giovedì 24 settembre 2026

L'autunno è...: libri, copertina, tè e profumo di cannella [ Suggerimenti di lettura ]


Autunno significa tante cose: foliage, tisane, magari il primo plaid leggero ma che regala il giusto tepore, una rassicurante pioggerellina che ti convince a stare in casa in un pomeriggio poco frenetico, il profumo di vaniglia e cannella mentre un dolce cuoce in forno...

E quanto ci sta bene la lettura di un buon libro in un contesto così caldo, rassicurante e, diciamolo, deliziosamente casalingo?

L'avrò già detto in passato un sacco di volte ma lo ribadisco: IO AMO L'AUTUNNO, che tra l'altro è arrivato dopo un'estate afosa e appiccicosa, per cui personalmente l'ho atteso con più urgenza del solito.


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Allora ecco qui una piccola e modesta selezione di romanzi (divisi per generi) che, spero, potrebbero costituire degli spunti di lettura; non sono necessariamente legati all'autunno perché ambientati in questa stagione o perché hanno una copertina a tema, ma più che altro per la presenza di certe caratteristiche, come le seguenti:
  • libri, per la maggiore, non brevi, da leggere senza fretta, prendendosi il tempo che si desidera per assaporare ogni particolare della narrazione;
  • un ritmo serrato o, al contrario, dilatato e placido,  introspettivo;
  • un'ambientazione affascinante con atmosfere evocative, sfumature crepuscolari, ora un po' dark, ora più malinconiche;
  • storie di famiglie aventi segreti, ricordi dolorosi che si desidera dimenticare o tenere nascosti:
  • personaggi di spessore, con tutte le carte in regola per entrare nel nostro cuore e restarci.



THRILLER PSICOLOGICO 

Letti e consigliati: 


GLI SCOMPARSI di Alessia Tripaldi (Ed. Rizzoli). RECENSIONE

Credo sia ideale per chi ama immergersi in ambientazioni boschive, suggestive proprio perché cupe, selvagge, isolate e quindi pericolose.

Sterpaglie, nebbia, pioggia, terra bagnata, foglie secche, alberi che cominciano a spigliarsi: la cornice  perfetta per un'indagine ricca di tensione.

È in un bosco, tra foglie ingiallite, che una testa umana viene afferrata da una figura misteriosa e infilata in uno zaino nella prima pagina de  L'UOMO DI GESSO di C. J. Tudor (Rizzoli) RECENSIONE; da questo evento agghiacciante il lettore viene trasportata in una storia dai toni oscuri, foschi, paurosi, in cui ci sono da attraversare i nebbiosi labirinti della psiche umana, popolata spesso da "mostri" che evocano immagini di morte, di perdita, di solitudine, di freddo.


Gemini AI


Vorrei leggere: 


TUTTI I COLORI DEL BUIO di Chris Whitaker (Einaudi, 350 pp).

Nel bosco di Monta Clare, Missouri, una mattina del 1975 un adolescente scompare. 
È l'inizio di un'epopea lunga trent'anni e di una storia di un legame che nessun buio riuscirà a spegnere.
Quando il tredicenne Joseph «Patch» Macauley viene rapito, Saint Brown, la sua compagna di scorribande, è determinata a riportarlo a casa. Ma Patch rimane prigioniero in uno scantinato per quasi un anno. 
Solo una ragazza di nome Grace gli fa visita di tanto in tanto e parla con lui, nascosta dall’oscurità. Tornato libero, Patch è ossessionato dall’idea di ritrovarla, e di dare la caccia all’uomo che gli ha rovinato l’esistenza. 
Mentre i mesi si trasformano in anni e la speranza diventa disperazione, Saint, nell’ombra, lo segue e lo protegge nella sua ricerca. 
Anche se scoprire la verità può significare perdersi per sempre.


SULLA PELLE di Gillian Flynn (Ed. Rizzoli, 752 pp).

Dopo otto anni lontana da Wind Gap, la piccola e soffocante cittadina del Missouri in cui è cresciuta, Camille, giornalista di cronaca nera a Chicago, ritorna per seguire il caso della piccola Natalie Keene, scomparsa poco dopo la sparizione di un’altra bambina poi rinvenuta strangolata nel letto di un torrente. Anche il cadavere di Natalie viene presto ritrovato: le bimbe sono vittime della stessa mano ed è un unico, macabro dettaglio a rivelarlo. 
Camille dovrà affrontare non solo le ragioni che la spinsero ad allontanarsi da quel luogo, ma anche sua madre, donna fredda e manipolatrice. 
Thriller sofisticato e dal ritmo pulsante, il romanzo di Gillian Flynn indaga i risvolti più oscuri dei legami familiari e mette in scena una protagonista che indaga l’inferno con occhi nuovi.


Leggendo la sinossi, vedo in entrambi questi romanzo un'atmosfera decadente, claustrofobica; i protagonisti sono costretti dagli eventi a confrontarsi con i propri ricordi e demoni più angoscianti, a intraprendere quindi un viaggio tormentato che ben si sposa con la tipica spooky season di questi mesi autunnali.





STORIE DI FAMIGLIE 


Letti e consigliati: 


L'ULTIMO ORIZZONTE di Colleen McCullough (Bur, 543 pp).

Questo, ad essere precisi, lo sto leggendo per cui ve lo consiglio perché mi sta piacendo in itinere; certo, non l'ho ancora terminato e magari il finale mi farà cambiare idea, ma per adesso mi sento di parlarne bene perché è un romanzo "lento", caratterizzato da una narrazione dettagliata, attenta a luoghi, contesti, periodo storico, l'autrice si prende tutto il tempo di descrivere i propri personaggi attraverso azioni e scelte.
Mi sto gustando la lettura come mi gusterei una tazza di tè... in poltrona e in pieno relax.


IL GIARDINO DEI SEGRETI di Kate Morton (Sperlinkg&Kupfer, 591 pp).  RECENSIONE 

Leggere un romanzo di questa scrittrice per me vuol dire farmi avvolgere da sensazioni sature di mistero, un po' "gotiche", inquietanti, oscure, camminando tra stanze e corridoi poco illuminati di dimore antiche, di solito abbandonate ma un tempo teatro di fatti importanti.






Vorrei leggere: 


LA CASA DEGLI SPIRITI di Isabel Allende (Feltrinelli, 480 pp).


Nella splendida tenuta delle Tre Marie, tre generazioni della famiglia Trueba si succedono mescolando passioni, ambizioni, amori e rivalità. 
Esteban, il capofamiglia, è un uomo volubile e orgoglioso, focalizzato sulla ricerca del potere politico, ma sono le donne a dare davvero vita alla casa: Clara, la moglie, sente un legame mistico con il mondo degli spiriti e trascorre un’esistenza avvolta nei ricordi; Férula, sorella del proprietario, dedica la sua vita agli altri; la figlia Blanca è innamorata di un servo, Pedro, e per questo amore sfiderà anche l’ira del padre; Alba, la nipote, una bambina e poi giovane donna bellissima e volitiva, dovrà invece affrontare i duri tempi della dittatura, e capire come conviverci.


C'è un che di autunnale, nel senso di magico, fortemente simbolico ed evocativo in questa storia lunga tre generazioni, ricca di dettagli e passione, di ideali, declini ed ascese politiche, di presenze immateriali e visioni, adatta per immergersi in qualcosa di coinvolgente magari in una giornata di pioggia o vento.



PAROLE, RICORDI E SCIROPPO D'ACERO di Susan Wiggs (HarperCollins, 427 pp.).

Annie, produttrice di un popolare show di cucina, innamorata persa di suo marito e del loro nido d'amore nel cuore di Manhattan, è anche incinta del loro primo figlio.
Ma il destino spesso è bizzarro e così come ti dà, ti toglie.
Quando Annie si risveglia dopo un lungo periodo di coma scopre che il tempo non è l'unica cosa che ha perso, così per non soccombere alla solitudine fa ritorno nella fattoria di famiglia nel Vermont, dove da generazioni si produce lo sciroppo d'acero.
Qui, a contatto con i propri famigliari, Annie riscoprirà i luoghi in cui è cresciuta, le persone che hanno continuato a vivere lì, tra cui il suo ex ragazzo delle superiori.
Poi un giorno, come per magia, torna alla luce dal passato un vecchio libro di ricette della nonna, che forse non solo aiuterà a risollevare le sorti della vecchia fattoria, ma darà una seconda possibilità anche ai suoi abitanti.

