martedì 25 agosto 2026

Recensione: BRIVIDI. STORIE CHE NON VI FARANNO DORMIRE LA NOTTE di Elisa De Marco (Elisa True Crime)

 

Sei casi di cronaca nera cruenti e sconvolgenti, un viaggio capace di turbare il lettore conducendolo dritto dritto nella parte più oscura dell'essere umano, senza mai dimenticare i veri protagonisti di queste storie da brividi: le vittime, coloro a cui ingiustamente e crudelmente è stato strappato il diritto di vivere la vita che desideravano.


BRIVIDI. STORIE CHE NON VI FARANNO DORMIRE LA NOTTE
di Elisa De Marco



Mondadori
188 pp
"Ciao..., io sono Elisa True Crime e come ogni lunedì sono qui con voi per raccontarvi una storia di true crime che mi ha particolarmente scioccata..."

Chiunque segua Elisa True Crime credo conosca bene l'incipit di ogni suo video.

Personalmente seguo Elisa sui social (a cominciare da YouTube) da anni (da poco dopo che aveva aperto il canale, su segnalazione di un'amica appassionata del genere), ho visto il suo canale crescere e i suoi contenuti diventare sempre più professionali ed accurati sotto ogni punto di vista, e se c'è un aspetto che mi ha sempre convinta di lei è il suo modo di narrare le terribili e dolorose storie mettendo sempre avanti un atteggiamento di grande empatia verso le vittime, la cui memoria è giusto tener viva, senza mai tralasciare, nella narrazione dei fatti, l'analisi del comportamento degli assassini, per cercare di capire i perché, i meccanismi mentali, emotivi, sociali, famigliari ecc.. che sono alla radice di ciascun episodio criminoso.

Questo libro è il primo da lei pubblicato e in esso Elisa ha deciso di raccogliere sei vicende di cronaca nera che colpiscono molto il lettore in quanto si tratta di casi tristemente unici per l'efferatezza del crimine commesso, per il movente che li ha generati, per l'evoluzione dell'indagine che ne è conseguita o per il suo esito finale. 

Si parte da lontano, dalla Corea del Sud e dal caso del killer dall'impermeabile giallo, che colpiva persone di alta estrazione sociale ma anche prostitute, "un uomo comune, quasi felice, tormentato da un mostro che lo spinge a commettere terribili omicidi.".
Le sue mani sono sporche del sangue di almeno ventisei persone.

Con lo spaventoso omicidio di Katarzyna Zowada ci spostiamo in Polonia: nel 1997 viene rinvenuto nelle acque della Vistola un brandello di pelle e tale macabro ritrovamento conduce a una storia che sembra ricalcare le agghiaccianti pagine de Il silenzio degli innocenti

La terza storia ci porta in California, dove ad essere al centro di una storia misteriosa è la famiglia McStay, scomparsa improvvisamente nel nulla nel 2010.
Una famiglia felice che vive serena a Fallbrook, un sobborgo di San Diego: 

"Ma è proprio nelle piccole cittadine dove tutti si conoscono e in cui non succede mai niente che il male colpisce. Quando meno ci si aspetta."

Purtroppo nel febbraio 2010, i quattro sembrano dileguarsi senza una spiegazione e solo tre anni dopo i cadaveri di Joseph, della moglie Summer e dei due figli vengono ritrovati e si arriverà così a identificare il colpevole.

Rui Pedro ha undici anni quando di lui si perde ogni traccia a Lousada, Portogallo, il 4 marzo 1998; sembra un pomeriggio come tutti gli altri e il bimbo chiede alla mamma di lasciarlo andare a fare un giro in bicicletta con i suoi amici. Ma quel giorno, l'ultima persona che l'ha visto pare sia un amico di Rui di diversi anni più grande, Afonso Dias, che infatti resterà l'unico sospettato...
La madre di Rui, Filomena, non smetterà mai, negli anni, di tenere viva l'attenzione sulla scomparsa del figlio e non mancherà anche di esprimere rammarico e delusione davanti all'indolenza della polizia soprattutto se confrontata col dispiegamento di forze e con la grossa copertura mediatica che ci fu attorno al rapimento della piccola Maddie McCann, che avvenne anche in Portogallo (2007).

L'unico caso illustrato tra queste pagine che ha un lieto fine è il rapimento di Elizabeth Smart, una quattordicenne che viene presa mentre è nel proprio letto, minacciata con un coltello e tenuta lontana da casa per mesi.
Siamo a Salt Lake City, città dello Utah, considerata la sede del quartier generale della Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni; ed infatti, il sequestro ha a che fare con l'ambiente religioso, o meglio col fanatismo pseudoreligioso folle ed intriso di depravazione e violenza sessuale che portava avanti il rapitore, Brian David Mitchell, al quale piaceva rapire, minacciare, stuprare e convincersi di essere il marito di ragazzine innocenti.

Terminiamo con un killer italiano, il cui nome è legato a un caso di cronaca notissimo, l'omicidio di Elisa Claps. Lui è Danilo Restivo, rimasto in libertà per diciotto anni prima di essere condannato a trent'anni di reclusione per l'omicidio di Elisa Claps. Ma Elisa, purtroppo, non è stata la sua unica vittima e la mano sanguinaria di Restivo ha colpito anche fuori dall'Italia.

