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domenica 23 agosto 2026

ESTATE 2026 - Le letture degli altri

 

Buonasera, cari lettori!

Ieri pomeriggio sono rientrata dalla vacanza in Svizzera e piano piano mi rimetterò a regime con le recensioni.

In questo post di oggi voglio condividere con voi una di quelle piccole manie che, a mio avviso, hanno tutti i lettori appassionati: sbirciare le letture altrui.

Ecco quelle che sono riuscita a individuare mentre ero al mare a Fano (nel mese di luglio).


generata con Gemini AI



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L'amica speciale di Marjan Kamali (Ed. Libreria Pienogiorno, trad. S. Puggioni, 416 pp).

Ellie è arrivata a New York dall’Iran; il suo Paese è sprofondato in qualcosa sempre più simile a un cupo Medioevo, e lei non è più tornata. 
Lì ha lasciato la sua amica d'infanzia Homa, la cui calorosa famiglia l'aveva sempre fatta sentire accolta.
Lei e Homa era così felici, fino a quella sera in cui Ellie ha commesso un errore ingenuo e terribile che l'ha costretta ad andare via per non dover affrontare conseguenze drammatiche.
Diciassette anni dopo, Homa si fa viva e vuole parlare con lei. 
Scoprirà che ci sono ancora molte cose che non conosce, di quella sera fatale, della sua amica, e in fin dei conti di se stessa.


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L'ultima cripta di Fernando Gamboa (trad. F.R. Tana, E.Marcangeli, 436 pp). 

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Ulises Vidal, nel corso di un’immersione in Honduras, scopre una campana di bronzo del XIV secolo, di origine templare, sepolta nel fondale da più di un secolo prima della scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo.
Ulises si imbarca in un’affascinante caccia a un tesoro perduto, accompagnato da due alleati bizzarri quanto lui: un professore di Storia con scarso senso dell'orientamento, e Cassandra, una giovane archeologa subacquea dalla personalità travolgente.
Dalla Spagna fino agli abissi dei Caraibi, al deserto del Sahara o alla foresta messicana, questi tre antieroi seguiranno le piste che li condurranno alla scoperta di un enigma storico celato per millenni.




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L' essenza del cristianesimo di Marco Distort (Ed. Firenze Atheneum).

Gesù era anche Dio, o solo un grande uomo? E se Gesù era Dio come il Padre, dove va a finire il monoteismo ebraico? Come posso io beneficiare dell'opera di Cristo? 
Proprio su questi temi, nei primi secoli del cristianesimo, discutevano anche le persone più semplici; poi l'argomento è stato sempre più confinato fra gli specialisti. 
Così oggi anche i cristiani dotati di cultura non sanno come rispondere a quanti non credono nella divinità di Gesù. 
Il saggio di Marco Distort, sintesi perfetta tra semplicità di linguaggio e fedele recupero delle fonti bibliche, si offre come utile e fondamentale strumento per rispondere agli altri ma soprattutto a se stessi; per assumere una maggiore consapevolezza su ciò che significa essere cristiani.



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Espiazione di Ian McEwan (Einaudi, trad. S.Basso, 388 pp).

A tredici anni un amore che sboccia può sembrare un plagio. 
Una ragazzina che assiste a una violenza può convincersi di aver riconosciuto il responsabile e far condannare un innocente, rovinandolo e rovinandosi. 
Perché tutta la vita sarà segnata dalle conseguenze. 
La ragazzina crescerà, diventerà una scrittrice, ma non si libererà del peso dell'ingiustizia inferta a un innocente, alla propria sorella innamorata e in fin dei conti anche a se stessa.



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L'ultimo libro che vi presento è invece un mio acquisto, fatto in autogrill.


Quando le montagne cantano di Nguen Phan Que Mai (Nord, trad. F. Toticchi, 384 pp).

Dal loro rifugio sulle montagne, la piccola Huong e sua nonna Dieu Lan sentono il rombo dei bombardieri americani e scorgono il bagliore degli incendi che stanno devastando Hanoi. 
Tornate in città, scoprono che la loro casa è completamente distrutta, eppure non si scoraggiano e decidono di ricostruirla. 
Per infondere fiducia nella nipote, Dieu Lan inizia a raccontarle la storia della sua vita: degli anni nella tenuta di famiglia sotto l’occupazione francese e durante le invasioni giapponesi; di come tutto fosse cambiato con l’avvento dei comunisti; della sua fuga disperata verso Hanoi senza cibo né denaro e della scelta di abbandonare i suoi cinque figli lungo il cammino, nella speranza che, prima o poi, si sarebbero ritrovati. 
Quando la nuova casa è pronta, la guerra è ormai conclusa. I reduci tornano dal fronte e anche Huong finalmente può riabbracciare la madre, Ngoc. Ma è una donna molto diversa da quella che lei ricordava. La guerra le ha rubato le parole e toccherà a Huong darle una voce, per aiutarla a liberarsi del fardello di troppi segreti…

(di seguito piccolo video simpatico generato con https://www.pippit.ai/)








ANCHE VOI AVETE FATTO CASO AI LIBRI LETTI DAI VACANZIERI 
CHE AVETE INCROCIATO  QUEST'ESTATE? 😎⛱️

AVETE FATTO ACQUISTI LIBROSI?

venerdì 5 settembre 2025

LIBRI SOTTO L'OMBRELLONE [ estate 2025 ]



Anche voi avete "il vizietto" di sbirciare i titoli dei libri letti dalle persone attorno a voi?
Secondo me sì, ammettetelo :-D

Quest'anno sono andata per qualche giorno al mare e a farmi compagnia avevo LA RADICE DEL MALE di Adam Rapp e RITORNO A CASA di Kate Morton.




Ovviamente, non potevo non guardarmi attorno per vedere se c'erano spiaggianti lettori.

Ecco i titoli che son riuscita a sbirciare:



Il primo libro che ho adocchiato è un giallo di Agatha Christie, in lingua straniera, e mio marito è riuscito a leggere le tre parole formanti il titolo (Kot wśród gołębi); googlando, ho trovato il libro in questione, che in italiano è MACABRO QUIZ (Oscar Mondadori, 200 pp).

Hercule Poirot appare sulle pagine del romanzo molto più tardi del solito, quando viene interpellato da
l'edizione in polacco
che stava leggendo 
la ragazza in spiaggia

una cliente in erba, una giovane studentessa del Collegio di Meadowbank, perché risolva il problema dell'inafferrabile assassinio che ha messo in subbuglio la tranquillità della scuola con una serie di misteriosi delitti.
Prima, infatti, viene uccisa un'insegnante di ginnastica, poi una studentessa viene rapita. 
"Macabro quiz" deve i suoi esiti più memorabili non tanto alla presenza di Poirot, quanto all'efficacia dell'ambientazione e al tono ricco di notazioni brillanti, con cui l'autrice descrive la vita dei professori e studenti all'interno di un collegio molto esclusivo...
Con "Macabro quiz", Agatha Christie aggiunge un altro capitolo alla lunga storia dei piccoli omicidi sui banchi di scuola, convinta com'è che se il delitto non paga, almeno istruisce.