Non so il vostro pensiero al riguardo, ma già le parole sciroppo d'acero, fattorie e piccole comunità mi sanno di mood autunnale senza se e senza ma!






NOIR


Letti e consigliati: 

IL LUNGO ADDIO di Raymond Chandler (Feltrinelli, 320 pp). RECENSIONE

Un noir dalle venature crepuscolari e malinconiche, perfetto per chi ama un autunno che sa foschia e nebbia.


BULL MOUNTAIN di Brian Panowich (NN Editore, 304 pp)  RECENSIONE

Le montagne della Georgia, tra alberi secolari, una fitta nebbia che sale dalle vallate e, al centro, storie di clan familiari che gestiscono il crimine locale da generazioni. 
Un noir moderno, potente e viscerale, perfetto per chi cerca storie di sangue e legami di terra.

Gemini AI




Vorrei leggere: 


LONESOME DOVE di Larry McMurtry (Einaudi, 992 pp).

In uno sputo di paese al confine fra il Texas e il Messico, Augustus McCrae e Woodrow Call hanno cambiato vita: convertiti al commercio di bestiame, ammazzano il tempo come possono. Augustus beve whiskey e gioca a carte, mentre Call lavora sodo dall'alba al tramonto. L'equilibrio si spezza quando, dopo una lunga assenza, torna in cerca d'aiuto un vecchio compagno d'armi, il seducente e irresponsabile Jake Spoon, che descrive agli amici i pascoli lussureggianti del Montana, dando fuoco alla miccia dell'irrequietezza di Call: raduneranno una mandria di bovini, li guideranno fin lassù e saranno i primi a fondare un ranch oltre lo Yellowstone. 
Eroi e fuorilegge, indiani e pionieri, la malinconia di un'epoca al tramonto e l'eccitazione di una cavalcata selvaggia.


Queste cittadine sperdute, le immense praterie hanno un'atmosfera intrinsecamente "autunnale", fatta di cieli grigi, vento freddo, staccionate marcite e personaggi malinconici che affrontano il crepuscolo della propria vita.

Il romanzo è bello corposo per cui mi dà proprio l'idea di una lettura dal respiro ampio, lenta e immersiva.






COZY/ROMANCE
 

Vorrei leggere: 

Immaginare perché associo questo romanzo all'autunno è proprio facile: campagna inglese, profumo di biscotti, the, cannella, zenzero, libri... Cosa si può desiderare di più?


ZENZERO E CANNELLA. LE SORELLE ROSEWOOD di Ella Swan (Piemme, 192 pp).

La sala da tè delle sorelle Rosewood è un punto di riferimento a Mapleton, incantevole cittadina della campagna inglese. Il profumo di biscotti alla cannella e di tè allo zenzero è un invito a entrare e a lasciarsi alle spalle il primo freddo dell'autunno. 
Dietro il bancone ci sono Phoebe, timida e amante dei libri, e Iris, passionale e impulsiva. 
Quando un ragazzo sconosciuto varca la soglia della sala da tè, Phoebe intuisce che i suoi occhi neri nascondono un segreto. 
Intanto Iris si lascia travolgere dall'attrazione per un compagno di college senza sapere che lui rappresenta una minaccia per la Rosewood Tearoom. Phoebe e Iris però non sono sempre state in due. Corinne, la sorella maggiore, se n'è andata da Mapleton due anni prima e nessuno sa perché. Ed è proprio quando torna che le cose si fanno complicate...



CLASSICHEGGIANDO...


Vorrei leggere


Antenato del genere che oggi chiamiamo "Cozy", questo libro della Gaskell ha il sapore del classico confortevole, rassicurante, zero drammi e, insomma, consono per chi desidera rilassarsi.



CRANFORD, IL PAESE DELLE NOBILI SIGNORE di Elizabeth Gaskell (Elliot, 240 pp).


La vita scorre tranquilla a Cranford, un piccolo villaggio nel cuore della campagna inglese su cui regna incontrastato un eterogeneo gruppo di amiche più o meno nobili, più o meno sposate. Inflessibili nel rispetto del decoro ma sempre pronte ad aiutarsi l’una con l’altra, tra un tè e una partita a carte le signore di Cranford affrontano i problemi di cuore, la solitudine, le avversità quotidiane, le differenze di classe e di genere che animano le loro vite e quelle degli altri abitanti del luogo. Ritratto con stile lieve e sottilmente ironico, ne viene fuori un mondo al femminile in cui, spesso, gli uomini rivestono il ruolo di semplici figure sullo sfondo, un universo reso caro e familiare ai lettori da Jane Austen, di cui Gaskell raccolse, rielaborandola con stile personalissimo, l’eredità letteraria.



SHIRLEY di Charlotte Brontë (Fazi, 672 pp).

Yorkshire, inizio Ottocento. Shirley, giovane donna ricca e caparbia, si trasferisce nel villaggio in cui ha ereditato un vasto terreno, una casa e la comproprietà di una fabbrica. Presto fa amicizia con Caroline, orfana, nullatenente e innamorata di Robert Moore, imprenditore sommerso dai debiti, spietato con i dipendenti e determinato a ristabilire l’onore e la ricchezza della sua famiglia, minati da anni di cattiva gestione. Pur invaghito a sua volta della dolce Caroline, Robert è conscio di non poterla prendere in moglie: la ragazza è povera, e lui non può permettersi di sposarsi solo per amore. Così, mentre da una parte Caroline cerca di reprimere i suoi sentimenti per Robert, dall’altra Shirley e il suo terreno allettano tutti gli scapoli della zona. Ma l’ereditiera prova attrazione per un insospettabile...



Letti e consigliati:  Io i classici li sento proprio adatti ai pomeriggi di questo periodo dell'anno, per cui mi sentirei di consigliarvi le atmosfere gotiche e la natura spoglia e selvaggia della brughiera di Emily Brontë (CIME TEMPESTOSE) o quelle più romantiche, argute e ironiche della Austen.





HISTORICAL FICTION


Letti e consigliati:


COME VENTO CUCITO ALLA TERRA di Ilaria Tuti (Longanesi, 383 pp.). RECENSIONE

Perché consigliarlo?
Per i paesaggi collinari, le nebbie, l'umidità, il freddo che avanza, i toni introspettivi, malinconici, la potenza dei ricordi, l'associazione tra le foglie che cadono dagli alberi e le vite dei soldati caduti in battaglia.


IL BRIGANTE di Giuseppe Berto (Bur, 333 pp)  RECENSIONE

Per l'atmosfera crepuscolare, il senso di sconfitta, l'impossibilità del riscatto, la solitudine e il freddo fisico e morale che accompagna il brigante, in fuga tra montagne e boschi. Una storia intensa, radicata nella terra e attraversata da una forte carica umana e nostalgica.

Gemini AI
 
Vorrei leggere:


I PILASTRI DELLA TERRA di Ken Follett (Mondadori, 1049 pp).


Intreccio, azione e passioni si sviluppano così sullo sfondo di un'era ricca di intrighi e cospirazioni, pericoli e minacce, guerre civili, carestie, conflitti religiosi e lotte per la successione al trono. 
 Foreste, castelli e monasteri sono l'avvolgente paesaggio, mosso dai ritmi della vita quotidiana e dalla pressione di eventi storici e naturali entro il quale per circa quarant'anni si confrontano e si scontrano le segrete aspirazioni e i sentimenti dei protagonisti - monaci, mercanti, artigiani, nobili, fanciulle misteriose -, vittime o pedine di avvenimenti che ne segnano i destini e rimettono continuamente in discussione la costruzione della cattedrale.



LA CATTEDRALE DEL MARE di Ildefonso Falcones (Tea Libri, 656 pp).

