lunedì 19 ottobre 2020

Recensione: ALLA SCOPERTA DELL'ACQUA CALDA di Roberto Riva



Il mondo in cui veniamo introdotti, tra le pagine di questo romanzo, è bizzarro e surreale, con personaggi dai nomi importanti ma decisamente buffi, che stanno cercando di ribellarsi alle dure condizioni in cui sono costretti a vivere da una comunità scientifica che giudica reato ogni presunta ricerca o esperimento inutile o dannoso per la società.



ALLA SCOPERTA DELL'ACQUA CALDA 
di Roberto Riva



161 pp

Il protagonista (e voce narrante) è un uomo di cui non sapremo mai il vero nome, ma solo quello che gli altri decideranno di affibbiargli: Fleming.

Fleming si sveglia di soprassalto sulla riva di un'isola (del Pacifico) e viene immediatamente arrestato; non ricorda come è finito lì e non ha il tempo di farsi troppe domande perché viene subito travolto dagli eventi che lo vedono prigioniero, con una condanna da scontare in questo posto sconosciuto, costretto per punizione a pelare tonnellate di patate...

Ma come mai? Quale crimine ha commesso per aver meritato questa condanna ventennale ai lavori forzati, che lo priva della libertà personale?

I militari che lo accompagnano nella sua cella gli rendono noto il motivo dell'incarcerazione: ha condotto nel corso della sua carriera accademica una ricerca inutile e deleteria per la comunità scientifica e per l’umanità stessa nell’ambito della micologia.

Non ci vien detto che tipo di ricerca fosse né come mai sia stata giudicata così sciocca, ma non preoccupatevi, lo scrittore non ci lascia col punto interrogativo e, a tempo debito,  avremo la risposta.

Ad ogni modo, Fleming fa amicizia con gli altri scienziati, che sono arrabbiati per l'ingiusta condanna ricevuta: essi, ovviamente, ritengono di aver condotto studi degni di rispetto, ma si guardano bene dal condividere gli uni con gli altri quali fossero queste ricerche incriminate (anche in questo caso, il lettore saprà tutto, ma dovrà arrivare alla fine della storia).

Intanto, però, cercano di organizzarsi di nascosto per mettere in atto un piano rocambolesco per salvare la comunità scientifica dell’isola; a capeggiare e incoraggiare la rivolta c'è un certo Aristotele, una sorta di guru per i prigionieri, che ascoltano con attenzione e in religioso silenzio ogni discorso che egli fa per incitare gli scienziati alla rivolta.

Anche il nostro confuso e perplesso Fleming viene coinvolto in questo piano di ribellione alla comunità scientifica ufficiale e stringe amicizia con con personaggi davvero bislacchi, alcuni taciturni oltre ogni limite di pazienza, altri troppo chiacchieroni, altri ancora burberi; tra questi c'è in particolare un certo Einstein, il quale si sta attivando per realizzare l'insurrezione insieme a Pascal, Copernico e Kelvin, Galilei...

Il romanzo, ambientato in un ipotetico futuro, si sviluppa attraverso molti dialoghi, vivaci e divertenti botte e risposte tra i personaggi, che comprendiamo avere personalità davvero strane, contraddittorie, inverosimili, che suscitano per questo il sorriso in chi legge; la lettura procede in modo scorrevole, resa piacevole e dalla presenza di queste macchiette pittoresche e strambe, e dalle avventure spericolate e confusionarie che le vedono coinvolte.
In questa masnada di matti spicca il protagonista, pieno di domande (che fanno innervosire Einstein), dubbi, dapprima smarrito e timido e poi sostenitore convinto del piano rivoluzionario: dopotutto, perchè mai dovrebbe accettare passivamente questa assurda condanna solo perchè stava conducendo una ricerca?

E così Fleming intraprende questo incredibile viaggio distopico in una società che non riconosce come propria e come "normale", un viaggio irripetibile che alla fine potrebbe costituire per lui un'opportunità per cercare la propria identità: la vera prigione è quella sull'isola o quella dentro se stesso?

Questo romanzo è l'originale e piacevolissima metafora di un’avventura particolare e fantastica che, con una intelligente vena umoristica e personaggi improbabili, vuole farci riflettere su quanto sia di fondamentale importanza - tanto più in tempi come i nostri, in cui le notizie più disparate, e su qualsiasi argomento, viaggiano alla velocità della luce - di usare senso critico e saggezza nel considerare tutto ciò che si definisce "scienza", stimolando le persone a capire la differenza tra ricerca utile e notizie infondate e pericolose.

Un libro davvero particolare, avventuroso e arguto, con un ritmo sufficientemente vivace, personaggi curiosi e vicende strampalate che, lungi dall'essere fine a se stesse o messe lì giusto per far sorridere il lettore, fanno riflettere in modo simpatico su un aspetto senza dubbio molto attuale.

5 commenti:

  1. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  2. Molto interessante, da un lato impossibile non tifare per lo scienziato contro una forma di dittatura militare, ma dall'altro ci fidiamo di lui ciecamente dato che non conosciamo la natura della sua ricerca. Davvero un libro intrigante.

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  3. Ciao! Mi sembra un romanzo davvero ironico ed interessante sul tema della scienza e della ricerca :-) Deve essere stato divertente leggere di questi luminari che battibeccano!

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    1. Si, infatti, una lettura simpatica e particolare :)

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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