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L'ISPETTORE ZUCCALÀ. IL PENTITO DI ALTARIVA di Gianmaria Camilleri (PAV Ediz., 196 pp,)

Per Peppe Anzaldi, uomo d’onore e amico fidato e guardaspalle del boss del paese di Altariva, Pino De Cristofori è un’invenzione giornalistica. 
Un uomo che non si considera pentito, che non riconosce i valori e lo spirito con cui era diventato “mafioso”, sepolto dalle ambizioni e da uno Stato connivente, carnefice e manipolatore. 
Una narrazione interrotta da frammenti di sensazioni che, pian piano, danno corpo a fantasmi della mente. 
E ritroviamo Anzaldi nelle campagne di Altariva, che cerca di sfuggire alla sentenza di morte voluta dal capo dei capi Turi Risina.


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Due libri di Gianluca Gotto, di cui non sono riuscita a leggere il titolo ma ho memorizzato le copertine :-D


VERRÀ L'ALBA, STARAI BENE di Gianluca Gotto (Mondadori, 720 pp.).


Cosa succede quando il dolore è troppo? Qualcuno ci sprofonda dentro, altri si arrendono, c'è chi chiede
aiuto, chi tenta di affrontarlo. 
Veronica, invece, sceglie di lasciare tutto e tutti per ricominciare una nuova vita dall'altra parte del mondo. Spinta dalla necessità di darsi sempre da fare, così da non sentire né ricordare, riesce a costruirsi da zero una carriera di successo, che le permette di vivere in una delle zone più trendy di Melbourne ed essere vista come una donna di trent'anni indipendente, in splendida forma, realizzata. 
Una workaholic, sì, ma brillante e impeccabile. 
Eppure, quando la porta del suo appartamento si chiude e si ritrova intrappolata nel silenzio della sua solitudine, il dolore del passato riemerge con prepotenza e l'unico modo che lei conosce per gestirlo è attraverso un controllo maniacale di ogni aspetto della sua vita, dall'attività fisica all'alimentazione al lavoro, fino a ogni minuscolo gesto quotidiano. 
Proprio quando lo stress e le sue ossessioni la spingono sull'orlo di una crisi autodistruttiva, un evento inatteso la costringe prima a fermarsi e poi a cercare l'ennesima fuga da se stessa. 
Ma è proprio a causa di questo tentativo maldestro e disperato che il destino la porterà in una terra lontana, dove l'incontro con un'altra anima smarrita come la sua segnerà l'inizio di un percorso per affrontare il proprio dolore e rinascere. 


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QUANDO INIZIA LA FELICITÀ. DI DOMANI, NASCITE E RINASCITE di Gianluca Gotto (Mondadori, 360 pp.).


In questo libro Gianluca Gotto condivide le domande che lo hanno accompagnato nel corso della sua crescita personale per raccontare senza reticenze le esperienze vissute in questi ultimi anni. 
I momenti difficili e le fragilità, ma anche la sua rinascita, i sogni realizzati, la consapevolezza acquisita attraverso il buddhismo, i tanti incontri che hanno illuminato la sua strada, l'amore smisurato per Claudia e la gioia, immensa, della paternità. 
Un libro pieno di consigli e spunti per vivere al meglio la propria vita, ma anche rassicurante come una tazza di tè in un freddo pomeriggio di pioggia, il primo abbraccio dopo molto tempo, una chiacchierata con quell'amico che ti ascolta senza giudicare. 
Un diario di viaggio scandito da domande su cui tornare più e più volte, per trovare un segnale, un'ispirazione, una motivazione a smettere di aspettare o inseguire la felicità, ma cercarla dove già siamo: qui e ora.


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LA MONTAGNA NEL LAGO di Jacopo De Michelis (Giunti, 576 pp).

La sera del 3 settembre 1992, sul battello che solca le placide acque del lago d'Iseo, Pietro Rota rivede il
profilo imponente di Montisola dopo dodici anni di assenza. 
Fuggito a Milano con l'ambizione di diventare un grande giornalista, le cose non sono andate come sperava e lui si ritrova a collaborare con una scalcinata rivista scandalistica specializzata in cronaca nera. 
Emilio Ercoli, l'uomo più ricco dell'isola, è stato ucciso in maniera feroce e i sospetti degli inquirenti si concentrano su Nevio Rota. Tra i due non correva buon sangue e diversi indizi puntano contro di lui.

Convinto dell'innocenza del padre, Pietro si mette a investigare in via informale per scagionarlo, insieme al vigile urbano Cristian Bonetti. 
Legatissimi fin da bambini, avevano a lungo formato insieme a Betta un terzetto indissolubile, ma i rapporti fra loro si erano guastati poco prima della sua partenza. 
Le ricerche dei due amici svelano come, dietro la maschera dell'integerrimo benefattore, Ercoli nascondesse diversi scheletri nell'armadio, e Pietro non tarda a convincersi che la chiave per risolvere l'enigma della sua morte vada individuata in uno di quegli scheletri. 
Pietro e Cristian capiranno che la verità giace sepolta in un'epoca tanto remota quanto oscura: i torbidi anni della Repubblica di Salò, durante i quali Junio Valerio Borghese, il “principe nero” al comando della famigerata Decima Flottiglia Mas, aveva fatto di Montisola una sorta di feudo personale.

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DALL'ECONOMIA DELL'OCCUPAZIONE ALL'ECONOMIA DEL GENOCIDIO di Francesca Albanese (PaperFIRST).

Nel presente rapporto, la Relatrice Speciale sulla situazione dei diritti umani nel territorio palestinese
occupato dal 1967 [Cisgiordania incluso Gerusalemme est e Striscia di Gaza, NdR] indaga gli ingranaggi aziendali che sostengono il progetto coloniale israeliano di espulsione e sostituzione dei palestinesi nel territorio occupato. 
Mentre i leader politici e i governi si sottraggono ai propri obblighi, fin troppe entità aziendali hanno tratto profitto dall’economia israeliana di occupazione illegale, apartheid e ora genocidio. 
La complicità denunciata da questo rapporto è solo la punta dell’iceberg; porvi fine non sarà possibile senza chiamare a rispondere il settore privato, compresi i suoi dirigenti. 
Il diritto internazionale riconosce diversi gradi di responsabilità, ciascuno dei quali richiede esame e accertamento dei gradi di coinvolgimento, in particolare in questo caso, in cui sono in gioco l’autodeterminazione e l’esistenza stessa di un popolo. 
Si tratta di una misura necessaria per porre fine al genocidio e smantellare il sistema globale che lo ha reso possibile.


ANCHE VOI AVETE FATTO CASO AI LIBRI LETTI DAI VACANZIERI? 😎⛱️

sabato 26 agosto 2023

VACANZE A GLARONA [ pillole di storia ]

 

La mia vacanza famigliare in Svizzera sta per giungere al termine e lunedì sera lascerò Glarus (Glarona) per tornare in Italia, in Puglia.

