikhael Fridel, Ruth Rosenfeld, Husam Chadat, Eyad Hourani, Marwan Hamdan, Qassim Shareef Gdah.

IN USCITA IL 28 MARZO 2024.


RACE FOR GLORY  - AUDI VS LANCIA -


Il film, ripercorrendo fatti realmente accaduti ai Mondiali di Rally del 1983, narra la storica rivalità tra l'imbattibile squadra tedesca dell'Audi guidata da Roland Gumpert e quella italiana della Lancia con a capo Cesare Fiorio.
Pur partendo in netto svantaggio di fronte alla potenza e alla perfezione meccanica tedesca, Fiorio non si rassegnerà allo scoraggiamento e tirerà fuori tutta l'astuzia e l'intuizione italiana per escogitare un piano vincente.
Decide così di mettere in piedi una squadra insolita ma competitiva, di cui il pezzo forte della squadra è il pilota Walter Rohl, asso del volante, a cui chiederà di pilotare una Lancia Rally 037.
Comincia così la grande sfida contro il gigante tedesco

Regia: Stefano Mordini
Attori:Daniel Brühl, Riccardo Scamarcio, Volker Bruch, Katie Clarkson-Hill, Axel Gallois, Giulio Brizzi, Jacopo Rampini.

ATTUALMENTE AL CINEMA (dal 14/03).





LA PORTA DELLE LACRIME di Abraham Verghese (Ed. Neri Pozza, trad. S.Pareschi, 604 pp, 22 euro, USCITA 26 MARZO).

La notte in cui Marion e Shiva vengono al mondo, la loro madre, suor Mary Joseph, è in sala operatoria e sta perdendo molto sangue mentre cerca di dare alla luce i suoi gemelli.
Tutto è cominciato sette anni prima, quando una giovane indiana raggiunge l’ospedale in cerca del dottor Stone, col quale inizia a lavorare manovrando divaricatori e passando bisturi; a ogni operazione l’intesa fra loro cresce e il frutto della loro relazione saranno proprio u due gemelli, che miracolosamente sopravvivono alla madre, morta di parto, e al padre che, sconvolto, fugge abbandonandoli. 
I bambini crescono nell’ospedale, si appassionano alla medicina e anche alla stessa donna; Marion, sconfitto, lascerà l’Etiopia scossa da fermenti rivoluzionari per un poverissimo ospedale nel Bronx. Niente al modo sembra poter ricucire la ferita senza perdono che si è aperta tra i fratelli. 
Niente, se non l’incontro improvviso con un padre mai conosciuto.



NELLA STANZA DELL'IMPERATORE di Sonia Aggio (Ed. Fazi, 300 pp, 18 euro, Gennaio 2024).

Un romanzo storico dal sapore di un classico che, con una trama ricca di intrecci, intrighi, amori e terribili inganni, e uno stile coinvolgente e ricercato, ci conduce tra le scintillanti stanze dei palazzi imperiali e i loro splendidi giardini, mostrandoci il volto segreto delle città d’Oriente.

Giovanni Zimisce, cresciuto con gli zii materni, i Foca, è diventato con il tempo un valoroso condottiero e combatte con coraggio per l’Impero bizantino accanto a Niceforo, il generale più brillante della sua epoca, e a Leone Foca. 
La guerra è tutto ciò che gli rimane: sua moglie è morta di parto e i parenti del padre, i Curcuas, lo considerano un traditore. 
Quando ormai sembra che Giovanni non abbia più altro scopo se non combattere al fianco dei Foca, tre streghe gli profetizzano che diventerà imperatore. 
Ma come è possibile, visto che sul trono ora siede Niceforo, il suo mentore, l’uomo che l’ha cresciuto e per cui darebbe la vita? 
Quando proprio Niceforo gli volterà le spalle e l’affascinante Teofano busserà alla sua porta, Zimisce dovrà decidere che cosa fare in futuro: restare fedele all’imperatore, assecondando i principi con cui è cresciuto, o prenderne il posto, accettando definitivamente il suo destino? 
Guerre, omicidi, congiure e tradimenti in un romanzo avvincente e denso di colpi di scena, che ripercorre le vicende di un uomo straordinario che, partendo da semplice soldato, riuscì a cambiare le sorti del suo Impero conquistando inaspettatamente la corona.


sabato 9 marzo 2024

RECENSIONE ✭ LA NIPOTE di Bernhard Schlink



Kaspar, dopo essere rimasto vedovo, si ritrova tra le mani un manoscritto della defunta e amata moglie; apprende importanti verità sul passato di lei, sul suo percorso esistenziale, sulle scelte operate e sui rimpianti per gli errori commessi.
L'uomo si mette sulle tracce di questo turbolento passato e in questo viaggio la sua vita solitaria e abitudinaria verrà arricchita da un incontro speciale.


