Donne misteriosamente scomparse, mani femminili ben curate fatte ritrovare alla polizia come sinistri souvenir e una nuova coppia di investigatori pronti a dare la caccia a un criminale scaltro e con una folle missione da portare avanti.
IL NIDO DEL CORVOdi Piergiorgio Pulixi
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| Feltrinelli 352 pp |
Fino al giorno in cui il suo cellulare si riaccende e sul luogo del rilevamento gli ispettori Daniel (Crobu) Corvo e Viola Zardi trovano un macabro reperto: una mano femminile, tranciata di netto, con precisione chirurgica e in uno stato di perfetta conservazione. Una caratteristica che non passa inosservata è che la mano esteticamente bella, con una manicure ben fatta.
Comincia così un vero e proprio duello perverso con un criminale che si sente una sorta di "Artista della morte": un serial killer esteta, insomma, che non soltanto uccide ma osserva, studia, contempla, collezionando gli arti delle vittime come fossero opere d'arte.
I due colleghi, Corvo e Zardi, si mettono sulle tracce di questo killer scaltro e preciso, ciascuno sfoderando le proprie capacità, intuizioni, non esitando a lavorare giorno e notte per cercare di trovare Angela e le successive donne che, come lei, spariscono e delle quali vengono ritrovate sempre le mani...
Il serial killer, però, non si limita a fare il proprio sporco lavoro, ma "gioca" con i due ispettori, facendo capire che lui li osserva, sa dove sono e cosa fanno, è così vicino a loro da potersi permettere di far sentire ciascuno seriamente minacciato nella sfera privata.
Se Daniel è preoccupatissimo all'idea che l'assassino che stanno cercando possa creare problemi alla moglie e alle figlie, Viola si vede violata in quella dimensione intima che ella cerca, in tutti i modi, di tenere nascosta agli occhi di chiunque.
Viola è una donna dal carattere molto forte, uno "spirito in tempesta" con il fascino dell’azzardo e del caos nel gioco come nella vita, che vive una relazione sentimentale con un uomo più giovane e tale situazione a la vive con molto disagio e insicurezza, tant'è che non ha il coraggio di ufficializzare questo legame, che anzi è consumato nel segreto; ella è convinta che da un giorno all'altro lui possa lasciarla e rivolgersi a donne più giovani e meno complicate e impegnative di lei, per cui tanto vale non investire molto, tanto meno emotivamente.
La consapevolezza che l'Artista sia fin troppo presente nel quotidiano suo e del colega, che sappia dove sono e con chi sono, la spaventa e la obbligherà a prendere una decisione su come vuol gestire la relazione con il partner.
La narrazione si sviluppa seguendo diverse prospettive: quella della coppia investigativa - portandoci, quindi, nelle vite private di Corvo e Zardi e affiancandoci a loro nelle indagini -, quella delle vittime scelte dall'Artista e ovviamente ci avvicina al killer stesso, acquattato nell'ombra per organizzare e realizzare i suoi piani criminali.
Attirandoli nella natura, tra zone paludose e campagne desolate, l'Artista - al pari di un malvagio un regista e sceneggiatore - compone di volta in volta la scena dei ritrovamenti, così che ogni mano ritrovata sia la tappa di un incubo meticolosamente orchestrato.
Chi si nasconde dietro queste sparizioni e queste mutilazioni? Perché il killer è così ossessionato dalla perfezione estetica, dalla bellezza che risiede in un paio di mani rifinite delle donne che rapisce e porta nel suo laboratorio degli orrori?
Cosa dice dell'Artista la precisione con cui tronca gli arti?
Daniel e Viola sono determinati a stanarlo, a non farsi spaventare dalle insidiose minacce di questo criminale che sembra avere occhi ovunque, e indagando nelle esistenze private delle donne scomparse, cominciano a tracciare una pista che li porta vero persone coinvolte in eventi drammatici accaduti tempo prima.
Scopriranno una storia di bullismo, morte, lutti, vendetta, violenza, ossessioni, in cui il faccia a faccia con il male può addirittura arrivare a generare... pietà; non giustificazione dei crimini, questo mai, ma una comprensione di ciò che li ha provocati, in termini di cause-conseguenze.
Mi piace sempre tanto la Sardegna come ambientazione nei thriller/noir di Pulixi; qui le descrizioni dei paesaggi solitamente ricchi di fascino, suggestione, vita - tanto belli nella stagione estiva, pronta ad accogliere i turisti, quanto cupi e quasi spettrali nella stagione autunnale e invernale, con il buio e la pioggia a rendere i luoghi adatti per nascondere assassini che si muovono con il favore delle tenebre - si fanno un tutt'uno con le tristi e inquietanti vicende narrate, creando un'atmosfera "nera", tesa, piena di suspense.
Ho apprezzato i protagonisti, così agli antipodi per personalità e stile di vita.
Daniel al lavoro è ordinato e metodico, serio e sobrio nel vestire come nei modi di fare; in famiglia, è un padre e marito amorevole, che cerca di essere presente, compatibilmente con il proprio lavoro; è anche sinceramente religioso.
Egli è un uomo semplice, legato alla terra, alla campagna, infatti proviene da un ambiente ricco di campi da coltivare e stalle in cui vengono allevati cavalli e, nel tempo libero, si dà da fare nei lavori agricoli e con questi bellissimi animali.
È legato, quindi, moltissimo anche alla famiglia d'origine ed in particolare lo vediamo interagire con l'anziano padre Michelangelo.
Corvo mi ha conquistata in quanto esce fuori dallo stereotipo - molto utilizzato nel genere - dell'ispettore cupo, pieno di problemi, con una sfilza di demoni che sbucano dal passato per avvelenare il presente; egli non è ombroso ma gentile ed empatico, una persona "normale" e molto umana, e mi hanno intenerita e colpita le "parentesi" sulla sua vita privata, in special modo quale figlio che ama il genitore, del quale vede le fragilità e vorrebbe potersene far carico, provando non pochi sensi di colpa.
Ho apprezzato anche Viola Zardi, che ha questa scorza dura con cui si sforza di celare le numerose fragilità di donna tormentata, incerta di meritare l'amore che riceve.
Il racconto dei momenti crime mi ha molto coinvolta, in quanto l'autore sa come creare la giusta ansia davanti alle macchinazioni dell'Artista, così bravo ed attento nell'appostarsi, seguire e agire nel buio.
Ma anche a un precisino come lui può succedere di commettere un errore - frutto di un imprevisto non considerato da una personalità evidentemente troppo presuntuosa e sicura di sé - ed è lì che poi la nostra coppia di investigatori deve soffermarsi.
Come sempre, Pulixi si conferma uno scrittore che non sa soltanto "costruire" una storia crime interessante, credibile, appassionante, ma che va oltre, indagando a fondo negli abissi e negli angoli nascosti della personalità dei suoi personaggi, toccando tematiche che afferiscono al complesso universo costituito dalla coscienza e dalla la mente dell'uomo. Anche in quest'opera, il ritmo è incalzante e la narrazione scorre agilmente grazie ai capitoli brevi.
Nel romanzo sono presenti dei riferimenti a un altro libro dell'autore, La donna nel pozzo, e anche questo aspetto mi è piaciuto molto.
Consiglio non solo questo thriller, ma proprio Pulixi in generale 😀





Ciao Angela, Pulixi è proprio uno di quegli autori che prima o poi vorrei conoscere attraverso la lettura di uno dei suoi romanzi, lo vedo sempre tra le classifiche di libri più venduti e i pareri sempre molto positivi sulle sue opere non fanno che aumentare la mia curiosità ;-)
RispondiEliminasono un'appassionata di questo scrittore; ho ancora dei suoi romanzi da recuperare e lo farò sicuramente perché mi piace molto.
Eliminabuona giornata ariel ;)