Oggi vorrei condividere con voi un paio di curiosità storiche legate a questa cittadina di circa 12.500 persone, ai piedi dei monti Glärnisch, Wiggis e Schilt, a solo un'ora di macchina o di treno da Zurigo.
Da Glarona provengono prodotti rinomati come il cioccolato Läderach, i forni per raclette Stöckli, le sedie Horgenglarus e Geska Ziger.

La prima curiosità ha a che fare con un personaggio del VI secolo: San Fridolin, che compare sullo stemma glaronese, l'unico stemma cantonale raffigurante una persona.

San Fridolin, rappresentato con bastone e Bibbia (le raffigurazioni ecclesiastiche lo vedono anche accompagnato da uno scheletro), secondo la leggenda era un messaggero di fede irlandese, vissuto all'inizio del VI secolo e grazie alla cui influenza gli abitanti del Glarnerland divennero cristiani.
Dopo essere stato a Poitiers, attraverso Strasburgo e Costanza giunse a Coira (Chur) e lungo il suo cammino fondò numerose chiese, tra cui il monastero sulla penisola del Reno a Säckingen.
Lavorò come abate a Säckingen e da lì evangelizzò la zona dell'Alto Reno.

La leggenda racconta che il ricco Ursus, prima di morire, avesse donato gran parte del Glarnerland a Fridolin.
Suo fratello Landolf voleva riprendere la terra da Fridolin dopo la morte di Ursus, ma Fridolin riportò in vita Ursus per chiedere aiuto nella disputa sull'eredità, e Landolf ne fu così scioccato da regalare a Fridolin anche la la sua parte di paese.

In questo modo il Glarnerland venne dichiarato appartenente al monastero fondato da Fridolin a Säckingen, e Fridolin venne considerato il santo protettore contro i furti ereditari.


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Altra nota storica interessante: proprio a Glarus ebbe luogo l'ultima condanna a morte per stregoneria in Europa.

Anna Göldi nacque il 24 ottobre 1734 a Sennwald ed era la quarta degli otto figli di Adrian Göldi e di Rosa Bühler; rimase nubile.

 
Dal diciottesimo anno di età lavorò come serva, ad es. alle dipendenze del pastore di Sennwald, poi del pastore Johann Heinrich Zwicky (il figlio la mise incinta; del piccolo, partorito a Strasburgo, si persero le tracce) e presso Johann Jakob Tschudi, medico e giudice del tribunale dei Cinque, a Glarona (dal settembre 1780 alla fine di ottobre 1781).

I guai per Anne iniziarono quando, alla fine di ottobre 1781, nella scodella del latte della figlia di otto anni (Anna Maria) della famiglia Tschudi, nel giro di cinque giorni furono trovati nove spilli.
La serva fu licenziata in tronco il 5 novembre 1781 e pochi giorni dopo si recò da una sorella a Sax.
Intanto, la piccola Tschudi avrebbe iniziato a sputare spilli, chiodi di ferro e pezzi di filo metallico, entro Natale ne sputò in totale un centinaio e sulla testa di Göldi fu posta una taglia, con tanto di diffusione di dati segnaletici sui giornali.
La Göldi fu arrestata il 2 marzo 1782 a Degersheim, dove era a servizio presso un oste.
Anna Maria, pur avendo smesso di vomitare spilli, manifestò altri problemi di salute e fu proprio Anne Göldi a guarire la bambina, rafforzando ulteriormente la sua nomea di «strega».

Ad aprile iniziò il processo; durante il primo interrogatorio amichevole, senza tortura, la presunta strega ammise di aver messo gli spilli nel latte di Anna Maria: successivamente,  ammise di aver somministrato gli spilli, i chiodi e i fili di ferro alla bambina attraverso un dolce che aveva ricevuto dal fabbro Rudolf Steinmüller.

Nel corso del procedimento penale, anche negli interrogatori sotto tortura, Göldi oscillò tra queste due versioni dei fatti;   Steinmüller, arrestato il 9 aprile 1782 come complice, si tolse la vita in carcere.

A giugno  il consiglio evangelico glaronese, con 32 voti contro 30, la giudicò colpevole di essere un'avvelenatrice ("Vergifterin") e il 13 giugno 1782 Anna Göldi morì sulla ghigliottina.

Il 27 agosto 2008, a più di 226 anni dall'esecuzione, il parlamento cantonale di Glarona ha deciso di riabilitare Anne Göldi.
In sua memoria è stato aperto un museo, Anna Göldi Museum Glarus.

FONTI CONSULTATE

  • https://www.gl.ch/portrait/wappen.html/204
  • https://www.heiligederschweiz.ch/fridolin/
  • https://www.glarus.ch/portraet.html/5823
  • https://hls-dhs-dss.ch/it/articles/043539/2021-11-30/



Una via di Glarus


Stemma glaronese -
Fridolin



Glarner Stadtkirche





mercoledì 16 novembre 2022

** RubRicordando ** José Saramago



José De Sousa Saramago nasce il 16 novembre 1922 nel villaggio di Azinhaga, nella provincia di Ribatejo, in Portogallo, in una famiglia di contadini poveri; sono i suoi nonni analfabeti, con cui trascorreva le vacanze, ad introdurlo al folklore e alla fantasia.
La sua famiglia si trasferisce a Lisbona nel 1924, dove suo padre trova lavoro come agente di polizia; le difficoltà economiche non finiscono e questo fa sì che all'età di 12 anni José venga spostato da una scuola di grammatica a una scuola tecnica.

La parola "Saramago" (lett. "ravanello selvatico" in portoghese) era in realtà il soprannome di suo padre, ma fu per sbaglio aggiunto sul certificato di nascita e quindi divenne il suo cognome.

Dopo aver completato gli studi, il giovane Saramago intraprende vari lavori, come meccanico d'auto, metalmeccanico, traduttore, giornalista e assistente redattore di un giornale, fino a quando inizia a scrivere a tempo pieno.

Il suo primo romanzo, "Land of Sin", viene pubblicato nel 1947, originariamente intitolato "La vedova"; il successivo romanzo, "The Skylight", vedrà la luce solo dopo la sua morte.

Nel 1944 sposa Ilda Reis, una dattilografa della compagnia ferroviaria, dalla quale ha una figlia nel 1947, Violante.

Verso la fine del 1950 trova lavoro come direttore di produzione presso una casa editrice, "Estudios Cor", che lascia nel 1971 per unirsi al giornale 'Diario de Lisboa' come redattore; due anni dopo passa al "Diario de Noticias" come vicedirettore.

'Lavora anche come traduttore, attività che lo vedrà impegnato dal 1955 al 1981.

Per 19 anni rimane fuori dal mondo della scrittura, al quale torna nel 1966 pubblicando la sua prima raccolta di poesie intitolata "Le poesie possibili".

Nel 1969 divenne membro del Partito Comunista Portoghese, cui resta associato per il resto della sua vita.

