martedì 29 settembre 2020

Recensione: LA RAGAZZA DELLA LUNA di Lucinda Riley

 

La quinta protagonista tra le Sette Sorelle questa volta è Tiggy, amante degli animali e dalla spiritualità molto "accentuata"; la ragazza scoprirà le proprie origini attraverso un viaggio in Spagna, che la porterà dritta nel vivace mondo delle ballerine di flamenco e nelle usanze antiche dei gitanos.


6. La ragazza del sole
7. ??



LA RAGAZZA DELLA LUNA 
di Lucinda Riley



Giunti Ed.
trad. R. Zuppet
720 pp
Come ogni libro della serie, anche questo si apre con il pensiero della protagonista a Pa' Salt, morto da sei mesi ma sempre vivo nei ricordi e nella mente delle sue adorate figlie adottive.
Sei ragazze adottate quand'erano piccoline e portate dall'uomo nella propria magnifica residenza svizzera Atlantis, sul lago di Ginevra.
Cresciute nell'amore, coccolate da Pa' e dalla governante Ma', le sei sorelle - una volta divenute adulte - sono state messe davanti alla possibilità di scoprire le proprie origini.
Finora Maia, Ally, Star e CeCe hanno raccolto "la sfida" e rivoluzionato le loro esistenza avventurandosi lontano da casa pur di conoscere da vicino il contesto famigliare e culturale che le ha viste venire al mondo.

Ora è il turno della ventiseienne Tiggy (il cui nome è un'abbreviazione di Taygete), che ha appena accettato un lavoro nella riserva naturale di Kinnaird in qualità di consulente faunistico.

Tiggy è una ragazza dolce, sensibile, discreta e riservata; ovviamente ama gli animali e la natura, e trovarsi nell'immensa tenuta del dottor Charlie, in questo luogo selvaggio e completamente isolato nelle Highlands scozzesi, per occuparsi di una razza felina a rischio di estinzione, è per lei un'immensa opportunità per fare un lavoro che ama e in uno scenario fantastico; senza contare che Charlie è un uomo affascinante e gentile, in presenza del quale ogni volta il cuore di Tig perde un battito.
Ma la ragione le ricorda che l'uomo è sposato con la bella (e glaciale) Ulrika e padre di Zara, un'adolescente tutta pepe, e lei non è proprio un tipo da "rovina famiglie"!

A Kinnaird Tiggy fa amicizia con Cal, guardacaccia e coinquilino, che diventa in poco tempo un caro amico; anche con Zara, vivace e un po' ribelle, si instaura da subito un bel feeling; si sa, gli adolescenti, più di tutti, desiderano avere qualcuno con cui parlare liberamente e dal quale non vogliono sentirsi giudicati, e Tiggy è perfetta per questo ruolo, in quanto sa essere un'amica e confidente sincera senza però dimenticare di dare all'occorrenza saggi consigli.

Meno piacevole è la presenza di un ospite della tenuta, tale Zed Eszu, un uomo ricco, borioso, sicuro di sé in un modo irritante, nonché corteggiatore insistente; Tiggy davanti alle avances sfacciate di Zed è confusa: da una parte ne è lusingata, dall'altra lui ha un che di inquietante, le mette i brividi..., e poi sapere che è stato l'ex fidanzato di una delle sorelle non è proprio un buon presupposto per considerare la possibilità di avere con lui più di un'amicizia.

Ma l'incontro più speciale a Kinnaird è quello con Chilly, un vecchio gitano che sembra conoscere molti dettagli del suo passato e di quello di sua nonna: la famosa ballerina di flamenco Lucía Amaya Albaycín. 

Chilly parla poco e quando lo fa pronuncia a mezza bocca enigmi e indovinelli, gettando qua e là frasi sibilline riguardanti il futuro, che Tiggy non sa come interpretare.
Una cosa è certa: lei ha sempre avvertito di possedere delle capacità nascoste e profonde, in grado di metterla in stretta connessione con la natura e, soprattutto, con la parte più spirituale di sé. 
Questa dimensione "mistica" sarà fondamentale per guidarla verso le proprie origini; ad affrettare la sua decisione di lasciare temporaneamente la Scozia e la tenuta dei Kinnaird (la cui situazione finanziaria si sta rivelando, di giorno in giorno, molto precaria) per partire per il Paese in cui ha vissuto (e vive ancora?) la sua famiglia naturale, è un episodio spiacevole, in cui Tiggy resterà addirittura ferita e, soprattutto, non riuscirà a proteggere un cervo meraviglioso e raro dalle grinfie di chi lo vuol fare fuori...

