martedì 14 aprile 2015

Recensione: LA PIOGGIA PRIMA CHE CADA di Jonathan Coe



Un romanzo breve ma che mi è piaciuto molto.

LA PIOGGIA PRIMA CHE CADA
di Jonathan Coe


Ed. Feltrinelli
222 pp
 16,00 euro
trad. Delfina Vezzoli
2007

  • Un disco che suona i  canti dell'Auvergne; un microfono ancora in mano, cassette inserite nel registratore; sul tavolo, un album di foto e del buon whisky.
  • Così viene trovata l'anziana Rosamond dal suo dottore; ormai è morta e non c'è nulla da fare... ma cosa sarà stato a provocarle la morte?
  • Soffriva di cuore, effettivamente, ma sicuri non c'entri nulla quel flacone vuoto di Diazepam?
  • Hum... forse si tratta di suicidio?

I nipoti di Rosamond non sanno che pensare, soprattutto dopo l'apertura del testamento.
La cara zia ha lasciato la propria eredità a tre persone, essenzialmente: un terzo a Gill, la sua nipote preferita; un terzo a David, il fratello di Gill; e un terzo a Imogen.

Ma chi è Imogen?


  • Inizialmente a Gill e David proprio non viene in mente di chi si tratti, eppure... un ricordo si fa strada e cominciano a ricordare che una volta nel 1983, alla festa per il cinquantesimo compleanno di Rosamond, più di vent'anni prima, dunque, hanno conosciuto una deliziosa bimba bionda di sette o otto anni, venuta con gli altri a festeggiare la padrona di casa: una bimba dolcissima e silenziosa, che si muoveva quasi furtivamente. 
  • Imogen era cieca.
  • Beh, forse conviene rintracciarla e farle sapere dell'eredità, no?
  • Ma Imogen non si trova. E allora non resta – come indicato dalla stessa Rosamond in un biglietto scritto prima di morire – che ascoltare le cassette, quelle stesse incise dalla donna mentre sfogliava l'album di fotografie selezionando le venti istantanee capaci di riassumere tutta la sua esistenza.
  • E, assieme a Gill e alle sue due giovani figlie, il lettore si mette all'ascolto della voce di Rosamond che, malinconica e lucida, racconta la storia della propria famiglia, le drammatiche vicende che spiegano cosa è accaduto a Imogen, delineando il quadro della società inglese di riferimento, affrontando tematiche spinose e delicate, come quella di madri poco affettuose o l'omosessualità.

Prima di questo, avevo letto un solo libro di Coe (La famiglia Winshaw) e non mi aveva fatto impazzire di gioia; ok, c'è da dire che quello che mi "frega" (pardon per l'espressione) sono i finali...., e ad ogni modo ero un po' prevenuta...
Ma mi son dovuta ricredere in quanto questo libro l'ho letto in poco tempo non solo per la sua brevità, ma più che altro perchè mi ha molto coinvolta!
E questo da subito; sarà che mi piace molto la tecnica narrativa del "tornare indietro nel tempo" e qui la protagonista fa davvero un bel tuffo nei ricordi, attraverso le fotografie, testimoni fedeli di un passato lontano ma non per questo dimenticato.

E' un percorso all'indietro che mi ha emozionata; mi piace il personaggio di Rosamond, che Coe ci presenta come una donna delicata, sensibile, attenta, desiderosa di instaurare rapporti veri ed intensi con chi la circonda, ma purtroppo le cose non le vanno mai bene, in questo senso, visto che c'è sempre qualcuno che le volta le spalle, finisce per ignorarla, per non dare al rapporto lo stesso valore che gli dava Ros: questo vale per Beatrix, per Rebecca, per Thea ..., insomma per quelle donne che, seppur in modi diversi, lei amava.

Devo dire che il finale mi ha lasciato un po' di amaro in bocca (stessa cosa per l'altro libro di Coe); c'è in questo, e nell'altro romanzo, molta malinconia, infelicità, la ricerca di trovare un senso a tutto senza però riuscire a "chiudere il cerchio"...

Nel complesso però è bello, una lettura piacevole, adatta agli spiriti un po'... nostalgici e malinconici ^_-

2 commenti:

  1. Ciao Angela, bella recensione. Io non ho letto nulla di Coe ma leggo, dal tuo scritto, che l'autore affronta temi sociali importanti. Potrebbe essere una lettura interessante. Ho visto che stai leggendo "Romanzo Criminale": è un romanzo che mi attrae molto. Come procede la lettura? Un saluto :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. potrebbe piacerti Coe, provalo! ;)

      Romanzo criminale è un genere che mi piace (un po' come Gomorra) e... sta andando, anche se non veloce come vorrei, ma non dipende dal libro! :))

      Elimina

Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

Si è verificato un errore nel gadget

Adsense

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...