Siamo giunti all'ultimo capitolo dell'appassionante saga dei Cazalet: sono gli anni Cinquanta e per i membri di questa grande famiglia si prospettano tempi non facili, contrassegnati da perdite di vario genere e dalla necessità di reinventarsi e andare avanti nonostante tutto stia cambiando (non sempre in meglio) velocemente.
TUTTO CAMBIA
di Elizabeth Jane Howard
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Fazi trad. M.Francescon 424 pp |
Le vicende di questo capitolo finale si svolgono tra giugno 1956 e dicembre 1958, e si aprono con un triste avvenimento: la Duchessa è giunta alla fine della propria piena e gratificante esistenza, accompagnata nel suo ultimo viaggio dalle amorevoli cure della figlia Rachel, da sempre vicina ai genitori e pronta ad accudirli (anche a discapito della propria felicità).
Con la dipartita della Duchessa, si intuisce come pian piano stia andando via anche quel po' che era rimasto di un mondo fatto di tradizioni, di privilegi tipici di una classe sociale che sembra non trovare più il proprio posto nella nuova società.
Quel mondo affascinante, retrò ed elegante, quasi patinato e lontano dalla dura realtà al di fuori dalle rassicuranti mura di Home Place, smette di risuonare di voci squillanti di bambini, di profumare dei fiori della Duchessa e dei deliziosi odori provenienti dalla cucina, delle conversazioni vivaci tra i fratelli o delle chiacchiere delle donne: come il titolo suggerisce, tutto cambia perché a cambiare non è solo la società ma soprattutto i componenti di questo clan che i lettori imparano ad amare nel corso della lettura - uomini, donne, ragazzi... che ci hanno fatto sorridere e commuovere e che adesso paiono guardarci uno ad uno con sguardi differenti, in base a come le loro singole esistenze si stanno muovendo.
Ci sono sguardi gioiosi e carichi di speranza, altri malinconici, altri intrisi di disincanto, alcuni smarriti e infelici o spaventati; la vita di ciascuno deve fare i conti con vecchie e nuove insidie e difficoltà, a cominciare da quelle economiche, che inevitabilmente coinvolgono la maggior parte dei Cazalet.
A causa di una gestione degli affari poco lungimirante, Hugh, Edward e Rupert (e con essi anche Rachel, ovviamente) si ritrovano in pochi anni sull'orlo di una brutta crisi e rischiano di perdere tutto ciò che il Generale, nei decenni precedenti, ha costruito e ben mantenuto.
La bancarotta è dietro l'angolo, ci sono immobili da vendere e, tra questi, è a rischio anche l'amatissima casa di famiglia, Home Place.
Se Rupert non si è mai dimostrato intenzionato a prendere in mano gli affari dell'azienda di legnami, Hugh e Edward non hanno avuto la saggezza necessaria per prevedere ed evitare lo scatafascio, nonostante l'esperienza e gli anni trascorsi a lavorare fianco a fianco.
Entrambi si sono sentiti troppo al sicuro e solidi, il che ha fatto abbassare la guardia portandoli a fare (o non fare) le scelte giuste per salvaguardare il patrimonio famigliare.
Gli anni che passano non recano certamente altra giovinezza, anzi: Hugh comincia a sentire il peso di una stanchezza fisica ed emotiva che lo abbatte, ma fortunatamente al suo fianco c'è la sua (seconda) moglie, la dolce e saggia Jemima, che lo ha reso padre della piccola e frizzante Laura. Jemima è la roccia sicura presso cui Hugh - il più pacato ed equilibrato dei fratelli Cazalet, ma anche quello più sensibile e facile allo scoraggiamento - trova la spinta e le motivazioni giuste per non farsi abbattere dai problemi.
Edward è preoccupato per il tracollo economico che sta per travolgere tutti loro; sa bene come questo porterà frizioni e malumori nel rapporto con la (seconda) moglie, la bella Diana, abituata a vivere nel lusso e a concedersi ogni capriccio e desiderio senza badare a spese.
Come reagirebbe la donna se sapesse che il loro piccolo mondo dorato sta per arrugginirsi e frantumarsi?
Rupert sta vivendo un matrimonio felice con la sua Zoe e i loro figli; qualche preoccupazione la sta dando Juliet, la primogenita, che si dice invaghita di un giovanotto che in famiglia è ritenuto decisamente sbagliato per lei...
Villy - la prima moglie di Edward, abbandonata per la più giovane e conturbante Diana - conduce la sua solita esistenza piatta, infelice e frustrata in compagnia dell’anziana istitutrice di famiglia, Miss Milliment, la cui mente comincia purtroppo a perder colpi; il figlio minore, Roland, è ormai grandicello e pronto per l'università, per cui è di sovente via di casa e ciò è triste per la madre - che soffre molto la solitudine - ma è meglio per lui, perché può cercare di spiccare il volo da una vita famigliare altrimenti apatica e isolata; purtroppo, con Roly, Villy è stata molto egoista in quanto - per far dispetto al marito fedifrago - ha allontanato il figlio dal resto della famiglia, così che Roland non ha avuto modo di costruire legami famigliari saldi, né col padre né con i fratelli, Louise, Teddy e Lydia.