Seguendo le indicazioni di Pa' Salt, una incuriosita ed esitante Tiggy va a bussare a una porticina azzurra nel Cortijo del Aire, a Granada. 

Ad accoglierla ci sono due persone speciali, sue parenti, che aspettavano il suo arrivo con ansia: zio Pepe, fratello di Lucìa Albaycìn, nonna di Tiggy, ed Angelina, nipote della stessa (figlia di un altro fratello).
Angelina è una donna particolare, unica, che non solo racconterà, insieme a Pepe, la storia della famiglia Albaycìn, ma renderà Tiggy anche consapevole del dono che lei ha (e che le permette di curare gli animali col solo tocco delle sue mani) e che è chiamata a sviluppare ed esercitare, nel rispetto della tradizione dei suoi antenati.

Dall'incantevole e fredda Scozia il lettore viaggia insieme alla protagonista e giunge nell'assolata Spagna, venendo proiettato dal 2007 al 1912 (anno in cui nasce Lucìa) e poi negli anni Trenta/Quaranta, in cui seguiamo gli sviluppi delle vicende personali e famigliari della donna, che è stata una delle più acclamate ballerine di flamenco di quel periodo *.

Lucìa ha due piedini che sono il suo tesoro, la sua garanzia per far carriera come ballerina: le basta ascoltare la musica suonata da suo padre Josè (bravo chitarrista) per cominciare a battere i piedi e a ballare incantando tutti gli spettatori.
Questo suo talento la porta inevitabilmente lontana da casa, da Sacromonte (il quartiere di Granada in cui è nata e cresciuta, fino ai dieci anni), da sua mamma Maria e dai suoi fratelli.
Mentre la vita e la carriera di Lucìa, accompagnata dal padre che le farà sia da chitarrista che, in un certo senso, da manager (gestendo i guadagni della figlia, e approfittandosene, essendo lui avvezzo ad alzare il gomito e a cambiare donna ogni settimana), prendono il volo, rendendo il suo nome famoso in tutta la Spagna, la povera Maria deve affrontare da sola la povertà, la fame, le preoccupazioni che le danno i figli, e ad aggravare tutto ci si mette anche la guerra, che inevitabilmente peggiorerà la vita di tutti - dei gitanos in particolare, da sempre oggetto di discriminazione e disprezzo -, provocando disperazione, miseria, morte, distruzione di case e famiglie...

Lucìa è una giovane dal carattere forte, determinato, è un tipetto vivace, anche un po' nervoso, che non sopporta né di essere contraddetta né che le si dica cosa deve o non deve fare; conscia della fama che va aumentando di giorno in giorno grazie alla sua bravura, mostra un'ambizione incredibile, una frenesia nel voler ballare ovunque per essere apprezzata da un pubblico sempre più vasto, che rischia di divorarla, di darle sì il successo e il benessere economico ma togliendole altro..., di più importante.

Conosce, quando è poco più che ventenne, il chitarrista Meñique e con lui nasce una relazione piena di passione, oltre che un rapporto professionale, che porterà i due a suonare e ballare anche fuori dalla Spagna (fino in Argentina), aumentando la gloria di Lucìa.

Ma c'è un tempo per tutto e la vita della ballerina prende pieghe complicate, che la porteranno a fare scelte anche discutibili ma, in fondo, in linea col suo modo di essere.

