venerdì 11 gennaio 2013

Recensione: "La ragazza tatuata" di Carol Joyce Oates



Ecco la recensione dell'ultimo libro terminato!!!

LA RAGAZZA TATUATA
di Carol Joyce Oates



La ragazza tatuata
Ed. Mondadori
Trad. di F. Maioli
360 p
20 euro
Gennaio 2012
Trama

Joshua Seigl detesta ammetterlo, ma quello che sta cercando non è un semplice assistente. Arrivato all'età di trentotto anni, Seigl, che anni prima, grazie a un romanzo ambientato nella Germania nazista, ha conosciuto una certa notorietà, non intende più vivere solo, e cerca qualcuno disposto a prendersi cura non soltanto del suo lavoro, ma soprattutto del suo carattere eccentrico e delle sue manie di scrittore solitario. Scartando candidati coltissimi e ammiratori adoranti della sua opera letteraria, Seigl finisce per scegliere una ragazza semianalfabeta che sembra essere comparsa dal nulla in quella cittadina borghese sulla riva del lago Ontario. Quando le chiede il suo nome, la ragazza sussurra un debole "Alma", senza cognome e senza passato. Per tutti però è la Ragazza Tatuata, perché sul corpo porta strani disegni sbiaditi e mal abbozzati, frutto della violenza di un gruppo di amici. E proprio a partire da quei tatuaggi si svela la storia terribile di Alma: la sua adolescenza feroce e spregiudicata, le umiliazioni, il degrado familiare e il terribile, insospettabile, antisemitismo. L'alleanza tra il raffinato scrittore ebreo e la ragazza problematica sembra quanto mai difficile, eppure qualcosa nelle loro solitudini li avvicina, qualcosa nei modi rispettosi e amabili di Seigl apre una breccia nel muro di diffidenza e di aggressività di Alma...

il mio pensiero

La ragazza tatuata è senz'altro un romanzo particolare, scritto con uno stile deciso, "spregiudicato", senza peli sulla lingua come è lo stile della Oates.

Protagonisti di questa storia dalle tinte un po' grottesche e cupe sono due personalità assolutamente agli antipodi: il dottor Joshua Seigl, scrittore di origini ebraiche,  colto, intellettuale, riservato ed eccentrico allo stesso tempo, ed Alma Busch, nota con il soprannome "la Ragazza Tatuata", dall'età indefinibile (non è un'adolescente ma non si può definire certo neppure una donna matura) e dal passato misterioso.
L'occasione che darà modo a questi due individui di incontrarsi sarà del tutto casuale; dopo aver scartato decine di candidati per il posto di assistente (Seigl si rende conto di aver bisogno di qualcuno che gli stia dietro, e nel suo lavoro, nel quale è un po' confusionario, e a livello personale....), nonostante fossero culturalmente "dotati", conosce una giovane singolare, per aspetto e modi di fare: Alma, appunto.
La ragazza è giunta a Carmel Heights praticamente "dal nulla"; non si sa chi sia davvero, nè cosa facesse prima di giungere in questo paese presso il Lago Ontario...; ciò che salta agli occhi di lei è il suo aspetto esteriore: ha i capelli biondo cenere, che le arrivano sulle spalle, due occhi che si assottigliano come fessure quando fissano con sospetto chi le è davanti, una bocca troppo carnosa e rossa, le guance paffute e bianche, e quel broncio di bambina scontenta che attira il buon Seigl...; ha un che di goffo e seducente insieme, ma ad attrarre chiunque posi gli occhi su di lei è senz'altro la presenza dei tatuaggi (frutto della cattiveria e crudeltà di un gruppo di ragazzi che hanno approfittato di lei) e della voglia che ha sulla guancia...

Alma fa tenerezza a Joshua, che la assume senza pensarci due volte e destando lo stupore di coloro che lo conoscono, dall'amica ed amante Sondra (che vorrebbe farsi sposare dallo scrittore) alla sorella di lui, la paranoica e schizzata Jet.

Cosa ci vede Joshua in questa ragazza strana, un po' ritardata e lenta, oltre che trasandata, che tutti tendono a scansare come fosse un'appestata, a maltrattare ed ingiuriare per il suo fisico sgraziato?



Forse Alma rappresenta tutto ciò che non ha niente a che fare con Seigl stesso, ed è questo che la fa apparire insostituibile, tanto che egli la prenderà con sè, in casa sua, si farà aiutare da lei, nel lavoro come negli aspetti pratici (in particolare quando avrà problemi di salute), convinto in se stesso di compiere una "buona azione" verso una povera sfortunata, senza sapere che Alma lo odierà e che mediterà pensieri poco benevoli nei suoi confronti!

Alma è un personaggio davvero particolare, che ha creato in me emozioni contrastanti: antipatia e a volte repulsione per certi modi di pensare ed agire grotteschi, sciocchi, ma anche tenerezza per la sofferenza che ha subito da sempre, da familiari e conoscenti, soprattutto da uomini meschini che hanno abusato di lei, del suo corpo, della sua mente, della sua fragilità emotiva.

Alma è una ragazza sola e soffre questa condizione; ok, è un po' lenta di comprendonio, è semianalfabeta, con lei non è possibile intavolare una vera e propria conversazione con argomentazioni logiche, ma non è stupida..., tutt'altro.

Non lo è perchè l'Autrice, con molta sapienza psicologica, ci dà un  quadro profondo di questa donna, che vediamo essere anche scaltra e maligna al momento opportuno, quasi diabolica (anche se è un "diabolico" con un che di infantile....), se vogliamo, nei confronti del suo benefattore (che lei vede come uno "sporco ebreo", indegno e inutile, per il quale prova lo stesso ribrezzo che gli altri provano per lei).
Non è stupida perchè sa di essere sola, sa di destare 9 volte su 10, in chi la guarda, sentimenti di repulsione, di  disprezzo; ha scarsa stima di sè, Alma, come è normale dopo una vita di umiliazioni, non pensa di meritare rispetto, dolcezza, gentilezza...

Ed è per questo chi si lascia trattare come una poco di buono dal cameriere Dmitri, che si serve di lei per i propri sporchi piaceri e la riempie di insulti.
Ed è anche per questo che Alma fatica ad accettare l'idea che un ebreo possa farle del bene, che possa essere cortese con la ragazza tatuata, che vale meno di zero.
E invece è possibile, perchè due persone così diverse hanno in comune una cosa fondamentale: il senso di solitudine, che pretende di essere sostituito da rapporti veri, autentici, fatti di comprensione e affetto.

Non ci sono moltissimi dialoghi, nel corso della narrazione, ma per lo più si va avanti seguendo le evoluzioni psicologiche ed i pensieri di Seigl e soprattutto di Alma, della quale seguiremo il cambiamento interiore che però farà i conti con  un "destino" che fa fatica a schierarsi dalla sua parte.

Questo romanzo mi è piaciuto per lo stile, la capacità della Oates di lasciarci entrare nei meandri tortuosi della mente di Alma, portandoci con lei tanto tra le bassezze presenti nell'animo umano, quanto tra il bisogno profondo di essere apprezzati, rispettati come essere umani degni di ricevere amore.

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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