Il secondo volume della saga di Poldark è incentrato sul personaggio di Demelza, la moglie di Ross Poldark, una donna dal cuore generoso, dal carattere vivace e determinato e dallo spirito indomito e indipendente; attorno a questa coppia, si agitano fermenti sociali molto turbolenti che gettano ombre sulla loro serenità.
DEMELZA di Winston Graham
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| Marsilio Ed. 492 pp trad. M.Parolini, M.Curtoni |
Ross Poldark, infischiandosene delle convenzioni sociali, ha preso in moglie la figlia di un rozzo minatore, la bella Demelza Carne, scandalizzando così l’alta società locale.
"Demelza era completamente diversa, cresciuta nella sporcizia, in mezzo agli ubriaconi, una ragazzina randagia che si era arrampicata sulle spalle della sorte per sbirciare nei salotti di chi era migliore di lei: vivace, grezza, volubile, tutte le sue azioni e i suoi sentimenti sempre dettati dall’istinto."
La giovane moglie ne è consapevole e vorrebbe in ogni modo dimostrare la propria buona volontà di inserirsi a pieno titolo tra la gente ricca di Nampara, e infatti si sforza di imparare le buone maniere di una signora raffinata, anche se non è semplice conciliare questo mondo fatto di pettegolezzi, sorrisi ipocriti e smancerie con quello, povero e semplice, da cui proviene.
Il battesimo della piccola Julia (che nasce all'inizio del romanzo, con un parto tutt'altro che semplice per la mamma) offre a Demelza l'occasione di dare una festa nella loro tenuta, anzi due feste, una per i signori e le signore amici dei Poldark, e un'altra per la gente semplice, per i contadini del posto; ma purtroppo uno sgradevole imprevisto rovina parte dei piani di Demelza, che però non si abbatte a lungo e, passando oltre le ingiuste critiche sprezzanti di chi la ritiene un'arrampicatrice sociale, non cessa di tentare di adattarsi ai modi di fare degli aristocratici, anche se il suo carattere impulsivo e schietto fa sì che spesso si ritrovi a gestire situazioni che possono mettere in imbarazzo non solo lei ma anche Ross.
"Eppure loro due, anche se così uniti e intrecciati nei pensieri e nelle emozioni, erano comunque entità uniche e autonome, e così sarebbero rimasti a dispetto dei tanti sforzi fatti per colmare ogni distanza."
Lui l'ama con dolcezza e ammirazione, mostrando molta comprensione per il carattere frizzante e imprevedibile della consorte, assecondandone il più possibile i desideri, conscio di quanto lei ci tenga a renderlo orgoglioso, ma le preoccupazioni del capitano Poldark vanno ben oltre le mura di casa: egli è totalmente preso dalla notevole crisi economica in cui versa il distretto e che andrà via via peggiorando.
L’industria del rame è sull’orlo del collasso a causa di banchieri senza scrupoli, tra cui figura lo sgradevole "nemico", George Warleggan.
A peggiorare l'atmosfera sociale si aggiunge il malcontento dei minatori, sempre più affamati e arrabbiati come possono esserlo coloro che hanno la pancia vuota e vedono i "padroni" ingrassare sempre più.
Insomma, la situazione è come una pentola a pressione pronta a esplodere e Ross, da sempre mosso da principi di giustizia, equità e giustizia, decide di sfidare i ricchi e i potenti, anche se questo significa mettere in serio pericolo la propria stabilità economica e, di conseguenza, famigliare.
L'uomo si imbarca, segretamente, in un progetto che mira a fondere e vendere il rame a prezzi equi, sfidando il monopolio dei Warleggan, ma purtroppo la situazione è troppo complessa e potrebbe sfuggirgli di mano.
Mentre fuori casa Ross è impegnato con rame, carbone, banchieri spietati e minatori incattiviti, la bella Demelza si dedica alle questioni famigliari..., provocando involontariamente non poche incomprensioni.