Tiggy ascolta incantata e rapita il racconto avventuroso della vita movimentata della propria abuela, apprende particolari importanti che l'aiutano a sapere in quale realtà famigliare è venuta al mondo e come in questo si è inserito Pa' Salt.
Il soggiorno in Spagna diventa una tappa fondamentale per la sua crescita spirituale perché la mette di fronte a ciò che lei è, alla cultura dei gitanos, cui appartiene, all'amore per la natura e per gli animali; ma anche la sua vita, come quella di Lucìa tanti anni prima, di ritorno a Kinnaird, prenderà una direzione che lei non avrebbe immaginato e che le donerà quell'armonia interiore di cui è alla ricerca, da sempre.

Anche questo quinto capitolo della saga delle Sette Sorelle non mi ha deluso, perché ho ritrovato la piacevolezza di dinamiche interessanti e intrecci articolati e ben amalgamati tra loro, in cui il presente e il passato finiscono per incontrarsi in maniera armoniosa.
Trovo che i personaggi femminili siano sempre delineati in modo esaustivo, che abbiano personalità accattivanti e strutturate, anche quando magari compiono scelte che io personalmente non condivido, ma che riconosco essere coerenti con il loro temperamento.

Sempre affascinante il riferimento alla mitologia greca e, in questo caso, alle tradizioni dei rom, alle loro credenze, al legame profondo con la natura e la terra, dalla quale si possono ricavare erbe e rimedi naturali per tanti problemi e malesseri.
Lucinda affronta tematiche quali i conflitti di coppia e tra genitori e figli, il rapporto tra la medicina tradizionale e quella naturale, il rispetto per l'ambiente, la flora e la fauna, l'emarginazione dei gitanos nella Spagna di quegli anni descritti nel libro, i doni speciali delle brujas spagnole.

Disseminati qua e là ci cono dei particolari relativi a Pa' Salt (l'intuito di Tiggy le suggerisce che... potrebbe non essere morto! Suggestione?) e alla settima misteriosa sorella; inoltre anche il personaggio di Ma' - sempre un po' sullo sfondo, quale presenza materna rassicurante - assume connotazione enigmatiche, che gettano qualche dubbio nel lettore.

Come sempre, le ultime pagine del volume sono dedicate alla sorella protagonista del successivo romanzo: la modella Electra, che purtroppo non se la passa per niente bene.

Parere positivo anche su questo volume, che consiglio a quanti hanno già iniziato la saga; beh sì, anche a chi avesse voglia di iniziarla dal primo libro...!


il personaggio di Lucìa è stato ispirato da Carmen Amaya, una delle più apprezzate ballerine di flamenco della sua generazione, di origine gitana e dal carattere passionale.

8 commenti:

  1. Ciao Angela! Anche io ho finito da poco questo romanzo, spero di poterne parlare presto! Tiggy per me è stata un po' più difficile da conoscere e da capire rispetto alle altre sorelle: è una scienziata "mistica", e questo la rende sicuramente un personaggio interessante, ma non facile. Lucia, invece, mi ha colpito subito col suo turbine di passioni! Sono sempre più curiosa, tra non molto sicuramente leggerò anche la storia di Electra!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Hai ragione, tiggy è un personaggio particolare, ma ti dirò, l'ho preferita a lucia, determinata sì.. ma anche molto capricciosa :-D
      Anch'io sono curiosa di leggere la storia di electra!

      Elimina
  2. Ciao Angela, appena troverò il tempo di proseguire con la serie leggerò proprio questo volume! Ovviamente non nego che mi ispira molto e che la tua recensione mi ha fatto aumenterare la mia curiosità ;-)

    RispondiElimina
  3. Ciao Angela! Prima o poi mi piacerebbe tantissimo iniziare questa serie! :)

    RispondiElimina
  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  5. Non sono lettore da saghe quindi posso solo apprezzare la tua recensione ed apprezzare quanto tu sia in fatto di libri, assolutamente onnivora riuscendo a spaziare tra un genere ed un altro, tra autori tra loro diversissimi avendo il gusto e la capacità di cogliere per ciascuno di essi , l'essenza del loro messaggio e dei loro sentimenti, senza mai un filo di retorica e senza mai cadere in banali luoghi comuni. Sei davvero in gamba.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ho delle preferenze in fatto di generi letterari, ma cerco di spaziare :)
      Grazie, sei davvero molto gentile!!!

      Elimina

Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...