Il libro di Elisa De Marco ha il pregio di unire il racconto accurato di questi sei casi con una scorrevolezza ed una prosa da romanzo, che rendono la lettura avvincente; non vengono lesinati i particolari più crudi dei crimini in oggetto ma non ho trovato questo esagerato, come se l'autrice si volesse soffermare in modo morboso su particolari raccapriccianti per colpire il lettore a tutti i costi, bensì rientra nel suo modo di raccontare: fedele, realistico, attinente alle fonti cui si è attinto, ma anche appassionato e sentito.

Se vi piacciono le storie vere e nere, questo libro fa per voi.

domenica 23 agosto 2026

ESTATE 2026 - Le letture degli altri

 

Buonasera, cari lettori!

Ieri pomeriggio sono rientrata dalla vacanza in Svizzera e piano piano mi rimetterò a regime con le recensioni.

In questo post di oggi voglio condividere con voi una di quelle piccole manie che, a mio avviso, hanno tutti i lettori appassionati: sbirciare le letture altrui.

Ecco quelle che sono riuscita a individuare mentre ero al mare a Fano (nel mese di luglio).


generata con Gemini AI



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L'amica speciale di Marjan Kamali (Ed. Libreria Pienogiorno, trad. S. Puggioni, 416 pp).

Ellie è arrivata a New York dall’Iran; il suo Paese è sprofondato in qualcosa sempre più simile a un cupo Medioevo, e lei non è più tornata. 
Lì ha lasciato la sua amica d'infanzia Homa, la cui calorosa famiglia l'aveva sempre fatta sentire accolta.
Lei e Homa era così felici, fino a quella sera in cui Ellie ha commesso un errore ingenuo e terribile che l'ha costretta ad andare via per non dover affrontare conseguenze drammatiche.
Diciassette anni dopo, Homa si fa viva e vuole parlare con lei. 
Scoprirà che ci sono ancora molte cose che non conosce, di quella sera fatale, della sua amica, e in fin dei conti di se stessa.


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L'ultima cripta di Fernando Gamboa (trad. F.R. Tana, E.Marcangeli, 436 pp). 

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Ulises Vidal, nel corso di un’immersione in Honduras, scopre una campana di bronzo del XIV secolo, di origine templare, sepolta nel fondale da più di un secolo prima della scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo.
Ulises si imbarca in un’affascinante caccia a un tesoro perduto, accompagnato da due alleati bizzarri quanto lui: un professore di Storia con scarso senso dell'orientamento, e Cassandra, una giovane archeologa subacquea dalla personalità travolgente.
Dalla Spagna fino agli abissi dei Caraibi, al deserto del Sahara o alla foresta messicana, questi tre antieroi seguiranno le piste che li condurranno alla scoperta di un enigma storico celato per millenni.




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L' essenza del cristianesimo di Marco Distort (Ed. Firenze Atheneum).

Gesù era anche Dio, o solo un grande uomo? E se Gesù era Dio come il Padre, dove va a finire il monoteismo ebraico? Come posso io beneficiare dell'opera di Cristo? 
Proprio su questi temi, nei primi secoli del cristianesimo, discutevano anche le persone più semplici; poi l'argomento è stato sempre più confinato fra gli specialisti. 
Così oggi anche i cristiani dotati di cultura non sanno come rispondere a quanti non credono nella divinità di Gesù. 
Il saggio di Marco Distort, sintesi perfetta tra semplicità di linguaggio e fedele recupero delle fonti bibliche, si offre come utile e fondamentale strumento per rispondere agli altri ma soprattutto a se stessi; per assumere una maggiore consapevolezza su ciò che significa essere cristiani.



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Espiazione di Ian McEwan (Einaudi, trad. S.Basso, 388 pp).

A tredici anni un amore che sboccia può sembrare un plagio. 
Una ragazzina che assiste a una violenza può convincersi di aver riconosciuto il responsabile e far condannare un innocente, rovinandolo e rovinandosi. 
Perché tutta la vita sarà segnata dalle conseguenze. 
La ragazzina crescerà, diventerà una scrittrice, ma non si libererà del peso dell'ingiustizia inferta a un innocente, alla propria sorella innamorata e in fin dei conti anche a se stessa.



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L'ultimo libro che vi presento è invece un mio acquisto, fatto in autogrill.


Quando le montagne cantano di Nguen Phan Que Mai (Nord, trad. F. Toticchi, 384 pp).

Dal loro rifugio sulle montagne, la piccola Huong e sua nonna Dieu Lan sentono il rombo dei bombardieri americani e scorgono il bagliore degli incendi che stanno devastando Hanoi. 
Tornate in città, scoprono che la loro casa è completamente distrutta, eppure non si scoraggiano e decidono di ricostruirla. 
Per infondere fiducia nella nipote, Dieu Lan inizia a raccontarle la storia della sua vita: degli anni nella tenuta di famiglia sotto l’occupazione francese e durante le invasioni giapponesi; di come tutto fosse cambiato con l’avvento dei comunisti; della sua fuga disperata verso Hanoi senza cibo né denaro e della scelta di abbandonare i suoi cinque figli lungo il cammino, nella speranza che, prima o poi, si sarebbero ritrovati. 
Quando la nuova casa è pronta, la guerra è ormai conclusa. I reduci tornano dal fronte e anche Huong finalmente può riabbracciare la madre, Ngoc. Ma è una donna molto diversa da quella che lei ricordava. La guerra le ha rubato le parole e toccherà a Huong darle una voce, per aiutarla a liberarsi del fardello di troppi segreti…

(di seguito piccolo video simpatico generato con https://www.pippit.ai/)








ANCHE VOI AVETE FATTO CASO AI LIBRI LETTI DAI VACANZIERI 
CHE AVETE INCROCIATO  QUEST'ESTATE? 😎⛱️

AVETE FATTO ACQUISTI LIBROSI?

giovedì 13 agosto 2026

Recensione: AMBIZIONI FATALI di Francesca Ghilardi

 

In questo giallo ambientato nella provincia milanese, una scrittrice acquisisce la fama grazie a un romanzo che racconta una storia intessuta di segreti e verità nascoste; e a qualcuno non va giù che certe verità vengano a galla.


AMBIZIONI FATALI
di Francesca Ghilardi


Autopubblicazione
249 pp
LINK AMAZON
Bianca sta finalmente realizzando il suo più grande sogno: essere una scrittrice di bestseller.
Dopo non pochi sacrifici, è riuscita a pubblicare il suo romanzo d'esordio, che sta riscuotendo un notevole successo; il fatto di poter presentare la sua opera prima nella biblioteca di Barnate, il paese in cui è cresciuta, rappresenta l'apice del suo trionfo.

Ma durante quella giornata, che dovrebbe essere pieno di gioia e soddisfazione, accade qualcosa di misterioso ed inquietante: riceve un mazzo di rose e un messaggio sibillino che la getteranno in quello che si rivelerà essere una specie di brutto sogno.

Qualcuno sta sbucando dal suo passato a ricordarle che c'è un segreto nel suo presente di cui è a conoscenza e che, se venisse fuori, potrebbe rovinare la nascente carriera di Bianca.

La scrittrice, infatti, è consapevole di come l'attuale successo del proprio romanzo non sia totalmente dovuto al proprio talento di narratrice, perché in realtà la storia da lei narrata nel libro non è tutta farina del suo sacco, bensì è "figlia" di un romanzo scritto da un'altra persona e mai pubblicato.

L'autrice originale è Vanessa Nardoni, la ragazza che è stata la più cara amica di Bianca, colei che aveva davvero delle grandi potenzialità per diventare scrittrice e che aveva appunto buttato giù questo manoscritto, lasciato incompiuto e mai dato alle stampe.

Bianca e Vanessa sono state molto amiche quando avevano diciassette anni (2004-2005), ma nel presente (2019) il loro legame è praticamente nullo, non perché abbiano litigato o perché si siano volutamente allontanate, ma per una ragione più grave e mai chiarita: "semplicemente", in una giornata di marzo di quindici anni prima, Vanessa è sparita, di lei si sono perse le tracce e nessuno ha mai saputo che fine abbia fatto.
Andò via volontariamente? Fu vittima di un sequestro? È morta? È viva?


La sua scomparsa ha fatto star male Bianca che, anni dopo, ha ritrovato per caso il manoscritto dell'amica e ha deciso di appropriarsene, ultimandolo e ponendovi il proprio nome quale autrice.

Chi sa di questo suo "furto"? E cosa vuole adesso da Bianca? Ricattarla? Costringerla a confessare la propria slealtà?

Comincia quindi a rendersi conto di come ci sia una presenza sfuggente e misteriosa che le sta col fiato sul collo, che cerca di spaventarla e farla sentire minacciata.
Bianca ha paura di essere finita nel mirino di una persona vendicativa, pronta a fargliela pagare.
Ma di chi potrebbe trattarsi? Chi è a conoscenza di questo segreto? E se fosse proprio Vanessa, tornata a Barnate per vendicarsi del tradimento dell'amica?

Ad aiutarla e a darle sostegno psicologico e pratico c'è Katia, l'editor della casa editrice che ha pubblicato il romanzo di Bianca; volitiva, intraprendente, decisa, Katia si mette al fianco di colei che considera un'amica e si mostra disposta a darle una mano per fare chiarezza sugli strani accadimenti che stanno terrorizzando Bianca.

La ricerca della verità sarà un viaggio tra presente e passato tutt'altro che semplice, ma anzi costellato di rivelazioni scioccanti, di indagini private, di alleanze con persone che conoscevano Vanessa dal 2005, di pericoli e porterà Bianca a scoprire cose insospettabili che la riguardano da vicino...

La narrazione si dipana lungo due filoni temporali: il presente, ambientato nel 2019, vede Bianca impegnata con la figura misteriosa che la segue e la intimorisce; il passato è collocato nel 2005 e ci offre il contesto in cui sono cresciute Vanessa e Bianca, in cui sono amiche del cuore, si vogliono bene come sorelle ed ambedue coltivano il sogno di diventare scrittrici, anche se l'una ha capacità che mancano all'altra e viceversa.

Nel 2005, inoltre, seguiamo Vanessa mentre cerca di scoprire alcune impressionanti verità sulla propria famiglia.
L'incontro con una donna sconosciuta (ma molto conosciuta a suo padre, il banchiere Nardoni) e l'omicidio della stessa, la sconvolgono al punto da voler indagare per capire se il suo ricco e potente padre sia coinvolto nella morte della sconosciuta e in che modo.
Man mano verrà a conoscenza di tanti dettagli che la riguardano in prima persona e che metteranno in crisi le proprie certezze sulla famiglia e su chi lei sia davvero; accanto a lei, a scavare nei segreti dei suoi genitori, ci saranno due amici, Gabriele e Barbara, che ritroveremo anche nel presente.

Ambizioni fatali è un giallo che si lascia apprezzare per lo stile senza dubbio scorrevole, la penna fluida e al contempo attenta e scrupolosa, convincente nei dialoghi, con un alternarsi tra passato e presente non fastidioso e neanche troppo confusionario - rischio concreto se si considera che ci sono cambi di location frequenti, anche all'interno di uno stesso capitolo -, con dei personaggi sufficientemente caratterizzati e una trama che sa incuriosire il lettore e stimolarlo a leggere un capitolo dopo l'altro per trovare - assieme alle protagoniste - tutte le risposte alle diverse domande che sorgono.

Interessante la gestione della "soluzione del mistero" riguardante la minaccia che tiene sotto scacco Bianca; quello riguardante il destino di Vanessa forse l'ho trovato un tantino forzato, ma nel complesso la lettura di questo romanzo è stata oltremodo positiva e ci tengo a fare i miei complimenti all'autrice, che "conosco" virtualmente in quanto proprietaria del blog L'angolo di Ariel, che "frequento" con grande piacere da anni e che vi invito a visitare (troverete anche dei post inerenti al romanzo).

Ovviamente, siete esortati a leggere questo giallo, sarei curiosa di sapere cosa ne pensate!
Rinnovo di cuore i miei complimenti e un grande in bocca al lupo a Francesca per la sua carriera di scrittrice.

lunedì 10 agosto 2026

LETTURE DI LUGLIO 2026



Recap delle mie letture di luglio 🏖️☀️⛱️


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  1. IL CANTO DI VEGA di S. Bardesono: narrativa contemporanea - una storia al femminile che copre più generazioni; donne messe alla prova dalla vita che hanno saputo rinascere (4,5/5). INTENSO, PROFONDO.
  2. LA FERROVIA SOTTERRANEA di C. Whitehead: romanzo ucronico storico a tema schiavitù dei neri (4/5). BELLO, ARGOMENTO "TOSTO" CHE FA SEMPRE RIFLETTERE.
  3. NELLA CASA DEI SEGRETI di F. McFadden: domestic thriller. La Millie di "Una di famiglia" è alle prese con un'altra coppia dove le bugie e i tradimenti abbondano (4/5). TRASCINANTE AL PUNTO GIUSTO.
  4. IL SEGRETO DEL FUOCO di C.J. Daugherty: quinto ed ultimo volume della saga young adult Night School, in cui la protagonista e i suoi amici lottano per salvare la loro amata scuola (3,5/5). AVVENTUROSO. ADATTO A LETTORI GIOVANISSIMI.
  5. IN CINQUE QUARTI - RACCONTO DI UN'EREDITÀ INDIVISIBILE di S.V. Antonini: breve racconto famigliare ruotante attorno a un'eredità che rischia di disintegrare i legami tra fratelli (4/5). BELLA SCRITTURA.
  6. UN GATTO A TRE TESTE di V. Zonno: narrativa sperimentale, visionaria, surreale; un viaggio turbolento nella complessa dimensione interiore dell'essere umano (4/5). PARTICOLARE, ORIGINALE.
  7. LUNGA E' LA NOTTE di A. Flacco, J. Clark: romanzo basato su fatti realmente accaduti; il punto di vista di una delle vittime del serial killer del pollaio di Wineville (5/5). ATROCE, CRUDO, DOLOROSO.



READING CHALLENGE 

Gli obiettivi di luglio sono stati:

- Libro legato al mondo della poesia; ✔
- Libro che hai avuto voglia di leggere perché legato a un luogo che hai visitato; メ
- Libro del cuore: "Il Paradiso degli orchi" di Daniel Pennac メ

Io ho scelto il primo, leggendo 

8. ARTHUR RIMBAUD. UN POETA MALEDETTO di F. Guadalupi: biografia avvincente e scorrevole del poeta maledetto Rimbaud, simbolo di genio e sregolatezza (4/5). INTERESSANTE.






venerdì 7 agosto 2026

Recensione: BRAVEHEART - CUORE IMPAVIDO di Randall Wallace




Un uomo vive e lotta per la libertà della propria gente e del proprio Paese, e lo fa con coraggio, valore, forza fisica e soprattutto un grande cuore, sfidando i dominatori senza paura.


