mercoledì 29 luglio 2015

Recensione: L'ULTIMO BATTITO DEL CUORE di Valentina Cebeni



Ultimo libro terminato:

L'ULTIMO BATTITO DEL CUORE
di Valentina Cebeni

Ed Giunti
336 pp
12 euro
2013
Dopo la tragica perdita di Adam, il suo grande amore, Penelope deve assolutamente trovare una via di fuga per riuscire a sopravvivere. 
Così quando sua sorella Addison la invita a trasferirsi da lei nella magnifica tenuta nel Kent, Penelope accetta. 
In balìa delle onde del destino e fragile come un giunco al primo soffio di vento, Penelope si ritrova in una casa dove l'amore pare sopito da tempo e il rancore si rincorre in ogni stanza. Addison infatti si rivela una donna fredda, tagliente, anaffettiva, l'esatto contrario di suo marito Ryan che, nonostante sia costretto su una sedia a rotelle, non ha perso la speranza e coltiva il suo giardino con amore e dedizione. E saranno proprio i fiori di Ryan ad aiutare Penelope, i delicati fiori d'inverno che spuntano nella serra, un luogo di incontri magici, che ha la facoltà di stemperare il dolore grazie alla sua armonia. 
E di dischiudere a Penelope un nuovo orizzonte. 
Ma quante volte può ricominciare a battere il cuore?




E' possibile tornare a vivere, ad amare, a sorridere... dopo aver subito un dolore grande come la perdita della persona amata?

Penelope Dickinson è una giovane donna sopravvissuta ad un tragico incidente, in seguito al quale il suo amato promesso sposo, Adam, è deceduto.
Dopo la sua morte, Penelope ha "semplicemente" smesso di vivere. Per lei nulla ha più senso, nulla riesce a farla star bene, a scuoterla dall'apatia in cui è caduta; sembra che il suo cuore abbia smesso di battere, di andare alla ricerca di emozioni che la facciano sentire parte del mondo nel quale lei ancora vive.
Ma Penelope, che pure si rende conto dello stato di passività che la pervade, non desidera affatto uscirne, piuttosto si ostina a voler restare chiusa nel proprio dolore, convinta che senza Adam per lei non ci sia più speranza per un futuro degno di essere ricercato e vissuto.



La sorella maggiore Addison non ne è altrettanto convinta e insiste per portarla a casa propria, in una tranquilla zona di campagna, nel Kent, circondata dalla natura.
Pur di non star a sentire le sue prediche, Penelope accetta quello che più che un invito sembra un'imposizione.
Eh sì, perchè Addison non potrebbe essere più diversa e lontana dalla sorellina: quanto più questa è ribelle e anticonvenzionale, tanto più l'altra è rigida e attaccata alle proprie regole; regole con cui manda avanti  la propria casa e la propria famiglia, composta da lei, il marito Ryan e il figlioletto Leonard (nato da un precedente matrimonio).
A dispetto di ciò che si vede dall'esterno, quella di Addison non è una famiglia felice; lei e Ryan non vanno più d'accordo, soprattutto dopo l'incidente che ha costretto l'uomo (che lavorava come medico) a stare su una sedia a rotelle. Lui è diventato una sorta di burattino nelle mani della moglie, così da accumulare solo frustrazioni e negatività, finendo per perdere ogni gioia di vivere e ogni scopo nella vita.
La moglie, dal canto suo, non riesce ad aiutarlo, chiusa com'è nel proprio doloroso ruolo di madre di un figlio problematico che, dopo il divorzio dei suoi genitori, ha deciso di non parlare più. Nella sua premura di proteggerlo, Addison ha finito per tenere sotto controllo la vita del bambino, anche lui ormai manovrato dalla donna e succube di lei.
Il risultato è una famiglia in cui si respira un'aria pesante di tristezza, di sentimenti repressi, di infelicità, di cose non dette ma sigillate nel proprio cuore appesantito e ferito.
Non è proprio il luogo adatto perchè Penelope torni a vivere, insomma, soprattutto perchè da subito gli eterni dissidi tra sorelle (o meglio, sorellastre), tornano a galla più aspri e accentuati che mai. C'è qualcosa del loro comune passato familiare che non è stato risolto e che le allontana, inducendo in particolare Addison a guardare con rancore Penelope, rinfacciandole sofferenze passate e conflitti mai dimenticati.

