giovedì 24 novembre 2016

Recensione film: MIRACOLI DAL CIELO di Patricia Riggen



Accettare le prove e la sofferenza è qualcosa di estremamente difficile e anche quando la fede ha sempre accompagnato la tua vita e le tue giornate, in "quei" momenti non sempre è automatico aggrapparsi ad essa, proprio perchè il dolore può scoraggiarci e portarci a vedere tutto nero e irrisolvibile...
Ma a volte succede un miracolo, proprio per quella situazione che sembrava ormai senza via d'uscita...


MIRACOLI DAL CIELO
(Miracles from Heaven)



"Viene definito miracolo qualcosa che non può essere spiegato dalle leggi della natura o dalla scienza. Ma allora come può essere spiegato? Come avviene? Chi o cosa c'è dietro?"

Genere Drammatico
Anno di uscita 2016
Regia: Patricia Riggen
Cast: Brighton Sharbino, Jennifer Garner, Kylie Rogers, Martin Henderson


I Beam sono una famiglia felice e serena, molto credente e dai sani principi. 
Christy e Kevin hanno una bella vita e una bella famiglia, insieme alle loro tre figlie, frequentano una chiesa e hanno tanti bei progetti da realizzare.

All'improvviso però qualcosa di tragico viene a oscurare questa felicità: la secondogenita, Annabel, di dieci anni, è affetta da una rara malattia dell'apparato digerente, incurabile oltre che molto dolorosa.

Le prime diagnosi da parte dei dottori sono un po' superficiali e non mettono in risalto patologie gravi, ma i genitori non smettono di essere preoccupati, benchè ancora inconsapevoli di quale sia l'origine dei disturbi che fanno piangere di dolore la piccola Anna.

Quando si rende conto che i medici ai quali si è rivolta non hanno le giuste competenze per aiutare la figlia, Christy Beam fa di tutto perchè si trovi una terapia in grado di aiutarla a star meglio e, magari, a guarire.

La donna si rivolge così al celebre dott. Nurko, che esercita la professione medica a Boston; mamma e figlia lasciano il Texas e volano fino all'ospedale pediatrico per incontrare Nurko, che conferma la presenza di questa malattia rara per la quale non si conoscono ancora cure; l'unica cosa possibile per adesso è imbottire la bimba di morfina e antidolorifici in modo che soffra il meno possibile.

Dov'è Dio? - si chiedono Christy ed Anna. La fede della donna vacilla di fronte alla prova e al dolore della propria bambina; se Dio è amore, perchè permette questo?

Eppure, Dio non smette di rivelarsi e tanti piccoli miracoli accadono nel corso di questa brutta esperienza, che faranno comprendere alla mamma scoraggiata che lei e la sua piccola non sono sole ma che Qualcuno continua a vegliare su di loro.

Ma il vero miracolo deve ancora accadere!
Un giorno che Anna, tornata a casa dall'ospedale, si sente un pochino meglio, si convince a giocare con la sorella maggiore e insieme si arrampicano sul grosso albero che da sempre è davanti casa loro e che le ha viste arrampicarsi innumerevoli volte in passato: a causa di un ramo che minaccia di spezzarsi, per evitare di cadere  Anna finisce per precipitare comunque, ma all'interno del tronco vuoto dell'albero stesso, da un'altezza di tre piani..

In quelle terribili e angoscianti ore, sola e al buio all'interno dell'albero secolare, Anna vive un vero e proprio miracolo che lascia disorientati i medici specialisti, riunisce la sua famiglia e diffonde speranza nella comunità..


E' un film che vuol raccontare con semplicità una storia di fede e benedizioni, di quelle che, quando le ascoltiamo, forse ci vien voglia di dire: "Ma sarà vero? Questa storia ha dell'incredibile...!".

Ed è vero, la storia di Annabel Beam è incredibile ma... è vera, stando alla testimonianza diretta di chi ha vissuto tutto questo: quando la piccola viene recuperata da dentro l'albero, non solo non ha riportato contusioni e ossa rotte (solo un lieve trauma cranico), ma la sua malattia è sparita!

Come spiegare questa remissione, che la medicina definisce "spontanea" e che accetta stupita e senza aggiungere altro?

I Beam, e chi come loro ci vede la mano di Dio, parla di miracolo, e chi legge/ascolta la loro testimonianza di vita e di fede è ovviamente libero di darsi la propria ipotesi per spiegare la guarigione della bambina, magari anche di arrivare a non credere che sia mai stata malata..., o che ci siano spiegazioni scientifiche non ancora note, chissà...

Ma forse a volte basterebbe esercitare un po' di fede - nei Vangeli Gesù dice che basta una fede piccola (o sarebbe meglio dire "grande") quanto un granello di senape per spostare le montagne - per accorgersi che i miracoli non sono solo quelli evidenti ed eclatanti come una guarigione improvvisa e inspiegabile, ma anzitutto quelli che ci succedono giorno per giorno, persone o situazioni speciali che ci regalano un pizzico di gioia, fiducia, serenità, quelle "piccole cose" che quando siamo felici e soddisfatti non vediamo - presi come siamo da noi stessi, dalla nostra vita con i suoi impegni e il suo trantran - ma che diventano importanti e cariche di significato nei periodi di sconforto e disperazione.

Estremamente positiva la figura di Samule Nurko, che svolge il suo lavoro tra i bambini ammalati con slancio, passione e tanta umanità.

E' un film che consiglio a "credenti" e non; ai primi, perchè di certo si sentono vicini all'esperienza di fede dei Beam ed entrare in empatia con loro immagino venga spontaneo, come il vedere la mano di Dio nella guarigione miracolosa di Anna; ai secondi perchè magari, accanto alla reazione di scetticismo e perplessità, che storie incredibili come queste possono inevitabilmente suscitare, unite a commenti del tipo "film banale, melenso, di propaganda cristiana" ecc..., potrebbero affacciarsi altre considerazioni, meno legate a ciò che si "vede", "si tocca" e più vicine alla sfera spirituale e a quella dimensione che non si vede con gli occhi fisici ma con quelli del cuore e della fede, ma che non per questo è meno reale, anzi.


Sul sito aperto da Christy in merito al libro da cui è tratto il film, potete vedere tante foto di Anna e della sua famiglia: http://www.christybeam.com/

1 commento:

  1. Film dal significato profondo e toccante. Consiglio vivamente la visione! ;-)

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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