giovedì 16 agosto 2018

Recensione: "The Handmaid's Tale" (stagioni 1-2)



Solitamente non sono una grandissima appassionata di serie tv, questo credo di averlo già detto; come già avrò precisato che l'unica che ho seguito con il sangue agli occhi è stata "Gomorra" e fremo all'idea della quarta stagione (nonostante il lutto per la perdita dell'Immortale).

Però, da quando a casa, per il fisso, abbiamo "messo" Tim e nel pacchetto c'è Tim Vision, mi è presa la voglia di recuperare qualcosa, in termini e di film e di serie tv.
Avendo sentito parlare con vivo entusiasmo di questa serie, non me la son sentita di rimandare ancora a lungo e così mi sono fiondata su....

The Handmaid's Tale 



Come è noto, si tratta dell'adattamento televisivo dell'acclamato romanzo distopico di Margaret Atwood, edito in Italia con il titolo Il racconto dell'ancella (1985) Atwood dà il suo contributo alla serie in qualità di consulente di produzione.

CAST: Elisabeth Moss (Difred/June), Joseph Fiennes (Fred Waterford), Yvonne Strahovski (Serena Joy), Madeline Brewer (Diwarren/Jeanine), Ann Dowd (zia Lydia), O.T. Fagbenle (Luke), Max Minghella (Nick Blaine), Samira Wiley (Moira), Alexis Bledel (Diglenn/Emily), Amanda Brugel (Rita).


Siamo in una non meglio precisata epoca futura (credo non poi così lontana dal nostro oggi), in cui il mondo è ormai devastato dalle radiazioni atomiche e da varie catastrofi naturali che, tra le tante cose negative, hanno provocato una diffusa sterilità. Tra le donne, sia ben chiaro, perchè gli uomini sono e restano virili e fertili qualunque cosa accada (!).

Le vicende hanno luogo negli Stati Uniti che ormai sono divenuti uno Stato totalitario, basato sul controllo del corpo femminile.
La donna - e non l'uomo!! - è la sola portatrice di infertilità e per far sì che la procreazione non resti un vago ricordo e il genere umano (o solo gli statunitensi?) non si estingua, bisogna assicurarsi che le poche donne fertili ancora in circolazione vengano costrette ad accettare il loro "destino biologico", ciò per cui sono state programmate: far figli e farlo in completa sottomissione all'uomo.

Questa nuova terribile società si chiama Repubblica di Gilead ed è un regime totalitario e fondamentalista, che pretende di fondare il proprio governo e le proprie leggi su un'osservanza cieca alla Bibbia; ovviamente, si leggono le Scritture in maniera distorta e questo non può che portare al fanatismo religioso che nulla ha della pietas cristiana... 

La protagonista - che è poi colei cui è affidato il racconto delle vicende - è Difred, una giovane donna che per sua sfortuna si ritrova a vivere in questo tipo di società da incubo.
A dire il vero il suo nome vero è June Osborne e, come apprendiamo attraverso molti e necessari flashback che, nel corso delle puntate, si alternano al presente, prima che si scatenasse l'inferno e la follia, era un'editor felice, che condivideva la propria vita con il compagno, Luke (divorziato) e la loro bimba, Hannah.
I tre sono stati separati quando, nell'atto di cercare di scappare verso il Canada (nazione in cui diversi statunitensi hanno trovato rifugio) quando si sono resi conto che la situazione era già degenerata, i militari di Gilead li hanno presi, sparando a Luke e separando June dalla sua bambina.

Difred
June e tutte le altre donne fertili vengono addestrate per essere ancelle ed affidate ai metodi educativi aggressivi e pazzoidi delle cosiddette "zie", tra cui spicca la terribile zia Lydia, che testardamente cerca in tutti i modi di far capire alle ancelle che non devono e non possono ribellarsi al loro destino, piuttosto devono accettarlo con umiltà, sottomissione assoluta e, perchè no?, riconoscenza verso Dio e le famiglie che le accolgono. Le punizioni per chi trasgredisce sono tremende e, se ti va bene, vieni picchiato e/o mutilato, altrimenti finisci nelle colonie (ai lavori forzati, a spalare quintali di materiale tossico) o impiccato.

Ogni ancella viene assegnata di volta in volta ad una coppia senza figli; il capo famiglia, nei giorni fertili dell'ancella, compie insieme alla moglie quella che è chiamata la "cerimonia" e che consiste, in parole povere, nello stuprare l'ancella, posta devotamente tra le gambe della moglie, che fiduciosa e consensuale assiste allo stupro di una povera disgraziata da parte del proprio marito.
Lo scopo di questo scempio è, come si comprende, ottenere una gravidanza; se l'ancella resta incinta, il suo bambino non è suo, ma ovviamente della coppia che lei è chiamata a servire.

Ecco, la povera Difred (i nomi delle ancelle dipendono via via da quello dell'uomo presso cui vanno a vivere e che dovrebbe ingravidarle) è finita in casa del potente Comandante Fred Waterford  e di sua moglie Serena Joy. Ma lei è tutto fuorchè una donnina debole e senza carattere e non perderà mai la speranza, nonostante i momenti di sofferenza e scoraggiamento, di poter essere libera e di ritrovare Luke e Hannah.

GILEAD.

Il mondo (o meglio, una limitata porzione di esso, visto che parliamo solo degli USA) descritto in questa serie è a dir poco spaventoso: la donna non conta nulla, non ha diritto di parola, non può leggere, deve dire sempre sì al marito e se questa sottomissione è un obbligo per le Mogli, figuratevi cosa ci si aspetta dalle altre categorie inferiori, come appunto le ancelle, le Non-Donne (donne anziane o comunque inadatte a diventare Marte o Ancelle), le Marte (serve): tutte loro sì che devono stare attente a non dire una parola di più se non vogliono essere prese a schiaffi, calci o soprusi peggiori. Tanto per ricordare alle ancelle che non sono nessuno, la prima cosa che subiscono è la negazione dell'identità, ed infatti esse non vengono più chiamate coi loro nomi...
Non c'è alcuna forma di rispetto verso il genere femminile, anche se si menziona la Parola di Dio e se chi governa pretende di far passare il messaggio che la Donna trovi la sua dignità adempiendo ai propri doveri, che gira e rigira si riassumono sempre e solo nel tacere e subire

E' una società priva di sentimenti, di gioia, di vita e il grigiore si manifesta in tutto, a cominciare dal monocolore e impersonale abbigliamento femminile, che definisce anche il rango e il ruolo: le Mogli sono vestite di verde, le Ancelle di rosso e hanno sul capo le cuffiette con le alette; le Marte hanno l'abito grigio, le zie vestono di marrone...

E' un tipo di società militarizzata: non c'è strada o posto che non sia controllato da soldati aggressivi, burberi e glaciali. Colpisce il fatto che le scene siano per lo più ambientate in giornate grigie, spesso piovose e quindi molto tristi, perfetto specchio dell'infinita tristezza che avvolge la gente di Gilead.


PERSONAGGI

Fred è un uomo molto in vista e, anzi, proprio lui e la moglie si sono attivati moltissimo affinchè si instaurasse questa infernale repubblica (lo apprendiamo grazie ai flashback su di loro presenti nella seconda stagione); l'uomo è freddo, cinico, egoista, spietato, arrogante, ipocrita e lussurioso e darà del filo da torcere a Difred, alternando - come un perfetto bipolare - atteggiamenti gentili e accondiscendenti con altri malvagi e maschilisti. Non ho potuto non odiarlo e desiderare che gli accadessero le peggio cose. Tutto il male di cui è promotore gli si ritorcerà contro? Ce lo si augura, inevitabilmente!

serena e fred
Serena è una moglie fedele, pia, sempre con i versetti biblici sulla bocca, il cui sogno di avere un figlio la costringe ad accettare i tradimenti legali del coniuge infecondo.
Serena è un personaggio che, a differenza di Fred, può suscitare sentimenti ambivalenti: è vero, sa essere molto crudele e insensibile verso Difred, che lei detesta senza mezze misure e non si fa problemi a dimostrarglielo; è odiosa, scioccamente convinta di dover obbedire alle assurde e ignobili regole di Gilead..., eppure ci sono dei momenti - in particolare nella seconda stagione - in cui emerge ciò che davvero è: una persona infelice, frustrata, la cui intelligenza e forte personalità sono state ingabbiate in un tipo di vita che l'ha resa una sorta di burattino nelle mani del marito, che lei in fondo considera un incapace. La sua brama di stringere un bimbo tra le braccia, un piccolo suo da amare, coccolare, crescere..., è sincero e mi ha mossa comunque a compassione, anche se poi fa saltare i nervi l'idea che 'sta gente invasata possa usare lo stupro per pensare di mettere incinta ragazze indifese e costrette a mettere il proprio corpo a servizio di soggetti immorali.
Serena potrà mai fare marcia indietro e solidarizzare con le altre donne, ancelle in primis, e nella fattispecie con Difred, che lei comprende essere una donna forte, furba, coraggiosa, pronta a combattere per la libertà e per riunirsi ai suoi cari?

Accanto a questi personaggi, ce ne sono altri che di volta in volta diventano protagonisti
nick
di alcune puntate o vicende particolari, come le ancelle Diglenn e Diwarren; ad avere un ruolo non indifferente nella vita di Difred in casa del Comandante è senza dubbio Nick Blaine, che ufficialmente è solo l'autista di Fred... ma in realtà... è anche qualcos'altro. Il legame che instaura con l'ancella avrà una parte importante nello sviluppo degli eventi.
Zia Lydia, poi...: si fa detestare eh, eppure ci sono stati anche con lei dei momenti in cui ho visto un barlume di umanità.

Concludo...

Ecco, mi ero ripromessa di non dilungarmi ma mi sa che non ce l'ho fatta; spero di non aver spoilerato (non credo...), pure perchè non avrebbe senso riassumere le puntate, non è questo lo scopo del post, piuttosto ciò che mi viene dal cuore è questo...: non mi facevo coinvolgere così tanto da una serie da tempo, e comunque l'unica eccezione finora è stata Gomorra.

La prima stagione è praticamente ispirata al romanzo, mentre la seconda va oltre esso, sempre però sotto la supervisione della Atwood.
Mi è capitato di leggere qua e là in web che la prima ha entusiasmato tutti all'unanimità, mentre la seconda ha deluso addirittura  le aspettative di tanti, che hanno avvertito l'assenza del "marchio Atwood".

Personalmente non ho avvertito una grande differenza a livello di qualità, la seconda stagione mi ha coinvolta molto (tanto quanto la prima) e ho seguito con accanimento lo sviluppo dei fatti; presentare un futuro in cui a dominare è un tale oscurantismo da far invidia al Medioevo, la violenza gratuita, il fanatismo religioso ottuso e insensato, la violazione dei diritti fondamentali dell'uomo, il tema della maternità a tutti i costi e di quella surrogata, l'uso di riti, cerimonie, modi di dire/fare sterili, ripetuti a pappagallo e senz'anima..., è qualcosa che sconcerta, turba, fa scuotere il capo e inorridire, ma al contempo esercita un'attrazione morbosa, e mi pare che entrambe le stagioni riescano a far appassionare lo spettatore. Il bello di questo tipo di storie è che non puoi fare a meno di chiederti: Se capitasse a me di vivere in un posto così..., come reagirei? Mi ribellerei, mettendo a rischio anche la vita pur di tentare di riconquistare la libertà, o accetterei supinamente le angherie dei più forti pur di sopravvivere, sperando arrivi il miracolo e che qualcuno venga a "salvarmi"?

Certo, proseguire di stagione in stagione allungando il brodo e appigliandosi a qualsiasi cosa pur di non mettere un punto, è sempre rischioso nei casi di sequel di film/serie tv fortunati, e l'originalità potrebbe risentirne, facendo calare l'interesse, ma nel caso specifico, non nego che, se fosse terminata con l'ultimo episodio della prima..., un po' mi sarebbe rimasta la voglia di sapere il seguito, perciò mi è piaciuta l'idea di soddisfare la curiosità circa il destino della protagonista e, in generale, di Gilead. 

Elisabeth Moss sa trasmettere tutta la gamma di sentimenti che guidano ogni scelta della sua June, dall'amore all'odio, dalla rabbia alla (temporanea) rassegnazione, dal disprezzo alla comprensione, dalla voglia di libertà allo spirito di sacrificio; in particolare, ci sono scene ad alto contenuto emotivo in cui la Moss non si risparmia e dà il meglio di sè; ma in generale, tutto il cast è eccezionale.

Che dire se non che aspetto con ansia la terza stagione??
Però spero sia l'ultima, eh, sennò poi mi diventa Un posto al sole. 
E non mi pare il caso.

Intanto che attendo, vi saluto con alcune delle frasi/espressioni tipiche della serie, ripetute in modo ossessivo, dall'effetto quasi ipnotico e utilizzate ad ogni occasione, al posto del "ciao" e del "buongiorno":

Sia lode
Sia benedetto il giorno.
Sia benedetto il frutto. Possa il Signore schiudere.
Sotto il Suo occhio.

2 commenti:

  1. Che il signore possa schiudere!

    "Scherzi a parte", seconda stagione in calo secondo me, ma sempre grandi livelli, sempre grande intensità.

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    Risposte
    1. si, alla fine parliamo comunque di un bel lavoro! :)

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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