LA NIPOTE
di Bernhard Schlink

Ed. Neri Pozza
trad. S. Kolbe
336 pp
«La verità è una sola. Non appartiene né a me né a te, c’è e basta. Come il sole e la luna. E come per la luna, a volte se ne vede solo la metà, ma c’è tutta, è rotonda e bella».


È il maggio del 1964 quando, a Berlino Est, in occasione del convegno promosso dalla Freie Deutsche Jugend (FDJ, l’organizzazione giovanile del partito al comando dell’allora DDR*), i giovanissimi Birgit e Kaspar si incontrano per la prima volta. 

Birgit è incaricata dalla FDJ di accogliere gli ospiti provenienti da ogni parte della Germania; Kaspar è un giovane studioso di storia dell’Ovest. 

I due si innamorano, e mentre i giovani delle due Germanie ballano e suonano insieme, superando ogni barriera e confine, tutto sembra possibile e roseo. 

Nel presente, nella Berlino odierna, quella primavera del 1964 è ormai parte delle illusioni perdute: frantumati i sogni di fratellanza, anche l’amore con e per la sua complicata e sfuggente Birgit pare essersi dissolto nel nugolo offuscato di bugie e segreti che li hanno separati per anni, senza che Kaspar se ne accorgesse. 

Dopo la morte della donna, infatti, Kaspar scopre nel suo computer la bozza di un libro autobiografico che la moglie avrebbe desiderato pubblicare; leggendolo, l'uomo apprende che, prima di lui, Birgit aveva avuto una relazione con un funzionario del Partito, dalla quale era nata una bambina, affidata poi a un’amica. Quest'ultima, a sua volta, aveva avuto da Birgit il triste compito di affidarla a qualcuno che l'adottasse. 

Sebbene deluso e amareggiato, oltre che distrutto dal dolore di un lutto che non ha nemmeno avuto il tempo di elaborare, Kaspar si sente altresì animato anche da una nuova speranza: fare ciò che Birgit non ha mai avuto il coraggio di fare, vale a dire trovare la figlia perduta. 

Inizia così un viaggio che lo porterà in uno degli insediamenti dei Völkischen**, membri dell’estrema destra tedesca che portavano avanti un'idea di “nazionalismo contraddistinto da un codice etnico razzista con una base ideologica anti-moderna”.

Dopo aver chiesto a persone che avrebbero potuto dargli informazioni utili, Kaspar finalmente trova la figlia di Birgit: si chiama Svenja ed è una donna che negli occhi, nei capelli, persino nella voce, ricorda sua madre. 
È sposata col tronfio e iracondo Björn, portano avanti la loro bella fattoria ed hanno una figlia 15enne, Sigrun, una ragazzina dai capelli rossi dallo sguardo vispo e intelligente.

Da sempre (per vissuto e per carattere) tranquillo, ragionevole, accondiscendente e mai aggressivo, Kaspar resta interdetto dai modi di fare del capofamiglia, che quando sente che la madre biologica della propria moglie è da poco deceduta, fiuta l'odore di una possibile eredità e comincia da subito ad avanzare pretese economiche al vedovo, accompagnate da minacce e voce grossa.

Kaspar sarà pure pacato ma non si spaventa per i modi del rozzo fattore: a lui interessa solo interagire con Svenja e poterle parlare di Birgit, farle capire che, anche se è stata abbandonata, non è stata mai dimenticata: anzi, Birgit stava scrivendo un libro sulla propria storia e desiderava tanto poterla cercare per offrirsi a questa figlia perduta, darle una mano (economica e non solo) e provare a stabilire, magari, un minimo di rapporto con lei.

In questa comunità rurale di neonazisti Kaspar è a disagio, anche perché è chiaro che  Björn e Svenja non abbiano molta simpatia per lui; ma a rubargli il cuore è la ragazzina, Sigrun, che con una tenera spontaneità lo chiama subito nonno.

Kaspar è commosso dalla vicinanza emotiva che sente con questa adolescente che è praticamente un'estranea e, per lui che avrebbe voluto dei figli con e da Birgit, pensare di avere una nipote, di punto in bianco, lo riempie di gioia.

Tra i due nasce un'immediata connessione e, nonostante il gap generazionale e l'opposta visione del mondo e della vita, Kaspar e Sigrun si trovano benissimo insieme.

Sigrun è una ragazzina dal carattere molto determinato, legge tantissimo, ha un'ottima dialettica per la sua età, è una figlia obbediente che lavora accanto al padre bracciante; quando riesce ad ottenere - in cambio di lauti bonifici - che la nipote acquisita trascorra del tempo con lui, le sue giornate acquistano un nuovo senso, slancio, scopo.

"Fino ad allora Kaspar aveva vissuto la sua vita, e le vite degli altri per lui erano come i palazzi, le strade e gli alberi che lo circondavano. A meno che non avesse un qualche rapporto con loro e loro con lui; in quel caso le percepiva e riconosceva il valore che assumevano per lui. Adesso invece, per la prima volta, le percepiva per come erano veramente, di per sé, ogni singola vita come un mondo intero, completo e compiuto."


Sigrun è servizievole, premurosa, lo accompagna nella libreria (di proprietà di Kaspar), gli prepara la colazione, insieme vanno ai concerti e il nonno scopre che la ragazzina sa suonare il pianoforte e che cela uno straordinario talento musicale.

Oltre a organizzarle e pagarle le lezioni di piano, i due chiacchierano moltissimo di argomenti importanti e Kaspar ascolta con apprensione e sgomento i discorsi infervorati di quella ragazzina tutta capelli che gli parla esaltata dell'ideologia hitleriana, di Irma Grese come di un'eroina, del Diario di Anna Frank, e dell'Olocausto in generale, come di un'enorme menzogna escogitata dagli ebrei.
Non solo: ma ovviamente lo straniero è visto dai Völkischen come una minaccia alla tranquillità dei tedeschi, al loro benessere e alla realizzazione stessa di una Germania forte e pura.

Kaspar è preoccupato: la testa di Sigrun è strapiena di bugie razziste: è compito suo, in qualità di nonno, aiutarla a rivedere le proprie idee o deve farsi gli affari suoi?
Non sarà una scelta semplice per l'uomo, che dovrà mettere d'accordo la ragione con il cuore per cercare comunque di non perdere questa nipote diventata troppo importante per lui.


Nel complesso, una volta terminato, ho trovato il libro sicuramente scritto bene e interessante, in cui l'intreccio delle dinamiche relazionali del personaggi si amalgama con tematiche esistenziali, politiche, socio-culturali; sono molti, infatti, i passaggi ricchi di dettagli circa le idee di Birgit e dei völkischen sulla Germania, sulla situazione storica, socio-politica ma anche culturale, letteraria, artistica e musicale degli Anni Sessanta e oltre.

Confesso di aver trovato poco stimolante la prima parte del libro, soprattutto quella relativa al passato di Birgit (più che altro perché il ritmo è un po' lento) e di aver gradito maggiormente le pagine in cui si racconta il rapporto tra nonno e nipote, con tutte le disquisizioni sulle idee razziste e nazionaliste di cui è infarcita la testolina della giovane.
Ottima la caratterizzazione dei personaggi anche se, per buona parte del romanzo, personalmente mi è mancato un aspetto per me essenziale: il coinvolgimento emotivo; confesso che mi sono sentita molto distante da ciò che leggevo sulle illusioni e le disillusioni dei tedeschi di quel periodo (anni Sessanta).



CITAZIONI

"Quando si vive in un paese governato da un regime cattivo, si spera sempre in un cambiamento, e poi un bel giorno il cambiamento arriva. Il regime cattivo viene sostituito da uno buono. Se si era stati contrari, si può tornare favorevoli. Se si era stati mandati in esilio, si può rientrare in patria. Chi è rimasto e anche chi se n’è andato può riappropriarsi del paese che ridiventa il suo paese, quello che aveva sognato. La DDR non ridiventerà mai il paese sognato. Semplicemente non esiste più. Chi è rimasto non prova nessuna gioia, chi se n’è andato non ci può più tornare; il loro esilio è senza fine. Di qui il vuoto. Il paese e il sogno sono irrimediabilmente perduti. Non è la perdita irrimediabile che mi mette tristezza, bensì il vuoto. Il vuoto, il dolore del vuoto, il dolore".

"Come si riesce a sfuggire agli altri? Vivendo con risolutezza la propria vita."

" «Birgit, la figlia, le cose taciute – mi sento come se mi mancasse il terreno sotto i piedi. Come se tutto fosse solo “forse”»."

"Come è quieto il mondo 
avvolto nel crepuscolo, 
così intimo e incantevole, 
come una stanza tranquilla, 
dove gli affanni del giorno 
possono essere dimenticati nel sonno."



NOTE

* Repubblica Democratica tedesca, nota anche con il suo acronimo DDR, fu uno stato formatosi durante la Guerra Fredda nella parte orientale del paese (fonte)

**  Ho trovato in internet questo articolo in pdf, magari potreste trovarlo interessante per approfondire il movimento Völkisch QUI

martedì 5 marzo 2024

PADRI E FIGLI [ Libri a tema ]




Si avvicina la festa del papà e proprio da questa famosa celebrazione prendo spunto per il post di oggi:

PAPÀ CHE HANNO AVUTO UN RUOLO FONDAMENTALE
NELLA VITA DEL PROTAGONISTA DI UN ROMANZO


I seguenti romanzi sono recensiti qui sul blog.



ROMANZO AUTOBIOGRAFICO

In AMERICA NON TORNA PIÙ di Giulio Perrone, l'autore racconta con intensità e schiettezza il rapporto tra un padre e un figlio, con tutto il bagaglio di incomprensioni e delusioni, di cose dette o taciute, di diversità e affinità, che l'ha caratterizzato, arrivando agli ultimi giorni della vita del genitore, colpito da una malattia crudele che ha contribuito, in modo definitivo e irreversibile, a lasciare in sospeso tutto ciò che li ha sempre divisi.


IL POSTO di Annie Ernaux: romanzo autobiografico in cui la scrittrice francese Annie Ernaux tratteggia la figura del padre, di quest'uomo prima contadino, poi operaio, infine gestore di un bar-drogheria in una città della provincia normanna, e lo fa con scrupolosità e senza cedere a inutili compatimenti e patetiche nostalgie.


UN UOMO COSÌ di Agnese Moro: tra queste pagine la figlia dell'onorevole Aldo Moro condivide con i lettori frammenti di ricordi di aneddoti, episodi, abitudini e gesti che ci donano il ritratto intimo, genuino e commovente di un uomo, che è stato un padre, un marito, un nonno, sempre amorevole e attento al benessere dei propri cari, oltre che un politico integro e dedito con passione e convinzione al proprio lavoro.



PADRI... "COMPLICATI"


IL LADRO DI GIORNI di Guido Lombardi è un romanzo di formazione che narra un'avventura on the road tenera, epica e coinvolgente, vista attraverso lo sguardo innocente e vispo di un ragazzino di undici anni che scoprirà in sé il desiderio di riavere indietro quel padre che gli era stato tolto, e anche se spesso i ruoli di padre e figlio si invertono, i due avranno la preziosa opportunità di scoprirsi e apprezzarsi reciprocamente, imparando tanto l'uno dall'altro


PERFECT DAY di Romy Hausmann: thriller che vede protagonistaAnn, una ragazza la cui vita è stata stravolta il giorno in cui suo padre è stato arrestato sotto i suoi occhi con l'atroce accusa di essere un serial killer.

Nove bambine sono scomparse in poco più di un decennio; di loro si sono trovati solo i cadaveri, abbandonati nei boschi e "segnalati" da dei nastri rossi legati agli alberi: è proprio vero che ad ucciderle è stata la mano del "Professor Morte", il famoso antropologo e filosofo e padre di Ann?

La figlia conosce l'amato padre quale l'uomo che l'ha cresciuta al meglio delle proprie possibilità, non facendole mai mancare il proprio sostegno nemmeno nei momenti più difficili, e sa che mai egli sarebbe capace di macchiarsi degli atroci delitti dei quali è accusato.
Ed è disposta a tutto per dimostrarne l'innocenza.
Farà bene a credergli?
m

L’IBISCO VIOLA di Chimamanda Ngozi Adichie: romanzo di formazione che, sullo sfondo delle trasformazioni civili e politiche del postcolonialismo in Africa, racconta la linea sottile che divide l’adolescenza dall’età adulta, l’amore dall’odio, la fede sincera dal fanatismo religioso.
La protagonista è Kambili, una ragazzina cresciuta all'ombra della religiosità cupa e rigida di un padre bigotto, seppur sincero nella sua fede, che scopre come la vita possa essere ricca di cose belle, per le quali valga la pena sorridere.