Nel cuore di un umile quartiere della Barcellona del XIV secolo, gli occhi curiosi del piccolo Arnau sono catturati dalle maestose mura di una grande chiesa in costruzione. Un incontro decisivo, poiché la storia di Santa Maria del Mar sarà il cardine delle tormentate vicende della sua esistenza. All’ombra di quelle torri gotiche, Arnau dovrà lottare contro fame, ingiustizie e tradimenti, ataviche barriere religiose, guerre, peste, commerci ignobili e indomabili passioni, ma soprattutto per un amore che i pregiudizi del tempo vorrebbero condannare alle brume del sogno...


Entrambi sono in wishlist da un po'; il primo, in particolare, lo sto rimandando da tempo perché è abbastanza lunghetto (non mi riferisco semplicemente alle pagine del primo libro, ma proprio alla saga, che è composta da cinque volumi, se non ho visto male), ma anche il secondo si difende bene (ed anch'esso appartiene a una saga, sebbene di tre libri)  ma mi propongo di leggerli entrambi in questo autunno appena iniziato, lasciandomi trasportare in un periodo storico che da sempre mi affascina: il Medioevo.


Come potete vedere, per ogni genere letterario 
ho pensato di abbinarvi una bevanda e un dolcetto.
Spero vi piaccia questa idea 
ed eventualmente, se interessati, 
vi passo le ricette  😄



martedì 22 settembre 2026

Recensione: RE BIANCO di Juan Gómez-Jurado



Con Re bianco si chiude la trilogia Regina Rossa: è l’ultima corsa contro il tempo di Antonia Scott, la più impossibile, la più disperata, dove a rischiare sono molte persone,  comprese quelle a cui tiene maggiormente.



 RE BIANCO
 di Juan Gómez-Jurado 



Fazi ed.
Trad E. Tramontin
400 pp
«Spero che tu non ti sia già dimenticata di me. Giochiamo?».

Con questo sibillino ed inquietante messaggio si chiude Lupa nera e incomincia Re bianco: quando Antonia Scott lo riceve, non ha dubbi su chi glielo abbia mandato.
Sempre lui, il suo nemico numero 1, colui che ha distrutto la sua famiglia, la vita sua e del suo amato Marcos: Mr. White.

E la posta in gioco è alta perché a rischiare è il collega e amico Jon Gutierrez, che è stato rapito proprio da quell'essere diabolico di White, il quale ha architettato un "gioco" criminale pericoloso, letale, che metterà alla prova il self control di Antonia.

Dal momento in cui un malandato Jon viene ritrovato, scatta un terrificante conto alla rovescia: Antonia e il collega hanno solo tre ore di tempo per completare una serie di prove praticamente impossibili (esse concernono la soluzione di alcuni crimini mai davvero risolti) e poter così salvare Jon, prima che un ordigno - posto nel corpo dell'ispettore - esploda.

Jon ed Antonia sanno che vincere contro White è praticamente impossibile perché lui sembra (anzi, è) sempre un passo (ma forse anche più di uno) davanti a loro; li anticipa, ne prevede le reazioni, i ragionamenti, i comportamenti, le deduzioni.
Del resto, Mr White è di certo un individuo super astuto e tanto malefico... ma egli sa bene che il suo avversario - Antonia Scott - è tra le persone più intelligenti al mondo e che è, in virtù delle proprie capacità, assolutamente in grado di risolvere i suoi "enigmi" intrisi di sangue e crudeltà.

E poi Antonia non ha soltanto un Q.I. altissimo; lei è anche mossa dal desiderio sincero di salvare delle vite umane, di dare il proprio contributo alla giustizia e di catturare "i cattivi", e White e Sandra ne sono degni rappresentanti.

Senza considerare che se perde questa battaglia, la sua esistenza sarà nuovamente sconvolta, stravolta e lei si ritroverebbe a perdere un'altra persona cui vuol bene, cioè quel gigante buono di Jon, portatore non sano di una bomba incorporata.

La prova alla quale il nemico per eccellenza sottopone Antonia e Jon si suddivide in diverse "tappe", ciascuna delle quali corrisponde a un delitto sanguinoso e irrisolto (anche là dove sembra che una soluzione l'abbia avuta, ufficialmente); se risolvono il primo caso, passano al secondo ma più tempo perdono nel risolverne uno e più si avvicina l'ora X in cui "la bomba Jon" potrebbe scoppiare.

E se Antonia è spaventata all'idea di vedere il proprio amico maciullato sotto i propri occhi, figuriamoci quanta paura abbia Gutierrez in persona!
Scott e Jon sono costretti a "giocare" secondo le regole e le condizioni del malvagio burattinaio che tira i fili e capiscono che l'unica loro speranza è cercare di sfidare White sul campo dell'intelligenza, della deduzione logica e in questo sicuramente Antonia è fenomenale: la sua invidiabile capacità di osservare una scena (del crimine) e di trarre da particolari apparentemente insignificanti o invisibili delle informazioni preziose, delle piste e delle ipotesi affidabili, è qualcosa che White non solo riconosce ma, in fondo, stima, e proprio perché sa quanto sia brava Antonia che i suoi giochini sono di difficile soluzione.

Scott e Jon devono correre letteralmente contro il tempo e dovranno tirare fuori tutto il coraggio, l'incoscienza, l'ingegno di cui sono capaci, ma anche lasciarsi guidare da quello che è ormai divenuto il loro legame: non più solo lavorativo, ma una vera e propria amicizia, fatta di battute, sguardi e gesti di complicità, litigate e scherzi, momenti di silenzio, collaborazione e fiducia totali.

Antonia Scott sa che potrebbe affidare la propria vita a Jon Gutierrez e che lui rischierebbe la propria per proteggere e salvare la collega.
E viceversa.

Questo ultimo capitolo mi è piaciuto molto, forse è quello che preferisco fra i tre, e la lettura per me si è rivelata davvero avvincente; il ritmo è vivace, da serie tv (del resto, la serie c'è), la narrazione è ricca di sequenze di azione molto dinamiche; la tensione è sempre piuttosto alta e sale ancor di più in certi frangenti, non mancano i colpi di scena; ogni capitolo termina in modo tale da spingerti a leggere il successivo.

Essendo ormai alla resa dei conti, vengono a galla (attraverso flashback) le origini e gli oscuri segreti alla base del programma "Regina Rossa"; veniamo a conoscenza di alcuni dettagli dell'evento che ha cambiato per sempre la vita di Antonia, apprendiamo qualcosa in più sulla misteriosa Sandra; ecco, forse su White avrei desiderato che ci si soffermasse di più ma ok, c'è da accontentarsi; i traditori, in questa storia, non mancano e scoprirne l'identità è stata una sorpresa a metà, nel senso che comunque certi dubbi su alcuni personaggi li avevo già.

Il rapporto tra i due protagonisti l'ho adorato, perché Antonia Scott e Jon Gutierrez sono talmente diversi da costituire una splendida coppia; l'ironia di Jon - che sbatte meravigliosamente contro l'innata incapacità di Antonia di comprenderla - mi ha fatto sorridere più di una volta, soprattutto quando sopraggiungeva in frangenti in cui in realtà non ci sarebbe stato molto da ridere, ma lui è così, è capace di sdrammatizzare nonostante possa scoppiare da un momento all'altro.

Concludendo, questo romanzo mi ha convinta e ha confermato il mio parere positivo su tutta la trilogia.


giovedì 17 settembre 2026

I MIEI ULTIMI ACQUISTI "LIBROSI"



Ma che belli i mercatini in cui trovi delle allettanti occasioni a un buon prezzo 📚📚 😍😍

Ecco i miei ultimi tre acquisti.


L'ULTIMO ORIZZONTE 
di Collen McCullough


Bur Rizzoli
trad. V. Pazzi
543 pp

Nuovo Galles del Sud, 1870: Alexander Kinross, scozzese, ha fatto fortuna in Australia, scoprendo la più importante miniera d'oro del continente e fondando una città che porta il suo nome. Così, scrive ai parenti in Scozia per chiedere in moglie una cugina.
Al suo arrivo a Sydney, la sedicenne Elizabeth scopre che il promesso sposo è attraente, sfrenato, ricchissimo, ma lei non lo ama e non lo amerà mai.
Un giorno Alexander accoglie in casa, e adotta come erede, il giovane mezzosangue Lee, figlio dell'unica donna che abbia mai amato, l'ex maitresse Ruby.
Tra Lee ed Elizabeth divamperà una passione che sconvolgerà tutto il loro mondo. 

