lunedì 30 gennaio 2017

Recensione: IL RUBINO INTENSO DEI SEGRETI di Viviana Picchiarelli




In mezzo alle suggestive colline umbre e tra i filari di vigneti stillanti profumi e sapori inconfondibili e inebrianti, si svolge la storia di un'agiata famiglia, dedita da generazioni alla produzione di vini di qualità, che dietro la facciata di rispettabilità e austerità, cela al suo interno segreti, bugie, tradimenti, amori soffocati e tormentati, invidie e gelosie.


IL RUBINO INTENSO DEI SEGRETI
di Viviana Picchiarelli



Anno: 2016 
€ 16,00
Pagine: 437 
Self publishing (ebook)
Prezzo versione digitale: € 4,99
Greta Capotosti, 36enne, ha appena lasciato la città che l’ha accolta negli ultimi 5 anni (Milano) per tornare nella sua terra d’origine, nella bella e suggestiva Umbria e, soprattutto, nella grande tenuta di famiglia, in cui è nata e cresciuta.
Il ritorno a casa non è accompagnato da sentimenti solo positivi, perché da quella famiglia Greta è letteralmente scappata.
È scappata da un clima famigliare sempre teso e cupo a causa delle intricate e frustranti vicende e dei rapporti tra gli abitanti della casa. Nella tenuta, infatti, Greta è cresciuta  non solo insieme ai genitori Enrico e Fiorenza (ormai separati da diversi anni) ma anche con nonna Olivia, la vera e sola “padrona di casa”, con lo zio Gianfranco (fratello di Enrico), sua moglie – zia Isabella -  e il loro unico figlio, Michele.
Tra le mura domestiche si è sempre respirata molta tensione e rigidità, in particolare a motivo della presenza eccessivamente austera ed ingombrante di nonna Olivia, la matriarca che – dopo la morte del marito – non soltanto  ha sempre avuto in mano le redini dell’azienda vinicola, ma ancor di più le vite di figli e nipoti; a questo, negli anni si sono aggiunti i problemi personali all’interno delle singole famiglie, su cui però la stessa Olivia ha avuto purtroppo il suo triste peso.

Greta, quindi, è tornata a casa, dopo esserne fuggita, dopo essere andata via senza dare spiegazioni a nessuno, nemmeno alla persona più importante della sua vita.
Greta aveva un sogno nel cuore da coltivare: diventare una bravissima ballerina di danza classica; una passione che ha caratterizzato la sua infanzia, facendola sentire viva, e che lei ha assecondato in tutti i modi, fino al triste giorno  di 5 anni prima in cui un incidente ha spezzato questi sogni e il suo innegabile talento, lasciandola zoppa non solo nel fisico ma soprattutto nel cuore.
Un cuore che è mutilato e sofferente perché Greta non è stata costretta a rinunciare “soltanto” (come se fosse poco!) alla sua amata danza, ma anche al suo amore di gioventù. Un amore vissuto di nascosto perché “stonato”, non lecito, che, se fosse diventato noto a chi era loro attorno, avrebbe ricevuto disapprovazione.
Sì perché il grande amore di Greta è suo cugino, Michele Capotosti, ed è comprensibile come questo sentimento sia stato vissuto dai due innamorati con un gran senso di colpa, con la consapevolezza che questo loro folle amore fosse proibito, “sporco”.
Un amore non privo di conseguenze, che Greta ha dovuto affrontare nel silenzio e da sola e che, se Michele le conoscesse, lo farebbero infuriare.

Ora che è tornata a casa dopo essere fuggita da tutto e tutti, Greta non sa cosa aspettarsi, nè se e quanto resterà nella tenuta.
Michele è arrabbiato con lei perché s’è sentito abbandonato dalla donna amata, senza ricevere spiegazioni; la cugina fatica a riconoscerlo perché l’uomo è diventato cinico, nervoso, frustrato, e si è dato al proprio lavoro di manager della tenuta Capotosti anima e corpo, abbandonando definitivamente la sua passione più grande: il pianoforte.
Michele ama suonare il piano ma ha dovuto mettere da parte talento e passione per assecondare il volere paterno e di nonna Olivia, che sono riusciti a “costringerlo” a lavorare per l’azienda di famiglia, lascando perdere la musica. Ovviamente, questa scelta obbligata ha reso Michele un uomo infelice e arrabbiato con tutto e tutti, e perdere Greta non ha fatto che peggiorare le cose…
Non solo, ma per cercare di andare avanti, Michele s’è fidanzato con la bella Cristina, l’avvocato di famiglia, fingendo sentimenti che non nutre – perché nel suo cuore c’è posto solo per la cugina – e accettando di fissare la data del matrimonio…

Ed ora che Greta è tornata cosa succederà?  La fiamma dell’amore e della passione che li ha tenuti legatissimi in passato, si riaccenderà o i due riusciranno a tenerla a bada?

Ma ad essere cambiato non è solo Michele e il suo rapporto con lui, bensì anche gli altri componenti della famiglia, in special modo Olivia.
Questa nonna-tiranno, austera, priva di qualsiasi slancio d’affetto verso chiunque, un vero e proprio generale in casa, che ha sempre messo il becco su tutto, condizionando la vita dei figli, dei nipoti e, lì dove c’è riuscita, delle nuore, facendone scappare una (Fiorenza) e rendendo  l’altra (Isabella) triste e depressa…, ebbene proprio lei adesso è ridotta ad un involucro vuoto, senza più volontà e memoria. Questo per colpa dell’Alzheimer, che l’ha resa inabile, un peso morto di cui si occupa soltanto la sua domestica personale (Teresa), supportata da Enrico, l’unico della famiglia che riesce ad avvicinarsi alla vecchia donna.

La presenza di Greta in famiglia scombinerà gli equilibri (o presunti tali) formatisi negli ultimi anni, mettendo di fronte tutti i Capotosti davanti alle proprie responsabilità e, soprattutto, davanti ai tanti segreti inconfessati che hanno lacerato e influenzato la vita di tutti loro.

Ognuno ha infatti delle verità taciute che, se venissero scoperte, lacererebbero i legami tra loro, che già di per sé sono complicati.
Basta una scatola di biscotti con dentro delle lettere, frutto delle sfogo di una donna sola e infelice, per mandare in crisi un uomo posato come Enrico e per gettare nella disperazione l’infelice Michele.
Ma per un segreto terribile tenuto nascosto per anni e poi scoperto nel modo più drammatico, ce ne sono altri che, se rivelati, potrebbero in qualche modo sistemare anche le situazioni più sconvolgenti…

Considerazioni

“Il rubino intenso dei segreti” è un romanzo che ha al centro questa famiglia, al cui interno covano troppe bugie, troppi segreti che dal passato pretendono di riaffiorare, minacciando disastri in esistenze che finora hanno provato a trascinarsi se stessi, la propria felicità, senza viverla davvero.
Ma per quanto scoprire dolorose verità sia pericoloso e faccia soffrire, è anche necessario se si vuole diventare davvero padroni della propria vita e del proprio futuro.

Ho ritrovato tra queste pagine la scrittura accurata, elegante e sensibile di Viviana Picchiarelli, che già avevo apprezzato in “La locanda dalle emozioni di carta”.
I personaggi sono tutti caratterizzati alla perfezione, di ciascuno ci vengono palesati emozioni, sentimenti, pensieri, paure, fragilità, speranze, col risultato che tutti loro prendono vita dalle pagine del libro e ci sembra, leggendo, di conoscerli davvero, di essere lì con loro nella bella tenuta dei Capotosti.

E come l’Autrice, con la sua scrittura viva, dettagliata, attenta, riesce a farci sentire e vivere la suggestione e il fascino della vita dedita alla produzione del vino (sembra quasi di sentire il calore del sole passeggiando tra i filari, o l’odore deciso del vino nei calici), così riesce anche a farci “sentire” inevitabilmente tutta la tensione emotiva, il peso delle cose non dette per egoismo, paura, per troppo amore…, e che rischiano di logorare pericolosamente i membri di questa famiglia e i legami tra loro, a causa di questi segreti custoditi, “segreti dell’anima di un unico colore, carico e robusto come il rubino intenso dei loro vini”.

È un romanzo che ci tocca diversi temi, in particolare l’importanza di lottare per i propri sogni, la forza del perdono,  gli effetti drammatici di bugie raccontate per anni, il rapporto genitori-figli, spesso reso complesso dalle esperienze difficili dei primi, che – magari anche non volendo – si ripercuotono sulla felicità dei secondi.

Viviana Picchiarelli ci regala un’emozionante ed intensa storia famigliare, svelandocene pian piano gli scheletri nell’armadio, le  trame e gli intrighi, attraverso diversi colpi di scena e rivelazioni importanti che si incastrano tra loro creando intrecci interessanti, e attraverso personaggi realistici, delineati benissimo dal punto di vista psicologico, cui è dato a ciascuno il proprio spazio, così da conoscerne pregi e debolezze.
Durante la lettura è stato inevitabile entrare in empatia con essi, cercando di comprenderne le azioni, i pensieri, le scelte, e provando di conseguenza “simpatia” per l’uno o “antipatia” per l’altro.
Ma ciò che mi è piaciuto è che l’Autrice, in qualche modo, permette ad ognuno di loro di “riscattarsi”, come a ricordarci che anche le persone più difficili hanno bisogno di perdono.

Tutto è accattivante in questo libro: storia, personaggi, ambientazione, stile di scrittura; lo si divora perché la lettura scorre catturando da subito tutto l’attenzione del lettore, donandogli non poche emozioni.

Ringrazio l’Autrice per l’opportunità di leggere questo secondo romanzo, che non posso non consigliarvi!

4 commenti:

  1. Ciao Angela, non conoscevo il libro nè l'autrice, ma la storia sembra molto bella! Le dinamiche familiari sono sempre un argomento molto interessante e poi se c'è un pizzico di mistero meglio ancora ;-)

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    1. Si, una bella storia,ariel , e scritta benissimo

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  2. Ciao Angela! Non so perché, ma spesso sono attratta dai romanzi che hanno per "protagonista" il mondo del vino. Ne ho parlato anche sul mio blog. Questo mi sembra proprio un consiglio interessante :-)

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    1. Ciao silvia
      Guarda,io sono astemia (o quasi) e cmq anche io subisco il fascino della bevanda

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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