giovedì 19 maggio 2011

Mini-recensione di un classico: IVANHOE di Walter Scott




Tra i generi letterari che preferisco ci sono sicuramente i romanzi classici, tra cui quelli a sfondo storico.

Uno di questi è ....

IVANOHE
di Walter Scott

Ed. Mondadri
Oscar Grandi classici
Trad. di M. Papi - C. Ghibellini
608 pp
15 euro
2004

Sinossi

Autentico bestseller 'ante litteram', destinato a incidere in modo profondo sui gusti e sull'immaginario dell'intero Ottocento, Ivanhoe (1820) realizza una mirabile fusione tra il realismo del romanzo storico e la fantasia del racconto di avventure. 
Con i suoi conflitti tra sassoni e normanni, con le sue foreste popolate da nobili fuorilegge e signori arroganti, l'opera di Walter Scott costituisce tuttora una delle rappresentazioni letterarie più vive e stimolanti del Medioevo.

IL MIO PENSIER(in)O

Ci troviamo nel 1194 e siamo in Gran Bretagna dove vivevano due popoli ostili fra loro: i Sassoni e i Normanni, che avevano da poco conquistato l’Inghilterra.
Wilfred d'Ivanhoe, figlio di Cedric il sassone, ama lady Rowena, pupilla del padre. Ma Cedric è deciso a dare la mano di Rowena al discendente dei regnanti sassoni Athelstane, per garantire la regalità della futura stirpe sassone; e perciò disconosce Ivanhoe, fedele amico del re Riccardo Cuor di Leone.
Il giovane parte quindi crociato col re, al quale si sostituisce il fratello, Giovanni. Ritornato in Inghilterra Ivanhoe batte tutti i campioni normanni del principe usurpatore al torneo.
Ma questi ultimi lo fanno prigioniero, in un'imboscata, con Cedric, Rowena, Athelstane e l'ebrea Rebecca con suo padre, Isaac di York, che si erano uniti alla comitiva.
La liberazione del protagonista e degli altri avviene grazie ad un misterioso Cavaliere Nero, che si rivela essere re Riccardo, e Robin Hood e la sua banda di fuorilegge. Infine, lady Rowena e Ivanhoe, riappacificato col padre grazie al re, si sposano; mentre Rebecca e Isaac lasciano l'Inghilterra.

Nel romanzo emerge forte la visione romantica dell’autore, che celebra un passato cavalleresco, in cui perfino i crudeli Normanni si comportano con valore.

Ivanohe è costruito volutamente da Scott come un eroe discreto, spesso assente dall’azione (come quando viene affidato, moribondo, alle cure “magiche” di Rebecca), bisognoso del soccorso altrui e dell’aiuto divino.

A me personalmente è piaciuto; c'è da dire che, di fondo, mi piace proprio il romanzo storico; non nascondo che le parti descrittive, un po' lunghette, a volte me lo hanno reso un po' pesante, ma l'intreccio narrativo e la grande varietà di personaggi ed eroi (il mitico Robin Hood, ad es..!) hanno comunque destato e mantenuto tutto il mio interesse!!!!

D

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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