Una saga familiare che si estende per quattro decenni, un amore più forte delle convenzioni e dei tabù.






TUTTO IL NOSTRO SANGUE 
di Sarah Taylor 



Minimum fax
trad. N. Manuppelli
357 pp
In un arcipelago al largo delle coste della Virginia, lungo un arco di tempo che va dal 1855 a un postapocalittico e distopico 3143, si intrecciano le storie di due famiglie. 
Queste isole - per alcuni un santuario, per altri una terra di incubi - avvolgono le esistenze dei personaggi in una rete di miserie e piccoli miracoli. 
La determinazione di due sorelle che si stringono l'una all'altra in una famiglia devastata dalle metanfetamine; una ragazza che lotta per emanciparsi da un padre alcolizzato; una donna che decide di fuggire da una famiglia violenta per ritrovarsi tra le braccia di un uomo forse peggiore: relazioni tumultuose che scorrono lungo i rami di un albero genealogico, sullo sfondo di un paesaggio pericoloso e ammaliante. 

Un turbinio di vicende che trascina il lettore in un'esperienza estrema di nascita e morte, di giuramenti e di istinti primitivi e vili. 

La voce di Sara Taylor, avvicinata dalla critica a quella di Flannery O'Connor, è intrigante e selvaggia. 

"Tutto il nostro sangue" è un romanzo abitato da storie e personaggi ambigui, colmo di situazioni grottesche e pervaso dal soffio della letteratura gotica del sud degli Stati Uniti.




IL SEGRETO DELLA BAMBINA SULLA SCOGLIERA 
di Lucinda Riley 


Giunti
trad. L.Maldera
482 pp
Mentre la tempesta infuria sulle coste di Dunworley Bay, una minuscola figura è immobile sull'orlo di una scogliera a picco sul mare: è una bambina a piedi scalzi, con folti riccioli rossi e una lunga veste bianca. 
Ipnotizzata di fronte a quella strana apparizione, Grania Ryan, una scultrice di successo appena tornata da New York per riprendersi da un brutto trauma, scoprirà ben presto di non aver sognato. 
Sua madre Kathleen non ha alcun dubbio: la piccola è Aurora Lisle, che ha perso la mamma in circostanze drammatiche proprio in quel luogo. 
Grania è irresistibilmente attratta dall'incredibile vitalità di Aurora e non può fare a meno di affezionarsi a lei e a suo padre. Ma per quale motivo sua madre, di solito così generosa e altruista, non riesce a nascondere la propria ostilità nei confronti dei Lisle? 
La risposta potrebbe celarsi in un plico di lettere gelosamente custodite da Kathleen: un tragico segreto che risale all'epoca tra le due guerre ha segnato il destino delle famiglie Ryan e Lisle, stendendo ombre scure anche sul presente. 
Riuscirà l'amore che unisce Grania e Aurora a spezzare le catene del passato?



mercoledì 16 settembre 2026

LIBRI DI RECENTE PUBBLICAZIONE [ Segnalazione novità editoriali]



Buon pomeriggio, lettori.

Oggi desidero presentarvi le nuove uscite di tre diverse case editrici.

La prima è stata pubblicata soltanto ieri un ed è un’altra appassionante puntata con l’archeologa Malù Ferrari, l’immancabile gatto nero Mycroft e una serie di personaggi che difficilmente si dimenticano. Questa fortunata serie letteraria è iniziata nel 2018 con “Aria di neve” e arriva oggi a una nuova avventura per gli inquilini dell’appartamento a via Atri 36 a Napoli.



CASA È DOVE NOI
di Serena Venditto

Mondadori
264 pp
18 euro
LINK AMAZON
Malù ha una settimana piuttosto complicata davanti a sé: deve discutere la tesi di dottorato, fare i conti con una relazione sentimentale appena naufragata e, soprattutto, evitare di perdere casa.
Il proprietario dell’appartamento, infatti, è costretto a venderlo per affrontare le spese legali della moglie Miriam, agli arresti domiciliari con un’accusa di omicidio che sembra praticamente impossibile da smontare. 
Miriam è stata trovata, infatti, accanto al cadavere del vicino, con un coltello insanguinato in mano, mentre continuava a ripetere: «Che ho fatto?»
Non ricorda nulla di quanto accaduto, ma sostiene di essere innocente. E se Malù e i suoi coinquilini Ariel, Samuel e Kobe (per non parlare del gatto Mycroft) vogliono salvare la loro casa, non hanno scelta: dovranno trovare il vero assassino. 
Ne nasce un’indagine nel pieno stile della serie: interrogatori decisamente poco ortodossi, arte, appartamenti improbabili, drammi sentimentali, lezioni di yoga, il caos del centro storico di Napoli e, naturalmente, il fiuto investigativo di Malù.

Con Mycroft pronto a ricordare agli umani che, in fondo, ogni indagine migliora sensibilmente quando c'è un gatto nero nei paraggi.

L'autrice.
Serena Venditto è scrittrice, editor e direttrice della collana gialla di Homo Scrivens; nata nel 1980 a Napoli, lavora al Museo Archeologico Nazionale. Ha esordito nella narrativa con la commedia Le intolleranze elementari  (Homo Scrivens, 2012). Nel 2018 ha pubblicato con Mondadori Aria di neve, il primo volume della serie gialla dedicata al gatto Mycroft e ai quattro coinquilini di via Atri 36, seguito da L’ultima mano di burraco (2019), Grand Hotel (2021), Commedia gialla con gatto nero (2023), Sette vite come i libri (2025). Gli stessi personaggi compaiono nell’antologia Gatti neri e vicoli bui (Homo Scrivens, 2022) e in E cosy sia (Giallo Mondadori Big, 2024). Nel 2025 è uscito il suo podcast narrativo E alla fine arriva il gatto, prequel della serie dei romanzi, prodotto da Mondadori Studios. Collabora con Homo Scrivens in qualità di editor e come direttrice della collana dedicata al giallo. Cura la rubrica #Barsport per il sito Napoliclick
.



Proseguo con l'uscita del nuovo romanzo di formazione per ragazzi 14 anni + targato Agenzia Pensiero Creativo.

Il volume, scritto dal napoletano Francesco Russo, racconta una storia poetica e struggente che parla di autenticità, coraggio e della sottile ribellione di chi cerca di ritrovare se stesso in un mondo che ha già deciso per te. Perché a volte, per essere davvero felici bisogna avere il coraggio di pronunciare il proprio nome.


IL MIO NOME 
di Francesco Russo


Agenzia Pensiero Creativo
110 pp
10 euro

A Solleryne la felicità è una regola. 
Ma Sabrina inizia a sentire che qualcosa, dentro di lei, non obbedisce più. 
In un mondo dove tutto è ordinato, luminoso e perfetto, Sabrina è la ragazza che tutti amano: dolce, generosa, impeccabile. 
Eppure, mentre la città si prepara al consueto ballo del solstizio, una domanda silenziosa comincia a farsi spazio nel suo cuore: e se quella felicità che tutti inseguono fosse solo una fragile illusione?

Tra strade curate, saluti sorridenti e riti che si ripetono da sempre, “Il mio nome” ci conduce nel cuore di una giovane donna in bilico tra ciò che è, e ciò che vorrebbe essere.


L'autore.
Francesco Russo è nato a Napoli nel 1973. È autore di racconti, romanzi e poesie, e ha pubblicato Che favola la vita, I luoghi dell’amica geniale, tradotto in inglese e letto in diversi paesi. Ha scritto poi Il Canto delle sirene, un romanzo dedicato alla sua città. La sua silloge La ricerca delle parole è uscita nel 2022. Vincitore e finalista in diversi premi, tra cui l’Andersen Baia delle Favole 2020, è da sempre attivo nel volontariato e nel sociale
.





Termino con un thriller psicologico che intreccia neuroscienze, memoria, emozioni e manipolazione. 


NULLA DA SENTIRE
di Sara Sangermano

bookabook
240 pp
18 euro
USCITA
24 SETTEMBRE 2026


Quando Clara, giovane infermiera in un reparto specializzato nei disturbi della memoria, si accorge di non riconoscere una bambina che un tempo ha stretto tra le braccia, la sua vita comincia a incrinarsi. 
Quello che sembra un semplice vuoto di memoria si trasforma presto in qualcosa di molto più inquietante: emozioni che scompaiono, ricordi che si sgretolano, persone che conservano tracce di un passato che lei non riesce più a raggiungere. 
In una corsa contro il tempo, tra memoria, identità e verità negate, Clara dovrà capire chi è stata, cosa le è stato portato via e quanto si è disposti a sacrificare per conservare ciò che ci rende vivi.

La ricerca della verità la conduce dentro una trama sempre più inquietante, dove il confine tra cura, sperimentazione e controllo diventa sottile e pericoloso. 
Al centro del romanzo resta una domanda, quanto di noi sopravviverebbe se qualcuno potesse sottrarci le emozioni? Se oggi tu stesso, scoprissi che un pezzo della tua vita ti è stato portato via, cosa decideresti di fare?


Il romanzo è disponibile anche su Amazon.

martedì 15 settembre 2026

Recensione: UNA TRANQUILLA CITTÀ DI PROVINCIA di Maurizio Mos



Città di Borghetto è una di quelle cittadine in cui solitamente non succede mai nulla, ma a spezzarne la quiete ci pensa l'omicidio di una donna.
A capo delle indagini c'è il vicequestore Giulio Tiburzi, il cui infallibile intuito gli suggerisce che quella morte violenta non è che una triste tessera di un puzzle ben più vasto ed intricato, una vera e propria rete di ricatti e speculazioni.



UNA TRANQUILLA CITTÀ DI PROVINCIA 
di Maurizio Mos


248 pp
15.98 euro (cart,)
La trentasettenne Daniela Renati viene trovata uccisa nella sua villetta di Città di Borghetto e a rinvenirne il corpo senza vita è il suo amante, Mauro Geraci. 

Su di lui convergono inevitabilmente anche i primi sospetti, ma perquisendo l'abitazione della vittima cominciano a venir fuori altri nomi, altri possibili sospettati.

Sotto gli occhi del vicequestore e della sua eccellente squadra, si palesano via via foto e materiali che fanno capire qualcosa della vita dell'affascinante signora Renati.

La donna era uno spirito libero, con un matrimonio alle spalle e con accanto più uomini con cui intesseva relazioni, il tutto in un contesto di giochi ed incontri hard. 

Forse il delitto è maturato in un clima ambiguo, torbido?
O magari c'è un ex-amante mollato e risentito? O un pretendente rifiutato?

Nel recente passato della Renati effettivamente c'è uno spasimante da lei rifiutato, un giovanotto  violento con precedenti per aggressioni. Questi viene fermato e, interrogandolo, Giulio avverte il suo rancore rabbioso verso la Renati ..; tra l'altro, non avendo un alibi, pare davvero il sospettato ideale.

Eppure Tiburzi sente che quell'assassinio non è maturato "semplicemente" per una questione di gelosia o avances finite a vuoto, e a rafforzare questa idea è il ritrovamento di un'agenda della Renati - in cui figurano i nomi di persone importanti in quella città - e di foto di catastali e di schizzi di edifici.

Tiburzi non si accontenta di risposte facili e scontate, né di tenere in carcere il primo sospettato che gli passa sotto il naso, ma continua a ragionare, a sviscerare tutti gli aspetti del caso, a individuare le persone coinvolte e nei giochi hard di gruppo a casa di Daniela e nell'ambito di affari illeciti.

Il rischio di pestare i piedi di diversi potenti è concreto; quella è gente disposta anche a far fuori testimoni scomodi, "...perché loro erano persone importanti, vivevano in un mondo tutto loro in cui tutto era lecito, avevano soldi e amicizie, potevano fare quel che volevano."

Ma Giulio Tiburzi non è disposto a ritrarsi di un millimetro e, grazie al supporto dei suoi ispettori,  accumula una serie di fondamentali indizi che inchiodano non solo l’assassino della Renati - benché questi abbia avuto la scaltrezza di costruirsi un alibi - ma anche altre persone coinvolte.

Insomma, il caparbio Tiburzi è pronto a scoperchiare un vaso di Pandora che apre le porte ad una querelle giudiziaria senza precedenti nella cittadina, che avrà non poche conseguenze.

Ci sarà chi proverà ad ostacolarlo e a mettergli i bastoni tra le ruote ma il vicequestore andrà fino in fondo a questa storia, riuscendo a trovare il bandolo della matassa e a rimettere ogni tassello al posto giusto.

Il romanzo di Maurizio Mos è un giallo poliziesco a tinte noir che unisce una ben costruita indagine (l'autore si sofferma molto sui momenti in cui Tiburzi e collaboratori ragionano insieme, si fanno domande stimolandosi a trovare risposte e a fare ipotesi, a riflettere partendo da documenti, fotografie, annotazioni) e un minuzioso lavoro investigativo con un protagonista (il vicequestore Tiburzi) che cattura la simpatia del lettore per le sue abilità investigative, per l'intuito, per la determinazione e la passione con cui si dedica al caso, per l'attenzione posta non solo ai fatti, necessari per capire e risolvere l'indagine, ma anche alle persone coinvolte e ai legami tra esse; Tiburzi è attento ai dettagli, fiuta gli errori dei possibili sospettati, coglie collegamenti, opera deduzioni, non cede a moralismi e giudizi superficiali, sa lavorare da solo e in gruppo ed è stimato dai suoi sottoposti per questo.
C'è in lui un che di malinconico, sfumatura che emerge nei momenti in cui è solo con i propri pensieri, e il suo modo di lavorare ci rivela sia la sua viva intelligenza, la sua razionalità e le sue abilità logiche, ma anche la sua rettitudine e umanità.

Mi è piaciuto, il linguaggio è chiaro, comprensibile, i dialoghi credibili e realistici, la scrittura è aderente alla realtà delle indagini e al mondo investigativo, e il delitto iniziale conduce verso la scoperta di altri giri ed affari illeciti, che rivelano situazioni di corruzione nell'ambiente edilizio.

Lo consiglio, in special modo agli amanti del genere.


domenica 13 settembre 2026

Recensione: PICCOLI FANTASMI di Gregg Dunnett



Una bambina di dieci anni viene rapita e uccisa; due anni dopo, il suo assassino è ancora a piede libero però il fratellino della vittima dice di sapere chi sia colui che ha tolto la vita a sua sorella Layla.
Deve solo sperare che qualcuno gli creda ma sarà complicato perché a fargli questa importante rivelazione è stata proprio lei...: Layla.

PICCOLI FANTASMI
di Gregg Dunnett



Storm
374 pp
Riprendere a vivere dopo aver vissuto un evento tragico e doloroso come quello dell'assassinio di una figlia e sorella è davvero arduo.

Lo è per i coniugi Jon e Rachel Martin, che hanno perso una figlia ma sanno di avere il dovere di continuare a vivere perché hanno ancora un bambino a cui pensare, Gale; ed è pesante anche per quest'ultimo, che si è ritrovato privato della propria sorella maggiore in un giorno come gli altri, mentre era con lei sulla spiaggia a fare la fila per un gelato.

Layla è stata rapita in un pomeriggio d'estate di due anni prima, mentre fratello e sorella bisticciavano aspettando di comprare il gelato al chiosco sulla spiaggia; la loro madre era rimasta sotto l'ombrellone.
C'era tanta gente quel giorno, di cosa avrebbero mai dovuto aver paura?
Purtroppo a un certo punto si creò un po' di confusione e fu allora che il mostro si avvicinò a Layla e la prese..., rubandola ai suoi cari per sempre.

Il caso di Layla, due anni dopo, rischia di finire tra i cold case.
Non ci sono altre testimonianze utili o aggiornamenti o altro che possa spingere gli investigatori a continuare a spendere soldi, tempo e risorse umane per indagare su un delitto per il quale languono piste, ipotesi, sospetti concreti.

Per evitare che venga archiviato, l'ispettore Kieran Clarke, colui che fin dal primo momento ha diretto le indagini con professionalità, passione e sollecitudine, propone un ultimo disperato tentativo: partecipare al programma televisivo Crimebusters per riportare il caso all'attenzione del pubblico e sperare in nuovi indizi. 

Mentre i coniugi Martin discutono su cosa fare, Gale, il figlio minore, dopo mesi di depressione e isolamento, sembra finalmente stare un po' meglio. 
A contribuire al suo umore è un piccolo segreto che per ora tiene per sé: Layla è tornata da lui.

Sì, Gale sa che è morta, non è né stupido né ammattito (almeno spera...!) ma è così: Layla si manifesta a lui con la sua presenza discreta e rassicurante; inizialmente, quando gli appare, è più trasparente, ma gradualmente l'immagine si fa più nitida e un giorno, improvvisamente, gli rivolge anche la parola. 

Gale ha adesso la stessa età di sua sorella quando è morta (dieci anni) ma sa che i morti non tornano né possono parlare con i vivi, per cui si convince di essere vittima di una sorta di proiezione del suo subconscio: il dolore per la morte efferata di Layla, la sua assenza, il fatto che le manchi... evidentemente si manifestano così, in lui, che crede di vederla perché è ciò che vorrebbe, cioè averla ancora accanto, parlarle e ascoltarla.

Eppure, Layla sembra essere davvero lei e, testarda e determinata com'era in vita, dimostra al perplesso fratello di essere un fantasma; non ha più un corpo come prima (non può ad es. abbracciarlo), fluttua nell'aria e passa attraverso le porte di casa ma ciò che conta è che il suo spirito (se così si può dire) c'è e lei è lì perché deve chiedere un aiuto a Gale: trovare il suo assassino

Ovviamente Layla non ne conosce il nome ma può raccontargli - per quanto rivivere i terribili giorni del sequestro e quello ancora peggiore del momento della morte sia fonte di grande angoscia - dei particolari che possano servire a rintracciarlo, senza contare che lei ricorda il volto dell'assassino.

Gale vuole con tutto il cuore trovare il mostro ma c'è un problema: chi può credere alle parole di un bambino e della sua sorella fantasma? 

Ma Gale non demorde e, se non può dire esplicitamente ai genitori o alla polizia "Layla mi ha rivelato che...", beh, vorrà dire che si inventerà qualche particolare o andrà egli stesso in cerca degli indizi fornitigli dalla sorella.
 
Uno di questi è molto particolare e potrebbe rivelarsi cruciale: il mostro (dopo aver adescato Layla con una scusa per certi versi banale) le confidò di possedere due serpenti e che desiderava portarla nella propria casa per mostrarglieli. E quei serpenti c'erano realmente, Layla li aveva visti.

Quante persone posseggono dei serpenti in casa come animali domestici, dalle loro parti?

L'idea è quella di recarsi nell'unico negozio in città che vende animali (tra cui rettili) per vedere se sia possibile ottenere dei nominativi; pur non riuscendo a sbirciare alcun nome, Gale e Layla (che riesce ad essere "presente" solo se c'è Gale, che per lei è una sorta di anello congiunzione tra la propria dimensione e quella terrena) riescono a captare l'indirizzo di un uomo che ha acquistato dei serpenti.

Attraverso un sotterfugio, Gale si reca in quell'abitazione, scontrandosi con il proprietario, un uomo dallo sguardo freddo, inquietante, cattivo...: non ci sono dubbi, è sicuramente lui il rapitore e il killer di Layla, lei è convinta di ciò che ha visto e vissuto.

Ma quando - dietro le suppliche del figlioletto, disperato e caparbio - i due perplessi genitori decidono di esporre la teoria di Gale all'ispettore Kieran Clarke, c'è il primo e tesissimo colpo di scena, che non vi esplicito ma vi dico che sarà il fulcro attorno al quale si svolgerà il resto della storia.


Scoprire che il killer è una persona molto vicina ai Martin sconvolge tutto e tutti; ovviamente, i genitori - dopo lo sgomento iniziale - rifiutano di credere che quella sia la verità, in quanto l'individuo accusato da Gale è al di sopra di ogni sospetto.

Anche Gale è lì lì per vacillare davanti all'opposizione dei grandi, se non fosse che lui vede ciò che essi non possono vedere: Layla, i suoi occhi, le sue espressioni angosciate, il terrore che la fa tremare tutta al ricordo delle atrocità subite per mano di quell'essere che lei sa essere il colpevole.

E va inchiodato, assolutamente.
Non solo per amore della verità, per dare definitivamente pace alla famiglia e mettere un punto a una storia lacerante (il dolore per la perdita non andrà mai via, ma che almeno venga lenito dalla consapevolezza che chi ha commesso un crimine paghi), ma anche perché Layla non può restare in questa sorta di limbo, di non-vita sospesa tra l'aldiquà e l'aldilà, bensì deve poter andare "dove l'attendono".

Da quando l'assassino capisce che, in un modo che non immagina, Gale Martin è arrivato a lui e che quindi potrebbe fargli saltare ogni copertura, inizia una corsa folle per impedire al ragazzino di arrivare a tutta la verità.

Manipolatore, calcolatore, cinico, in bilico tra la lucida euforia che pervade un killer affamato di vittime da torturare e l'apparente calma di chi si sente in una botte di ferro, il mostro fa di tutto per sviare ogni sospetto da sé, per anticipare eventuali mosse degli investigatori, per confondere i Martin, e sembra in effetti essere sempre un passo avanti a tutti.

Ma l'amore tenero e genuino che unisce Gale e Layla, unito alla tenacia di un'agente di polizia che non osa sognare di diventare detective pur avendone le qualità, apriranno un varco via via sempre più grosso per arrivare al mostro. 


Commovente, ricco di colpi di scena e tensione emotiva, Piccoli fantasmi è un thriller psicologico che mi ha tenuta incollata, nonostante io non ami moltissimo il paranormale, e qui inevitabilmente c'è perché la co-protagonista è una fantasmina che si muove invisibile per casa e che sceglie un famigliare quale destinatario di un messaggio, in questo caso di una vera e propria missione.

Non è niente di nuovo, anzi, il romanzo ricorda, in molti passaggi e caratteristiche, opere come Amabili resti, Ghost (film anni Novanta, lo dico per i più giovani 😜) o Il sesto senso, ma mi è piaciuto molto ugualmente perché è toccante, suscita rabbia, tenerezza, struggente malinconia al pensiero di una giovane vittima che cerca in tutti i modi di fare arrestare il proprio assassino, e lo fa coinvolgendo un'anima innocente e pura come lei.

Una caccia al mostro vista con gli occhi di due bambini, cui si alterna anche la prospettiva dello stesso omicida, che agisce spinto da una crudeltà, da una personalità spietata e da  un'assenza paurosa di empatia da far rabbrividire.

Il ritmo diventa più serrato da un certo momento in poi e viene creata molta suspense quando riprendono le indagini e procedono tra depistaggi e nuovi sospetti.

Una lettura che mi ha presa tanto e mi ha commosso il pensiero che Gale possa in fondo rappresentare tanti di noi che, di fronte alla perdita di una persona cara, forse, si ritrovano a desiderare di sentire la voce di chi non c'è più per potergli dare un ultimo saluto.

Mi sento di consigliarlo, in particolare se vi piace il genere, il mix thriller/paranormal e se avete voglia di farvi coinvolgere emotivamente.


venerdì 11 settembre 2026

Recensione: QUATTRO PRESUNTI FAMILIARI di Daniele Mencarelli



Con grande acume, un pizzico di umorismo nero e soprattutto con la finezza psicologica che lo contraddistingue, Daniele Mencarelli ha scritto un noir che mette a nudo i peccati di personaggi pieni di fragilità, esseri umani macchiati da errori e cadute, appesantiti da sensi di colpa, in balia della parte più oscura e ambigua di sé stessi.
Ma persone altresì bisognose di pace, di una possibilità di riscatto che li liberi dal male che, troppo spesso, si annida dentro di loro, come dentro ciascun uomo.



QUATTRO PRESUNTI FAMILIARI 
di Daniele Mencarelli


Sellerio Ed.
304 pp
Quando uno scheletro, con su qualche brandello di pelle, viene rinvenuto nei boschi attorno al paese di Norma, in provincia di Latina, né il maresciallo Damasi né l’appuntato Circosta possono immaginare in quale situazione surreale stanno per infilarsi.


I poveri resti sono finiti nella macchia molti anni prima e a salvaguardarli ci hanno pensato le particolari condizioni ambientali e forse un pizzico di "fortuna" o di fatalità.

Fatto sta che adesso bisogna capire a chi appartengono, da quando sono lì, cosa è successo al proprietario di quei tristi resti e contattare eventualmente i famigliari.

Per adesso, in attesa che vengano aperte formalmente le indagini, il maresciallo ordina a Circosta - giovane appuntato senza tante pretese né evidenti qualità, ma con una sincera quanto insaziabile voglia di fare esperienza e acquistare credibilità agli occhio dello stimato superiore - di convocare i parenti stretti di tre donne scomparse tempo prima e di cui le famiglie fecero denuncia, con la speranza che tra essi ci siano i cari della persona (che si appura essere una donna) i cui resti sono stati casualmente ritrovati.

E così, quattro presunti familiari vengono convocati: tra loro chi avrà lo stesso DNA recuperato dallo scheletro?

A presentarsi sono quattro persone: i coniugi Marino, la signorina Parrino e un giovanotto di nome Lucio Marino.
I primi hanno perso una figlia (Assunta), la Parrino una sorella (Isabella) e Lucio la propria madre, una tossica di nome Linda, la cui sparizione non destò - rispetto alle altre due - molto clamore o preoccupazione.


Tutti loro vorrebbero poter forre fine ad anni di strazio, sofferenza, a quel tempo di angoscia eternamente sospeso e senza risposte che ha accompagnato gli anni di assenza del proprio congiunto, finito a ingrossare le file degli scomparsi di sui è smarrita ogni traccia.
Forse per uno di loro è giunto finalmente il momento di mettere un triste ma definitivo punto al proprio martirio e potersi concedere il "lusso" di piangere il proprio caro e magari seppellirne ciò che n'è rimasto.

"...quella vacanza a spese del comune di Latina poteva rappresentare la fine di un incubo rimasto in sospeso per anni e anni. Le loro tre denunce di scomparsa si chiusero, come di norma, a distanza di dieci anni con una sentenza di morte presunta. O si è morti o si è vivi. Non c’è via di mezzo. Non c’è niente di meno presunto della morte. La legge tenta di mettere pezze ai destini più infami con parole che fanno ridere, o piangere, a seconda dei punti di vista."


Secondo gli ordini del maresciallo, ad occuparsi dei quattro presunti familiari è l'appuntato Emanuele Circosta, che accompagna gli ospiti nel ristorante-pensione della signora Garvan (amica di Damasi), e che sarà impegnato ad organizzare il prelievo del loro DNA nei locali dell’ospedale civile per compararlo con quello del cadavere.

Da questo momento, i quattro presunti familiari sono costretti a condividere tempe e spazi nell'attesa dei risultati del DNA, ciascuno sperando di essere il macabro vincitore di questa cupa lotteria.

Nel susseguirsi di ore, giorni e notti, il clima fra i quattro oscillerà tra una gelida indifferenza e una tensione affilatissima, che in non poche occasioni sfocerà in veri e propri tafferugli verbali... e anche fisici.

"...nessuno aveva realmente valutato la mole di follia e disperazione covata dai presunti familiari della vittima. Non erano civili, erano bombe, mine antiuomo..."


C'è chi ha crisi isteriche, chi soffre di una malattia mentale, chi mette le mani addosso al proprio coniuge, chi si prende di nascosto dosi esagerate di morfina, chi testimonia di telefonate intercorse con il congiunto scomparso (presumibilmente morto) in collegamento diretto dal Purgatorio..., insomma non si respira un'aria tranquilla e più di una volta Circosta e la sgomenta signora Garvan devono tenere a bada le bizze di questi quattro individui, evidentemente molto scossi e sotto pressione dal punto di vista psicologico ed emotivo, il che è senza dubbio comprensibile.

Purtroppo, però, Circosta (che non è propriamente un ragazzino, ha passato i trenta) non sempre si mostra pronto e professionale nel fronteggiare i momenti di crisi, il che gli fa guadagnare le ramanzine di Damasi che, pur rimproverandolo duramente, gli fa capire che vuole fidarsi di lui, che lo ritiene un carabiniere serio, dalla promettente carriera e che spera di non restare deluso.

Ma anche Emanuele si percepisce così?

Il protagonista e narratore, Circosta, è un uomo complesso e semplice allo stesso tempo; è semplice perché fondamentalmente è una brava persona, un carabiniere tranquillo, con buone intenzioni, che crede in ciò che fa e la violazione delle regole non è un'abitudine per lui ma un'eccezione; complesso perché - ahilui - l'eccezione c'è, si chiama Liberati ed Emanuele non sa come liberarsi della tirannia psicologica che questi ha nei suoi confronti.

Liberati è un brigadiere (quindi un superiore di Circosta) ed è uno di quei carabinieri che decisamente sporcano la divisa, la disonorano con comportamenti, scelte, opere e omissioni che non solo non gli fanno onore ma costituiscono dei soprusi, degli abusi di potere, dei reati...

Circosta fa spesso coppia con lui e ormai ha imparato a conoscerlo: Liberati è un bullo, un prepotente, un essere volgare e cinico che si fa rispettare (o meglio, temere) dai colleghi perché sa essere aggressivo, minaccioso, privo di morale e di scrupoli, "un bandito debosciato che sfrutta la divisa per fare quello che dovrebbe impedire agli altri"; fare appostamenti con lui significa andare incontro ad esperienze non proprio edificanti ed una in particolare creerà un prima e un dopo nel rapporto tra  brigadiere e Circosta, il quale ha sempre avuto verso l'altro un atteggiamento remissivo, da zerbino, accettando passivamente insulti sarcastici, schiaffi, ordini discutibili, sino ad arrivare a una notte in cui entrambi rischieranno grosso...

Ma da quella notte, qualcosa comincia a cambiare ed Emanuele sarà costretto a guardarsi dentro, a individuare le proprie lacune, i propri errori, la propria ignavia e la paura verso Liberati, e domandarsi che razza di carabiniere e, prima ancora, che genere di uomo vuole essere.
Ad aiutarlo in questo momento cruciale c'è l'esempio di un uomo e di un carabiniere retto e onesto qual è Damasi e ci sono anche loro, i quattro presunti familiari - "individui masticati dal destino, più morti che vivi" -, che con i loro problemi, le baruffe, le urla e i litigi, i loro silenzi colpevoli e le loro paure, gli daranno modo di interrogarsi su sé stesso, sulla propria mediocrità e superficialità alla quale, però, non deve convincersi di essere destinato ma, al contrario, da esse può affrancarsi ed essere qualcosa di diverso e migliore.


"Quattro presunti familiari" è un romanzo che mi è piaciuto davvero molto perché si serve dell'elemento giallo (il mistero dello scheletro ritrovato e la sua identità) per esplorare con profondità complesse dinamiche umane e sociali.

Daniele Mencarelli l'avevo già conosciuto ed amato con Tutto chiede salvezza, Fame d'aria e La casa degli sguardi, e anche in quest'opera egli conferma il proprio stile diretto, realistico e introspettivo. 

La narrazione spazia tra azione e introspezione, per cui vi sono segmenti riflessivi ma anche situazioni movimentate e complicate, i dialoghi sono vividi e dinamici, il linguaggio è  diretto ed essenziale e tutto conferisce autenticità a ciò che viene narrato e in particolare ai personaggi.
Si dà molta importanza alle sfumature emotive e psicologiche e tanto il protagonista quanto gli altri uomini e donne che gli ruotano attorno sono delineati in tutta la loro complessità interiore, attraverso gesti, atteggiamenti, sguardi, parole che ce li restituiscono nella loro frangibile umanità, sospesi tra la speranza e la disperazione.

Nessuno di essi è completamente positivo o negativo, ma ciascuno ha il proprio bagaglio di colpe, rimorsi, insicurezze e desideri di riscatto; lo stesso Emanuele Circosta è un uomo pieno di paure, disagi e dubbi morali, costantemente alle prese con i propri limiti e fallimenti. 

Ritroviamo alcuni elementi tipici del noir, come l'atmosfera un po' cupa, c'è un'indagine ma, più che l'aspetto poliziesco, contano la dimensione esistenziale, le dinamiche relazionali e sociali, gli sbagli, i tormenti e i segreti.