Sulla scia della rivoluzione dei garofani del 1974,  si vede costretto a lasciare il lavoro e si dedica  definitivamente alla letteratura. I suoi due libri – "L'anno Mille993" (1975) e "La notte" (1976) sono stati ispirati da questo processo rivoluzionario.

"Baltasar e Blimunda" (1982), una storia  ambientata in Portogallo nel 18° secolo durante l'Inquisizione spagnola, è il romanzo con cui Saramago raggiunge la fama internazionale.

Nel 1988 sposa Pilar del Rio, una giornalista spagnola.

Nel 1991 pubblica "Il Vangelo secondo Gesù Cristo", criticato dal governo conservatore portoghese perché "offendeva le comunità cattolica ed ebraica". L'opera voleva essere una sorta di riscrittura della vita del Messia alla luce dei Vangeli ritenuti dalla Chiesa apocrifi, confrontati con i vangeli sinottici.
Deluso dalla risposta della gente al suo "Vangelo", lascia Lisbona e si trasferisce a Lanzarote, un'isola delle Isole Canarie, in esilio simbolico autoimposto, con sua moglie.

Alcuni dei suoi altri lavori importanti sono: "Cecità" (1995), "Tutti i nomi" (1997), "L'anno della morte di Ricardo Reis" (1984), "Le intermittenze della morte" (2005), "Il viaggio dell'elefante" (2008) e "Caino" (2009).

Oltre a oltre 20 romanzi, Saramago ha scritto e pubblicato saggi, racconti per l'infanzia, opere teatrali e poesie; nel 2006, ha completato un memoir incentrato principalmente sulla sua infanzia e sulle difficoltà che affrontate quando viveva in povertà.

In un articolo pubblicato sul quotidiano spagnolo “El Pais” nell'aprile 2002, lo scrittore viene accusato di antisemitismo da tutta la comunità ebraica per aver dichiarato: 

«Vivere nell'ombra dell'olocausto ed aspettarsi di essere perdonati di ogni cosa che fanno, a motivo della loro sofferenza passata, mi sembra un eccesso di pretese. Evidentemente non hanno imparato molto dalla sofferenza dei loro genitori e dei loro nonni (...) Mi chiedo se quegli ebrei che morirono nei campi di concentramento nazisti, che furono perseguitati per tutta la Storia, che furono trucidati nei pogrom, che marcirono nei ghetti, mi chiedo se questa immensa moltitudine di infelici non proverebbe vergogna per gli atti infami che i suoi discendenti stanno commettendo. Mi chiedo se il fatto di aver sofferto tanto non sarebbe il miglior motivo per non far soffrire gli altri.»

«Quello che sta accadendo in Palestina è un crimine che possiamo paragonare agli orrori di Auschwitz»


Nella sua carriera ha vinto numerosi premi e riconoscimenti, tra cui il Nobel per la letteratura nel 1998, primo scrittore di lingua portoghese ad essere insignito di questo prestigioso premio.
Nel 1999 viene istituito il Premio Letterario biennale Josè Saramago.

Malato di leucemia, muore il 18 giugno 2010 a 87 anni. Il suo funerale si è tenuto nel centro di Lisbona il 20 giugno, metà delle sue ceneri vennero portate ad Azinhaga, mentre l'altra metà fu posta sotto un ulivo nella sua casa di Lanzarote, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita.

AVETE LETTO QUALCOSA DI QUESTO SCRITTORE?
 ANCORA NO, PER CUI ACCETTO VOLENTIERI CONSIGLI ☺📚


POESIE

NON IMPORTA QUANTI ANNI HO

Ho l’età in cui le cose si osservano con più calma,
ma con l’intento di continuare a crescere.
Ho gli anni in cui si cominciano ad accarezzare i sogni con le dita
e le illusioni diventano speranza.
Ho gli anni in cui l’amore, a volte, è una folle vampata,
ansiosa di consumarsi nel fuoco di una passione attesa.
E altre volte, è un angolo di pace, come un tramonto sulla spiaggia.
Quanti anni ho, io? Non ho bisogno di segnarli con un numero,
perché i miei desideri avverati,
le lacrime versate lungo il cammino al vedere le mie illusioni infrante valgono molto più di questo.
Che importa se compio venti, quaranta o sessant’anni!
Quel che importa è l’età che sento.
Ho gli anni che mi servono per vivere libero e senza paure.
Per continuare senza timore il mio cammino, perché porto con me l’esperienza acquisita e la forza dei miei sogni.
Quanti anni ho, io? A chi importa!
Ho gli anni che servono per abbandonare la paura e fare ciò che voglio e sento.


COME IL MARE

Cos’è il mare? Distanza smisurata
di larghi movimenti e di maree,
come un corpo assopito che respira?
O questo che da presso ci raggiunge,
battito blu su spiaggia scintillante,
dove l’acqua si fa aerea spuma?
Amore è forse la scossa che percorre
turgide vene nel rossor del sangue
e tende i nervi come fosse lama?
O forse questo gesto indefinibile
che il mio corpo trasporta verso il tuo
quanto il tempo ritorna al suo principio?
Come il mare, l’amore è pace e guerra,
ardente agitazione, calma profonda,
lieve sfiorar di pelle, unghia che segna.


Articoli consultati



lunedì 10 ottobre 2022

Buon compleanno, Nora Roberts!!



Oggi è il compleanno di Nora Roberts, che compie 72 anni!

Eleanor Marie Robertson (all'anagrafe) è nata a Silver Spring il 10 ottobre 1950.

Entrambi i suoi genitori sono di origine irlandese e lei spesso si descrive come una "donna irlandese in tutto e per tutto".

Nel corso della sua carriera, ha scritto molte opere con gli pseudonimi di J.D. Robb, Sarah Hardesty e Jill March.
A tal proposito, pare che sia stato il suo editore (negli anni '90) a proporle di pubblicare sotto pseudonimo in quanto egli non riusciva a tenere il passo con l'elevata produzione di romanzi di Nora.

La scelta del nome J.D. Robb - i libri sotto questo nome erano del genere romantic suspense - "nasce" dalle iniziali dei suoi due figli - Jason e Dan -, mentre Robb è una forma abbreviata di Roberts.

È stata la prima autrice ad essere inserita nella Romance Writers of America Hall of Fame.

Molti dei suoi libri sono stati adattati in film per la TV, come Luci d'inverno, La palude della morte, Montana Sky.
I suoi romanzi (ne ha scritti più di 150) scalano sempre le classifiche e tanti di essi sono stati classificati tra i bestseller dal New York Times.

Ha scritto la sua prima storia nel 1979, a quasi 30 anni, mentre era bloccata in casa a causa di una bufera di neve. Il suo primo romanzo è stato "Irish Thoroughbred".

Quando la Roberts scrive trilogie, preferisce terminare tutti e tre i libri di fila.

La maggior parte dei suoi romanzi è ambientata ad Ardmore, contea di Waterford.  
I suoi romanzi sono stati pubblicati in 35 paesi.

