sabato 4 luglio 2015

Dietro le pagine di: "L'altra famiglia" (Sing you home) di Jodi Picoult



Vi dissi qualche giorno fa che ho in lettura (anche) "L'altra famiglia" (Sing you home) di Jodi Picoult.

L'ALTRA FAMIGLIA
di Jodi Picoult

Ed. Corbaccio
trad. L. Corradini Caspani
464 pp
18.60 euro

Trama

Zoe Baxter, musico terapeuta sposata da dieci anni con Max, vorrebbe tanto un figlio, ma non riesce a portare a termine la gravidanza.
Dopo l'ennesimo aborto, il matrimonio si sfascia: Max cerca conforto dal fratello e nella chiesa che quest'ultimo frequenta; Zoe si butta nel lavoro e intreccia una relazione profonda destinata a sbocciare in un amore.
Ma il desiderio di formare una nuova famiglia, di avere dei figli, si infrange nell'incomprensione dell'ex marito e finisce in tribunale.

Bene, desideravo condividere con voi alcune cose che ha dichiarato l'Autrice in un'intervista (QUI) per spiegare come è nata la storia narrata nel romanzo.



Ciò che leggiamo spesso è frutto della fantasia dell'Autore ma altre volte quest'ultimo trae ispirazione da storie/situazioni/persone reali, di cui ha avuto conoscenza diretta o indiretta.

La rubrica "Dietro le pagine" prende nome e idea da una presente nel blog "Itching for books" e cercherà di rispondere (cercherò di darle una cadenza settimanale, sempre in base alle piccole ricerchine che riuscirò a fare) a questa curiosità: Cosa si nasconde dietro le pagine di un libro? Qual è stata la fonte di ispirazione?"


In Sing You Home l'Autrice affronta i diritti dei gay, la scienza riproduttiva e la destra cristiana. 

Cosa l'ha ispirata a scrivere su questi temi?
Jodi dice che l'idea è partita dai diritti dei gay. Ha voluto affrontare la questione delle persone che preferiscono far finta che la presenza di un pensiero di destra - che si oppone in modo forte e deciso  agli omosessuali - non sia un problema, o delle persone che si oppongono ai diritti degli omosessuali, senza pensare a quello che i gay vogliono quando desiderano sposarsi e avere una famiglia.
Stava pensando a questo da un punto di vista teorico, quando nel bel mezzo della scrittura [del libro], il figlio maggiore ha fatto coming out.
Ovviamente questa situazione ha assunto un significato molto personale per lei, che si era accorta della natura di suo figlio sin da quando questi era piccolo. 
Kyle ora è al college e quando deciderà che vorrà sposarsi e mettere su famiglia, sua madre vorrebbe che il mondo fosse un po' più dolce e un po' più gentile con lui.

Per poter scrivere questo libro, l'Autrice si è incontrata con diverse coppie lesbiche che erano più che disposte e felici di condividere la loro vita e le loro lotte con lei, sottoponendosi a domande del tipo: "Com'è la vostra vita sessuale?", e di certo con è una cosa che di solito chiede ai suoi soggetti di ricerca.
Ma la gente vuole sapere e questo è ciò che aveva bisogno di sentire, al fine di giungere alla storia nel modo giusto. 

Una delle cose che ha imparato, dalle donne con cui ha parlato, è stato che circa la metà di loro era come il personaggio di  Vanessa, che sin da quando era molto giovane ha capito di essere attratta dalle donne e ha avuto prevalentemente relazioni omosessuali, e poi l'altra metà era come Zoe. 
Le donne come Zoe erano state impegnate in relazioni sentimentali con un uomo, ma poi c'era qualcosa nel loro passato per cui erano state attratte anche da una donna o si erano innamorate di una donna dopo essere state con un uomo. Ha voluto rappresentare anche quella categoria.

Jodi si è interessata anche di capire il punto di vista dei cristiani "di destra", che partendo dalla Bibbia spiegano per quale ragione non è accettabile la pratica dell'omosessualità agli occhi di Dio.

Scrivendo un romanzo così intenso e forte Jodi Picoult ha voluto raccontare storie con un personaggio lesbico la cui omosessualità non è necessariamente la cosa più interessante della sua vita.
Pensa anche sia importante il fatto che lei non è lesbica perchè così forse la sua voce si sente di più, proprio perché non è dentro la comunità gay.

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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