sabato 19 novembre 2022

"...chi scrive una cosa la possiede"




Un passaggio molto bello sul potere della parola e sulla meraviglia della scrittura, e che ci ricorda quanto prezioso sia il tempo trascorso a imparare e di come questo ci permetta di far nostre, di possedere le cose che apprendiamo.

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"L’universo è nato gradualmente da parole. 
Così la scuola è diventata il fertile terreno di gioco dell’immaginazione. Ci andavi di corsa con la gioia di uno a cui è stato promesso il dono della scoperta, non soltanto per mandare a memoria la lezione, ma per acquisire la capacità di nominare le cose. Tutto quel che era lontano, si avvicinava. Tutto quel che era sigillato, si apriva. (...)
Anche il cielo è diventato di tua proprietà quando non hai più sbagliato a scriverlo nel dettato. Tutto quello che le tue manine non riuscivano a raggiungere, cadeva in loro possesso se lo scrivevano bene, senza sbagli, poiché chi scrive una cosa la possiede." (...)

Ecco le lettere, sono a tua disposizione, strappale dunque alla loro neutralità e giocaci come il conquistatore nel delirio d’onnipotenza. Lettere irrequiete, affamate d’immagine, mentre l’immagine è assetata di significato. Lettere come vasi vuoti, riempile dunque con l’insonnia della prima conquista. Lettere come muto richiamo nei sassolini sparsi sul selciato del significato. Sfrega lettera contro lettera e nasce una stella, avvicina una lettera a un’altra e ascolta il rumore della pioggia, metti lettera su lettera e trova il tuo nome disegnato come una scaletta."

Una trilogia palestinese, Mahmud Darwish

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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