Buon primo aprile, lettori!
Ho un paio di recensioni marzoline da scrivere e postare, ma intanto mi occupo del recap del mese scorso.
- NIENT'ALTRO CHE OSSA di B. Panowich: country noir - prequel di Bull

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Mountain. Una storia di amicizia, amore, riscatto in un clima di violenza e criminalità (4.5/5). DINAMICO, BEI PERSONAGGI. - SINGLE È BELLO di M. Iandolo: ironico e romanzato manuale d'istruzione per i single felici e consapevoli (3/5). SE SEI UN SINGLE POCO CONVINTO E HAI BISOGNO DI GIUSTE MOTIVAZIONI.
- LE CITTÀ DI CARTA di D. Fortier: romanzo biografico su Emily Dickinson. Delicato (3.5/5). PER CHI VUOL AVVICINARSI ALLA POETESSA IN PUNTA DI PIEDI.
- LA COLONIA di A. Norlin: narrativa psicologica - un gruppo eterogeneo di persone vive immerso nella natura, lontano dalla società civile. Cosa li spinge a stare insieme? (4/5). AFFASCINANTE.
- STAGIONI DIVERSE di S. King: quattro racconti ricchi di mistero, suspense, azione, umanità (5/5). IMPERDIBILE.
- LATTE di M. Zucchelli: narrativa storica - una storia di madri e figli inserita nell'ambito della pratica del baliatico (5/5). PER CHI CERCA UN LIBRO SULLA MATERNITÀ, REALISTICO E COMMOVENTE.
- IL CUSTODE di N. Ammaniti: romanzo di formazione con un'impronta misteriosa e mitologica. L'amore può far traballare il piccolo e rigido mondo in cui si è nati e cresciuti? (3,5/5). ORIGINALE, SCORREVOLE.
READING CHALLENGE
Gli obbiettivi di marzo erano:
- UN LIBRO CHE PARLI DI FRAGILITÀ: 8. BISCUIT di Kim Sun Mi: narrativa di formazione/young adult sudcoreano. Un ragazzo ipersensibile ai rumori ha il dono di "sentire" quelli impercettibili prodotti da persone fragili, così ignorate da essere invisibili (4.5/5). DOLCE, TENERO.
- UN LIBRO CHE PARLI DI ADOZIONI: 9. IL SANGUE DELL'ALTRA di T. Gerritsen: thriller - medico legale scopre di avere una gemella, uccisa a colpi di pistola. L'indagine per risolvere il caso, guidata da Jane Rizzoli, metterà in luce una terrificante rete di omicidi e traffici criminali coinvolgenti bambini (5/5). BELLO, APPASSIONANTE, DAL RITMO SERRATO.
- LIBRO DEL CUORE: APPUNTI DI MECCANICA CELESTE di D. Dara [ RECENSIONE ]
FILM
Però...
Ci sono dei sottogeneri dell'horror che riesco a guardare senza impressionarmi troppo, e alcuni survival horror o quelli psicologici rientrano in questa categoria.
La storia è questa: una coppia di bei fidanzatini, Steve e Jenny, decide di trascorrere un romantico weekend al lago.
Non andrà bene.
Una serie di errori di valutazione e di scelte sconsiderate farà sì che alcuni episodi ("'sentinella") fastidiosi e sgradevoli, si trasformino via via in una valanga di disgrazie terrificanti e ineluttabili.
Il posticino in cui si accampano è OVVIAMENTE super isolato perché i due cercano proprio questo: intimità e pace.
E il posto sarà pure tranquillo e lontano dal traffico cittadino, ma se ti succede qualche inconveniente... come fai? A chi chiedi aiuto? Perché, fidati, il cellulare è difficile che prenda, eh!
E, manco a dirlo, è in una zona così che la coppietta decide di mettere tenda, godendosi la pace, il sole e il mare cristallino.
Sino a quando non vengono raggiunti da un gruppo di ragazzini rumorosi, sguaiati e molto maleducati, incuranti del chiasso da essi stessi prodotto e che, anzi, se poco poco ti azzardi a chiedere gentilmente di darsi una regolata, rischi come minimo una scarica di parolacce, di toni e sguardi minacciosi, di prese in giro sarcastiche e sprezzanti.
Questi tipetti credono di poter fare ciò che vogliono, non hanno alcun rispetto per il prossimo e la prospettiva di dar fastidio agli altri li eccita e li rende stupidamente soddisfatti.
Secondo voi che fanno Steve e Jenny? Se ne vanno e si spostano in un'altra porzione di spiaggia?
Ad essere onesti, lei vorrebbe.
Subodora che quei teenager non sono solamente degli scostumati, ma emanano vibrazioni spaventose: hanno modi di fare, guardare, parlare... che mettono i brividi, trasudano cinismo e malvagità da tutti i pori.
E non hanno alcuna paura di interfacciarsi con gli adulti, di ricevere rimproveri.
E se Jenny prega Steve di andare via e non litigare, quest'ultimo non ce la fa a subire e comincia a rispondere a tono ai ragazzi, a fare la voce grossa e, nel corso della prima vera ed accesa discussione, il cane (Bonnie) del leader (Brett) viene ucciso da Steve.
Arrabbiato come una belva, Brett e gli amici (tra loro c'è anche una ragazza, Paige, addetta a riprendere ogni cosa col cellulare) per vendetta rubano l'auto di Steve, con tutto ciò che vi è dentro (portafogli, soldi e altro).
È l'inizio della tragedia.
Da questo momento, le cose non fanno che peggiorare e il weekend da favola si trasforma nel più orrendo degli incubi.
Comunicare con gli adolescenti impazziti è impossibile, sono ormai in modalità violenza feroce; le angherie che vivranno i fidanzati vanno oltre l'immaginabile: torture atroci, minacce, sangue a non finire, roghi, inseguimenti nel bosco da far salire il livello dell'ansia...
Insomma, di tutto e di più.
Il primo a finire nelle loro maledette mani è Steve, e cosa gli fanno non ve lo dico 😣.
Jenny cercherà di sfuggire a Brett&co., farà di tutto per sopravvivere, per trovare il modo di chiedere aiuto, la vedremo andare avanti e indietro per i sentieri irti di erbacce e alberi che le sfregiano le gambe o le feriscono i piedi, tratterremo il fiato vedendola fuggire a perdifiato, ci faranno pena le sue lacrime, le urla, la disperazione, la consapevolezza dell'impotenza al cospetto di sei delinquentelli senza freni che sono indiavolati e pronti a spingersi oltre senza pensarci due volte.
Ciò che colpisce del film è proprio questo: l'effetto horror non è dato dal Male come una presenza indefinita, demoniaca, misteriosa, bensì è incarnato nelle persone di 13/14enni mingherlini, con i tratti del viso ancora fanciulleschi eppure quasi completamente amorali.
Quasi perché in realtà ad essere completamente senza cuore e coscienza è Brett, gli altri un minimo di accenno di rimorso lo sentono, ma la minaccia di essere stati ripresi col telefonino da Paige (e quindi ricattabili) e l'appartenenza a un gruppo, fa sì che accettino di comportarsi in modo sconsiderato, crudele, facendo cose che mai avrebbero fatto, se si fossero sentiti liberi di scegliere.
E questo, seppur per ragioni opposte, vale anche per Jenny.
Lei è la vittima, di conseguenza tutto ciò che fa è guidato dall'istinto di sopravvivenza, dalla paura di essere torturata e uccisa, ma anch'ella si ritrova a comportarsi in modi che non avrebbe mai immaginato di mettere in atto.
C'è, quindi, una tale ed inaudita violenza in questo film da lasciare atterrito lo spettatore per un'ora e mezza; le vicissitudini drammatiche ed efferate di cui sono vittime i protagonisti sono tante e dure da mandare giù, ma nonostante tutto si continua a tenere acceso quel lumicino che alimenta la tenacia e la resilienza psicofisica della stessa Jenny: la speranza, e con essa il diritto ad avere un lieto fine che - se non pareggia i conti - almeno attutisca tutto il carico di terrore e ingiustizia subiti.
Jenny tira fuori un gran coraggio, una resistenza fisica e psicologica incredibile...: troverà il modo di salvare sé stessa e il povero Steve?
Deve pur esserci una giustizia, alla fine di questo incubo, ad attenderci!
I cattivi perdono e i buoni vincono sempre, no?
Eden lake probabilmente non è un capolavoro (io non ho gli strumenti per dargli una valutazione competente perché ho scarsa dimestichezza con questo genere) ma trovo sia un film fatto bene, che tiene incollato lo spettatore, gli trasmette l'ansia, la paura davanti a una malvagità sempre più crescente e ingestibile, che sa instillare sentimenti di odio e rabbia verso gli adolescenti cattivi (di cui conosceremo brevemente pure le famiglie...😑), i quali non si limitano ad essere saccenti e villani, ma sanno tirar fuori una disumanità, una spietatezza da lasciare senza fiato.
Se vi piace il genere, ve lo consiglio. Attingendo alla mia limitata conoscenza, mi ha ricordato Speak no evil (come tipologia).
