sabato 8 marzo 2014

Dedicato alle Donne (#1)



Buongiorno e buona "Festa delle Donne"!!!

Per "celebrare" qui sul blog questa Giornata al femminile, pensavo di considerare con voi  la vita e/o le opere di alcuni personaggi femminili (veri o inventati) nei vari ambiti dell'arte.

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Cominciamo da una scrittrice che non conoscevo....:

Mary Wollstonecraft (1759 – 1797) scrisse una varietà di libri innovativi sul femminismo durante l’età della rivoluzione francese, della quale fu accesa sostenitrice. 
Aprì un circolo che accoglieva tutte le donne di tutte le classi, incluse le scrittrici.
La sua prima opera fu Thoughts on the Education of Daughters (1787) pubblicato da Joseph Johnson, del cui circolo di scrittori e artisti entrò a far parte e dove conobbe anche il pittore Henry Füssli a cui propose di convivere in un ménage a trois.

Nel 1793, a Parigi, ebbe una relazione con l’americano Gilbert Imlay dal quale ebbe una figlia, di nome Fanny. 
Lasciata da Imlay, Mary tentò il suicidio, poi lo seguì in Scandinavia e gli scrisse una serie di lettere appassionate. Il viaggio produsse un innovativo libro in linea con il suo sentimento, Travel, dove Mary rappresenta se stessa come una filosofa, una donna intellettuale e una madre con una coscienza rivoluzionaria. 
Le lettere a Imlay sono state tradotte e pubblicate in italiano: Lettere d’amore di Mary Wollstonecraft (Essedue, Verona 1983). 
Tornata in Inghilterra, dopo un tentativo di riconciliazione con Imlay tentò nuovamente il suicidio. 
In seguito iniziò una nuova relazione con l’eminente teorico politico e scrittore William Godwin. 
Uno dei libri successivi, Vindication of the Rights of Men (1790), è scritto con uno stile consono all’ideologia rivoluzionaria. 
Dopo di questo, scrisse una delle sue opere più importanti: A Vindication of the Rights of Woman (1792), che è da considerarsi uno dei primi manifesti femministi (pubblicato in italiano negli anni settanta da più case editrici e con diversi titoli).

Rimasta incinta, sposò Godwin e, nell’agosto del 1797, nacque una figlia che diventerà la grande scrittrice Mary Shelley, ma una brutta infezione e le febbri puerperali portarono la Wollstonecraft alla morte avvenuta il 10 settembre 1797.
Nel 1798, il vedovo pubblicherà il suo romanzo incompiuto: Maria: Or, the Wrongs of Woman (traduzione italiana: Mary, Savelli, Roma 1978). Verranno poi pubblicati altri lavori e memorie, che illustrano il suo lavoro tra la vita politica e la sua vita privata.
Il nome di Mary nella letteratura rimarrà comunque nascosto per molti decenni, eccetto nel circolo dei riformisti. Rivive e si riapre di nuovo l’interesse per Mary e i suoi lavori all’inizio dell’età Vittoriana con il suo femminismo.
Mary Wollstonecraft compare come personaggio, sia reale che fittizio, nel romanzo di Michèle Roberts Lo scambio.

LO SCAMBIO
di Michele Roberts


Lo scambio
Ed. Tufani
Trad. G. Sensi
245 pp
12.90 euro
2002
Trama

Un gioco di intrecci e comparse di personaggi reali, celati dietro riconoscibili pseudonimi, strategie e intrighi che ruotano attorno a un segreto la cui remota esistenza condiziona fatti e situazioni.

Dietro a Jemima, una delle protagoniste di Lo scambio, aleggia l'ombra di Mary Wollstonecraft che, oltre a comparire tra i personaggi del romanzo nella veste di maestra e amica di Jemima, cede molti tratti della sua personalità e della sua esperienza alla creazione di quest'ultima. 
Altre persone reali compaiono nel romanzo come comparse, accanto a personaggi che, sotto pseudonimo, invece li incarnano, con un artificio letterario che produce un ironico gioco di ruoli. 
Dietro i nomi fittizi di William e Polly Saygood, Paul Gilbert, Annette Vallon, Fanny Skynner sono infatti chiaramente riconoscibili le figure reali di William e Dorothy Wordsworth, di Gilbert Imlay, con cui Mary Wollstonecraft ebbe un'appassionata relazione, di Annette Villon, l'amante francese di William Wordsworth con cui egli ebbe una figlia, e di Mary Hutchinson che William sposò dopo aver abbandonato Annette.

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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