PADRI ASSENTI... EPPURE PRESENTI


ADDIO FANTASMI di Nadia Terranova è un libro intenso, introspettivo, che racconta una storia delicata e forte insieme, in cui Ida, la protagonista, è costretta a fare i conti con il proprio passato, il proprio dolore, con il trauma che l’ha segnata e che ruota attorno all'ingombrante assenza di un padre scomparso e di cui si son perse le tracce quando lei aveva solo 13 anni, deve confrontarsi con i propri fantasmi, le proprie fragilità e la necessità di una ristrutturazione di se stessa e del proprio futuro.
La scomparsa improvvisa e inspiegabile del padre, Ida non l'ha mai superata, è un fardello sul cuore che si porta dietro da anni, che l'ha resa monca, "marchiata", come se nella sua famiglia e in lei stessa ci fosse un'anomalia, una macchia di vergogna indelebile, che non è stato possibile eliminare.


UN AMORE COSI' PERFETTO di Anne Peile.


Questo è un libro particolare e che potrebbe non piacere a tutti.

Susanna non ha mai conosciuto suo padre, di lui ha soltanto una foto sbiadita in fondo a un cassetto. Su questa figura paterna non fa che fantasticare, sentendone giorno dopo giorno la mancanza.
Un giorno, per caso, sfogliando in una cabina l'elenco telefonico, rintraccia il papà mai conosciuto: si chiama Jack e Susanna riesce ad abbordarlo in un pub; piano piano si infila nella sua vita arrivando a sedurlo. Fino a trascinarlo, senza che lui possa capire, in una storia di amore dolorosa e dal destino segnato.

Anche se l'Autrice ci presenta quest'amore "malato" senza essere volgare, oscena, maliziosa, irriverente, scandalosa, si tratta di una storia d'incesto, argomento che ovviamente non lascia indifferenti, in quanto tocca sempre il senso morale di ciascuno di noi, perché si tratta di rapporti che non è possibile approvare, accettare, comprendere.


"Se chiudo gli occhi" di Simona Sparaco: Viola è una giovane donna dalla vita tranquilla cui un giorno, di punto in bianco, qualcuno chiede di intraprendere un viaggio nella sua terra d’origine (nella Marche, ai piedi dei monti Sibillini) per rivelarle qualcosa di molto importante: quest'uomo è  suo padre, scultore, l’artista famoso, l’eterno bambino, colui che ha abbandonato, diverso tempo prima, lei e la mamma. 

È una storia che tocca, quindi, principalmente il tema difficile del rapporto padre-figlio e quello ancora più vasto dell'amore, vissuto con passione, con rimpianto, portato avanti per abitudine, quello che ti cambia la vita per sempre, o quello inaspettato, che giunge quando meno pensavi di averne bisogno.

venerdì 1 marzo 2024

LE MIE LETTURE DI FEBBRAIO 2024



Buon 1° marzo, lettori!

Eccomi col consueto recap delle mie letture del mese precedente.

1. IL RITORNO di D. Gabaldon: terzo libro della saga fantasy-romance storico Outlander. Full immersion nelle battaglie giacobite Highlander vs Inglesi (4.5/5). PER I FAN DELLA SAGA.
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2.IL BOSCO DI FAGGI di S. Alba: narrativa - metafora di un disagio esistenziale e dei tentativi della mente di risolverlo (4/5). PER CHI CERCA UN ROMANZO IN CUI LA MENTE GIOCA QUALCHE SCHERZETTO
3. NICO E I CIBI DELLA SALUTE di I. Pontecorvo: narrativa per l'infanzia sul tema dell'importanza di un'alimentazione sana (4/5). CONSIGLIATO A BAMBINI DI 5-8 ANNI E AGLI ADULTI INTERESSATI ALLA TEMATICA.
4. ESTATE DI MORTE di H. Coben: thriller (un po' legal) con tanti piccoli colpi di scena che rischiano un effetto "too much" (3/5). PER CHI CERCA UN THRILLER  RICCO DI INTRECCI MA NON AL CARDIOPALMA.




Per il gioco I LIBRI VOSTRI, tra gennaio e febbraio ho letto:

5. UNA FAMIGLIA AMERICANA di J.C. Oates: saga famigliare - in seguito ad un evento drammatico, la famiglia Mulvaney passa dall'essere ammirata e rispettata ad essere oggetto di stigma. Sapranno restare uniti? (5/5). IDEALE PER CHI AMA LE STORIE INCENTRATE SUI RAPPORTI FAMIGLIARI.


READING CHALLENGE

6. D COME DAVIDE. STORIE DI PLURALI AL SINGOLARE di D. R. Colacrai: raccolta di poesie spesso ruotanti attorno a tematiche di interesse sociale, storico e civile.


CATEGORIE BASE (valgono tutto l'anno)

CLASSICO
RACCOLTA DI RACCONTI
RACCOLTA DI POESIE
GRAPHIC NOVEL
SAGA FAMILIARE
BIOGRAFIA/AUTOBIOGRAFIA/AUTOFICTION
IL CONSIGLIO DEL CLUB

OBIETTIVI ESTRATTI A GENNAIO

Un libro di un'autrice italiana del Novecento
Un libro in cui fede e religione hanno un ruolo determinante (nel bene o nel male)
Un libro che parli di montagna o di mare

OBIETTIVI ESTRATTI A FEBBRAIO

  • UN LIBRO CHE E' SULLA MENSOLA DELLA LIBRERIA DA OLTRE 5 ANNI
  • UN LIBRO COMPRATO PER LA COPERTINA
  • UN LIBRO LA CUI LETTURA FINORA HAI RIMANDATO

OBIETTIVI DI MARZO

  1. UN LIBRO IN CUI IL PROTAGONISTA O UN PERSONAGGIO SI CHIAMA COME ME
  2. UN LIBRO CHE HA NEL TITOLO UN NOME PROPRIO
  3. DI QUESTO AMORE NON SI DEVE SAPERE di Ritanna Armeni

Per marzo, oltre a scegliere tra le categorie base e quelle del mese, posso eventualmente anche utilizzare gli obiettivi di gennaio e febbraio non ancora scelti.


CITAZIONE DEL MESE

"Quello che odiava era essere occupato, l'umiliazione che ne derivava, il senso di soffocamento, la quotidiana degradazione, l'avvilimento. Finché non fosse terminata, niente sarebbe stato sicuro. Provate l'esperienza di un checkpoint, anche solo per un giorno. Di un muro che taglia in due il cortile della vostra scuola. Dei vostri ulivi sradicati da un bulldozer. Del vostro cibo che marcisce in un camion fermo a un posto di blocco. Provate cos'è l'occupazione della vostra immaginazione. Coraggio. Provatelo". (Da "Apeirogon", C. McCann)


Non è difficile immaginare di cosa e chi si stia parlando in questo passo, tratto da un libro focalizzato sul rapporto tra palestinesi ed ebrei, e sulla possibilità di una loro coesistenza pacifica, obiettivo sacrosanto che non può e non deve prescindere da un' analisi critica e onesta delle dinamiche, dei rapporti di causa effetto ecc... che hanno portato alla tragedia umana cui stiamo assistendo a Gaza.

martedì 27 febbraio 2024

★ RECENSIONE ★ IL RITORNO di Diana Gabaldon (Outlander #3)



Abbiamo lasciato, nell'Amuleto d'ambra, Claire Randall impegnata a raccontare a sua figlia Brianna la verità sull'incredibile avventura da lei vissuta fra il 1945 e il 1946, quando scomparve misteriosamente; grazie al magico cerchio di pietre di Craigh na Dun, Claire era stata catapultata nella Scozia del Settecento, dove si era innamorata follemente del nobile giacobita James Fraser. 
In questo terzo volume seguiamo Jamie e Claire da Lallybroch a Culloden, intenti a provare a cambiare la storia affinché gli Highlander non soccombano davanti agli inglesi.



IL RITORNO
di Diana Gabaldon



Ed. Tea
trad. V.Galassi
394 pp
Finalmente Claire e Jamie possono fare ritorno dalla Francia (assieme al giovanissimo e devoto Fergus) alla Scozia, e casa significa Lallybroch. 
Lontani dagli intrighi di Parigi, la coppia ritrova un po' di conforto e serenità nell'idilliaca vita da Laird, ma la pacchia termina presto: Jamie, infatti, non solo deve obbedire a Prince Charles e unirsi alla battaglia contro gli inglesi, ma deve anche andare da suo nonno Simon Fraser (con cui non ha praticamente mai avuto relazioni di alcun genere) per riferirgli l'ordine da parte del re di "prestare" gli uomini del proprio clan per la guerra.