Ma Demelza, per quanto giovane e inesperta di tutto ciò che ha a che fare con la vita, le relazioni e il buon nome della gente benestante, ha davvero un cuore d'oro e vorrebbe vedere chi ama felice.
Anche quando commette un errore, dietro non v'è malizia o avventatezza, ma solo una bontà esplicitata forse con poca razionalità, col rischio quindi di combinare guai.
Ed è ciò che accade quando prende a cuore la felicità di Verity, la cugina di Ross e sorella di Francis (sposato con la bellissima ed elegante Elizabeth): convinta che la donna non sia felice di essere la zitella di casa e che il suo cuore ancora batta per Andrew Blamey (il lupo di mare con coi ha avuto un legame sentimentale osteggiato dai Poldark), si dà da fare per organizzare un incontro fra i due ex (?) innamorati, così che possano capire se tra loro è davvero finita o se l'amore cova ancora sotto la cenere della lontananza.
Tale ingerenza, se porta gioia nei giorni grigi della dolce Verity, fa calare nubi scure sulla famiglia, creando ostilità tra i due cugini, Ross e Francis, ostilità che toccheranno pure gli affari, peggiorando le cose su diversi fronti.
Sullo sfondo di non pochi problemi di carattere sociale ed economico, si muovono diversi personaggi, accanto ai protagonisti e in qualche modo ad essi legati: leggiamo così di tradimenti finiti male (molto male), di ingiuste detenzioni cui seguono morti altrettanto ingiuste, di tentativi a vuoto di raddrizzare ciò che è storto, di gente disperata che è disposta a tutto pur di non morire di stenti.
L'atmosfera complessiva del romanzo resta sempre su toni cupi, foschi, ci sono pochi "raggi di sole" ed è principalmente Demelza a dare luce nonostante intorno ci siano un sacco di difficoltà e suo marito sia spesso stanco emotivamente per i troppi pesi da portare.
L'altruismo sincero della donna verrà fuori anche nell'ultima parte della storia, aprendo le porte ad avvenimenti drammatici, psicologicamente devastanti e dolorosi per lei e il marito.
Eppure, in un mare di dolore, Demelza resta in piedi e mostra una tempra incredibilmente tenace.
"C’era qualcosa in Demelza che l’avrebbe sempre condotta verso la felicità. Ross ringraziava Dio che fosse nata così e non sarebbe mai cambiata. Qualunque cosa il destino avesse in serbo per lei, avrebbe sempre messo tutta se stessa in ciò che amava, cercando di migliorarlo in ogni modo, non si sarebbe mai risparmiata..."
Mi è piaciuto questo secondo capitolo della saga, per tante ragioni: mi piacciono il periodo storico e l'ambientazione, mi piace Ross Poldark - così maturo e centrato, dalla personalità strutturata e solida, dai valori inscalfibili, eppure allo stesso tempo appassionato e sanguigno, capace di slanci e atti di coraggio (condito con un pizzico di imprudenza) che lo portano a schierarsi dalla parte di chi subisce ingiustizie anche quando potrebbe rimetterci personalmente; mi cattura la penna di Graham, per me ottimo narratore, che arricchisce il racconto dei fatti con brevi ma efficaci descrizioni di persone e luoghi.
Amo il paesaggio, questa brughiera della Cornovaglia che in queste pagine ho avuto modo di ammirare e "vivere" grazie a una scrittura che mi ha trascinata dentro la storia, che mi ha fatto sentire lì con i personaggi; questi ultimi - tanto i principali quanto i secondari - sono tratteggiati con grande umanità, nei dialoghi realistici quanto nei comportamenti, nelle loro azioni più nobili come in quelle più deprecabili.
Il ritmo narrativo è per lo più dilatato, placido, con momenti più vivaci, sino ad arrivare agli ultimi capitoli, più intensi e movimentati.
Sono contenta di aver ripreso questa saga e mi propongo di proseguirla, magari andando a ripescare anche la serie tv, visto che dopo Jamie e Claire Fraser sono rimasta orfana 😢




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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz