mercoledì 13 dicembre 2023

# RECENSIONE # L'IMPOSTORE di Martin Griffin



Mentre fuori dal Mackinnon Hotel infuria una tempesta di neve che rende impossibile comunicare con l'esterno, la giovane Remie riceve, in due diversi momenti, l'inaspettata visita di due uomini che dichiarano di essere poliziotti e l'uno accusa l'altro di essere un pericoloso criminale evaso.
Chi di essi mente? 
Remie desidera solo andarsene da lì per recarsi a Santiago del Cile e rispettare una promessa fatta al fratello morto un anno fa. 
Non sarà così semplice realizzare questo sogno.

L'IMPOSTORE 
di Martin Griffin


Ed. Giunti
trad. A.Tissoni
288 pp

Remie Yorke deve avere la pazienza di superare il suo ultimo turno al Mackinnon Hotel prima della chiusura invernale.
Il giorno dopo potrà finalmente lasciare la gelida Scozia e godersi il tepore di Santiago del Cile; c'è soltanto da sperare che Ezra, la tempesta di neve, non blocchi ogni collegamento col mondo esterno.
La donna è l'unico membro del personale presente in albergo e, insieme a lei, vi sono due ospiti: Jai Parik e Alex Corben.

Quella che dovrebbe essere una notte come le altre, però, sta per trasformarsi in una notte movimentata e non priva di insidie.

Infatti, mentre le temperature precipitano e le linee telefoniche si interrompono, un uomo ferito chiede rifugio. 
Dice di essere l'agente Don Gaines, rimasto coinvolto in un terribile incidente in cui, insieme ad altri colleghi, stava trasportando un detenuto. 
Purtroppo, nella confusione dell'incidente, il criminale è riuscito a scappare, molto probabilmente rubando un'arma; si chiama Alex  Foley ed è un individuo assolutamente pericoloso.

Gaines avverte Remie che bisogna isolare l'hotel, controllare ogni via di uscita e mettere in sicurezza i due ospiti dell'albergo; di questi, solo Jai è rintracciabile mentre la donna, Corben, pare sparita nel nulla. 
Remie è confusa e non capisce esattamente cosa stia succedendo, ma non le resta che mettersi a disposizione del poliziotto, che subito si mobilita per perlustrare l'hotel, controllare se Foley sia già lì e si stia nascondendo in attesa di agire, dare un'occhiata alle uscite, alla presenza di armi e cercare di mettersi in collegamento con l'esterno per chiedere aiuto.

Il problema è che poco dopo arriva un secondo sconosciuto: anche lui è ferito e anche lui dichiara di essere Don Gaines!
L'uomo ha la stessa uniforme, lo stesso nome, lo stesso tesserino: uno dei due mente, per forza... Ma chi?
Remie comincia ad essere preoccupata per sé e per l'ospite che è lì con lei, Jai, ed insieme cercano di analizzare la situazione, di passare al setaccio tutti i dettagli e le possibili contraddizioni nelle narrazioni dei due sconosciuti, per capire chi di loro sia il possibile impostore.

Non ci sono vie di fuga, attorno all'albergo la neve è alta e ci sono rischi concreti di valanghe; inutile dire che i telefoni continuano ad essere inattivi e la radio va a singhiozzi.
Remie e Jai sono praticamente soli al cospetto di un poliziotto e di un delinquente ma non sanno chi sia l'uno e chi l'altro: di chi possono fidarsi?

Ma non è tutto: a rendere Remie ansiosa e al limite del terrore c'è un dubbio atroce che ha a che fare con suo fratello Cameron.

Cameron è il fratello minore che solo un anno prima è morto durante una rissa nel carcere di Porterfell,  in cui stava scontando la pena; Cameron è sempre stato un ragazzo problematico sin dai primi anni dell'adolescenza, si è sbandato frequentando brutta gente, e per fare soldi facili si è infilato nel giro dello spaccio della droga.
Sua sorella non l'ha mai abbandonato; lì dove i loro genitori si erano, negli anni, rassegnati davanti a questo figlio screanzato e delinquentello, Remi non ha mai mollato, ma ha sempre provato ad aiutarlo quand'era nei guai e a incoraggiarlo, contemporaneamente, a trovarsi un lavoro vero, a studiare, a mettere da parte i soldi per costruirsi un futuro lontano dalla criminalità.
Presa com'era dal salvare Cameron, Remie ha orientato anche i propri studi accademici verso un ambito professionale affine: 

" Mi specializzai in psicologia dell'errore nel processo decisionale: la mano invisibile di Cameron pilotava le mie scelte anche allora. Insegnai per tre anni, i più felici e appaganti della mia vita, ma quando lo trasferirono a Porterfell, rinunciai all'incarico accademico e lo seguii. Credo di farlo per proteggerlo. Non avevo immaginato che avrei finito per dover proteggere me stessa."

Proteggere se stessa.
Da chi? Perché?

Dopo la morte (tutt'altro che accidentale) del giovane Cameron - il quale, nel loro ultimo incontro, le aveva dato indicazioni precise su cosa fare e dove andare se gli fosse successo qualcosa -, Remie è stata per mesi sempre sull'attenti, convinta che il responsabile del tragico destino del fratello potesse prima o poi presentarsi da lei.

E se l'evaso da Porterfell, che si aggira nell'hotel, avesse a che fare con Cameron e cercasse lei?

Remie è una ragazza intelligente, sveglia, intuitiva, scaltra e, soprattutto, è determinata ad esaudire il desiderio del suo amato e scapestrato fratellino: andare a Santiago del Cile e fare una cosa per lui.
Niente e nessuno potrà distoglierla da questo obiettivo ed è pronta a sfoderare tutte le sue risorse fisiche ed emotive per non soccombere al pericolo di un criminale bugiardo e manipolatore in giro dentro e fuori l'albergo.

"L'impostore" è un thriller che si caratterizza principalmente per l'ambientazione "chiusa", quasi claustrofobica: i (pochi) personaggi si muovono all'interno e nelle immediate vicinanze di questo grande hotel nelle Highlands scozzesi e tale luogo in pochi minuti passa dall'essere un posto caldo e sicuro a una grande trappola per topi. È, infatti, al suo interno che si annidano le insidie e le minacce, che hanno il nome di Alex Foley, l'impostore che si è finto poliziotto per entrare e guadagnarsi la fiducia di Remie.
Non c'è modo di scappare perché, a causa delle forti nevicate e del pericolo valanghe, ogni possibilità di prendere un'auto o altri mezzi viene meno; i mezzi di comunicazione non funzionano per cui chiedere aiuto è fuori discussione. 
L'unica soluzione è rischiare di addentrarsi fuori dall'edificio, nel buio gelido e nevoso, e provare a cercare aiuto.

Fortunatamente Remie non è totalmente sola a sbrogliarsela con i due presunti agenti: c'è Jai, che sembra intenzionato a collaborare per stanare chi, tra i due sconosciuti, sia il "buono" e chi il "cattivo".
Eppure..., anche Jai ha qualcosa di strano e Remie ha l'impressione che le stia nascondendo qualcosa.

La protagonista è in un dedalo di menzogne e cattive intenzioni, non sa di chi possa realmente fidarsi e capisce di dover procedere cauta e con tutti i sensi in allerta.

Nel complesso, il romanzo è promosso per queste ragioni: l'ambientazione di montagna, isolata dalla neve, che non permette ai personaggi di fuggire; la scrittura minuziosa e precisa, che rende ogni scena e ogni situazione descritte molto vivide, tanto da far sentire il lettore totalmente immerso nel contesto. Per farvi un esempio: quando Remie si ritrova a camminare faticosamente nella neve alta, ho avvertito tutta la difficoltà dell'impresa, il freddo che intorpidisce gli arti, il senso di oppressione nel trovarsi circondata dalla neve e nel sentire il rumore minaccioso che precede una valanga o uno smottamento. In questo, l'autore è stato davvero efficace e bravo.
Mi sono piaciuti molto i riferimenti alla psicologia e a certi meccanismi della mente che attiviamo inconsciamente in determinate situazioni (di stress, pericolo); ho provato simpatia per la protagonista, che ha tirato fuori coraggio e un grande spirito di sopravvivenza nonostante provasse spesso paura e angoscia; apprezzati i colpi di scena che creano aspettative circa gli sviluppi della trama.

Unico neo: il ritmo è molto statico per buona parte del libro, quasi per tutta la prima metà; le acque cominciano ad animarsi successivamente, per cui la seconda parte è quella che mi è piaciuta maggiormente, però ripeto, complessivamente è un buon thriller, con una storia lineare, ben costruita, che si lascia seguire con interesse.

2 commenti:

  1. Ciao Angela, che libro interessante! Quando stavo leggendo la trama ho avuto l'impressione di conoscerla, probabilmente ho visto un film con lo stesso intreccio narrativo.
    Lo aggiungo nella lista dei romanzi da leggere.
    Come sempre bella recensione.
    Un saluto 😘

    RispondiElimina
    Risposte
    1. È un esordio letterario da non snobbare (⁠✿⁠^⁠‿⁠^⁠)
      Ciao Fra!

      Elimina

Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...