giovedì 24 novembre 2016

"La storia di Willie Ellin" ed "Emma", due opere incompiute di Charlotte Brontë finalmente disponibili per "Five Yards"




Lettori cari amanti delle sorelle Bronte, è nata la collana Five Yards (la collana che ospita testi classici della letteratura inglese e americana in traduzione italiana) all'interno delle edizioni Flower-Ed,  con La storia di Willie Ellin ed Emma, due opere incompiute di Charlotte Brontë tradotte ora per la prima volta in italiano. 


flower-ed
coll. Five Yards
15 euro
2016

Siamo nel 1853. Charlotte Brontë ha trentasette anni e guarda al futuro con grande incertezza. 
Le sue sorelle non ci sono più, le è rimasto solo il padre a cui badare. Il pensiero di morire da sola nella ventosa brughiera la opprime. Charlotte decide allora di sposare il reverendo Arthur Bell Nicholls, ricoprendo finalmente il ruolo di moglie.

In quel momento nei cassetti della sua stanza giace un manoscritto incompiuto, scritto a matita: La storia di Willie Ellin

In questo libro possiamo scorgere e apprezzare il prezioso momento della prima stesura del pensiero della scrittrice salita agli onori letterari grazie Jane Eyre e Villette: errori, ripensamenti, abbreviazioni, fugaci paesaggi e personaggi che ci sembra di aver già conosciuto, da sempre vivi e vividi nell’immaginario dell’autrice fin dall’infanzia.



n

EMMA


Matilda Fitzgibbon è una ricca ereditiera. 
Ammessa al Fuchsia Lodge, la scuola privata delle sorelle Wilcox, è subito trattata con tutti i riguardi dovuti al suo rango. All’arrivo delle vacanze di Natale, la direttrice Wilcox invia un messaggio al padre dell’allieva, ma scopre, con l’aiuto dell’amico William Ellin, che si è verificato un terribile malinteso. 
Un alone di mistero circonda la famiglia Fitzgibbon e le sue ricchezze. Pubblicato dopo la morte di Charlotte Brontë, Emma è l’ultimo romanzo incompiuto dell’autrice. 

Questa rappresenta la prima traduzione in italiano dell’opera e comprende l’appassionata prefazione che lo scrittore William M. Thackeray le dedicò sul Cornhill Magazine nel 1860.


Quelle che vedete sono le copertine delle prime traduzioni in italiano dei due manoscritti, la cui importanza deriva proprio dalla forma embrionale in cui sono stati trovati. 
Sembra quasi di essere lì con Charlotte Brontë, sentire la sua veste frusciante mentre siede per scrivere e la matita che imprime la prima stesura di un’idea, con tanto di ripensamenti, abbreviazioni. 
I paesaggi e i personaggi sono solo tratteggiati, ma erano vivi nell’immaginario dell’autrice fin dall’infanzia e ci sembra di conoscerli da sempre.

Questi due libri sono disponibili in ebook e in cartaceo, grazie ad Alessandranna D’Auria che con grande passione e competenza ne ha curato la traduzione e l’ampio commento critico.
Una nuova traduzione, infatti, è già in lavorazione: si tratta di Ashworth, uno scritto di Charlotte Brontë lasciato anch’esso incompiuto, che prestissimo farà parte ancora della collana Five Yards.

Che ne pensate?
Vi piacerebbe leggere questi manoscritti di Charlotte?

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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