martedì 30 dicembre 2025

LA FAMIGLIA GRANDE di Camille Kouchner [ recensione ]



Il racconto doloroso ma altresì liberatorio di un logorante segreto di famiglia, taciuto per anni per paura, vergogna, senso di colpa, diventa non solo un modo per togliersi un peso dalla coscienza e cercare giustizia, ma anche un atto di denuncia di una società e di un’epoca che hanno permesso che determinati comportamenti riprovevoli nei confronti dei minori fossero ritenuti leciti.


LA FAMIGLIA GRANDE
di Camille Kouchner


La Nave di Teseo
trad. S. Arecco
192 pp
L'esordio in letteratura dell'avvocata francese Camille Kouchner è un memoir di forte impatto, potente nei contenuti e nelle conseguenze che ha avuto, in seguito alla sua pubblicazione.

In queste pagine, la donna racconta la propria infanzia, i rapporti con i membri della propria "famiglia grande", che comprendeva non solo la madre Évelyne Pisier (nota femminista, politologa,  una delle prime donne docenti di Scienze sociali e Diritto pubblico), i fratelli (tra cui il gemello, qui chiamato Victòr), il patrigno Olivier Duhamel, politologo di fama mondiale, membro dell’élite accademica e politica progressista, ma pure tutta l'ampia ed eterogenea cerchia di amicizie dei due adulti, fieri appartenenti a una generazione di intellettuali rivoluzionari che poi si sono imborghesiti. 

In questa famiglia allargata ed atipica si consumano gioie e sofferenze, vacanze al mare, conversazioni (pseudo)intellettuali e... indicibili segreti.

Camille e Victor crescono in un ambiente che definire libero è un eufemismo e la loro infanzia (descritta con leggerezza nella prima metà del libro) ci sembra apparentemente incantata, spensierata, quasi invidiabile.

Se non fosse che dietro quei luccichii c'è del marcio, che tutti sanno, nessuno ferma e tanto meno denuncia.

Nell'infanzia di Camille ci sono vari eventi già di per sè molto forti per una ragazzina: suo padre Bernard* è praticamente assente e lascia i tre figli nelle mani dell'ex-moglie; i nonni materni, a distanza di non molti anni di distanza, si suicidano e questi fatti drammatici turbano Camille e mettono alla prova l'equilibrio emotivo della madre, Évelyne, che comincia a bere...

Eppure, non sono questi - seppur già angosciosi - eventi a costituire il cuore del libro-confessione: ad esserlo sono gli abusi sessuali che per diverso tempo, durante i primi anni dell'adolescenza, subì Victòr ad opera dell'illustre e stimato patrigno Olivier Duhamel.

La seconda parte del libro si concentra su come Camille sia arrivata a maturare l'urgenza di far venir fuori questo segreto di famiglia, non per rovinare Olivier (che lei amava come un padre, e proprio questo sentimento ha reso Olivier ancora più colpevole, perché i suoi abusi verso il gemello sono stati un tradimento anche verso di lei, che lo vedeva come un punto di riferimento) ma per dare giustizia a Victòr.

Leggiamo (nel mio caso "ascoltiamo") di come ella abbia ricordato di quelle notti in cui Olivier si intrufolava nella sua stanza (senza però mai violarla) e in quella del gemello, facendo a lui e con lui cose che nessun padre o patrigno dovrebbe fare con il figlio/figliastro.

Negli anni, il peso di questo segreto ha incominciato a logorarla, a scavare dentro i suoi sensi di colpa, a reclamare che lei facesse ciò che non ha avuto il coraggio di fare "a quel tempo" perché si sentiva vulnerabile, ancora una ragazzina incapace di alzare la voce contro un adulto: denunciare, difendere suo fratello, porsi dalla sua parte e dirgli: "Non sei tu ad aver commesso un'azione terribile, ma il nostro patrigno: lui ha commesso un incesto e tu ne sei la vittima".

Non sarà facile convincere il fratello a denunciare ora, dopo anni di silenzio, ma pian piano anch'egli (supportato dalla moglie) deciderà di parlare, di mostrare a tutti che dietro l'immagine pubblica dorata ed elogiata di Duhamel si nasconde un orco.

Emerge, quindi, come attorno a sé l'uomo avesse una rete di amicizie che sicuramente aveva idea di ciò che avveniva nelle mura di casa ma che taceva, girava la testa dall'altra parte.
Questa famiglia grande che allietava le giornate, le vacanze, le estati di Évelyne e Oliver a Sanary-sur-Mer (località turistica sulla Costa Azzurra) non faceva che trastullarsi bevendo, fumando, insegnando ai figli a giocare a poker e a sfilare nudi intorno alla piscina. 

E tutto in nome di una presunta libertà in cui nulla doveva essere proibito, in cui la madre incoraggiava la sua Camille dodicenne a fare le sue prima esperienze sessuali e la ragazzina si sentiva divisa tra l'eccitazione di essere trattata come una grande e il terrore di avere tra le proprie mani una totale libertà...

Sebbene tardiva, la confessione avrà un effetto dirompente e scatenerà inevitabilmente delle conseguenze tanto private quanto pubbliche, ma una su tutte la ferirà, la farà star male  e peserà come un macigno sul suo cuore per sempre: la reazione di sua madre.

Vi invito a leggere questo libro perché io l'ho trovato davvero forte, coraggioso, vero; mi ha suscitato  emozioni discordanti (rabbia, indignazione, commozione...) ascoltare ciò che l'autrice ha vissuto, ciò che ha provato per la propria adolescenza sporcata dall'incesto del patrigno sul fratello e dalle manipolazioni psicologiche su di lei sempre da parte di quell'uomo che avrebbe dovuto farle da padre e che invece le ha chiesto di tacere sulle nefandezze da lui commesse.

Vent'anni di silenzio sono tanti e durante questo lungo periodo il senso di colpa, come un'idra, non ha mai smesso di rigenerarsi e farsi sentire per indurla a  star male e per chiederle di rompere il muro di omertà e liberare sé stessa e Victòr.

"Il senso di colpa è come un serpente. Prestiamo attenzione a quel che produce in rapporto a determinati stimoli ma non sempre sappiamo quando produrrà in noi la paralisi, percorre la sua strada, traccia i suoi percorsi; il senso di colpa si è mischiato in me come un veleno e ben presto ha invaso l'intero spazio del mio cervello e del mio cuore. (...) Il mio senso di colpa è il mio gemello. È come avere un altro gemello."

Assolutamente consigliato.



* il padre naturale di Camille Kouchner è stato un noto politico e medico francese, oltre che uno dei fondatori dell'organizzazione Medici senza frontiere.

domenica 28 dicembre 2025

L'EREDITÀ DELLA VILLA DELLE STOFFE di Anne Jacobs [ RECENSIONE ]

 

Giunti al terzo capitolo della saga famigliare La villa delle stoffe, ritroviamo i Melzer, la loro servitù e tutte le movimentate vicende che rendono l'esistenza di ciascuno sempre piene di sorprese e decisioni da prendere, in una società post-bellica che sta cercando di rialzarsi dalle macerie lasciate da un conflitto sanguinoso.



L'EREDITÀ DELLA VILLA DELLE STOFFE
di Anne Jacobs



Giunti
trad. L. Ferrantini
544 pp
La villa delle stoffe #3
È il 1923 e l'incubo della Grande Guerra, con le sue devastazioni, i suoi innumerevoli feriti e morti, la povertà e le privazioni di ogni genere, è ormai alle spalle e tutti possono guardare al futuro con un crescente ottimismo.

Ad Augusta, in casa Melzer, le cose non procedono male, anzi: Paul è tornato dal fronte sano e salvo e tutto intero ed è pronto a riprendere le redini della grande fabbrica di tessuti, diretta in sua assenza dalla moglie Marie, abile artista e sarta. 

Dopo tanti mesi di separazione, il loro amore è più forte che mai, i due sono tanto uniti e felici assieme ai loro vivacissimi gemelli (Leo e Dodo), anche se Marie non può fare a meno di notare quanto Paul sia all'antica in certi modi di pensare: ad esempio, guarda con sospetto i nuovi modelli disegnati da Marie - quei tailleur così moderni, stretti e sfrontati -, come anche la moda dei capelli corti, che ha già contagiato sua sorella Kitty. 

Per Paul queste mode sono troppo sfacciate e gli rimandano l'idea di una donna eccessivamente indipendente, libera da vincoli e obblighi, quando lui invece vorrebbe che l'adorata moglie continuasse ad essere tutta dedita a lui, ai figli e al portare avanti al Villa delle Stoffe, piuttosto che mettersi in testa strane idee...

Ma nelle vene di Marie scorre il sangue di sua madre, la geniale e anticonvenzionale artista Louise Hofgartner, e quell'anima forte e intraprendente le mostra quanto possa essere opprimente un'esistenza privata del piacere che dà il seguire le proprie attitudini e inclinazioni.

Il ritorno alla ristretta vita familiare comincia quindi a opprimere Marie, tanto più che non è neppure libera di prendere davvero e autonomamente delle decisioni fondamentali, comprese quelle che concernono l'educazione dei propri figli.
Per dirne una: una vecchia amica di Lisa (sorella di Paul e Kitty, attualmente in Pomerania assieme al marito Klaus) è stata assunta quale bambinaia di Dodo e Leo ma i bambini la detestano perché la donna è arcigna e tirannica, eccessivamente severa e non tiene conto dei sentimenti e delle esigenze dei gemelli.
Marie vorrebbe che Paul la mandasse via ma, siccome la mamma e suocera, Alicia Melzer, non vuole, l'opinione della giovane signora non viene assolutamente presa in considerazione.

Possibile che Paul tenga più al parere materno che a quello della consorte?

Per dimostrare a quest'ultima di essere dalla sua parte, decide di aiutarla a realizzare un sogno: aprire un atelier di moda tutto suo. 

Marie è brava e professionale in ciò che fa e ben presto i suoi modelli riscuoto uno straordinario successo: le signore non parlano che di lei, tutta la buona società si contende i suoi capi. 

Quando gli impegni cominciano a tenerla lontana da casa e dai bambini, Paul ne è irritato: ok il lavoro e  la passione per ciò che le piace fare... ma Marie resta prima di tutto una moglie e una madre ,e il primo luogo in cui deve passare più tempo è la villa non l'atelier, che evidentemente per Paul dovrebbe essere più un passatempo che un vero e proprio lavoro.

Sente che sua moglie sta prendendo la strada dell'indipendenza già calcata dalla sorella Kitty, che ormai vedova e con una figlioletta da accudire (Henny), non fa che trascorrere le giornate facendo esattamente tutto ciò che la rende felice, senza darsi troppe regole o freni.

Per evitare che Marie creda di potergli mettere i piedi in testa, l'uomo le dà un ultimatum, dalle conseguenze inaspettate e che getteranno tutti - padroni e domestici - nella confusione più totale.

Marie, pur essendo sempre molto innamorata di Paul, si mantiene ferma nelle proprie posizioni: non ha alcuna intenzione di chiudere l'atelier e di rientrare in casa con la coda tra le gambe (con somma soddisfazione della suocera, che ha sempre disapprovato che lei lavorasse), relegando se stessa al semplice ruolo di signora Melzer.
Il suo negozio sta andando così bene, lei ama realizzare abiti, sperimentare con modelli sempre muovi e "alla moda"...: perché dovrebbe rinunciarvi? 

Per non parlare del fatto che la mentalità maschilista di Paul lo induce a sbagliare pure con i figli: Leo ha un grande talento per la musica (il pianoforte è il suo strumento preferito) e nessun interesse per le macchine industriali, le auto e quant'altro di tecnico, ambito che invece appassiona Dodo, indifferente a bambole, pizze e merletti e desiderosa, semmai, di pilotare un aereo, da grande. Paul è totalmente cieco di fronte ai temperamenti e alle attitudini dei figli, ai quali impone i propri modi di pensare e i propri antiquati schemi mentali.

A questo subentrerà un'altra questione, che riguarderà Louise, la defunta madre pittrice, che resta per i Melzer un punto dolente, una "pietra di scandalo" alla quale essi preferirebbero non essere associati.

Ma disprezzare Louise significa disprezzare sua figlia, le cui origini sono necessariamente legate alla madre, della quale non solo Marie non si vergogna ma del cui estro artistico vuol essere testimone orgogliosa.

Nella coppia si apre una crepa non indifferente, con conseguenze sui bambini e sulla gestione della villa delle stoffe.
L'amore che li ha sempre legati vincerà sui litigi, sulle divergenze d'opinione, portandoli a trovare un punto d'incontro?
Entrambi sono innamorati ma altresì orgogliosi: chi farà il primo passo per chiedere scusa all'altro?

Paul si lacera dentro, convinto che "Le ombre cattive bisognava seppellirle nella cantina dell’oblio, chiudere la porta con settantasette lucchetti e non sfiorarla mai più. Solo così si poteva continuare a vivere, costruire un futuro." ma non basta chiudere un problema nel cassetto perché esso scompaia; Paul è un uomo riflessivo (per quanto facile agli scoppi d'ira, esattamente come il padre Johann) e sa che sua moglie merita rispetto e considerazione e che il suo atteggiamento da marito/padre padrone in perfetto stile Melzer non aiuta a risolvere conflitti, anzi...

Intanto, attorno a loro, i domestici guardano, sghignazzano o sospirano, mentre sono presi dalle proprie umili incombenze.

Hanna è sempre accanto a Marie, pronta a servirla anche con mansioni che non la entusiasmano più di tanto. A portarle una rinnovata gioia ci pensa un piacevole ritorno di un ex domestico.
Auguste va e viene dalla villa per racimolare qualcosa da mangiare per sé e per i propri figli, visto che l'attività del marito (buon uomo e gran lavoratore) non sta andando come avevano sperato, cosa che la spinge a rivolgersi ad una vecchia conoscenza della villa da cui farebbe bene a star lontana...

Lisa, dal canto suo, è in Pomerania ma il suo matrimonio è ormai irrecuperabile, tanto che la donna è pronta a buttarsi tra le braccia di un altro uomo che, pur sembrando attratto da lei, non si decide a farsi avanti.

Insomma, alla Villa delle Stoffe c'è sempre un gran movimento, accadono tanti piccoli avvenimenti che creano molta dinamicità e imprevedibilità, ci sono coloro che tramano alle spalle di altri e che non aspettano altro che la loro caduta, ci sono fraintendimenti, vecchi e nuovi rancori, a un certo punto c'è pure una piccola "nota gialla" in quanto un personaggio verrà ucciso e un innocente incolpato...
E poi, proprio nelle ultime battute, si registra un ritorno e si intuisce come nel prossimo romanzo della serie questi potrebbe avere un proprio peso nel creare nuovi sviluppi.

Anche questo volume è stato interessante: le vicende che coinvolgono Paul e Marie mi sono piaciute perché le personalità di entrambi spiccano nel bene e nel male e in loro ci sarà comunque una maturazione, una crescita, che li porterà ad affinare tanto il proprio carattere quanto la loro relazione di coppia.
Mi sono piaciuti anche i capitoli dedicati a Lisa, che è sempre stata la sorella più bistrattata ma che in realtà, rispetto a Kitty, ha modo di evolvere, prendere decisioni importanti per dare una svolta alla propria esistenza, mentre Kitty in questo romanzo, pur proseguendo con la propria vita di donna libera che ride davanti alle convenzioni sociali, non vive grossi cambiamenti; per contro, continua a sostenere con forza la cognata contro la testardaggine di Paul.

Curiosa di proseguire, non posso che consigliare la saga a chi ama immergersi in storie di gente sia ricca che umile, alle prese ognuna con sfide e difficoltà quotidiane, in stile Downton Abbey.


I libri della serie:

4. Ritorno alla villa delle stoffe
5. Tempesta sulla villa delle stoffe
6. Incontro alla villa delle stoffe

martedì 23 dicembre 2025

Recensione: LA CONGIURA DEGLI INNOCENTI di Andrea Barzini



Tra le pagine di questo romanzo ci immergiamo nei burrascosi anni che hanno portato all'unità d'Italia, respirando, assieme ai protagonisti, tutto il fervore di un meridione ricco di tragedie e violenze, ma anche di sprazzi di compassione e solidarietà.



LA CONGIURA DEGLI INNOCENTI
di Andrea Barzini



Ed. Piemme
400 pp
Ottobre 2025
In una notte del 1885, a Donnici, Cosenza, la tenuta dei Carini viene sconvolta da una brutta notizia: Severino Carini, botanico illuminista e difensore dei contadini dai soprusi dei latifondisti, è stato assassinato. 
Poco dopo, l'uomo accusato dell'omicidio viene avvelenato in carcere e questo getta un'ulteriore ombra sulla tragica morte di Severino: chi ha ordinato davvero l'agguato e perché? Forse per  mettere a tacere le idee progressiste del nobile?
Sostene, figlio di Severino e gemello di Alba, decide di vendicare l'assassinio del genitore e questo darà il via ad una serie di eventi imprevisti che coinvolgeranno e travolgeranno tanto lui quanto la sorella.

Siamo in una terra in cui convivono soprusi e credenze arcaiche, in cui tra vessazioni e ribellioni, soffiano i venti della libertà, in opposizione al regime borbonico.

I due gemelli Alba e Sostene sono inseparabili, si vogliono bene e si sostengono, ma le loro vite prenderanno strade diverse e, ognuno a modo suo, turbolente, in cui rischieranno di perdere molto più di ciò che potrebbero "guadagnare".

Alba sarà costretta a sposare Alfonso, un uomo del foggiano, benestante, proprietario terriero, con cui inizialmente faticherà ad instaurare un rapporto intimo; Sostene sarà più vagabondo (arriverà sino a Parigi) e incontrerà il fervore rivoluzionario e repubblicano, passando per  esperienze spericolate, esaltanti ma anche pericolose.

Alba, intanto, cercando di abituarsi alla sua nuova vita di moglie, porterà le proprie idee progressiste in mezzo alle povere donne con cui avrà a che fare, in particolare diventerà guida e rifugio per le più fragili ed emarginate. 