Simon Fraser, detto Lord Lovat e anche The Old Fox, è tutto fuorché un nonnino pacioccone e simpatico: è un individuo volgare, cafone e sgradevole e Claire, che accompagna il marito per incontrarlo e parlargli, avrà modo di rendersene conto da subito.

Mentre Jamie cerca di addestrare gli uomini a sua disposizione per l'imminente Rivolta, Claire continua a fornirgli tutte le (poche) informazioni che conosce sul destino della Scozia in questa fase storica.

La loro speranza è quella di poter agire sul futuro, modificando le sorti della battaglia così come Claire le conosce (che poi è come si sono in effetti già verificate, viste dalla prospettiva futura) e risparmiare un sacco di morti agli scozzesi.

Ma saranno davvero in grado di cambiare le carte in tavola o tutto ciò che avverrà è già stato deciso ed è immodificabile?

Il lettore accompagna passo passo Jamie e la sua Sassenach in questa avventura pericolosa che li vede attraversare paludi e affrontare gli acerrimi nemici; a Prestonpans, Jamie e l'esercito giacobita intraprendono la loro prima battaglia contro di essi e riescono ad uscirne vincitori.
Ma la fortuna non sarà sempre dalla loro parte...

Rivedremo vecchie conoscenze, come Colum MacKenzie, suo fratello Dougal e il viscido duca di Sandringham, che riesce a far prigioniera Claire in casa propria con l'obiettivo di poter attirare Jamie e consegnarlo agli inglesi.

Ma soprattutto non mancherà l'odiatissimo Jack "Black" Randall, sempre malvagio e perfido; eppure, sarà proprio lui a rivolgersi a Claire per chiedergli aiuto: suo fratello minore Alex è in fin di vita e la donna lo aiuterà ad andare incontro alla morte alleviandone le sofferenze fisiche.

Questo terzo volume è appassionante come i precedenti anche se ho riscontrato un ritmo meno incalzante; ci si sofferma molto sulla lotta giacobita e sulle scarse possibilità di vittoria degli scozzesi; mentre si avvicina la famosa e catastrofica battaglia di Culloden, sale la tensione e hanno luogo avvenimenti importanti, che incidono molto sui due protagonisti e sul loro amore.

Teniamo presente che questo è il resoconto che Claire fa a Brianna e Roger Wakefield nel 1968, per cui Claire è adesso nel presente ma non ha mai smesso di pensare al passato, anzi i suoi ricordi sono costantemente abitati dai "fantasmi" delle tante persone conosciute due secoli prima, primo tra tutti, il suo amato Highlander dai capelli rosso fuoco.
E a proposito di lui, ciò che le preme sapere è: fermo restando che la battaglia di Culloden fu una terribile disfatta, chi sopravvisse? E se ci fosse proprio James Alexander Malcolm MacKenzie Fraser tra i pochi fortunati che riuscirono a non morire?

Le ultime pagine sono movimentate e dinamiche perché rivediamo un'altra persona che Claire ha incontrato nel Settecento in Scozia e che... è viva nel 1968, il che significa che è anch'essa una viaggiatrice.

Mi verrebbe voglia di iniziare subito il successivo e non posso che consigliare la saga a chi ama il romance mescolato ai fatti storici con l'elemento fantasy del viaggio nel tempo; la penna della Gabaldon è ipnotica, per me, riesce a trasportarmi in un periodo storico affascinante, descrivendolo benissimo e in modo vivido, tanto da sentirmi immersa totalmente in quel contesto.
L'amore tra Claire e Jamie è sempre coinvolgente, forte, sincero, ardente e votato anche al sacrificio pur di salvare l'altro quando è in pericolo.


"Lascia che io te lo dica nel sonno quanto ti amo. Perché non c'è molto che io possa dirti mentre siamo svegli, se non le stesse, povere parole, ripetute ancora e ancora. Mentre dormi tra le mie braccia, invece, posso dirti cose che suonerebbero sciocche nella veglia, e i tuoi sogni sapranno che sono vere. Dormi, mo duinne".


Recensioni    

domenica 25 febbraio 2024

"Help, I Need a Babysitter!" [ Libri a tema ]



Buona domenica pomeriggio, cari lettori.
Come proseguono le vostre letture?
Le mie un po' lentamente, tra il lavoro e altri impegni leggo solo un po' la sera, ma essendo stanca... combino ben poco :-D

In attesa dei famigerati "tempi migliori", ho pensato di tornare con la rubrica dei "romanzi a tema..." e il tema che ho scelto oggi è....