Durante il secondo anno di liceo, alla Montgomery Blair High School, ha incontrato il suo primo marito, Ronald Aufdem-Brinke; hanno divorziato nel 1983.

È una fan sfegatata del baseball.

Nel 1997 ha intentato una causa di plagio alla collega Janet Dailey, che ha ammesso di aver scopiazzato.

È proprietaria di una libreria chiamata "Turn the Page Books" a Boonsboro, nel Maryland.


pagina FB



Nora e il suo secondo marito possiedono l'Inn BoonsBoro, un b&b le cui suite si ispirano alle coppie letterarie dei romanzi rosa (di Nora e non solo).


b&b




Fonti consultate:

venerdì 19 agosto 2022

RubRicordando... Federico García Lorca, morto il 19 agosto 1936



Era il 19 agosto 1936 quando il poeta, drammaturgo e regista teatrale Federico García Lorca veniva fucilato a causa delle sue opinioni politiche progressiste, a Víznar, da militanti filo-franchisti del movimento politico CEDA.

Federico García Lorca nasce il 5 giugno 1898 a Fuente Vaqueros, nella piana di Granada, da una ricca famiglia di agricoltori, che doveva la propria fortuna alla crescita sempre più rapida dell'industria dello zucchero.
Primogenito di quattro figli, è cresciuto nell'Andalusia rurale, circondato da immagini e condizioni sociali che hanno influenzato il suo lavoro per tutta la vita.
Da ragazzino gli piacevano i burattini e la musica, tuttavia, il suo gioco preferito era fingere di celebrare la messa.
Possedeva straordinari talenti come pianista ma, nonostante la passione per la musica, finì per dedicarsi alla scrittura nella tarda adolescenza. 
source


Era membro della The Generation of 27 (o “Generación de la amistad”), un gruppo di poeti spagnoli, letterati, pittori e intellettuali d'avanguardia emerso nel 1927; lo scopo dei suoi fondatori - Pedro Salinas, Rafael Alberti, Melchor Sánchez Almagro e Gerardo Diego - era quello di rendere omaggio a Luis de Gongora (1561 - 1627), da essi considerato "il massimo esponente della letteratura barocca dell'età dell'oro."

Tra le voci più originali del Novecento spagnolo, amico di Salvator Dalí e Luis Buñuel, partecipò ai vari tentativi modernisti, specialmente impressionisti, cosa che rivela la sua conoscenza delle correnti letterarie europee e in particolare francesi; le sue opere, piene di umanesimo e intellettualità, furono fortemente influenzate da autori come Shakespeare, Goethe, Antonio Machado, Rubén Darío.
Lorca dichiarò che il proprio "gitanismo" era semplicemente un tema letterario, nulla di più. 

La poesia di García Lorca affonda le radici nella cultura andalusa e alla fusione di elementi arabi e gitani: al centro vi sono i temi del destino e della morte, ma non mancano versi in cui si spalanca l’allegria più spensierata, perfino ingenua e infantile.

Tra le raccolte: Poeta en Nueva York (scritto tra il 1929 e il 1930 e pubblicato nel 1940); tra le pièces teatrali: Bodas de sangre (1933), Casa de Bernarda Alba (1933).

Uno dei capolavori della maturità è il Llanto por Ignacio Sánchez Mejías (Lamento per Igacio Sánchez Mejías, 1935), poemetto dedicato all'amico torero, morto durante una sfortunata corrida.
Nel 1928, la sua raccolta di poesie Romancero Gitano portò Lorca a una fama di vasta portata; è stato ristampato sette volte durante la sua vita.

Nel 1929 e nel 1930, Lorca si recò a New York City e Cuba; ritornò in Spagna nel 1930 e, a partire dal 1931, girò il paese con il gruppo teatrale La Barraca; il suo scopo era promuovere la cultura e la letteratura eseguendo gratuitamente spettacoli teatrali nelle zone rurali del paese.

Le sue case a Huerta de San Vicente, Valderrubio e Fuente Vaqueros si sono trasformate in musei che commemorano il suo lavoro e la sua vita.

Fu arrestato a Granada il 16 agosto 1936, all'inizio della guerra civile spagnola.
Il suo corpo non è mai stato ritrovato.



ALCUNE POESIE

Alba


Il mio cuore angustiato
avverte alle prime luci
la pena del suo amore
e il sogno di lontananza.
La luce d’aurora reca
una vena di rimpianti
e la tristezza senz’occhi
del midollo dell’anima.
Il sepolcro della notte
innalza il suo nero velo
a occultare nella luce
l’immensa cima stellata.
Che farò su questi campi
raccogliendo nidi e rami,
circondato dall’aurora
e piena di notte l’anima!
Che farò se gli occhi tuoi
hai morti alle chiare luci
e mai sentirà la mia carne
il calore dei tuoi sguardi!
Perché ti perdi per sempre
in quella limpida sera?
Oggi il mio petto è arido
come una stella spenta.

Pioggia

O pioggia silenziosa, senza burrasca 
e senza vento, 
pioggia serena e pacifica di campi 
e di dolce luna: 
pioggia buona e pacifica, vera pioggia 
quando amorosa e triste cadi sopra le case.

Luna

La luna venne alla fucina
col suo sellino di nardi.
Il bambino la guarda, guarda.
Il bambino la sta guardando.

Nell’aria commossa
la luna muove le sue braccia
e mostra, lubrica e pura,
i suoi seni di stagno duro.

Fuggi luna, luna, luna.
Se venissero i gitani
farebbero col tuo cuore
collane e bianchi anelli.

Bambino, lasciami ballare.
Quando verranno i gitani,
ti troveranno nell’incudine
con gli occhietti chiusi.
Fuggi, luna, luna, luna
che già sento i loro cavalli.

Bambino lasciami, non calpestare
il mio biancore inamidato.
Il cavaliere s’avvicina
suonando il tamburo del piano.
nella fucina il bambino
ha gli occhi chiusi.

Per l’uliveto venivano,
bronzo e sogno, i gitani.
le teste alzate
e gli occhi socchiusi.

Come canta il gufo,
ah, come canta sull’albero!
Nel cielo va luna
con un bimbo per mano.

Nella fucina piangono,
gridano, i gitani.
Il vento la veglia, veglia.
Il vento la sta vegliando.






Fonti consultate:

https://www.lacooltura.com/
https://poets.org/
https://www.studiarapido.it/
Treccani

martedì 2 agosto 2022

** RubRicordando ** James Arthur Baldwin

 

Il 2 agosto 1924 nasceva a New York il saggista, romanziere e drammaturgo americano James Arthur Baldwin, che ha scritto molti saggi in particolare sul tema del razzismo negli Stati Uniti, tra gli anni '50 e '60.

Figlio di un pastore protestante, primogenito di nove figli, è cresciuto in povertà nel ghetto nero di 
Harlem a New York City; fu egli stesso ministro e predicatore per tre anni.

Parte nel 1948 per Parigi, dove vive per i successivi otto anni, per poi tornare negli Stati Uniti e partecipare attivamente alla lotta per i diritti civili che travolse la nazione. 

Nel libro Nobody knows my name, del 1961 (trad. it. Nessuno sa il mio nome, Milano 1969) esplora le relazioni bianchi-neri, tema era centrale anche nel romanzo Another Country (1962, Un altro mondo), che esamina questioni sessuali e razziali e, a tal proposito, viene duramente attaccato per aver parlato dell'omosessualità all'interno della comunità nera di New York.

L'autobiografico Go tell it on the mountain (trad. it. Gridalo forte, Milano 1966), nonostante gli evidenti difetti, resta la sua opera narrativa più potente e promettente in ambito narrativo; degni di nota anche Giovanni's room (1958; La stanza di Giovanni), Tell me how long the train's been gome (1968). 

Altre opere: La prossima volta, il fuoco, Blues per l’uomo bianco, Stamattina, stasera, troppo presto, L’angolo dell’amen, Sulla mia testa, Il prezzo del biglietto, Se la strada potesse parlare.

Baldwin è stato una voce importante nel movimento per i diritti civili per tutti gli anni sessanta, anche se viene spesso criticato per il suo approccio pacifista.
Il suo ultimo romanzo, Just Above My Head è del 1979.
Nel 1986 è nominato commendatore della Legion d'onore dal governo francese; muore nel 1987 a Saint-Paul de Vence, in Francia.


ALCUNE CITAZIONI

“Se il concetto di Dio ha qualche validità o uso, ci può solo rendere più grandi, più liberi e più degni d'amore.”

“La libertà non è una cosa che si possa dare; la libertà, uno se la prende, e ciascuno è libero quanto vuole esserlo.”

Il pregiudizio razziale troverà sempre un fertile terreno in quella piccola e debole cosa che è il cervello umano.

"Il paradosso dell'educazione è precisamente questo: che mentre uno inizia a diventare consapevole, inizia a esaminare la società nella quale viene educato."

"Immagino che una delle ragioni per cui le persone si aggrappano al loro odio così ostinatamente è perché sentono che, una volta che l'odio sarà passato, saranno costrette a fronteggiare il dolore."

"Forse la casa non è un luogo ma semplicemente una condizione irrevocabile."





FONTI CONSULTATE

  • Britannica, I redattori dell'enciclopedia. "James Baldwin". Enciclopedia Britannica , 29 luglio 2022, https://www.britannica.com/biography/James-Baldwin. 
  • https://www.treccani.it/enciclopedia/james-baldwin_%28Enciclopedia-Italiana%29/
  • https://letteralmente.net/frasi-celebri/james-baldwin/
  • https://www.frasicelebri.it/
  • https://le-citazioni.it/autori/james-arthur-baldwin/
  • Wikipedia (foto)

sabato 7 maggio 2022

Il 7 maggio 1812 nasceva ROBERT BROWNING

 

Oggi è il compleanno di mia madre. 

Ma non solo, anche di Barbara D'Urso, Chiara Ferragni ed altri personaggi famosi, tra cui di uno dei più importanti poeti inglesi del periodo vittoriano: Robert Browning.

.

Nato il 7 maggio 1812 a Camberwell, un sobborgo borghese di Londra, è cresciuto assorbendo l'amore per la musica dalla madre (di origini germaniche e scozzesi) e l'incoraggiamento ad intraprendere la carriera di letterato dal padre (importante bancario della Banca d'Inghilterra), i cui sogni artistici e accademici erano stati distrutti da necessità finanziarie e questo lo aveva resto ben disposto a sostenere la precoce passione per l'arte e la letteratura (in casa la biblioteca era vastissima, comprensiva di 6.000 titoli, da cui il piccolo Robert attinge sin da subito) e, successivamente, gli sforzi del suo amato figlio per pubblicare poesie.
Era portato anche per le lingue (parlava francese, greco, italiano, latino...).
È del 1833 la sua prima opera, pubblicata a spese della famiglia e privo della propria firma: "Pauline: frammento di una Confessione", lungo poema autobiografico, in cui Robert esprime i suoi conflitti interiori; purtroppo, questo primo lavoro non ottiene alcun successo.

Anche il secondo libro viene pubblicato con gli aiuti finanziari paterni: "Paracelsus", comprendente una ampia gamma di monologhi incentrati sulla figura sfuggente del leggendario ed omonimo alchimista; in esso è ravvisabile una certa crescita e maturazione poetica, che gli fanno guadagnare critiche positive da letterati, che cominciano ad invitarlo nei loro circoli.

Ma il suo talento di drammaturgo e compositore comincia ad emergere in modo palese quando, nel 1837, scrive la sua prima tragedia ("Strafford"), nonostante non si attiri molte critiche positive; fatto sta che da quel momento Browning viene chiamato a comporre e a riadattare numerosi drammi, comprese alcune tragedie shakespeariane, spesso su commissione del grande attore londinese W. Ch. Macready.

Altre opere di rilievo: "Sordello" (poema incentrato su un guerriero-poeta), "Pippa passa", "Poesie drammatiche", "Romanzi e liriche drammatiche", ad oggi ritenuto uno dei suoi migliori lavori.

Nel 1845 comincia una fitta corrispondenza epistolare con la poetessa di origini giamaicane Elizabeth Barrett; l'anno successivo i due si sposano in segreto per sfuggire al padre di Browning, il quale ha posto il divieto di matrimonio per entrambi i suoi figli.
casa Guidi
(beniculturali.it)

I due vengono in Italia, in Toscana, prima a Pisa e poi a Firenze, facendo di Casa Guidi la loro dimora dal 1847 fino al 1861. Qui, il 9 marzo del 1849, nasce il loro unico figlio, Robert Wiedemann Barrett Browning.

Durante il soggiorno italiano, continua a scrivere e pubblicare: "La vigilia di Natale e il giorno di Pasqua" (1850) e "Uomini e donne" (1855), ispirato dalla poesia d'amore di John Donne e formato da 51 componimenti.


Elizabeth Barrett
(Libreriamo)



Sua moglie Elizabeth muore nel 1861 e Robert fa ritorno a Londra, senza mai più mettere piede a Firenze. 
Devono passare tre anni prima che egli riprenda a pubblicare ed è la volta dell'apprezzatissima "Dramatis Personae", diciotto poemi in forma di monologhi raccontati da importanti personaggi della storia e della letteratura; segue l'altrettanto amata opera "Euridice a Orfeo".

Ma il suo indiscusso capolavoro è "L'anello e il libro" (1869), lungo e ambizioso poema in versi sciolti, composto da quattro libri e che lo consacrerà tra i grandi della letteratura inglese.

Mentre è in casa di suo figlio, a Venezia, Robert Browning muore all'età di 77 anni a causa di una complicazione per via della sua bronchite cronica. È il 12 dicembre del 1889 e in quello stesso giorno esce la sua ultima opera, "Asolando", che comprende altre liriche molto apprezzate.



INCONTRO NOTTURNO

Il mare grigio e la lunga riva nera;
e la mezzaluna gialla, grande e bassa;
e le ondine smosse che balzano
in circoli di fuoco destate dal sonno,
mentre approdo veloce alla cala,
e smorzo l’abbrivio nella sabbia melmosa.

Poi un miglio di tepida spiaggia profumata di mare,
tre campi ancora, appare una cascina;
un tocco ai vetri, il rapido secco strofinio,
il bagliore azzurro d’un fiammifero che s’accende,
una voce più sommessa, dalla gioia e la paura,
di due cuori che battono l’un per l’altro.


STARÒ ACCANTO

“Starò accanto alla fiamma luminosa,
sopra un sapiente libro, da uomo anziano,
mentre l’imposta batte, tormentosa,
voltando e rivoltando un foglio, piano:
ormai non più poesia, ma solo prosa.”

(da”Accanto al camino”,
trad. di Roberto Piumini,
Interlinea 2001)






Fonti:

https://www.poetryfoundation.org/
https://biografieonline.it/biografia-robert-browning
https://www.biography.com/writer/robert-browning (foto)
https://simposiodellapoesia.wixsite.com/simposiodellapoesia

sabato 16 aprile 2022

Due anni fa ci lasciava Luis Sepúlveda

 

Due anni fa, esattamente in questo giorno, ci lasciava uno scrittore (oltre che regista, sceneggiatore, poeta, attivista politico e giornalista) molto amato da adulti e bambini: Luis Sepúlveda.

  • Nato ad Ovalle, nel nord del Cile, il 4 ottobre 1949, cresce in una famiglia di matrice anarchica. Suo nonno, Gerardo Sepúlveda Tapia - conosciuto anche con il nome di battaglia "Ricardo Blanco"- era un anarchico andaluso che fuggì in America del Sud per evitare la condanna a morte che pendeva sulla sua testa.  
    ,

  • Trascorre l'infanzia nel quartiere proletario di Valparaiso, con il nonno paterno e uno zio, che gli trasmettono l'amore per i romanzi di avventura (Salgari, Conrad, Melville). La vocazione letteraria si manifesta presto e lo spinge a scrivere racconti e poesie per il giornalino d'istituto.
  • Ha soltanto 15 anni quando aderisce alla Gioventù comunista.
  • A 17 anni inizia a lavorare come redattore del quotidiano Clarìn e poi in radio. Nel 1969 vince il Premio Casa de las Americas per il suo primo libro di racconti, "Crònicas de Pedro Nadie".
  • All’inizio degli Anni 70 milita nell’Esercito di Liberazione Nazionale in Bolivia.
  • Torna in Cile e si iscrive al Partito Socialista, divenendo membro della guardia personale dell'allora presidente Salvador Allende. 
  • Intanto, conseguito il diploma di regista teatrale, continua a scrivere racconti e lavora ad allestimenti teatrali e alla radio.
  • In quanto fervente oppositore del regime di Augusto Pinochet, viene arrestato e torturato; trascorre sette mesi rinchiuso in una cella minuscola in cui era impossibile stare sdraiati o in piedi; viene rilasciato (in regime però di arresti domiciliari) in seguito alle pressioni esercitate da Amnesty International.
  • Ricomincia a fare teatro, sempre ispirato dalle proprie convinzioni politiche, cosa che gli costa un secondo arresto, ma anche in questo caso - grazie ad un'altra campagna a suo favore da parte dell'ong -, la condanna (28 anni di reclusione) è modificata in otto anni di esilio.
  • Nel 1977 lascia il Cile per andare in Svezia (il governo gli aveva concesso asilo politico) per insegnare letteratura spagnola ma, al primo scalo a Buenos Aires, fugge e viaggia per l'America Latina fondando compagnie teatrali in Ecuador, Perù e Colombia.
  • In Ecuador lavora come giornalista in un progetto sponsorizzato dall'UNESCO e vive per un anno con gli indigeni Shuar in Amazzonia; in Nicaragua combatte con i sandinisti nicaraguensi, che hanno poi rovesciato la dittatura allora in vigore.
  • Nel 1982 aderisce a Greenpeace quale membro dell'equipaggio su una delle navi dell’ong.
  • Ottenuto l'asilo politico in Germania, vive ad Amburgo per dieci anni, prima di trasferirsi in Francia.
  • Dal 1996 si trasferisce in Spagna, nelle Asturie con la moglie Carmen Yáñez, una poetessa che era stata torturata sotto Pinochet.
  • Nel febbraio 2020 contrae l'infezione da Covid-19 e muore nell'ospedale di Oviedo il 16 aprile 2020, a 71 anni.
Luis e Carmen
Inevitabilmente, molti dei suoi libri hanno tratto ispirazione dalla sua vita avventurosa e molto movimentata, a cominciare dal suo primo romanzo, "Il vecchio che leggeva romanzi d'amore"  (pubblicato in Italia nel 1993), in cui il protagonista (il vecchio Antonio José Bolívar) vive ai margini della foresta amazzonica ecuadoriana ed ha vissuto dentro la grande foresta, insieme agli indios shuar, come è successo a lui.

"Il mondo alla fine del mondo” (1994) si ispira agli anni trascorsi sulla nave di Greenpeace; il diario di viaggio “Patagonia express. Appunti dal sud del mondo” e la raccolta di racconti “La frontiera scomparsa” nascono dal ricordo della sua fuga, quando attraversò l'America del Sud. 

Ha scritto molti libri (anche) per bambini, tra cui il celeberrimo "Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare" (una gabbiana morente affida il proprio uovo al gatto di porto Zorba, che se ne prende cura e il pulcino diverrà una gabbianella a cui insegnerà a volare), "Storia di un cane che insegnò a un bambino la fedeltà" (ambientata tra i nativi americani, più precisamente nella tribù dei Mapuche), "Storia di una balena bianca raccontata da lei stessa", in cui è centrale il tema della salvaguardia dell'ambiente.

Il suo ultimo romanzo pubblicato in Italia è “La fine della storia”, dove non mancano ancora riferimento autobiografici: il protagonista (Juan Belmonte), infatti, è un uomo che ha combattuto al fianco di Salvador Allende e ora vive tranquillo in una casa sul mare nell’estremo sud del Cile, insieme alla sua compagna Verónica, che non si è mai completamente ripresa dopo le torture subite all’epoca della dittatura. Il passato torna a fargli visita quando i servizi segreti russi, che lo conoscono in quanto esperto di guerra, hanno bisogno di lui. Sul fronte opposto c’è un gruppo di nostalgici di stirpe cosacca deciso a liberare dal carcere Miguel Krassnoff, ufficiale dell’esercito cileno durante la dittatura militare e, al momento, in carcere con l'accusa di aver perpetrato crimini contro l’umanità. 
E Belmonte ha un ottimo motivo per odiare «il cosacco», un motivo strettamente personale...


"La felicità è un diritto umano. Allo stesso modo in cui ho combattuto, più che per l'idea di libertà, per non dimenticare che sono un uomo libero: quando difendo il diritto alla felicità, lo faccio per non dimenticare che io sono stato e sono immensamente felice”.





Fonti consultate:

https://www.sapere.it/
https://www.comune.lecco.it/
https://www.theguardian.com/

sabato 9 aprile 2022

Una volta sola non mi è bastata...

 

Qualche sera fa ho guardato su Rai Movie un film che mi piace moltissimo e che non mi stanco mai di riguardare: IL MOMENTO DI UCCIDERE (1996), diretto da Joel Schumacher, con protagonisti Sandra Bullock, Matthew McConaughey, Samuel L. Jackson, e tratto dall'omonimo legal thriller di Grisham.




Guardandolo, ripensavo al fatto che ci sono diversi film, libri, poesie ecc..., ai quali mi sono avvicinata più di una volta in passato ed ancora oggi continuano a non stancarmi perché ogni volta è (ed è stato) un po' come tornare a qualcosa di familiare, una sorta di "comfort zone" a cui mi piace (oggi come ieri) ritornare, sicura di ritrovare e riprovare le emozioni della prima volta.

Mi raccomando, fatemi sapere se avete anche voi film o libri o altro che non vi stancate mai di rivedere/leggere ^_-

Ecco, per quanto concerne i FILM, oltre a quello già citato (di cui mi attira la tematica della discriminazione razziale nei confronti dei neri; inoltre mi commuove sempre la arringa finale dell'avvocato della difesa, Brigance), ce ne sono ovviamente degli altri.

- TITANIC: davvero, non riesco a non guardarlo nonostante poi in casa tutti si lamentino con frasi del tipo "Ancora??? Ma basta, lo sai già come finisce e Jack muore, punto!", con tanto di smorfie e occhi al cielo.
Oh e che ci posso fare? Non solo me lo guardo, ma quando inizia tutta la concitazione post-iceberg, mi sale pure l'ansia come se non l'avessi mai visto prima.




- SCHINDLER'S LIST: eh sì, l'ho visto davvero taaaante volte ma, quando mi capita, lo rivedo e mi si attorciglia lo stomaco sempre. Quando si giunge alla scena finale dell'anello, che gli ebrei della lista regalano al loro herr Direktor, il groppo in gola è assicurato.

- TRILOGIA "RITORNO AL FUTURO": questa credo di averla detta un sacco di volte! È un'istituzione a casa dei miei rivedere con mio fratello e mio marito - almeno una volta all'anno - i tre film su Marty McFly in giro tra il 1885 e il 2015 sulla DeLorean; il divertimento sta più che altro nell'anticipare ogni battuta :-D




E poi ce ne sono davvero tanti altri, tipo La custode di mia sorella, Mine vaganti, i film di Checco Zalone, Il miglio verde, I Dieci comandamenti, Il colore viola, Ghost, Via col vento, Top Gun, Le ali della libertà, Stand by me-Ricordo di un'estate, Pretty woman... e potrei stare qui ancora un altro po' ad allungare la lista: tutti film visti e stravisti e che di certo rivedrò alla prima occasione, già lo so.

Poi ci sono anche quei film che, se dipendesse da me, non necessariamente rivedrei - né avrei scelto di  rivedere più volte in passato -, ma poiché esistono anche altri esseri umani dentro casa (ciascuno con i medesimi diritti), e beh... succede di dover assecondare le fisse altrui: questo vale per pellicole come Cast away, Sister Act, The day after tomorrow.


Circa i LIBRI, sono anni che difficilmente mi dò alle riletture; però in passato, ho avuto le mie manie per alcuni libri in particolare e non li ho letti due-tre volte (ehm... alcuni anche di più): IL DIARIO DI ANNA FRANK, JANE EYRE, CIME TEMPESTOSE sono in assoluto quelli che ho consumato di più, e poi LE AVVENTURE DI TOM SAWYER, ROSSELLA di Alexandra Ripley (il seguito di "Via col vento") e IL GIGLIO E IL LEOPARDO di Susan Wiggs.


Anche le POESIE rientrano in questa amata e confortante ripetitività; sono tanti i poeti che amo e di cui mi piace rileggere poco e spesso alcune liriche/sonetti, ma per brevità vi trascrivo le mie preferite.


MESE PER MESE, ANNO DOPO ANNO
(Emily Brontë)

Mese per mese, anno dopo anno,
la mia arpa ha versato un canto triste;
ora una nota vivace la rallegra
e il piacere intona le sue corde.

Che importa se le stelle e il bel chiaro di luna
si estinguono nel grigio mattino?
sono soltanto emblemi della notte,
e questo, anima mia, è il giorno.



HO SCESO, DANDOTI IL BRACCIO...
(Eugenio Montale)

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, nè più mi occorrono
le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue


A SILVIA
(Giacomo Leopardi)


Silvia, rimembri ancora
Quel tempo della tua vita mortale,
Quando beltà splendea
Negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi,
E tu, lieta e pensosa, il limitare
Di gioventù salivi?

Sonavan le quiete
Stanze, e le vie dintorno,
Al tuo perpetuo canto,
Allor che all'opre femminili intenta
Sedevi, assai contenta
Di quel vago avvenir che in mente avevi.
Era il maggio odoroso: e tu solevi
Così menare il giorno.

Io gli studi leggiadri
Talor lasciando e le sudate carte,
Ove il tempo mio primo
E di me si spendea la miglior parte,
D'in su i veroni del paterno ostello
Porgea gli orecchi al suon della tua voce,
Ed alla man veloce
Che percorrea la faticosa tela.
Mirava il ciel sereno,
Le vie dorate e gli orti,
E quinci il mar da lungi, e quindi il monte.
Lingua mortal non dice
Quel ch'io sentiva in seno.

Che pensieri soavi,
Che speranze, che cori, o Silvia mia!
Quale allor ci apparia
La vita umana e il fato!
Quando sovviemmi di cotanta speme,
Un affetto mi preme
Acerbo e sconsolato,

E tornami a doler di mia sventura.
O natura, o natura,
Perchè non rendi poi
Quel che prometti allor? perchè di tanto
Inganni i figli tuoi?

Tu pria che l'erbe inaridisse il verno,
Da chiuso morbo combattuta e vinta,
Perivi, o tenerella. E non vedevi
Il fior degli anni tuoi;
Non ti molceva il core
La dolce lode or delle negre chiome,
Or degli sguardi innamorati e schivi;
Nè teco le compagne ai dì festivi
Ragionavan d'amore

Anche peria fra poco
La speranza mia dolce: agli anni miei
Anche negaro i fati
La giovanezza. Ahi come,
Come passata sei,
Cara compagna dell'età mia nova,
Mia lacrimata speme!
Questo è quel mondo? questi
I diletti, l'amor, l'opre, gli eventi
Onde cotanto ragionammo insieme?
Questa la sorte dell'umane genti?
All'apparir del vero
Tu, misera, cadesti: e con la mano
La fredda morte ed una tomba ignuda
Mostravi di lontano.


L'INFINITO
(Giacomo Leopardi)

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.
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