In questo ambiente soffocante, l'unica persona con la quale la ragazza trova affinità è il cognato Ryan: due solitudini, due vite ferite che si sentono estranee ed estraniate dal mondo, non comprese ma solo rimproverate e disapprovate, due cuori spezzati che si incontrano e provano ad aiutarsi a vicenda.


La loro àncora di salvezza arriva dal giardino di casa, messo davvero male, abbandonato e disordinato come il loro cuore; il progetto di far rinascere il giardino potrebbe essere l'occasione giusta per trovare uno scopo alle proprie giornate, anch'esse spente e bisognose di una nuova primavera, di una rinascita che spazzi via il gelo dell'inverno.
Ad aiutare i due improvvisati giardinieri ci pensa il vivaista del paese, Tristan, tanto dolce e disponibile quanto malinconico e riservato.
Anch'egli sembra avere qualcosa che lo rattrista, lo blocca... ma Penelope gli fa sentire quel brivido che non provava da tempo, e passare ore e giornate con lei diventa l'unico appuntamento in grado di rallegrarlo e dare senso alla sua giornata.

Se solo lei fosse meno sulle sue... 
Tristan sente che qualcosa li lega, ma vede anche che Penelope non si lascia andare, come se avesse paura ad abbandonarsi al sentimento che pure sta nascendo tra loro...
Penelope stessa non può negare che qualcosa di Tristan l'attira in modo irresistibile, qualcosa che non risiede solo nell'anima di lui, ma anche nel suo corpo e nei segni che porta...

I personaggi di questo romanzo sono tutti in qualche modo anime ferite, mutilate, che hanno perso calore e voglia di vivere; ognuno vive nel proprio personale dolore e rischia di restarci prigioniero se non chiede aiuto.

Ryan e Addison hanno bisogno di ritrovare l'amore che li ha legati in passato... O forse è troppo tardi?

Tristan potrà mai prendere il posto di Adam - che pur essendo fisicamente assente, in realtà è un personaggio a tutti gli effetti - nel cuore di Penelope?

Un romanzo delicato, scorrevole, capace di inserirti nel contesto naturale in cui si ritrova Penelope, scritto con molta sensibilità, che dà ampio spazio alle emozioni dei personaggi, alla loro vita interiore, al vissuto, alle fragilità come al desiderio, spesso sepolto dentro sè, di risvegliarsi e ritrovarsi dopo una perdita, di non lasciarsi andare alla deriva, bensì di riafferrare il proprio diritto alla felicità.
Del resto, una volta toccato il fondo e attraversato il buio più nero, non si può che risalire e aspettare di rivedere la luce.
Ma per tornare a battere di nuovo per qualcuno, il cuore di Penelope dovrà prima ritrovare se stesso e la propria  ragione di vita...

Assolutamente consigliato, in particolare a chi ama le storie piene di sentimento, in cui si dà spazio al mondo interiore dei personaggi.

5 commenti:

  1. Non sembra male questo romanzo, non ci avevo mai fatto caso ma me lo appunto! ;)

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  2. I sentimenti ricoprono un ruolo fondamentale nella nostra esistenza e non è sempre facile affrontare ciò che il destino ha in serbo per noi. Il romanzo sembra carino, leggere le tue recensioni è sempre un piacere :)

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  3. si, è un romanzo intenso dal punto di vista emotivo ;)

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  4. Grazie infinite, Angela, per la bella recensione: sono felice di leggere che il mio romanzo ti abbia emozionato!

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    Risposte
    1. grazie a te per le emozioni che mi ha dato col tuo libro! :)

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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