È un romanzo storico avventuroso, con toni non di rado ironici e vivaci che rendono la narrazione davvero molto piacevole (da ascoltare, nel mio caso), popolato da personaggi molto ben caratterizzati e ambientato in una Calabria antica e opprimente (e, in generale, nel Regno delle Due Sicilie, visto che si va dalla Calabria a Napoli, passando per le campagne di Foggia-San Severo*), dominata da rigide gerarchie sociali.

Mi è piaciuta moltissimo la protagonista femminile, Alba Carini, una ragazza dalla forte personalità, indomita, indipendente nell'animo, illuminata e al contempo "spirituale" (possiede capacità di premonizione), colta, intelligente, che riesce a non farsi ingabbiare da nessuno ma che impara a trasformare il proprio dolore in forza e cercando di portare avanti l'eredità morale del padre.

Sono anni ricchi di agitazioni sociali e politiche e i due fratelli (e non solo loro....) si ritrovano a dover decidere cosa essere e dove collocarsi, se sentirsi ancora parte di quella nobiltà che sta per crollare o se abbracciare il sogno di un'Italia nuova e unita.
Un sogno che costerà molto a tanti e, come spesso accade, a pagare il prezzo più alto saranno gli umili, i poveri, gli oppressi, in una parola: gli innocenti.

A me piacciono molto le saghe famigliari e drammatiche collocate in precisi periodi storici, e sicuramente gli anni preunitari mi affascinano molto; questo romanzo mi ha conquistata dal primo momento in quanto Barzini ha uno stile cinematografico, sa ben descrivere scene e personaggi in modo vivido e "visivo", il modo in cui è strutturata la trama è appassionante e l'avvicendarsi dei numerosi eventi accompagnano il lettore, curioso e sempre più immerso nella narrazione, fino all'ultimo, tragico, colpo di scena.

La congiura degli innocenti è davvero un bel romanzo storico che racconta una storia di coraggio, vendetta e rinascita, che conquista il lettore attraverso dei personaggi indimenticabili che ci ricordano come un processo grande come quello che ha portato alla nascita dell'Italia non sia passato soltanto attraverso le grandi gesta dei personaggi famosi - Garibaldi, Cavour, i Borbone... - o gli intrighi dell'aristocrazia, ma anche, per non dire soprattutto, attraverso la sofferenza, il sangue, le lotte e la miseria della povera gente.

* Curiosità personale: sono stata attratta dal libro, inizialmente, proprio perché avevo letto che era ambientato anche nella "mia" zona 😃

mercoledì 17 dicembre 2025

Recensione: ANIME PREDESTINATE. L'unicorno nero di Ilaria Vecchietti [ Review Party ]




Primo volume di una saga fantasy,  Anime predestinate - L'unicorno nero è una storia di amore e odio, magia e incantesimi, bene e male, umani e... vampiri.

La protagonista è la giovane Ileana, una creatura dalle origini antiche che sta cercando di lasciarsi alle spalle le azioni commesse nel passato e di provare a vivere come un normale essere umano nell'affascinante "città dell'amore", Verona.
Nonostante i suoi sforzi per condurre un'esistenza tranquilla, il verificarsi di eventi sanguinosi e inspiegabili, la inducono a credere che sia finito il tempo di fuggire da ciò che è stata e da ciò che effettivamente è ancora, perché ad attenderla c'è una nuova sfida, forse tra le più dure e pericolose che abbia mai affrontato.


Review Party
dal 15 al 17 dicembre



La presente recensione è l'ultima tappa del Review Party dedicato al romanzo di Ilaria Vecchietti.

ANIME PREDESTINATE. L'unicorno nero
di Ilaria Vecchietti



                    Self publishing
                       23,00€ cart.
                      4,99€ ebook
                         627 pp
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"Siamo Anime Predestinate, figlie dello stesso oblio, della stessa maledizione che ci incatena uno all’altra."

Ileana frequenta l'università assieme alla sua migliore amica Laura, ha due amorevoli genitori adottivi (Elisa e Claudio) e un'altra particolare e numerosa famiglia (i Greenhorn), cui appartiene intimamente perché loro sono come lei.

Ileana non è una ragazza come tante: è una vampira, ha alle spalle secoli di esistenza, ha attraversato periodi storici e luoghi di ogni tipo e nella sua memoria sono scolpiti innumerevoli eventi, volti, vicende... tante delle quali sono dolorose e strazianti da ricordare.

Perché Ileana, pur avendo un volto delicato e angelico, è stata una vampira spietata, che per secoli ha terrorizzato la terra e i suoi abitanti compiendo azioni che vorrebbe dimenticare.

Tutto ciò che ha vissuto, visto, sentito e provato l'accompagna giorno dopo giorno da sempre, è un fardello impossibile da eliminare ma lei cerca di trovare una strada per restare lucida attraverso la scrittura di un diario, all'interno del quale riversa tutto quello che sente.


"Quando scrivo sono sola e posso realmente essere me stessa, la vera Ileana e non quella che finge nella realtà. Nella vita di tutti i giorni porto una maschera fatta di trucco e sorrisi falsi, basata su verità nascoste e bugie.
(...) La vera Ileana è un frammento oscuro. Una sopravvissuta. Una maschera logora che si sgretola un po’ di più ogni giorno."

Pur mantenendo le straordinarie caratteristiche soprannaturali tipiche dei vampiri, Ileana si sforza di vivere un'esistenza il più vicina possibile a quella umana.

In compagnia di Laura, una ragazza dolce e allegra che colora le sue giornate con la propria schiettezza e genuinità, è solita frequentare non soltanto l'università ma, di sera, anche un locale notturno gestito e frequentato da creature di ogni tipo... non solo umane!

Quando nella bella Verona cominciano a verificarsi efferati e misteriosi omicidi, l'aria in città si fa pesante, resa tesa dalla paura che in giro ci sia un serial killer (o forse anche più di uno).

La realtà è però più drammatica e i vampiri di Verona intuiscono che la situazione peggiorerà se qualcuno non fermerà coloro che stanno preparando un attacco all'umanità dalle conseguenze apocalittiche.

I Primi sono tornati. E con loro, l’oscurità che da secoli attendeva di essere liberata.

L'obiettivo di queste ataviche e malvagie creature è spezzare il sigillo della cripta segreta, là dove giacciono i Grandi Anziani, dormienti e affamati di vendetta e di potere.

Otto lune è il tempo concesso per fermarli e Ileana sa che non può perdere neppure un minuto perché l'aspetta un'aspra battaglia con le forze del male.

Allo stesso tempo, però, qualcos'altro interviene nella sua vita, dandole sia gioia e sospiri che tanti dubbi e timori.

Questa novità ha un nome, un volto che nuovo non è (anzi, è straordinariamente somigliante a un altro uomo, un vecchio amore..., che si perde nella notte dei tempi), un profumo di menta che la inebria e rischia di farle abbassare le difese: lui è Mirko ed è un ragazzo bello e gentile, con la quale sente un'affinità incredibile, viscerale, antica, come se si conoscessero da sempre.
Come se l'uno fosse da sempre alla ricerca dell'altra, e viceversa.

E anche Mirko prova le stesse misteriose sensazioni, il che è singolare perché egli è un umano!
Chi è davvero questo ragazzo per il quale Ileana prova emozioni che credeva di non poter più riprovare, che la rendono vulnerabile e che la scuotono nel profondo? 

"Siamo Anime Predestinate, quindi ci cercheremo sempre, volenti o nolenti, perché siamo legati da fili d’argento invisibili. Sentiremo sempre la mancanza di una parte di noi. (...)
Forse la nostra storia d’amore è scritta fra le stelle dell’Universo ed è per questo che non possiamo sottrarci, è incisa tra le costellazioni di un cielo senza tempo."

Ma come ogni storia d'amore che si rispetti - tanto più in una location come Verona -, anche questa non può non essere travagliata e ostacolata, soprattutto se in mezzo ci sono creature leggendarie e inquietanti, come vampiri, streghe, licantropi, angeli neri e decaduti.

Insomma, quella che potrebbe sembrare una normalissima città del Nord Italia, in realtà nasconde molto altro.


Oltre ciò che si vede e si percepisce con i sensi umani, si nasconde un mondo segreto dominato dalla magia, da legami suggellati con il sangue, da promesse infrante, da nefaste profezie che tornano a risvegliarsi, da esseri malvagi il cui intento è portare sulla terra le tenebre più complete.
È un mondo in cui tante e insospettabili creature sovrannaturali camminano accanto agli uomini, ed essi ne sono ignari, spesso per tutto il tempo in cui vivono.


La guerra ultraterrena, ma dagli esiti fin troppo concreti, che Ileana e i suoi "parenti" vampiri devono combattere è feroce, vede contrapporsi esseri potenti, dalle capacità incredibili, dotati di una forza inesorabile e implacabile che può essere usata tanto per distruggere quanto per difendere e sconfiggere il Male più abietto.

Ma questo romanzo urban fantasy non narra solo della millenaria lotta tra il bene e il male, di angeli caduti e maligni che vogliono spadroneggiare sulla terra, ma anche di un amore puro, di amicizia, di legami ed alleanze famigliari che sfidano il tempo e che si fondano sull'affetto sincero, sulla lealtà, la devozione, la fedeltà a dei princìpi e a uno stile di vita che si è scelto a dispetto della propria natura sanguinaria.


Purtroppo l'arrivo di un essere oscuro, pericoloso, potente, sgradevole, manipolatore, infido e perverso chiamato Samonio, rischia di stravolgere completamente l'esistenza di tutti: di Ileana, di Verona e del mondo intero.
La battaglia per fermarlo sarà accompagnata da incantesimi, divinazioni e visioni, combattimenti all'ultimo sangue, e coinvolgeranno anche gli altri vampiri, "fratelli e sorelle" di Ileana.

Il prezzo da pagare per rispedire nelle tenebre Samonio, l'Unicorno Nero e tutte le altre creature infernali, potrebbe essere davvero molto alto anche per chi come lei, "la vampira dal viso angelico", è stata abituata, nel corso della sua lunga esistenza, a uccidere senza pietà, a perdere i propri cari, ad attraversare gli anni e i secoli restando sempre esteriormente la stessa, ma accumulando infinite esperienze che ne hanno forgiato la personalità.


Anime Predestinate è un romanzo ricco e sostanzioso, che ha sullo sfondo una città reale, la quale mantiene il suo fascino ma accresce il suo mistero, rivestendosi di tinte cupe e nere come l'anima perduta delle creature ultraterrene che l'abitano, del rosso del sangue versato, e divenendo la cornice in cui magia, sangue e morte si intrecciano, dove l'amore, l'amicizia e l'odio sono tre volti della stessa condanna, dove la verità e le menzogne si fondono in una danza di ombre, e dove due Anime Predestinate si rincontreranno sfidando, con il loro sentimento, la dannazione e il destino.

Il primo approccio al libro ha un che di introspettivo in quanto la narrazione è affidata alla protagonista, la quale racconta in prima persona pensieri, paure, tormenti, lasciando entrare da subito il lettore nella propria sfera emotiva e dimensione interiore.

Ileana è tormentata da forti e indefinibili sensazioni di inquietudine; nelle sue vene, sulla sua pelle, nella mente e nel cuore, scorre una sensazione di terrore al pensiero che di lì a poco accadrà qualcosa di fuori dall'ordinario e questa sua angoscia è sempre con lei e non l'abbandona mai perché è consapevole di essere un vampiro-leader, di avere delle precise e importanti responsabilità, e nei confronti dei propri simili e nei confronti dell'umanità.

La narrazione procede a un ritmo molto sostenuto e vivace, e ben presto il flusso di pensieri trova spazio nell'azione: i molteplici momenti in cui accadono eventi e vicissitudini avventurose arricchiscono lo sviluppo della trama, rendendola movimentata e imprevedibile.

Sia la protagonista che il resto dei personaggi sono ben delineati e il lettore ha modo di conoscerli bene attraverso descrizioni (fisiche, caratteriali, comportamentali), parole e azioni; i dialoghi sono abbondanti e contribuiscono alla caratterizzazione dei personaggi e a sostenere il ritmo narrativo. 

L'autrice ha dato vita a una storia molto articolata che credo possa piacevolmente intrattenere in special modo gli amanti del genere e quanti sono appassionati a storie ruotanti attorno a creature fantastiche e a tutto quell'universo misterioso, cupo e arcano che comprende oscure profezie, creature leggendarie e visioni sovrannaturali.


venerdì 12 dicembre 2025

[ Recensione ] FAHRENHEIT 451 di Ray Bradbury

 

"Riempiti gli occhi di meraviglie, vivi come se dovessi cadere morto fra dieci secondi!"
In questo celebre classico della letteratura distopica, un uomo viene spinto ad interrogarsi su ciò che è giusto e sbagliato all'interno della società in cui vive: è davvero una persona libera? Non è piuttosto schiavo di un modo di vivere che lo vede passivo e privo di stimoli e interessi?
Esiste una strada che può condurre verso la libertà da un'esistenza che è in realtà una prigione?


FAHRENHEIT 451 
di Ray Bradbury



Mondadori
trad. G. Monicelli
180 pp
Guy Montag è sposato con Mildred e fa il pompiere, ma il mondo in cui vive non prevede che si spengano incendi bensì che li si appicchino per bruciare... libri! 
E così Montag, armato di lunghi lanciafiamme, irrompe nelle case dei ribelli che si ostinano a tenere ancora libri in casa (e addirittura a leggerli!) e li bruciano.
Può capitare che non brucino solo "la carta", se il sovversivo si intestardisce a non voler uscire fuori dalla propria abitazione in fiamme...

È questo che dice la legge ed è così che Montag fa, anche se sente di non essere per nulla felice della propria esistenza, compreso il proprio matrimonio.

Qualcosa dentro di lui avverte che la sua è una vita da alienato e che è simile ad una marionetta mossa da fili che sono altri a gestire, intontito da giornate sempre uguali, immerso in inutili e sterili chiacchiere provenienti dai giganteschi schermi televisivi e dalle voci meccaniche e noiose che ripetono sempre gli stessi slogan pubblicitari.

Per non parlare di sua moglie: una donna indifferente e passiva, che sembra prendere vita solo quando incontra le proprie sciocche amiche e insieme ciarlano di frivolezze senza senso.

Ma un giorno qualcosa accade e sarà l'inizio di una rivoluzione interiore per Montag, qualcosa che egli non potrà fermare in alcun modo, anzi non vorrà fermarla.
Un giorno incontra una vicina di casa, una ragazza di nome Clarisse McLellan, che da subito dimostra di essere diversa da chiunque altro: lei è vivace, piena di vita, intelligente, dotata di quello spirito critico tipico delle persone che riflettono, pensano... e leggono!
Clarisse appartiene a una famiglia che ama e ricerca l'istruzione, la conoscenza, la lettura di libri ormai censurati dal governo perché ritenuti "pericolosi" per la quiete e la pace della società.
Guy incontrerà ancora Clarisse, restando affascinato dalla sua parlantina e dal coraggio che ella ha di "sfidare" le direttive del governo, mettendo la propria sete di conoscenza e il valore dei libri anche davanti alla propria incolumità.

Purtroppo, non molti giorni dopo, la ragazza sparirà all'improvviso, così com'era apparsa.

Che n'è stato di lei? Forse qualche spia l'ha denunciata al governo perché si è scoperto che possedeva e leggeva libri?

Guy non sa che pensare e cosa fare, ma una cosa è certa: dentro di lui, anche in virtù di alcune operazioni compiute nel corso del proprio lavoro (che lo turbano non poco), cominciano a germogliare dei semini, dubbi e domande sul tipo di esistenza in cui è immerso e che lo sta rendendo un essere morto dentro, grigio, privo di interessi, di motivazioni. Montag sente accendersi una forte curiosità per i libri, che evidentemente devono essere davvero importanti se il governo si affatica per scovarli e bruciarli.

Perché? Cosa c'è scritto nei tanti volumi che ancora si trovano in alcune abitazioni di uomini e donne impavidi?

«come potrò io lasciare in pace me stesso? A noi occorre non essere lasciati in pace! Abbiamo bisogno d'essere veramente tormentati una volta ogni tanto! Da quanto tempo non c'è più nulla che ti tormenti? che ti tormenti sul serio, per qualcosa che conti realmente?»

Pian piano egli comincia a leggere qua e là, a conservare e nascondere libri in casa, spaventando Mildred, che capisce che quella nuova passione del marito non potrà che portare guai.

E se il capo dei vigili del fuoco, Beatty, scoprisse che hanno dei libri in casa? Che ne sarebbe di loro?

Ma Montag, ormai, non lo ferma più nessuno e all'inizio proverà a far ragionare Mildred, a parlare addirittura con l'arrogante Beatty..., finché capirà che non sono gli interlocutori ideali per incoraggiare la sua sete di sapere.

Di sapere come si è arrivati a quel punto, ad odiare ed eliminare la cultura, bollandola come una minaccia per la serenità dell'umanità, resa - a causa della censura, dell'ignoranza, del consumismo, della negazione di ogni libertà d'espressione... - cieca, sorda, muta, inattiva, senza vita né tanto meno spirito critico.

"Riempi loro i crani di dati non combustibili, imbottiscili di "fatti" al punto che non si possano più muovere tanto son pieni, ma sicuri d'essere "veramente bene informati". Dopo di che avranno la certezza di pensare, la sensazione del movimento, quando in realtà sono fermi come un macigno. E saranno felici"

A fare da mentore a un sempre più curioso, anche se timoroso, Montag, sarà un uomo anziano, un ex docente universitario, anch'egli amante della cultura, della conoscenza, e che ha deciso di resistere al regime totalitario.
Grazie a lui, Montag si apre ad una nuova dimensione, un universo di luce non ancora offuscato dalle tenebre della imperante società tecnologica e si impianta nel suo cuore la speranza che ci sia ancora una via d'uscita per l'umanità, per ricostruire una società in cui ogni persona sia libera di essere sé stessa, di affermare la propria identità e di non vedersi oppressa da un regime che vuol soffocare ogni critica, domanda, contestazione, ragionamento personale a favore di una piatta omologazione e di un modo di vivere pieno di cose inutili e banali.


Che futuro ha un mondo in cui non c'è cultura, istruzione, in cui i libri vengono visti come un pericolo?
Il fuoco che li brucia è qui simbolo di un'empia purificazione che pretende di spazzar via ogni controversia, tutto ciò che crea conflitto e frustrazione, che non contribuisce alla felicità e alla pace.
La salvezza risiede in uomini come Montag, che cominciano a far girare le rotelline del cervello, a farsi domande, a mettere in discussione, ad aprire la mente alla conoscenza e a lasciarsi illuminare da essa.


«Sapete» proseguì, «che i libri hanno un po' l'odore della noce moscata o di certe spezie d'origine esotica? Amavo annusarli, da ragazzo. Signore, quanti bei libri c'erano al mondo un tempo, prima che noi vi rinunciassimo!»


Fahrenheit 451 è un romanzo molto bello, pubblicato per la prima volta nel 1953, e mi spiace di aver tardato tanto a leggerlo perché è davvero un classico contemporaneo da leggere assolutamente, e forse non una sola volta nella vita.
Denso di spunti di riflessione, di passaggi memorabili, attualissimo e profondo, oltre che incredibilmente scorrevole, questo libro va consigliato e letto ancora oggi perché ci ricorda come solo se la nostra mente è alimentata dalla conoscenza, dalla lettura, possiamo sviluppare la capacità di osservare il mondo, di valutare ciò che accade attorno a noi con intelligenza, di rifiutare tutto quello che addormenta e anestetizza le coscienze e che porta verso la censura e la repressione.

Bello; se non lo avete letto... LEGGETELO.



"I libri erano soltanto una specie di veicolo, di ricettacolo in cui riponevamo tutte le cose che temevamo di poter dimenticare. Non c'è nulla di magico, nei libri; la magia sta solo in ciò che essi dicono, nel modo in cui hanno cucito le pezze dell'Universo per mettere insieme così un mantello onde rivestirci.
Sapete perché libri come questo siano tanto importanti? Perché hanno sostanza. Che cosa significa in questo caso "sostanza"? Per me significa struttura, tessuto connettivo. Questo libro ha pori, ha caratteristiche sue proprie, è un libro che si potrebbe osservare al microscopio. Trovereste che c'è della vita sotto il vetrino, una vita che scorre come una fiumana in infinita profusione. Maggior numero di pori, maggior numero di particolarità della vita per centimetro quadrato avrete su di un foglio di carta, e più sarete "letterario". Questa è la mia definizione, ad ogni modo. Scoprire le particolarità. Particolarità nuove! I buoni scrittori toccano spesso la vita. I mediocri la sfiorano con una mano fuggevole.  Capite ora perché i libri sono odiati e temuti? Perché rivelano i pori sulla faccia della vita. La gente comoda vuole soltanto facce di luna piena, di cera, 
facce senza pori, senza peli, inespressive."




martedì 9 dicembre 2025

Recensione 🪡 COME VENTO CUCITO ALLA TERRA di Ilaria Tuti



Durante la Prima Guerra Mondiale un gruppo di donne inglesi, laureate in Medicina, decide di mettere a servizio del Paese le proprie competenze in ambito medico, e di allestire - a tale scopo - degli ospedali in cui curare i soldati feriti provenienti dal fronte.
Tra loro c'è Cate, una ginecologa di origini italiane. Una madre amorevole e desiderosa di garantire il necessario alla propria figlioletta; una dottoressa capace, abile nel ricucire corpi straziati, pelli lacerate. Una donna libera e coraggiosa, proprio come le sue colleghe.


COME VENTO CUCITO ALLA TERRA 
di Ilaria Tuti 


Longanesi
383 pp
2022
È una sera d'agosto del 1914 e in un quartiere londinese una donna tiene in mano ago e filo per ricucire meglio che può il viso di una giovane prostituta, ferita barbaramente da un cliente violento munito di coltello.
La dottoressa è Caterina (Cate) Hill, per metà italiana ,che vive a Londra e che cerca di sbarcare il lunario facendo questi piccoli "interventi".

La sua vita sta per cambiare radicalmente e la svolta ha la determinazione e la tenacia di due donne che conoscono l'abilità di Cate con ago e filo e che hanno una proposta per lei: Flora e Louisa sono due medici che, sfidando le convenzioni e i pregiudizi del loro tempo, la diffidenza e il disprezzo, gli insulti e gli scherni di chi non crede in loro, hanno il coraggio e l’immaginazione necessari per spingere il sogno di emancipazione femminile e di uguaglianza oltre ogni confine, attraverso un progetto importante ed essenziale: aprire a Parigi il primo ospedale di guerra interamente gestito da donne.

Un progetto ambizioso, giudicato da tutti (uomini in primis) sfacciato, pretenzioso: cosa pensano di fare queste donne? Il loro posto è in casa, ad accudire i figli, i mariti, a dedicarsi ad attività adatte a loro e la medicina di certo non lo è. Che speranze ci sono per i poveri feriti di essere curati efficacemente da mani femminili che non si avvicinano neanche lontanamente, per esperienza e abilità, a quelle degli uomini?

Ma Flora e Louisa sono come due leonesse, agguerrite e caparbie, pronte a difendere a tutti i costi quest'impresa folle ma necessaria; accanto a loro, altre donne medico convinte della bontà e della giustezza di questa missione. 
Tra esse c'è appunto Cate, che ha accettato di affiancare le colleghe nonostante le iniziali ritrosie, dovute più che altro al pensiero della figlia Anna (che ha solo cinque anni), che sarebbe costretta a lasciare a Londra, presso una coppia di cari amici che le stanno dando una mano a tirare avanti. Cate, infatti, ha avuto Anna senza essere sposata e il padre della bambina non si è mai preoccupato di sostenerle.

La proposta delle due donne potrebbe rivelarsi un salto nel buio... oppure essere l'inizio di un primo passo verso un'autentica trasformazione, una rivoluzione che finalmente vedrebbe le donne medico accedere alla pratica in sala operatoria, abbattendo così sospetti e diffidenze da parte di chi vede le vede come essere inferiori e meno capaci rispetto all'uomo.

Cate parte con loro e non sarà dura solo durante i primi tempi... ma tanto più col passare delle settimane, dei mesi, quando il numero di feriti, anche molto gravi, continuerà a salire, chiedendo alle dottoresse sacrificio, abnegazione, il dispiegamento di numerose risorse materiali ed emotive.

Gli attacchi alla reputazione dell'ospedale non mancheranno: in tanti cercheranno di screditare il lavoro di queste donne impavide e competenti, ma il risultato del loro encomiabile operato è sotto gli occhi di tutti e, pian piano, gli stessi pazienti - inizialmente ostili, pieni di dubbi verso queste donne che, senza vergona né timore, mettono loro "le mani addosso" e si prendono cura delle loro ferite, amputano arti, fasciano, fermano emorragie, ricuciono lembi di pelle martoriata - cominceranno a rivedere le proprie opinioni su questi "dottori in gonnella".

La narrazione non segue soltanto le vicende di Cate ma anche quelle del capitano Alexander Seymour, impegnato, con i suoi uomini, a combattere sul Fronte Occidentale, al confine con la Francia, per contenere, assieme alle forze britanniche, l'avanzata tedesca verso Parigi.

Il lettore passa da un'ambientazione all'altra, tenendo d'occhio lo sviluppo delle vicende relative all'ospedale e all'operato delle Lady Doctors, e quelle più crude e cupe che si svolgono nelle trincee, sui campi di battaglie, tra bombe e spari, tra l'odore del sangue, del fumo, della carne maciullata, e le urla dei soldati.

Leggere e immaginare l'orrore della guerra è sempre un colpo allo stomaco: è inevitabile, credo, sentirsi davvero piccoli davanti alla tragedia della guerra, che ha mietuto e miete ancora oggi innumerevoli vittime, recidendo sogni e speranze e spezzando giovani vite.

Mi è piaciuto molto conoscere questo spaccato della storia del Novecento, leggere di Louisa Garrett Anderson e Flora Murray (figure storiche) che aprirono la prima unità chirurgica gestita esclusivamente da donne (dottoresse, infermiere...) per curare i soldati feriti al fronte e lo fecero nonostante i non pochi ostacoli incontrati. 

Un'altra cosa che ho appreso è che l'arte del ricamo fu di grande aiuto ai soldati ricoverati negli ospedali di guerra, e l'accostamento tra il cucito/ricamo e l'abilità di donne come Cate nel "ricucire" i feriti è davvero appropriato perché è proprio ciò che succede tra le mura dell'ospedale: reinventarsi, ricostruirsi, ricucirsi pezzo pezzo dopo aver attraversato lo smembramento, la perdita di sé, cucire per riparare, ricamare per rendere sopportabili le cicatrici.


"La sutura è come il ricamo, è un atto d'amore. (...) Unisce e risana".

"Non c'era poi molta differenza tra cucire un corpo e ricamare per salvare ciò che di umano era sopravvissuto dentro. L'intento era fissare la vita quando sembrava sottrarsi".


In quei padiglioni. dove mani di donna si prendono cura di corpi maschili martoriati, pieni di cicatrici, di squarci, mutilati, in cui ad essere offesi sono anche l'anima, la mente, avvengono piccoli grandi miracoli di rinascita, e non è scontato se si pensa che quanti sopravvivevano alla guerra si ritrovavano in condizioni fisiche difficili, di menomazione, il che spesso li rendeva dei "mezzi uomini" agli occhi dei famigliari e della società.


Il romanzo della Tuti è stata una bella lettura, mi ha coinvolta molto e mi ha fatto conoscere persone e fatti storici che non conoscevo; si legge con scorrevolezza, i personaggi principali sono adeguatamente tratteggiati e così pure il periodo storico.

Consigliato.  

Alcune citazioni

"...quel dolore l'ho ben presente (...) È quello di tutte le anime libere che si scontrano con chi vorrebbe rendere la loro vita una parodia. (...) È veramente tragico che così poche persone riescono a possedere la propria anima prima di morire. Ci vuole coraggio per fare delle esistenza un'esperienza piena, bisogna essere disposti a pagarne il prezzo".

"Se la forza e la caparbietà avevano una consistenza e un sapore, allora dovevano essere quelli dell'acqua e del sale, e se c'era una parola a cui si erano accompagnate, lungo tutta la sua vita, era speranza".

"Cate a volte si sentiva vento, sfuggente persino a se stessa, ai desideri più incarniti. (...) In passato era riuscita a demolire tutto ciò che aveva per dare alla luce una figlia. Ora, quel vento aveva ripreso a soffiare forte in lei, ma la vita, ancora una volta, le metteva davanti un ostacolo.".

"La gratitudine faceva miracoli, ma ciò che più di tutto poteva compierli era l'incontro quotidiano di due mondi, e pazienza se di tanto in tanto sfociava in uno scontro. A Endell Street donne e uomini condividevano sforzi e destini, e il più delle volte gli uni dovevano andare a braccetto per scongiurare il peggio".

"Ci vuole coraggio, ci vuole un cuore forte nel petto, per vivere in un mondo che ti rifiuta".





martedì 2 dicembre 2025

LETTURE DI NOVEMBRE 2025

   

Quasi non ci credo che il 2025 sia agli sgoccioli... ma è proprio così!

Eccomi al penultimo recap di questo anno che, tra ventotto giorni, saluteremo.

 

LETTURE DI NOVEMBRE

 

COME VENTO CUCITO ALLA TERRA di I. Tuti: narrativa storica - durante la Grande Guerra, un folto gruppo di donne coraggiose e avanguardiste decide di sfidare la limitata concezione del ruolo della donna del proprio tempo e rende un ammirevole servizio al proprio Paese in guerra (4/4). PER CHI CERCA UN ROMANZO AMBIENTATO DURANTE LA GUERRA E CON AL CENTRO DONNE LIBERE FORTI E INTRAPRENDENTI.
L'IMMENSA DISTRAZIONE di M. Fois: saga famigliare - il protagonista, appena morto, ripercorre con lucidità la storia della propria famiglia, tra successi, cadute, menzogne e inganni (4/5). SCORREVOLE. PER CHI AMA LA NARRATIVA ITALIANA E LE STORIE DI FAMIGLIA.
LA CASA SULLA SCOGLIERA di R. Sager: thriller - una giovane caregiver si ritrova a lavorare con un'anziana la cui vita è fitta di segreti e bugie (4/5). BELLA ATMOSFERA, TESA, RICCA DI SUSPENSE.  TROPPI COLPI DI SCENA.
KALA di C. Walshmix di romanzo di formazione e thriller - una 15enne scompare nel nulla, dopo 15 anni delle ossa vengono ritrovate nel bosco dove viveva. È lei? Verranno fuori segreti, abusi, corruzione in una cittadina apparentemente tranquilla (3,5/5). RITMO LENTO MA TRAMA MOLTO RICCA, ARTICOLATA, INTROSPETTIVA
LA LETTERA NASCOSTA di R. Saberton: narrativa storica - una giovane vedova in cerca di solitudine viene a conoscenza di una storia di amore e perdita, in cui rivede sé stessa, il proprio presente e soprattutto una prospettiva futura (4.5/5). APPASSIONANTE, DELICATO.


READING CHALLENGE


Gli obiettivi di novembre erano:


- un libro scelto per la copertina
- un libro in cui la cucina è protagonista
- un classico della letteratura francese
- Il fuoco che porti dentro di A. Franchini


Io ho scelto un obiettivo di settembre: LIBRO CHE AFFRONTI UNA LOTTA PERSONALE.


IL VELO STRAPPATO. Tormenti di una monaca napoletana di B. Schisa
: biografia romanzata di Enrichetta Caracciolo, costretta a monacarsi contro la propria volontà e che non ha mai rinunciato a cercare di strappare quel velo dal proprio capo (4.5/5). SE TI PIACCIONO LE STORIE DI INGIUSTIZIA, INCENTRATE SU PERSONAGGI REALMENTE ESISTITI.




Circa le serie tv, nel mese di novembre, ho iniziato la visione di DOWNTON ABBEY e di BREAKING BAD; sono inoltre arrivata alla fine della quinta stagione di THE CROWN.


Se avete qualcosa di interessante e imperdibile da suggerirmi, sono tutta occhi!








giovedì 27 novembre 2025

PROSSIMI ARRIVI GIUNTI EDITORE [ Narrativa straniera ]

 

Buongiorno, lettori!

Col post di oggi vorrei segnalarvi alcune prossime, uscite targate Giunti, che mi hanno incuriosita.


FICTION STORICA

LA LUNA E IL BAMBÙ 
di Ann J. K. Choi



Giunti Ed.
trad. R. Serrai
17.90 euro
USCITA
28 GENNAIO 2026
1924. Nella Corea del Sud le donne hanno bisogno di altre donne per sopravvivere. 
Lo sanno bene Na-Young e Yeon-soo, amiche fin dall'infanzia che decidono di scappare da un destino che non le rappresenta. 
La Corea è un paese occupato. Nelle reti segrete e sotterranee di Seul e in tutta la campagna, la ribellione contro l'Impero giapponese cova, minacciando di esplodere. 
Kim Na-Young vive una vita semplice nel villaggio rurale di Daegeori, dove si prende cura della sua casa insieme alla sua migliore amica, Yeon-Soo, e della madre malata. 
Ma in seguito a una tragedia che sconvolge il villaggio, il padre di Na-Young organizza il suo matrimonio con un uomo che non ha mai incontrato, e Na-Young e Yeon-Soo decidono di fuggire, prendendo in mano il loro destino. 
Questa decisione le porta a scontrarsi con le forze di occupazione, dando vita a un violento scontro che cambierà per sempre le loro vite, in modi sorprendentemente diversi. 
Portandoci da un piccolo villaggio ai trafficati corridoi di Seul, dove donne e ragazze possono imparare a leggere e scrivere in diverse lingue e i membri della rivoluzione si passano messaggi in codice attraverso le stanze sul retro delle case da tè, Ann YK Choi tesse un racconto magistrale di una donna che prende il controllo non solo della propria identità, ma anche del proprio destino. 
Un viaggio travolgente attraverso la Corea storica e un ritratto assolutamente avvincente della straordinaria vita di una donna, questo romanzo è uno splendido tributo ai sacrifici che le donne fanno l'una per l'altra.




THRILLER

BUIO
di Vera Buck


Giunti Ed.
trad. G. Bartolesi
384 pp
18.90 euro

USCITA
25 FEBBRAIO 2026

Una casa in Italia per un euro: per Tilda, architetto tedesco è davvero un colpo di fortuna. Vuole tagliare i ponti con la sua vita precedente e la villa al civico 15 di Botigalli, in Barbagia, è ciò che fa per lei. 
Lavoro manuale, solitudine, buon cibo… 
Ma l'idillio di questo luogo sospeso nel tempo è di breve durata. 
Il villaggio, che all'inizio sembrava completamente disabitato si anima in modo inquietante: strani rumori, oggetti spostati e poi un terribile segreto che risale all'estate dell'82 – quella del mondiale e della finale Italia-Germania – quando in una sparatoria tutti gli abitanti del paese hanno trovato la morte. 
Nessuno sa cosa sia davvero accaduto quel giorno e l'unico superstite rimane ostinatamente chiuso nel suo silenzio. 
Toccherà a Tilda e al suo amico giornalista Enzo fare luce nel buio di quegli anni.




GIALLO/POLIZIESCO



Sette alibi. I casi dell'orologiaia detective
di Seiichiro Oyama 



Giunti Ed.
trad. G. Strippoli
264 pp
17.90 euro
USCITA
11 MARZO 2026
Nella galleria commerciale Koikawa, c'è la bottega dell'orologiaio Mitani. L'interno del locale è stracolmo di strumenti di varie fogge e tipologie che segnano rigorosamente la stessa ora, e alle pareti ci sono dei bizzarri cartelli che recitano: “confutazione alibi” e “creazione alibi”. 
Infatti, la proprietaria Tokino Mitani ha ereditato dal defunto nonno non solo l'abilità di aggiustare orologi ma soprattutto un infallibile rigore logico che le permette di confutare qualsiasi alibi verificandone l'attendibilità rispetto al fattore tempo. 
Un giorno un detective della polizia, alla sua prima indagine per omicidio, entra nel negozio e, chiacchierando con l'orologiaia, espone tutti i dettagli dell'investigazione perché non c'è dubbio su chi sia l'assassino, eppure ha un alibi di ferro… 
Questo sarà solo il primo di sette casi che il detective sottoporrà alla giovane orologiaia. Dei veri e propri rompicapi che le migliori menti della polizia locale non sono riusciti a sbrogliare. 
La soluzione è tra le pagine, e voi siete così astuti da trovarla?



THRILLER/HORROR

L'ALTRA MAMMA
di Josh Malerman



Giunti Ed.
trad. C. Beltrami
384 pp
19.90 euro

USCITA
25 MARZO 2026
Per Bela, otto anni, la sua famiglia è il suo mondo. 
Ci sono la mamma, il papà e la nonna Ruth. 
Ma c'è anche l'Altra Mamma, che ogni sera esce dal suo armadio e le tiene compagnia fino a che non si addormenta. 
Un giorno questa strana entità le chiede se può entrare nel suo cuore. E continua a chiederglielo diventando sempre più insistente tanto che Bela capisce che se non dirà di sì, sarà la sua famiglia a farne le spese. 
L'Altra mamma sta diventando irrequieta, più forte, più audace. 
Cominciano a succedere strani incidenti e la sicurezza della bambina vacilla, soprattutto quando scopre che i suoi genitori le tengono nascosti dei segreti… 
Ma l'Altra mamma esige una risposta. 

Un horror che vi terrà sulle spine dalla prima all'ultima pagina!




THRILLER

LA SPIAGGIA. SCOMPARSA
di Karen Sander


Giunti Ed.
trad. R. Zuppet
18.90 euro

USCITA
8 APRILE 2026
La diciannovenne Lilli Sternberg scompare senza lasciare traccia mentre si reca in spiaggia. Proprio nello stesso luogo in cui sua madre è stata uccisa molti anni prima. 
La polizia, guidata dal commissario capo Tom Engelhardt, setaccia immediatamente l'intera zona: la costa, il paese in cui Lilli vive con i nonni, l'entroterra. 
Senza risultati. 
L'unica traccia è l'ultimo messaggio che lei ha inviato a un'amica sul cellulare: la foto di una sequenza di segni apparentemente casuali disegnati sulla sabbia. 
Per decifrare il misterioso indizio viene richiesto l'aiuto della crittografa Mascha Krieger. 
Ma gli investigatori brancolano nel buio: si tratta di un rapimento? Di una lettera d'addio in codice? 

Il primo avvincente capitolo di una trilogia thriller dall'autrice bestseller Karen Sander.



lunedì 24 novembre 2025

LIBRI NEI LIBRI (#18) ** LA CASA SULLA SCOGLIERA **

 

Nel corso delle mie letture, mi piace annotare i titoli di libri che vengono citati; non lo faccio sempre, ma quando mi imbatto in numerose citazioni, non posso fare a meno di segnarmele, traendo ulteriori spunti per eventuali future letture in cui immergermi.

I seguenti titoli di romanzi compaiono nel thriller La casa sulla scogliera di Riley Sager.



Uccelli di rovo di Colleen McCullough (1977).


La storia dei Cleary inizia ai primi del Novecento e abbraccia più di un cinquantennio, nel grandioso scenario naturale dell'Australia. Gli anni consumano le vite in una vicenda di sentimenti e passioni, di fede e amore, sulla quale si stende grave e inesorabile il senso della giustizia divina. I personaggi, soprattutto le memorabili figure femminili, tenere e orgogliose, vanno incontro al destino come gli uccelli di rovo della leggenda australiana, che cercano le spine con cui si danno la morte.

Ho una vecchia edizione di questo romanzo di oltre 500 pp in casa: lo leggerò mai? Magari nel 2026 potrebbe diventare un mio obiettivo letterario.


Ayla, figlia della terra di Jean M. Auel (1980).


Un devastante terremoto ha lasciato la piccola Ayla sola, ferita e sperduta : una terra selvaggia e popolata da animali ostili. Raccolta, curata e cresciuta dal Clan dell'Orso delle Caverne, ben presto appare evidente come Ayla appartenga a quelli che i Testapiatta del Clan chiamano gli "Altri": è alta, bionda, :on gli occhi azzurri e, soprattutto, è intelligente. 
Lo scontro con i paurosi Testapiatta, legati alla tradizione delle Memorie, è inevitabile. Ma Ayla deve capire, deve conoscere, non può fermarsi... perché nel suo sangue scorre il futuro dell'umanità.


Nord e sud di Elizabeth Gaskell (1855).

Classico della migliore letteratura inglese, “Nord e Sud” racconta la travagliata storia d’amore tra John Thornton e Margaret Hale, complicata da orgoglio e pregiudizi di sapore austeniano e dalle nuove istanze sociali di un’Inghilterra in piena industrializzazione. 

Lui è un facoltoso proprietario di fabbriche tessili, simbolo della nuova borghesia capitalista di una cupa cittadina nel Nord industriale. Lei è la figlia di un curato trasferitosi dal Sud rurale e tradizionalista, intriso di morale cristiana e ancora governato dall’aristocrazia dei proprietari terrieri. Due caratteri lontani per indole, estrazione e cultura, che da subito si attraggono e respingono tra continui scontri e fraintendimenti in un rapporto complesso, la cui evoluzione appassiona i suoi lettori da oltre un secolo e mezzo.


Hotel New Hampshire di John Irving (1981).

Questa è la storia di una famiglia un po' eccentrica e sgangherata. A raccontarla in prima persona è uno dei cinque figli, quello di mezzo, che dà l'avvio alla narrazione dal giorno in cui suo padre si comprò un orso e sposò sua madre. Poi venne il sidecar e infine i cinque figli. 
Così equipaggiata la famiglia Berry vaga per il mondo alla ricerca del luogo perfetto per l'Hotel New Hampshire, un luogo dove "ognuno di noi può essere se stesso". Mentre il lettore si addentra nelle mirabolanti e scanzonate avventure della famiglia Berry alla conquista della propria terra promessa, altri personaggi, meno centrali ma delineati con strepitosa abilità descrittiva si avvicendano a ricoprire i ruoli di questa storia: terroristi e domatori, sognatori e prostitute, stupratori e frustrati, animali impagliati e illusionisti. 
Personaggi bizzarri eppure tenerissimi e ricchi di quell'umanità che le convenzioni del vivere sociale a volte tendono a soffocare. A tratti sconclusionato e irreale, questo romanzo, oscillando dal melodramma alla commedia, ci appassiona e diverte dalla prima all'ultima pagina.


La cruna dell'ago di Ken Follett (1978).


1941. Mancano pochi mesi, e poi soltanto settimane, al D-Day. Gli Alleati hanno radunato una finta armata aerea e navale nell'East Anglia, in modo da dirottare l'attenzione dei tedeschi verso le spiagge di Calais e allontanarla dalla Normandia, dove è effettivamente previsto lo sbarco. 
L'inganno sembra funzionare. Ma basta che un agente nemico, uno soltanto, scopra la verità... 
Il suo nome in codice è "Die Nagel", l'Ago, perché è inafferrabile e perché la sua arma preferita per uccidere è uno stiletto. È un agente scelto da Hitler e risponde direttamente al Führer. Un uomo di straordinaria intelligenza, che vive in incognito a Londra da parecchi anni senza che il servizio segreto inglese si sia mai accorto della sua esistenza. 
Una spia che adesso ha scoperto il vero luogo dello sbarco: se l'Ago riuscirà a raggiungere la Germania gli Alleati andranno incontro alla disfatta. 
Ma un ufficiale del servizio inglese di sicurezza e una giovane donna fuori dal comune faranno di tutto per impedirgli di portare con sé il suo segreto...


Gente senza storia di Judith Guest (1976).

Due fratelli fanno una gita in barca, ma vengono sorpresi dalla tempesta. Soltanto Conrad sopravvive ed in seguito tenta il suicidio e viene ricoverato in un ospedale psichiatrico. 
Il ritorno alla normalità sarà duro, perché egli si sente in colpa per la morte del fratello, nonostante non sia stata colpa sua. Sua madre è una donna fredda e superficiale, amareggiata per la morte del figlio prediletto. La "guarigione" del protagonista comporterà l'abbandono della madre del tetto coniugale.


Scrupoli di Judist Krantz (1978).


Fascino, prestigio, successo, denaro, sesso, talento e ambizione sono i veri protagonisti di questa storia di amore e di potere incentrata su una donna bellissima, assolutamente senza scrupoli, che dalla vita vuole tutto e riesce sempre a ottenerlo. La vicenda, prodiga di intense emozioni, si svolge nel mondo dorato dei super ricchi e negli ambienti effervescenti e spregiudicati della moda e del cinema.


Li conoscete? Li avete letti?

Come vedete, sono libri non di recente pubblicazione, alcuni forse più noti di altri; 
nella mia libreria posseggo una vecchia copia di Uccelli di rovo 
 (che mi sono ripromessa di leggere, magari il 2026 sarà l'anno giusto) 
e, se non ricordo male, 
un romanzo di Judist Krantz 
(non quello citato nel post).

venerdì 21 novembre 2025

Recensione: L'IMMENSA DISTRAZIONE di Marcello Fois



Una saga famigliare che attraversa il Novecento e che ci viene narrata dalla voce asciutta di un uomo che «nonostante fosse appena morto, la mattina del 21 febbraio 2017 ebbe la netta sensazione di svegliarsi».
Il protagonista si lascia andare a un racconto della sua lunga esistenza soffermandosi sulla sorte di ciascuno dei suoi famigliari.



L'IMMENSA DISTRAZIONE
di Marcello Fois




Einaudi
288 pp

"Vivere è un’immensa distrazione dal morire. E perciò un sacco di tempo lo si spende a fare, pensare, agire, cose indifferenti. 
Così può accadere che non si ami abbastanza, né si odi abbastanza. Può capitare persino di investire un’immensità di energie a trovare soluzioni inutili per problemi inutili."


Ettore Manfredini è il protagonista e narratore onnisciente di questo romanzo familiare ambientato in una Emilia semplice, fatta di pianure, campi, allevamenti e industrie. 

Lo conosciamo che è già morto ma a quanto pare, se vivere per lui è stata una distrazione, ora che è deceduto può finalmente dichiararsi desto e lucido.

Ed è con grandissima lucidità e senza perdersi in inutili sentimentalismi che il Manfredini ripercorre i momenti decisivi della propria lunga vita, nonché quelli, con annessi gioie e dolori, nascite e lutti, dei componenti della propria stirpe. 

Ettore è stato un imprenditore, il proprietario di un grande mattatoio che è stato il cardine attorno cui hanno ruotato la sua esistenza e le sue energie; il mattatoio Manfredini rappresenta il successo e il riscatto di Ettore che ha trascorso un'infanzia di miseria e privazioni, è la prova visibile e concreta dei suoi sacrifici ma anche della sua scaltrezza, della sua infida astuzia con la quale ha sottratto pian piano l'attività a quelli che erano i suoi legittimi proprietari: i Teglio. 

Da bambino intelligente e predisposto per lo studio, ma privo dei mezzi economici per proseguire con il percorso scolastico, Ettore diventa un ragazzo che lavora sodo nel mattatoio kosher di una famiglia ebrea, i Teglio; a motivo dell'introduzione delle leggi razziali, i Teglio sono costretti a fuggire per cercare di evitare l'oscuro e triste destino cui andavano incontro gli ebrei in quegli anni terribili.

Attraverso inganni e menzogne, Ettore riesce a divenire unico proprietario dell'attività dei Teglio (che avrebbero dovuto riprendersela quando "le cose si fossero sistemate") e a imporsi come uno dei più grandi imprenditori dell’Emilia in bilico tra grande industria e tradizioni contadine. 

Adesso che è morto, è anche in grado di guardare i giorni vissuti con quel distacco necessario per raccontarli, e dalla sua voce impariamo a conoscere non soltanto lui ma anche il resto della famiglia, dai genitori Vittorio e Elda alla moglie Marida Teglio (la figlia di quel Teglio cui apparteneva il mattatoio...), per continuare con i loro figli Carlo (e sua moglie Lucia), Enrica, Edvige ed Ester, fino ad arrivare ai nipoti.

Di ciascuno di essi ci vengono raccontati i momenti salienti, ci avviciniamo alle loro personalità, alle aspirazioni, agli errori, alle mancanze, al rapporto che ognuno ha avuto con i genitori e con gli altri famigliari.

"... il destino dei Manfredini era legato all’abitare estremi. La straordinaria indolenza di Carlo, la vigilanza perenne di Enrica, la febbrile noncuranza di Edvige e, infine, la cieca determinazione di Ester."

Leggiamo di come Carlo, il primogenito, sia stato il più vivo rammarico di Ettore perché tra i due non si è mai stabilita alcuna sintonia, nessun vero e genuino affetto: un legame padre-figlio fatto solo di obblighi reciproci, di silenzi più che di parole, di un'immensa incomprensione che li ha accompagnati e allontanati negli anni.
Carlo l'apatico, l'intellettuale alla ricerca di una storia da scrivere, il figlio maschio che avrebbe dovuto prendere le redini del mattatoio Manfredini, ma in lui la voglia di lavorare (e di fare quel lavoro in particolare) era praticamente assente.
Carlo che si infila in un matrimonio quando è ancora molto giovane.
Carlo che diventa padre e finisce per ricalcare, rispetto al figlio Elio, le orme di quel padre presente col corpo ma assente dal punto di vista affettivo.

E non mancano le parti dedicate alla pragmatica ed efficiente Enrica (lei sì che ha sempre avuto occhio e fiuto per gli affari, e a lei, in pratica, si dovrà, negli anni, il perdurare dell'attività di famiglia), alla spirituale Edvige (che prende il velo) e alla testarda, ribelle, intelligentissima Ester, che rimane invischiata nella lotta armata.

L'autore, tramite Ettore, non dimentica altri personaggi, tra cui l'infelice moglie dell'egoista Carlo e il loro figlio Elio, il prediletto di nonno Ettore.

Insomma, il romanzo di questa famiglia particolare scorre di pagina in pagina con molta scorrevolezza, la lettura procede davvero senza intoppi, leggera e profonda insieme, tenendo avvinto a sé il lettore e svelando, di questi Manfredini, i piccoli segreti, le bugie tutt'altro che innocenti, l'inesausto gioco di sentimenti, alleanze, silenzi e potere, l'inganno principale da cui la fortuna e l'impero di questa stirpe sono derivate...

E i Manfredini ci appaiono per ciò che sono: spietati, umanissimi; le stagioni della vita si susseguono mentre essi si sforzano di custodire privilegi e mantenere la loro integrità con la modalità preferita, in cui sono maestri: "finta di niente", allontanare il fantasma del rimorso, del pentimento, delle troppe domande che mettono in discussione tutto.


"Di una cosa Ettore si rammaricava veramente: di non essere riuscito a ragionare prima sulla propria morte. Perché, pensava in quell’istante infinito che aveva a disposizione, riflettere su se stessi è come riflettere sull’umanità. Pensò che era sbagliato non ritenersi all’altezza del compito di rappresentare, attraverso la propria esperienza, ogni possibile esperienza. Lo diceva anche Tolstoj, avere tempo di morire significava dare un senso alla propria vita. Lui questo tempo non l’aveva avuto. Lui non era riuscito a pentirsi di nulla"


Il lettore si inoltra nel corridoio dei ricordi di Ettore Manfredini e si sente presto parte di questa famiglia, delle sue vorticose vicende, costellate da più ombre che luci, segue le singole storie che si inseriscono nella grande cornice della Storia italiana e legge di come determinati avvenimenti del nostro passato abbiano influenzato i Manfredini: penso ad es. ai riferimenti alle Brigate Rosse e ad alcune azioni da esse rivendicate, o all'Olocausto e alle deportazioni degli ebrei nei campi di concentramento.


L'immensa distrazione è un romanzo che sa come prendere il lettore per diverse ragioni: lo stile elegante, la narrazione fluida che scivola lieve pur essendo densa dal punto di vista dei contenuti; le storie di famiglia sono interessanti e vivaci, i personaggi spiccano ciascuno per la propria personalità e l'affresco di questa stirpe di gente semplice che s'è arricchita con la carne e con la menzogna, piace perché i suoi problemi, i conflitti relazionali, le frustrazioni, i tradimenti, l'amore provato e la grande difficoltà di esprimerlo e manifestarlo apertamente, coinvolgono il lettore, che si ritrova spettatore di vicende umane che riguardano uomini e donne ricchi non solo di denaro e immobili, ma anche di contraddizioni, cadute e fragilità

Consigliato in particolare a chi ama la narrativa italiana e le saghe famigliari che si sviluppano lungo decenni e attraversano più generazioni.



Alcune citazioni


"Leggere aveva significato dare una forma al panetto di creta che era stata la sua vita."

"Le vicende umane acquistano un senso non tanto nella capacità di fare le giuste scelte, quanto in quella di reagire adeguatamente alle scelte sbagliate."

" Guai ai propri ricordi, pensava. Guai, guai a sottovalutare i momenti ininfluenti: i discorsi a tavola, gli sguardi fugaci, gli appuntamenti mancati, i sorrisi risparmiati, gli abbracci negati, perché è chiaro che hanno conseguenze, anche distanti nel tempo.".


«Ho sempre pensato che una biblioteca rappresenti l’esatto opposto di un cimitero. La biblioteca è il luogo dei viventi, dei pensanti, dove l’umanità perde il diritto di trasecolare, o sorprendersi o fingere di non sapere. Dove il debole diventa invincibile. Dove l’aggressivo è messo di fronte alla sua pochezza. Dove il diseredato e il disterrato trovano patrimonio e podere».





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