BRAVEHEART - CUORE IMPAVIDO
di Randall Wallace


252 pp
Siamo nel Medioevo, sul finire del XIII secolo e il re d'Inghilterra Edoardo I siede anche sul trono di Scozia.

Gli scozzesi non accettano il dominio di questo sovrano, che cerca di sottometterli con la violenza bruta, attraverso campagne militari spietate che mirano a reprimere ogni germe di ribellione e a cancellare l'identità nazionale del popolo scozzese.

In un clima teso come questo si inserisce la figura di William Wallace, che da ragazzino si vede massacrata la propria famiglia dagli inglesi; tirato su da parenti sacerdoti, il ragazzo diventa un uomo colto seppure molto legato alle tradizioni rurali della terra natia, la stessa che soffre per la presenza degli usurpatori inglesi.

Quando è un giovanotto assiste a una scena che risveglia in lui una forte rabbia verso il nemico: nel suo villaggio un giorno si sta festeggiando un matrimonio ma questo dolce evento viene rovinato da un feudatario inglese che pretende di imporre alla neo sposa lo "jus primae noctis", quindi di giacere con lei prima del legittimo marito.

È qualcosa che fa ribollire il sangue di tutti i presenti e, quando il giovane si ritrova egli stesso innamorato della bella Murron, decide di sposarla in gran segreto per eludere quella disposizione oscena e ingiusta.

Ma tale lieta unione non prosegue sotto positivi auspici e William, ancora a causa degli inglesi, perde anche la sua adorata moglie...

Fuori di sé dalla rabbia e dal dolore, l'uomo si dà alla ribellione e diventa il condottiero valoroso che guidò la propria gente a mandare via gli inglesi dal territorio.

In queste pagine - che in pratica ricalcano la sceneggiatura (scritta appunto da Randall Wallace) del celebre film di Mel Gibson, dove quest'ultimo interpreta proprio Wallace - leggiamo di battaglie, sconfitte, vittorie, tradimenti, re spietati, pretendenti al trono inetti e principesse coraggiose, e su tutti spicca questa figura realmente esistita e, al contempo, così eroica da sembrare leggendaria.

William emana vigore, audacia, nobiltà d'animo, lealtà ai propri valori, è sinceramente innamorato della Scozia e dell'idea di una Scozia libera dal dominatore inglese; per questa libertà Wallace è disposto a dedicare la propria vita e a sacrificarla.


Per me è stata una lettura piacevole, sia perché mi piace il film, sia per il periodo storico di riferimento; e poi amo gli Highlander scozzesi, anzi uno in particolare: Jamie Alexander Malcolm MacKenzie Fraser 😍

martedì 4 agosto 2026

Recensione: LUNGA È LA NOTTE di Anthony Flacco con Jerry Clark

 

Come ci si riappropria della propria dignità, del rispetto per sé stessi dopo aver vissuto accanto ad un mostro per giorni, mesi, anni? Come si può imparare a vivere dopo aver attraversato l'inferno?

Il giovane protagonista, narratore di fatti realmente accaduti, ci racconta com'è stato vivere e vedere agire un essere spietato e perverso e quanto è stato faticoso provare a costruire il proprio futuro nonostante certi incubi non possano mai essere scacciati del tutto.


LUNGA È LA NOTTE 
di Anthony Flacco con Jerry Clark



Ed. Piemme
trad. S. Puggioni
314 pp
Nel 1926 Sanford Clark ha tredici anni e vive in Canada, a Saskatoon con la sua famiglia.
È un ragazzino tranquillo, pacifico, buono, taciturno e schivo, la cui natura mite mal si adatta al contesto famigliare disfunzionale in cui sta crescendo, con sua madre tirannica, anaffettiva e aggressiva, che non manca di definire il figlio una nullità, e un padre debole, apatico, timoroso, una figura praticamente assente e soggetta alle bizze della moglie.
L'unico spiraglio di calore in quella casa fredda è costituita dalla sorella maggiore Jessie, che vuol bene a Sanford e potrebbe essere l'unica ad ergersi per difenderlo.

Nonostante, quindi, Sanford non sia un figlio "fastidioso", sua madre Winnie sembra sia giunta alla conclusione di volersi liberare di lui, mandandolo a Los Angeles con lo zio Stewart.

Gordon Steward Northcott è il fratello minore di Winnie e pare abbia bisogno di qualcuno che lo aiuti ad avviare e portare avanti un'attività di allevamento di polli in California, più precisamente nella località di Wineville.

Inizialmente, la madre e lo zio (che ha pochi anni più del nipote, diciannove) cercano di fargli credere che si tratterà di una sorta di vacanza divertente, in cui andrà in giro a conoscere posti nuovi, ma Sanford intuisce da subito che gli stanno mentendo.
Ogni sua (già di per sé debole) opposizione ottiene solo di fare arrabbiare Winnie, e non servono neppure le lamentele del padre di Sanford né il fatto che Jessie non condivida l'allontanamento del fratellino, per far cambiare idea alla madre.

E così, il ragazzino parte a testa bassa, accompagnato dalle ingannevoli parole materne: "Vedrai sarà un'avventura, andrai a scuola, ti divertirai...". 

Ma, come sospettato, la California non è la terra promessa, bensì solo un luogo solitario e ostile, dove il vero volto dello zio Stewart, attraente come un divo di Hollywood, rivela sin dal primo momento la sua natura deviata e spaventosa.

Stewart è un giovane dalla personalità violenta, è un egoista sadico e incapace di provare la benché minima empatia; nei confronti del nipote chiarisce subito il tipo di rapporto che si instaurerà tra loro: padrone-schiavo, superiore-subordinato.

Stewart usa la violenza fisica e psicologica per sottomettere Sanford, le umiliazioni sono all'ordine del giorno e il ragazzo impara ben presto che l'unica "arma" a sua disposizione per buscarle il meno possibile è rendersi invisibile: non rispondere, non guardarlo negli occhi, non alzare il capo, parla con un tono di voce chiaro ma mai alto o arrogante, assecondalo.
Vola basso, non girargli troppo intorno.
Sparisci e pensa a lavorare.

In realtà, nessun comportamento è davvero utile per tenere buono un depravato come Stewart, il quale non si fa alcun problema a fare del nipote il proprio schiavo... SOTTO QUALSIASI PUNTO DI VISTA.
E credo non sia difficile immaginare cosa intendo.

Gli abusi (di ogni genere) diventano il terrificante pane quotidiano per il povero ragazzino, il cui cuore e la cui mente si riempiono di sentimenti di angoscia, paura, dolore, rabbia, impotenza, vergogna (il più efficace dei "bavagli", capace di ricattare la vittima, tenendola sotto scacco e impedendole di ribellarsi), così come il corpo si riempie di cicatrici e segni prodotti dalla brutalità di un uomo senza scrupoli, senza morale, senza affetto, senza coscienza.

La scrittura asciutta di Flacco, nel suo essere semplice ed immediata, è altresì dolorosamente efficace nello sbattere in faccia al lettore la crudezza e la crudeltà dei fatti narrati, la depravazione e l'aberrazione che si consumano in quel maledetto pollaio. La consapevolezza che ciò che si sta leggendo sia sostanzialmente accaduto dà i brividi, mozza il respiro e fa venir voglia di chiudere il libro per uscire da quell'inferno e convincersi che non ci sia mai stato.

"Per un po', aveva nutrito la vaga speranza che un giorno sarebbe arrivato qualcuno e si sarebbe accorto di ciò che accadeva al ranch, ma non era successo niente di simile, non ancora dopo tutto quel tempo. Sanford non sapeva se il diavolo esistesse o meno, ma l'esperienza gli aveva insegnato che i demoni erano reali, e che quello che abitava lì aveva dalla sua una perversa fortuna".

Col passare del tempo, Sanford diventa sempre più bravo a capire come evitare di far arrabbiare lo zio, così da diminuire la dose di percosse e umiliazioni, ma la tristissima verità è che l'unica vera ragione per cui Stewart gli sta lontano, in certi periodi, è perché ha adescato e rapito un'altra vittima...

Il ranch diventa non solo l'inferno personale di Sanford Clark, ma anche di altri poveri innocenti che hanno la sfortuna di finire nelle mani di quel pervertito.

Avere a che fare - suo malgrado - con queste vittime come lui, rende la prigionia di Sanford peggiore, più sofferta, perché è costretto dallo zio ad essere suo complice!

Sanford è un'anima pura e lo è nonostante egli si senta sporco, contaminato, infettato dalla malvagità di quel parente maledetto, anzi potremmo dire che proprio i sensi di colpa e la vergogna ci fanno capire quanto sia innocente e vittima anch'egli.

"Il vero problema era la vergogna. La gente avrebbe saputo che per lui non esisteva perdono. E quel giudizio sarebbe stata la cosa più importante che si sarebbe lasciato dietro in questo mondo".

Il titolo del romanzo, in lingua originale, è "The road out the hell", il che mette in chiaro immediatamente che da quel regno di tenebre Sanford Clark è uscito.

In un mare di indifferenza cieca e crudele in cui il ragazzo rischia di annegare, si affaccia un salvagente, una speranza di essere salvato prima che sia troppo tardi (prima di venire ucciso? prima di diventare un mostro anche lui? prima di perdere definitivamente sé stesso e la propria anima?).

E quando l'inferno sarà ormai dietro quelle gracili spalle piene di ferite e sfregi, Sanford riuscirà a riabilitarsi, ad andare incontro al suo domani con una fiducia nuova?
Essendo lui sensibile, i demoni interiori lo seguiranno, la voce malefica di quello zio viscido continuerà a tormentarlo alimentando i sensi di colpa e la vergogna.
Solo la considerazione, il rispetto e l'amore di persone che credono in lui e gli vogliono bene potranno salvarlo.

Questo libro è sì un romanzo ma non narra eventi inventati (la presenza di dettagli puramente narrativi e quindi fittizi non inficia il racconto della verità) bensì ci presenta - e ciò ci viene detto nella prefazione e nell'introduzione - il contesto in cui furono consumati i crimini per cui fu arrestato e condannato Stewart Northocott. 
Sanford è colui che ci offre la prospettiva da cui guardare a questi atroci fatti e per lui ho provato pena, dispiacere, compassione, uniti alla speranza che l'esperienza vissuta non lo uccidesse del tutto dentro.
Perché è chiaro che una parte di Sanford Clark è stata brutalizzata e annientata dallo zio criminale, ma non la capacità di distinguere il bene dal male e di chiamare quest'ultimo col suo nome, anche quando sentiva di doverlo attribuire a sé stesso.

Non è una lettura facile, non è "da ombrellone", in quanto non è un thriller o un horror - che, per quanto spaventosi, sai che sono inventati - ma è infinitamente più pauroso e angosciante perché tutto ciò è accaduto veramente, e leggerlo fa male.
Anche io come lettrice mi sono sentita trascinata in un incubo, nello stesso girone infernale in cui Sanford ha trascorso i due anni peggiori della propria esistenza, e ho respirato una boccata d'aria pulita nell'accompagnarlo fuori da quel ranch che, grazie a Dio, non è riuscito a tenerlo prigioniero per sempre.

Consigliato a chi cerca storie di true crime; se ricordate e avete apprezzato Changeling, il film diretto da Clint Eastwood e con Angelina Jolie nel ruolo della protagonista, beh, questo libro è ad esso collegato.


Qualche foto da Wikipedia...

Sanford Clark (1913-1991)




ranch a Wineville





Foto segnaletica di Northcott del 19 settembre 1928




domenica 2 agosto 2026

Recensione: IL CANTO DI VEGA di Silvia Bardesono

 

Un romanzo ricco di intensità che esplora i temi della memoria, della spiritualità, della rinascita, con protagoniste femminili resilienti ed empatiche.



IL CANTO DI VEGA
di Silvia Bardesono



Pedrini Ed.
274 pp
Sara è una ragazza con una figlia (Bibi) ancora molto piccola; non ha mai conosciuto i propri genitori biologici ed è stata cresciuta da una coppia di genitori adottivi.
Nel corso della sua giovane vita ha affrontato molte difficoltà, abbandono, solitudine e si è spesso "persa", ma da quando è diventata madre sta cercando di dare una direzione più equilibrata alla propria vita.
Attualmente si tiene impegnata in lavori socialmente utili e sta facendo volontariato in una Residenza per Anziani, dedicando il proprio tempo nel leggere libri per i "nonnini" e ascoltarli mentre raccontano le proprie storie.
In particolare, è molto affezionata ad Agnese, una donna in stato vegetativo.

Un giorno decide di cominciare per lei la lettura di un romanzo, il cui autore è un indiano di nome  Vikram Singh.

Inizia quindi a leggere e, assieme a lei e ad Agnese, anche il lettore viene trasportato in un altro tempo e in un altro luogo, incontrando Mary Doyle e Vikram Singh - irlandese lei, indiano lui - che si innamorano pur tra non pochi impedimenti.

Sara racconta ad Agnese e a noi come l'amore tra i due protagonisti fosse clandestino, vissuto tra il timore di essere scoperti dai parenti di lei (lo zio Ed e suo figlio John, presso cui la giovane vive e Vikram lavora) e un'inarrestabile passione che li lega inesorabilmente.

Il loro legame è ostacolato dai pregiudizi (razziali, sociali) della famiglia di Mary verso Vikram e dalla ossessione e possessività che il cugino John nutre per la ragazza, che - unito all'odio e al disprezzo per quello straniero pezzente - lo porta a commettere atti di feroce violenza fisica e psicologica verso l'oggetto del proprio incontenibile astio.

La storia nella storia narrata nel romanzo letto da Sara racconta, quindi, di umiliazioni, cattiverie, vendette e conflitti vs un sentimento puro che vorrebbe solo poter essere vissuto liberamente.

La lettura del romanzo appassiona non solo Sara ma evidentemente anche la povera Agnese, da sempre muta e immobile in quel letto d'ospedale.
Eppure, a un certo punto, nel corso di questi incontri, qualcosa scatta nell'anziana, che non soltanto sembra comprendere ciò che ascolta, ma si agita come se ne fosse personalmente colpita e come se volesse parlare a Sara.

Quest'ultima capisce che qualcosa non torna e che dev'esserci un motivo se la storia d'amore dei protagonisti del romanzo ha tanto coinvolto Agnese, così decide di indagare sul passato della vecchina e scopre che esso è costellato da sofferenze, abusi, abbandoni, ingiustizie...

Sara empatizza facilmente con la sua dolce ed anziana amica perché anch'ella ha alle spalle un background fatti di traumi, lotte interiori, errori e, ad oggi, disperati tentativi di proteggere sua figlia e tenerla con sé, avendo sempre il fiato sul collo da parte degli assistenti sociali.

Proprio quando inizia a raccogliere le prime informazioni su Agnese, un losco individuo fa la sua comparsa minacciando Sara e avvertendola di non impicciarsi in nulla che riguardi Agnese...

Intanto, mentre in Italia accade questo a Sara ed Agnese, lontano, in Nuova Zelanda, ad Oamaru, vive una donna di nome Vega.

Vega è scappata dall’inferno per ricominciare una nuova vita ed è riuscita a trovare pace, serenità ed equilibrio grazie al sostegno di Roimata, una saggia guaritrice Maori, che l'ha aiutata a riconciliarsi con sé stessa e con ciò che ha vissuto e sofferto prima di arrivare lì.

“Il passato è la possibilità di perdonare e pacificare” (...) “il futuro è la possibilità di creare. Sarai tanto più libera di creare il futuro che desideri quanto più avrai fatto pace con il tuo passato”.
 Roimata insegna, con pazienza e determinazione, alla sua allieva che per guarire dentro deve compiere un viaggio, imparare ad affrontare i propri demoni, fare pace con sé stessa e con il proprio vissuto, lasciarsi alle spalle l'arido deserto che ha attraversato e trovare sollievo nel dolore avvicinandosi ad altri esseri umani, a loro volta bisognosi di condividere le proprie storie, i tormenti, le lacrime, le speranze.

"Preserva la tua anima, ascoltati, scrivi la storia della gente... è un compito importate figlia mia, non pensare ad altro dolore, liberati attraverso le storie. Non vivere per te stessa  ma per il mondo, e guarirai”.

E Vega infatti è conosciuta ad Oamaru come colei che ascolta le storie e le confidenze altrui per trasformarle in parole e queste in lettere, in messaggi da inviare ogni volta a uno specifico destinatario.

"Mi chiamo Vega e scrivo lettere. Intreccio storie come il luppolo selvatico lega i boschi, unisco  frammenti di vita con ponti di parole. Al mattino, quando siedo al banco di legno giù al porto, di fronte all'oceano, mi metto in ascolto delle persone che una dopo l’altra mi siedono accanto, ma non solo. Ascolto il vento e ascolto il mare."

Vega è serena, vive ogni giorno con la giusta prospettiva, consapevole di ciò che fa e della bellezza di ciò che la circonda, che sia la natura, gli animali o le persone intorno a lei.

Fino al giorno in cui questo tanto agognato equilibrio viene interrotto dall’arrivo di alcune lettere dal Vecchio Mondo, che sono rivolte a lei in persona e che riaprono ferite mai del tutto rimarginate, squarciando il velo che Vega aveva posto sul suo passato.

Accanto a sé, a sostenerla e accompagnarla in questa ennesima sfida personale, che la mette davanti a ciò che ha vissuto e che le ha fatto del male e alla possibilità di farsi nuovamente toccare (e sconvolgere?) da quel passato doloroso c'è non solo la cara Roimata, ma anche un uomo, tanto complicato quanto sfuggente, eppure di giorno in giorno sempre più importante per Vega: il capitano Frank Powers.

Tra i due nasce una sintonia, un legame che prima è amicizia e poi sembra virare verso qualcos'altro.
Vega vorrebbe non farsi travolgere dall'amore, evitare di perdere il controllo ma la parte di sé più femminile e passionale rivendica il proprio spazio...

La narrazione scorre, dunque, su un doppio binario, che vede da una parte Sara, il romanzo di Vikram ed Agnese, e dall'altra Vega, che è fuggita da un travagliato passato, costruendosi un presente altrove, ma portandosi dietro profonde cicatrici e tante domande senza risposta.

Attraverso questi due filoni l'autrice ha imbastito una trama ricca di intensità e temi importanti, che hanno a che fare con la ricerca dell'identità, con il potere della memoria e del racconto di sé, il perdono, il viaggio che ciascuno deve intraprendere per conoscere sé stesso, per guardare in faccia i propri demoni e maturare il coraggio di rinascere, accettando di convivere con le proprie ombre senza che questo impedisca di trovare la pace e la libertà interiore.

La lettura di questo romanzo è stata densa di emozioni, in quanto contrassegnata da profondità emotiva e un'elevata introspezione; la narrazione è in prima persona, ha un tono intimo, a volte poetico e sempre molto riflessivo, ho trovato la scrittura molto matura e ho apprezzato tanto la sensibilità dell'autrice nel tratteggiare personaggi aventi spessore umano e psicologico, nello scavare nei loro sentimenti e stati d'animo, cogliendone le diverse sfumature emotive e caratteriali, e questo vale tanto per 
i principali quanto per i secondari, perché ciascuno è complesso a modo suo e di essi "vediamo" le vulnerabilità, le virtù e i vizi, la forza interiore e il  desiderio di riscatto.
I dialoghi sono realistici, efficaci e contribuiscono a definire i personaggi, nonché i rapporti tra loro.

Il mio parere su questo romanzo è assolutamente positivo: è profondo, interessante nella trama, nella sua costruzione e nella scelta dei temi narrativi, per cui non posso che consigliarlo.
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