BABY SITTER 
(et similia)



BABY-SITTER INQUIETANTI 

LA BABYSITTER PERFETTA di Sheryl Browne (Ed. Garzanti, trad. P. Barbante, 320 pp).

Melissa e suo marito cercano una babysitter per le loro due meravigliose bambine. 
Nessuna sembra all’altezza finché non si presenta Jade, che è semplicemente perfetta. 
Le loro figlie la adorano e Jade le ama come se fossero sue. 
Ma all’improvviso in casa cominciano a succedere cose strane: le bambine non sembrano più così al sicuro e Melissa ha sensazioni che non riesce a spiegarsi. 
Presto Melissa scoprirà che ogni perfezione nasconde una macchia e che non c'è persona, anche la più gentile e altruista, che non abbia un passato alle spalle, una cicatrice, un brutto ricordo. 
E soprattutto capirà che non ci si può fidare al 100% di nessuno...




,
UNA CATTIVA BABY-SITTER di Gilly MacMillian (Ed. Newton Compton).

Jocelyn Holt, cresciuta con due genitori freddi e indifferenti, ha cercato conforto nell'unica persona in grado di dimostrarle affetto: la sua adorata tata, Hannah. 
Ma una notte, all'improvviso, Hannah è scomparsa senza lasciare tracce e la bambina ne è rimasta sconvolta. 
Trent'anni dopo, Jocelyn è costretta a tornare nella sua casa d'infanzia insieme a sua figlia Ruby e a confrontarsi con il passato. Ma quando un teschio umano viene rinvenuto nel lago della tenuta, tutte le sue certezze iniziano a vacillare. 
Potrebbe trattarsi di Hannah? 


NINNA NANNA di Leila Slimani (Rizzoli, 204 pp).

Quando arriva il secondo figlio, Myriam decide di riprendere a lavorare, ma ovviamente serve una tata per Mila e Adam.
Dopo una selezione severa,arriva Louise: luminosa, solare, dolce, e i bambini, soprattutto Mila, sembrano sceglierla prima dei genitori.
La donna si guadagna l'affetto incondizionato di piccoli e grandi, anticipando i bisogni di tutti e viziandoli... finché questo rapporto di dipendenza non si incrina fino a mostrare tutte le sue crepe...







ALLEGGERIAMO L'ATMOSFERA...

IL DIARIO DI UNA TATA di Emma McLaughlin e Nicola Kraus (Rizzoli, trad. R.
Zuppet, 317 pp)
.

Nanny è una tata che lavora per una ricchissima famiglia di Manhattan; per una paga ridicola e mai puntuale, deve badare al piccolo Grayer X, anni quattro, e soprattutto fare in modo che la signora X - che non lavora, non cucina, non fa le pulizie e non si occupa del figlio - trascorra serenamente le sue giornate. 
Quando il matrimonio comincia a sgretolarsi, Nanny cercherà di salvaguardare la salute mentale del povero Grayer.



MRS ENGLAND di Stacey Halls (Neri Pozza, trad. M.Ortelio, 336 pp).

Ruby May si è appena diplomata al Norland Institute, la prestigiosa scuola londinese di bambinaie qualificate e giunge nello Yorkshire per prendere servizio presso la famiglia di Mrs England. 
Sembra la famiglia è perfetta: la nursery separata dal resto della casa, una fabbrica tessile di proprietà e una grande dimora di campagna, l'avvenente Mr Charles England, il quale le presenta la moglie, Mrs England: una giovane donna con i capelli lunghi e grandi occhi scuri, che pare sorpresa e impaurita da quell’incontro, tanto che a Ruby viene il dubbio di aver sbagliato casa. 
Una sensazione che si accrescerà nei giorni seguenti nei quali, in quella dimora silenziosa come una tomba e cupa, cinta com’è da una fitta foresta, Lilian England, così misteriosamente indifferente alla cura con cui una madre dovrebbe trattare i suoi figli, la guarderà non più con occhi smarriti, ma con ferocia e risentimento allorchè Mr England si concederà un atteggiamento troppo confidenziale nei suoi confronti...




Non ne riporto la trama ma son certa che tutti ci ricordiamo di due bambinaie super famose: Mary Poppins (personaggio creato da Pamela Lyndon Travers) e Maria di Tutti insieme appassionatamente, ispirato all'autobiografia di Maria Augusta von Trapp (La famiglia Trapp).


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