Il risultato è una lettura intensa e coinvolgente che mi sento di consigliare assolutamente.


mercoledì 9 settembre 2026

Recensione: DEMELZA di Winston Graham (la Saga di Poldark #2)

 

Il secondo volume della saga di Poldark è incentrato sul personaggio di Demelza, la moglie di Ross Poldark, una donna dal cuore generoso, dal carattere vivace e determinato e  dallo spirito indomito e indipendente; attorno a questa coppia, si agitano fermenti sociali molto turbolenti che gettano ombre sulla loro serenità.


DEMELZA
di Winston Graham


Marsilio Ed.
492 pp
trad. M.Parolini,
M.Curtoni
Siamo in Cornovaglia, negli anni tra il 1788 e il 1790. 

Ross Poldark, infischiandosene delle convenzioni sociali, ha preso in moglie la figlia di un rozzo minatore, la bella Demelza Carne, scandalizzando così l’alta società locale. 

"Demelza era completamente diversa, cresciuta nella sporcizia, in mezzo agli ubriaconi, una ragazzina randagia che si era arrampicata sulle spalle della sorte per sbirciare nei salotti di chi era migliore di lei: vivace, grezza, volubile, tutte le sue azioni e i suoi sentimenti sempre dettati dall’istinto."

La giovane moglie ne è consapevole e vorrebbe in ogni modo dimostrare la propria buona volontà di inserirsi a pieno titolo tra la gente ricca di Nampara, e infatti si sforza di imparare le buone maniere di una signora raffinata, anche se non è semplice conciliare questo mondo fatto di pettegolezzi, sorrisi ipocriti e smancerie con quello, povero e semplice, da cui proviene.

Il battesimo della piccola Julia (che nasce all'inizio del romanzo, con un parto tutt'altro che semplice per la mamma) offre a Demelza l'occasione di dare una festa nella loro tenuta, anzi due feste, una per i signori e le signore amici dei Poldark, e un'altra per la gente semplice, per i contadini del posto; ma purtroppo uno sgradevole imprevisto rovina parte dei piani di Demelza, che però non si abbatte a lungo e, passando oltre le ingiuste critiche sprezzanti di chi la ritiene un'arrampicatrice sociale, non cessa di tentare di adattarsi ai modi di fare degli aristocratici, anche se il suo carattere impulsivo e schietto fa sì che spesso si ritrovi a gestire situazioni che possono mettere in imbarazzo non solo lei ma anche Ross.

"Eppure loro due, anche se così uniti e intrecciati nei pensieri e nelle emozioni, erano comunque entità uniche e autonome, e così sarebbero rimasti a dispetto dei tanti sforzi fatti per colmare ogni distanza."

Lui l'ama con dolcezza e ammirazione, mostrando molta comprensione per il carattere frizzante e imprevedibile della consorte, assecondandone il più possibile i desideri, conscio di quanto lei ci tenga a renderlo orgoglioso, ma le preoccupazioni del capitano Poldark vanno ben oltre le mura di casa: egli è totalmente preso dalla notevole crisi economica in cui versa il distretto e che andrà via via peggiorando.

L’industria del rame è sull’orlo del collasso a causa di banchieri senza scrupoli, tra cui figura lo sgradevole "nemico", George Warleggan. 
 
A peggiorare l'atmosfera sociale si aggiunge il malcontento dei minatori, sempre più affamati e arrabbiati come possono esserlo coloro che hanno la pancia vuota e vedono i "padroni" ingrassare sempre più.
Insomma, la situazione è come una pentola a pressione pronta a esplodere e Ross, da sempre mosso da principi di giustizia, equità e giustizia, decide di sfidare i ricchi e i potenti, anche se questo significa mettere in serio pericolo la propria stabilità economica e, di conseguenza, famigliare.
L'uomo si imbarca, segretamente, in un progetto che mira a fondere e vendere il rame a prezzi equi,  sfidando il monopolio dei Warleggan, ma purtroppo la situazione è troppo complessa e potrebbe sfuggirgli di mano.

Mentre fuori casa Ross è impegnato con rame, carbone, banchieri spietati e minatori incattiviti, la bella Demelza si dedica alle questioni famigliari..., provocando involontariamente non poche incomprensioni.

Ma Demelza, per quanto giovane e inesperta di tutto ciò che ha a che fare con la vita, le relazioni e il buon nome della gente benestante, ha davvero un cuore d'oro e vorrebbe vedere chi ama felice.
Anche quando commette un errore, dietro non v'è malizia o avventatezza, ma solo una bontà esplicitata forse con poca razionalità, col rischio quindi di combinare guai.

Ed è ciò che accade quando prende a cuore la felicità di Verity, la cugina di Ross e sorella di Francis (sposato con la bellissima ed elegante Elizabeth): convinta che la donna non sia felice di essere la zitella di casa e che il suo cuore ancora batta per Andrew Blamey (il lupo di mare con coi ha avuto un legame sentimentale osteggiato dai Poldark), si dà da fare per organizzare un incontro fra i due ex (?) innamorati, così che possano capire se tra loro è davvero finita o se l'amore cova ancora sotto la cenere della lontananza.

Tale ingerenza, se porta gioia nei giorni grigi della dolce Verity, fa calare nubi scure sulla famiglia, creando ostilità tra i due cugini, Ross e Francis, ostilità che toccheranno pure gli affari, peggiorando le cose su diversi fronti.

Sullo sfondo di non pochi problemi di carattere sociale ed economico, si muovono diversi personaggi, accanto ai protagonisti e in qualche modo ad essi legati: leggiamo così di tradimenti finiti male (molto male), di ingiuste detenzioni cui seguono morti altrettanto ingiuste, di tentativi a vuoto di raddrizzare ciò che è storto, di gente disperata che è disposta a tutto pur di non morire di stenti.

L'atmosfera complessiva del romanzo resta sempre su toni cupi, foschi, ci sono pochi "raggi di sole" ed è principalmente Demelza a dare luce nonostante intorno ci siano un sacco di difficoltà e suo marito sia spesso stanco emotivamente per i troppi pesi da portare.

L'altruismo sincero della donna verrà fuori anche nell'ultima parte della storia, aprendo le porte ad avvenimenti drammatici, psicologicamente devastanti e dolorosi per lei e il marito.

Eppure, in un mare di dolore, Demelza resta in piedi e mostra una tempra incredibilmente tenace.

"C’era qualcosa in Demelza che l’avrebbe sempre condotta verso la felicità. Ross ringraziava Dio che fosse nata così e non sarebbe mai cambiata. Qualunque cosa il destino avesse in serbo per lei, avrebbe sempre messo tutta se stessa in ciò che amava, cercando di migliorarlo in ogni modo, non si sarebbe mai risparmiata..."


Mi è piaciuto questo secondo capitolo della saga, per tante ragioni: mi piacciono il periodo storico e l'ambientazione, mi piace Ross Poldark - così maturo e centrato, dalla personalità strutturata e solida, dai valori inscalfibili, eppure allo stesso tempo appassionato e sanguigno, capace di slanci e atti di coraggio (condito con un pizzico di imprudenza) che lo portano a schierarsi dalla parte di chi subisce ingiustizie anche quando potrebbe rimetterci personalmente; mi cattura la penna di Graham, per me ottimo narratore, che arricchisce il racconto dei fatti con brevi ma efficaci descrizioni  di persone e luoghi.

Amo il paesaggio, questa brughiera della Cornovaglia che in queste pagine ho avuto modo di ammirare e "vivere" grazie a una scrittura che mi ha trascinata dentro la storia, che mi ha fatto sentire lì con i personaggi; questi ultimi - tanto i principali quanto i secondari - sono tratteggiati con grande umanità, nei dialoghi realistici quanto nei comportamenti, nelle loro azioni più nobili come in quelle più deprecabili.

Il ritmo narrativo è per lo più dilatato, placido, con momenti più vivaci, sino ad arrivare agli ultimi capitoli, più intensi e movimentati.

Sono contenta di aver ripreso questa saga e mi propongo di proseguirla, magari andando a ripescare anche la serie tv, visto che dopo Jamie e Claire Fraser sono rimasta orfana 😢
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