sabato 4 agosto 2018

Recensione | IL CADAVERE INGOMBRANTE di Léo Malet (RC2018)



Irriverente, dall'ironia pungente, testardo e scaltro, l'investigatore Nestor Burma indaga su un sospetto caso di omicidio-suicidio, che lo porta dritto dritto nelle stradine più buie di Parigi e tra gente truffaldina e donne di "facili costumi".




IL CADAVERE INGOMBRANTE
di Léo Malet



Fazi Ed.
trad. G. Pallavicini
208 pp
15 euro
La giovane signora Désiris si rivolge al detective privato Nestor Burma perchè non sa spiegarsi alcune entrate misteriose sul conto in banca del marito. Decide di fare chiarezza chiedendo quindi aiuto al bravo e tenace Burma.
Ma quando il detective arriva a casa dei coniugi, li trova entrambi morti.
Sembra un caso semplice da risolvere e veloce da archiviare: la polizia è convinta che il marito abbia ucciso la moglie, togliendosi poi la vita; insomma, un banale caso di omicidio-suicidio.
Eppure, all'investigatore con la pipa, le cose non quadrano ed è convinto che ci sia qualcos'altro, sotto questa vicenda.
Tanto per iniziare, il defunto Charles Désiris era un inventore che, tempo prima, era stato licenziato dalla fabbrica di automobili dove lavorava.
Indagando - e dopo aver ritrovato personalmente un altro cadavere... - Burma apprende che l'ingegnere stava lavorando alla creazione di un nuovo motore e capisce che dietro questo progetto si celano vari interessi e loschi affari...
Intanto, l'indagine si intreccia con un altro caso, solo apparentemente estraneo a questo: un'attricetta, da pochi mesi all'apice del successo, lo chiama per trovare una sua sosia che le sta facendo cattiva pubblicità...
La giovane e bella attrice si chiama Dany Darnys, di recente ha subito un'aggressione alla quale però in tanti non hanno creduto, ipotizzando si trattasse di una trovata pubblicitaria; la donna è venuta a sapere che su una nota rivista scandalistica sono comparse foto osè di una modella che è stata scambiata per lei, in quanto tra loro la somiglianza è evidente; per non subire un danno alla propria immagine, Dany chiede a Burma di scoprire chi sia la modella e di proporle di lasciare il proprio lavoro dalla dubbia moralità e di lavorare per lei.

Curioso e simpaticamente ironico e strafottente come solo lui sa essere, Nestor si mette alla ricerca della fantomatica sosia, venendo così a contatto con un gruppo di maîtresse, giovani e meno giovani.
Tra di loro, guarda caso!, non solo trova la donna che cercava, ma scopre che la stessa è l’ex amante di Charles Désiris; la modella, poco dopo, viene rapita da due uomini… e proprio Burma assiste impotente al fattaccio.

Nestor Burma si ritrova impelagato in una ricerca notturna e attenta di questi malandrini che hanno rapito la povera donna e deve cercare di capire quanto e come questo fatto sia legato al caso Désiris, all'invenzione e a un certo bottino nascosto che fa gola a più di una persona.... 

Tra appostamenti in piena notte presso appartamenti sospetti, visite a donne impaurite che sanno più di quel che lasciano intendere e giri in macchina tra le buie strade parigine, il detective francese più scorretto e anarchico che ci sia dovrà tirar fuori tutte le sue capacità investigative e di ragionamento per risolvere il caso, facendo attenzione a non rimetterci le penne...!

L'ambientazione della Parigi anni Cinquanta, la presenza di gangster e donnine svampite, seducenti e un po' ingenue - facili bersagli per uomini senza scrupoli - la notte silenziosa quale momento migliore per collocare le scene più vivaci, e soprattutto il protagonista, questo "quasi sbirro" dai modi di fare irriverenti, dalla lingua tagliente, i toni sarcastici, sempre pronto a scherzare e a provarci con le belle donne, prendendole amabilmente in giro; un detective intelligente, acuto osservatore, sopra le righe, che non ha paura di nulla e nessuno, sfacciato, senza peli sulla lingua, determinato quando si tratta di voler ottenere le informazioni che gli servono...: insomma, per tutte queste caratteristiche, quello di Malet è un noir/poliziesco Doc, in cui in fondo il delitto in sè diventa quasi una "scusante" per presentare una realtà umana tormentata, enigmatica, che ha tante "sfumature di nero", in cui ricatti, bugie, tradimenti, piccole vendette personali, i crimini di cui ci si macchia... fanno da padrone e rendono l'atmosfera torbida, losca, cupa, ambigua. 

"Il cadavere ingombrante" è quel tipo di noir che ti regala piacevoli momenti di svago, non solo in virtù delle vicende narrate e del mistero che le lega e che va risolto..., non solo per l'ambientazione affascinante e misteriosa, ma in particolare per l'uomo che è al centro di tutto l'impianto narrativo, il quale piace perchè è fondamentalmente un solitario, impudente, sa "giocare", scherzare e anche essere scorbutico e poco gentile, cerca i cattivi ma lo fa per conto proprio (non ama gli sbirri), e se ci scappa qualche piccola e "innocente" scorrettezza non se ne cruccia più di tanto.

Ringrazio la Fazi Editore per avermi dato modo di conoscere questo detective, che non ha nulla da invidiare al (forse) più famoso Maigret.



"Io sono per la morale. I cattivi devono essere puniti e i buoni ricompensati".


Reading Challenge
obiettivo n.22. Un libro ricevuto in regalo.

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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