SCAPPA - GET OUT
Film del 2017 scritto, diretto da Jordan Peele, con Daniel Kaluuya e Allison Williams.
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| 2017 |
Chris è un bel giovane afroamericano fidanzato con Rose, bianca e ricca.
La storia tra i due va a gonfie vele e lei è desiderosa di presentare il fidanzato alla propria famiglia, gli Armitage, così si recano nella loro grande e bella casa che (potrei non dirlo perché è facilmente intuibile 😏) è in posto isolato che sesuccedequalcosaedeviscappare,chiedereaiutoèpraticamenteimpossibile.
Chris ha un caro amico, Rod, un tipo chiacchierone, simpatico, scherzoso e - fortunatamente!!! - diffidente verso Rose e la sua famiglia bianca snob, che tra l'altro non è stata avvisata che il probabile genero è nero.
Nonostante gli avvertimenti dell'amico di stare attento e tenere gli occhi aperti quando sarà nella tana del lupo, Chris va con Rose e... da subito capisce che i suoi famigliari non sono persone comuni.
Nonostante gli avvertimenti dell'amico di stare attento e tenere gli occhi aperti quando sarà nella tana del lupo, Chris va con Rose e... da subito capisce che i suoi famigliari non sono persone comuni.
Anzi, sono proprio strani.
La madre, Missy, è un'ipnotista e non esita ad utilizzare le proprie abilità per ipnotizzare il povero Chris, aspetto molto importante perché condizionerà i comportamenti futuri di Chris e tutto ciò che accadrà dopo.
Missy, il marito Dean (neurochirurgo) e il fratello di Rose (studente di medicina), Jeremy, lo accolgono con sufficiente simpatia (anche se Jeremy ha momenti in cui pare fuori di testa e pericolosamente deviato) ma a turbare e a metterlo a disagio sono inizialmente i domestici.
Walter e Georgina sono neri come lui ma non si comportano con empatia e solidarietà; pur essendo cortesi, sono enigmatici, misteriosi e quando parlano paiono più simili a robot che a esseri pensanti.
E poi ogni tanto nota che lo fissano in modo inquietante e questa cosa gli mette i brividi, anche perché non sa a cosa attribuirla.
Dopo l'ipnosi, benché sveglio Chris si sente turbato, tormentato (da ricordi traumatici risalenti all'infanzia) ma il suo disagio non potrà che aumentare quando si ritroverà circondato da molti amici di famiglia degli Armitage (che avevano organizzato una festa), che lo guarderanno con malcelata curiosità, manco fosse un fenomeno da baraccone, ostentando un calore falso che mal nasconde il loro razzismo latente.
Durante il party accade un episodio drammatico e bizzarro che obbliga Chris ad addrizzare le antenne: in questa casa c'è davvero qualcosa di spaventoso ma lui non riesce a capire cosa sia.
Grazie alle telefonate con Rod - che continua a mettersi in contatto con lui sempre perché non si fida di Rose e dei suoi -, viene fuori che pochi mesi prima un ragazzo nero era scomparso e Chris è convinto di averlo visto alla festa...
Impaurito da una serie di fatti che non lo lasciano tranquillo, il giovane dice a Rose che è meglio se vanno via, lei sembra accondiscendere ma... l'impensabile sta per accadere.
Rose è davvero la fidanzata innamorata del suo ragazzo di colore?
I suoi famigliari lo hanno accolto sinceramente o dietro i loro sorrisi si nasconde altro?
Il povero Chris si ritrova solo in una gabbia di matti che forse non lo vogliono morto, ma qualcosa di simile 😄
Non aggiungo altro, vi dico solo che gli Armitage sono dei parassiti che giocano a fare dio, che pensano di potersi appropriare dei corpi altrui come se scegliessero la frutta al mercato.
Le "cose horror" che accadono nella seconda metà del film sono alquanto bislacche, volutamente irrealistiche ed è questo (insieme all'esilarante personaggio di Rod) che gli conferisce note satiriche, da commedia nera che porta avanti dei messaggi, dei temi, tra cui i pregiudizi razziali da parte dei bianchi progressisti, che fingono di accogliere le persone di colore ma in realtà le giudicano inferiori, le vedono come dei contenitori (corpi) dotati e nulla più; la manipolazione mentale e si strizza l'occhio anche all'eugenetica.
Mi è piaciuto, l'ho guardato con molto trasporto, ero curiosa di capire che fine avessero progettato i folli Armitage per il povero Chris, il quale comunque ci dà soddisfazione perché tira fuori una grinta che potrebbe salvargli la pelle.






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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz