sabato 30 marzo 2019

Recensione. SEI COME SEI di Melania Mazzucco



Una ragazzina in fuga da una vita che non sta andando come dovrebbe; in fuga dai propri gesti avventati, dalle proprie paure, da tutta la rabbia che ha dentro; un'undicenne alla disperata ricerca di quell'unica persona accanto alla quale vorrebbe vivere per sentirsi finalmente a casa.



SEI COME SEI
di Melania Mazzucco



Ed. Einaudi
253 pp
12 euro
"Eva è sempre in guerra, scudo al fianco e lancia in resta, contro i mulini a vento. Bisognerebbe convincerla ad appendere le armi al chiodo. Ma non desisterà, finché non avrà vinto la sua battaglia."


Eva ha 11 anni, è spaventata e in fuga, sola su un treno diretto a Roma.
Eva sta scappando da una cosa brutta che ha commesso proprio quel giorno, e che potrebbe causarle non pochi guai: ha spinto un compagno di scuola sui binari della metro, arrabbiata e disperata dopo un violento litigio con alcuni compagni di classe, gli stessi che ogni giorno non fanno che prenderla in giro e farle male con le loro parole volgari e cattive.
Ed Eva, che avrà pure soltanto 11 anni ma ha un caratterino forte, orgoglioso, fiero, compie istintivamente quel gesto brutto ma frutto della frustrazione e della rabbia per i continui insulti cui è sottoposta da mesi ad opera dei compagni della II B. A pagare per tutti è uno di loro (quello da cui Eva meno si sarebbe aspettata che partecipasse alle prese in giro maligne degli altri), Loris Forte, che rischia di morire sulle rotaie, schiacciato dalla metro in corsa...
Eva sfrutta i pochi secondi di paura e smarrimento che si diffondono tra i presenti, nel rendersi conto della tragedia che potrebbe accadere sotto gli occhi di tutti, e scappa, zainetto rosa in spalle, per prendere il treno per Roma, nella speranza che nessuno si sia accorta della spinta data a Loris...

Eva non è una ragazzina qualsiasi: dall'intelligenza acuta e perspicace, Eva legge tanti libri e ha il dono di saper raccontare storie, merito del suo adorato papà Christian, professore di letteratura latina cristiana ed esperto di storia antica, che non di è mai tirato indietro dal spiegarle, con parole semplici, anche le cose più difficili.

Ma Christian non c'è più, è morto in un incidente d'auto pochi anni prima e lei, Eva, ha dovuto affrontare non solo il lutto per la perdita del papà, ma anche l'abbandono da parte... dell'altro papà.

Sì perchè Eva "non ha una mamma", bensì ha due papà, Christian e il suo compagno, Giose.

I due uomini non avrebbero potuto essere più diversi, per aspetto fisico, educazione, carattere, stile di vita, eppure quando si sono innamorati hanno capito che l'uno era il giusto completamento dell'altro; il loro amore li ha spinti ad andare contro tutto e tutti (in special modo per Christian, che era sposato con Aurelia) e, col tempo, ha fatto maturare in loro il desiderio di rendere la loro unione completa attraverso un figlio, Eva appunto, chiaramente avuta con la pratica della maternità surrogata (non in Italia, chiaramente).

Eva è cresciuta felice e coccolata in questa singolare famiglia, che per lei costituisce la normalità, non conoscendo cosa significhi avere una madre, certo, non è una sciocchina e sa che i suoi coetanei la ritengono strana proprio perchè ha due padri e non una mamma e un papà come tutti, ma a lei sta bene così, perchè Giose e Christian non le hanno mai fatto mancare nulla e lei si è sempre sentita amata.

Ma da quando Christian è morto, tutto è cambiato... Papà Giose - così esuberante e affettuoso, che aveva rinunciato a cantare per starle accanto (è stato un cantante punk rock negli anni Ottanta, anche di discreto successo, per poi eclissarsi definitivamente dopo alcuni anni) - si è chiuso in se stesso dopo la morte improvvisa di Christian, mandando in frantumi la loro famiglia; essendosi rivelato un tutore inadeguato, si è rintanato in un casale sugli Appennini, a piangere per la perdita dell'amato compagno e anche di quella della figlia, che è stata immediatamente affidata a un'altra famiglia (lo zio Michele, fratello di Christian, sposato e con una buona posizione sociale) in grado di prendersi cura di questa bambina orfana.
E così, dopo aver combinato il guaio in stazione, Eva scappa da Milano a roma, dove un tempo viveva con i papà, alla ricerca del genitore rimastole, Giose, sperando di convincerlo a riprenderla con sè.
I due non si vedono da tempo ma non hanno mai smesso di cercarsi. 
Con Giose, Eva ripercorre non solo centinaia di chilometri ma soprattutto la propria storia; in macchina con il padre, un po' invecchiato, lasciato a se stesso ma sempre amorevole, la ragazzina intraprende un viaggio nel quale scoprirà molte cose su se stessa, sui suoi due amatissimi padri, sui sentimenti che uniscono le persone al di là dei ruoli e delle leggi, e sulla storia meravigliosa che sta dietro la sua nascita.

L'Autrice porta il suo lettore in viaggio con Giose ed Eva e ci racconta una storia d'amore: quella tra questi due padri - Christian, intellettuale, colto, pacato e razionale, e Giose, vivace, impulsivo, "grezzo" -, quella degli stessi verso una figlia tanto desiderata e l'amore di Eva verso i propri genitori, che per lei sono stati i migliori del mondo.
Ci racconta anche di come spesso le proprie aspettative di vita falliscano miseramente e all'improvviso, apparentemente senza un motivo (come è accaduto alla carriera musicale di Giose), di come le proprie scelte non vengano comprese a accettate da tutti, di quanto facciano male i giudizi, le parole cattive, dette ad una bambina, che non ha ancora gli strumenti per difendersi, pur essendo dotata precocemente di un carattere fermo e risoluto. Una bambina che non chiede altro che di poter trovare e vivere il suo "anno zero", quello che non esiste e di cui gli storici si sono dimenticati, ma che a lei piace perchè è proprio là che vivono coloro che non invecchiano, non muoiono... semplicemente perchè non sono mai esistiti davvero.

Diretto, drammatico, tenero, "Sei come sei", col suo ritmo veloce, il suo stile spigliato, narra con schiettezza e grazia l'amore indissolubile tra un padre e una figlia a modo loro speciali benchè "comuni", un uomo sconfitto dal dolore che deve ritrovare la voglia di vivere e combattere per ciò che ama, e una ragazzina che ha già dovuto fare esperienza del lutto, del dolore dovuto all'abbandono.

Due protagonisti diversi da tutti ma allo stesso tempo uguali a tanti, che chiedono soltanto di poter avere accanto la persona più importante per entrambi e di tornare ad essere la famiglia che ancora costituiscono, al di là di ciò che dice la legge. 

Bello, la Mazzucco ha un modo di scrivere limpido, onesto, che ti lascia entrare nei sentimenti dei suoi personaggi lasciandoti provare le loro emozioni; affronta una questione spinosa su cui tanto si dibatte con naturalezza e senza ipocrisie. 


2 commenti:

  1. Lo avevo trovato splendido.
    Diciamolo a chi lo aveva trovato scandaloso...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sono argomenti su cui tanto si dibatte... Mazzucco li affronta con naturalezza e senza ipocrisie.
      Ciao :)

      Elimina

Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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