Ritroviamo la bellissima Louise, sempre in cerca della propria strada come modella e attrice e, soprattutto, poco avveduta nelle scelte sentimentali; ormai divorziata e lontana dal figlio Sebastian, si è infilata in una relazione con un uomo sposato e, benché cerchi di convincersi che le sta bene così e che è felice, soffre non poco l'idea che per lei la felicità sembri ancora un miraggio lontano, a differenza di ciò che sta accadendo alle sue cugine.
Il personaggio di Louise mi ha comunicato dal primo momento un che di triste: è una donna determinata, indipendente, carismatica, che sa di piacere agli uomini ma niente..., non riesce a costruire nulla di solido nella sfera sentimentale, come se avesse paura di innamorarsi davvero, di pronunciare un "per sempre" e di legarsi seriamente a un uomo; ahilei, tende a legarsi a uomini che finiscono per lo più per usarla e lusingarla per la sua bellezza.
Incontrerà mai qualcuno che la ami per ciò che è, fuori e dentro?
Polly è moglie (di Gerald, un uomo buono e amabile) e madre, è felice e soddisfatta della propria vita e dei piccoli traguardi raggiunti; in queste pagine, continua ad essere la ragazza pura e gentile che abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare, la figlia che sa dare buoni consigli al padre, la cugina accogliente e serena che ha sempre le parole giuste per incoraggiare.
Clary vive felice con il suo Archie e con i loro bambini... fino al giorno in cui non fa una scoperta che apre una crepa nel suo matrimonio, sino a quel momento perfetto.
Non ha smesso di essere riflessiva, attenta osservatrice, sensibile, amante della scrittura (riuscirà finalmente ad ottenere dei riconoscimenti come scrittrice? Chissà che la vita vera non le venga in aiuto offrendole ispirazione...) e anche profondamente insicura, bisognosa di amore e rassicurazioni, quelle di cui aveva bisogno quando suo padre fu dato per scomparso (e quindi morto, ma per fortuna non era così) e che solo Archie le aveva dato.
Saprà ancora essere per lei il punto di riferimento che è sempre stato?
E mentre i cugini maschi si barcamenano tra tentativi di tracciare la propria strada a livello lavorativo - per diventare finalmente autonomi - e storie d'amore fuggevoli e superficiali, zia Rachel, che ha sempre vissuto per gli altri, non risparmiandosi per genitori, fratelli, cognate e nipoti, deve affrontare la sfida più difficile.
Proprio adesso che la sua storia d'amore con la compagna di sempre, l'ex-violinista ebrea Sid, può essere vissuta senza sensi di colpa e timori, il destino le tira un colpo basso...
I capitoli si susseguono presentandoci di volta in volta il presente di ogni membro Cazalet con i rispettivi nuclei famigliari e nelle relazioni tra essi, mostrandoci le loro evoluzioni, i problemi, le difficoltà, le soluzioni, il modo in cui ciascuno reagisce - con più o meno coraggio, forza morale, determinazione... -, l'aiuto che si offrono reciprocamente nel momento del bisogno.
Perché i Cazalet si vogliono sinceramente tanto bene e ci sono l'uno per l'altro.
Anche quando non si vedono o si sentono spesso, o quando hanno piccoli scontri o vedute opposte, o vanno a vivere distanti o si isolano nel proprio dolore e si persuadono di poter stare soli e di non aver bisogno di nessuno. Ma dentro tutti loro sanno di poter contare sui genitori, su ogni zio, cugino, nipote e ognuno sarà sempre pronto a tendere una mano quando sarà necessario.
Il romanzo si conclude nei giorni che precedono e seguono le festività natalizie e adoro che l'Autrice abbia scelto questo periodo per (farci) dire addio ai suoi e (nostri) Cazalet: si respira per l'ultima volta un'atmosfera di amore, unione, ricordi nostalgici e dolci, risate discrete, lacrime di commozione, rassicurazioni ("non sei solo/a, noi ci siamo"), timide riconciliazioni, calore e vicinanza, e questa commovente e tenera ventata giunge al lettore intrisa di malinconia struggente.
Ho letto le ultime pagine lentamente, come rifiutandomi di lasciarli andare e ho voltato l'ultima pagina felice di aver fatto parte di questa famiglia, grande, elegante, così umanamente variegata ed imperfetta, alla quale ci si affeziona, libro dopo libro.
Consiglio questa saga a chi, come me, ama il genere; io la lascio con lo stesso sentimento malinconico (da orfanella) che mi ha preso quando ho terminato Outlander e Downton Abbey.
Mi piace però l'idea che potrò fare nuovamente e presto un salto presso i Cazalet e controllare come se la cavano secondo Louisa Young, nipote di Elizabeth J. Howard e autrice dei sequel "Le ore d'oro".
«Questa casa...», esordì con coraggio. «Io ricorderò e amerò per sempre questo luogo perché è stato la mia prima casa. (...) La casa (...) è rimasta la stessa da allora. Se chiudo gli occhi vedo ancora i dettagli di ogni singola stanza, del giardino, del frutteto, dei campi, del bosco col suo torrente. Potrei andarmene in giro bendata e dirvi esattamente dove mi trovo. Ed è così per tutti noi, è questo che sto cercando di dire. Questa casa è dentro di noi e non ce ne dimenticheremo mai. Io credo che siamo fortunati ad aver avuto nella vita un luogo che ci è così caro e che ci porteremo sempre nel cuore».
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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz