mercoledì 4 dicembre 2013

Recensione CANTO DI NATALE di Charles Dickens



Questo breve ma delizioso classico mi mancava e son contenta di averlo letto!

CANTO DI NATALE
di Charles Dickens

Charles Dickens-A Christmas Carol-Title page-First edition 1843.jpg
A Christmas Carol
Sinossi

Pensate alle gioie presenti - ognuno ne ha molte - non alle disgrazie passate - tutti ne hanno qualcuna.
Riempite di nuovo il bicchiere con volto radioso e cuore pago.
Mi ci gioco la testa che il vostro sarà un Natale allegro e un anno nuovo felice

Charles Dickens


Una grande storia sulla possibilità di cambiare il proprio destino. Una riflessione sull’equilibrio difficile fra il presente, il passato e il futuro. Una denuncia dello sfruttamento minorile e dell’analfabetismo. 
Ma soprattutto una favola, una delle più commoventi che siano mai state scritte. 
Protagonista è il vecchio e tirchio finanziere Ebenezer Scrooge – personaggio che servirà da modello per il Paperon de’ Paperoni disneyano – che nella notte di Natale viene visitato da tre spettri. Lo indurranno a un cambiamento radicale, a una conversione che farà di lui uno dei più grandi personaggi letterari di tutti i tempi. Questo piccolo, amatissimo libro è un un’opera immortale, capace di mantenere inalterata nel tempo la fragranza della propria magia e del proprio spirito. 
Lo spirito del Natale, dell’infanzia, di ciò che è buono e rassicurante, ma anche prezioso abbastanza da volerlo proteggere a ogni costo.

il mio pensiero
A prescindere dal fatto che ciascuno di noi festeggi o meno il Natale dal punto di vista prettamente religioso, è indubbio che il periodo dell'anno che gira attorno a questa festività sia pervaso da un'atmosfera particolare, festosa, serena, gioiosa; atmosfera che si esprime a tutti i livelli...!
La vediamo per le vie illuminate da luminarie, dalle vetrine dei negozi, coloratissime e addobbate, dalle canzoni natalizie che si sentono per le strade e nei centri commerciali; la vediamo nelle persone, che improvvisamente sembrano più gentili del solito, meglio disposte verso l'altro, più desiderose di stare in compagnia, soprattutto in famiglia, facendo pranzi e cene faraonici, scambiandosi regali ecc....
Insomma, il Natale sembra piacere a tutti e il solo immergerci col pensiero in questo magico periodo mette addosso sensazioni e pensieri positivi, di calore umano, condivisione, felicità, bontà....!

Beh, il protagonista della novella natalizia del maestro Dickens, Ebenezer Scrooge (bello il nome Eben-Ezer...! Non so se lo sapete, ma deriva da un'espressione ebraica che significa "Fin qui l'Eterno ci ha soccorsi") non ama affatto il Natale e non sopporta nè che gli si facciano gli auguri nè che le persone attorno a lui manifestano eccessivi sorrisi e un'inopportuna gaiezza, da lui ritenuti inutili.
Ebenezer è un usuraio di una certa età, con un gran senso pratico, preso dal pensiero degli affari, un tipo solitario, burbero, taccagno, egoista, incline ad adirarsi facilmente, poco propenso a dare e ricevere carinerie di vario genere.
Lui non si lascia coinvolgere nè dall'euforia dei pranzi di Natale, in cui il buon cibo, un bel bicchiere di vino e lo stare insieme danno senso allo spirito natalizio, nè dalla pretesa voglia di essere più generosi del solito, facendo offerte a chi è meno fortunato...!
Eh no, Scrooge non sa che farsene di queste sciocchezze e non gli viene automatico essere più buono, più gentile, più generoso, più comprensivo e anzi, davanti alla solarità del nipote Fred o alla pazienza e gentilezza del commesso del proprio negozio, il vecchio risponde stizzito e irritato....
Ma ci penseranno tre Spiriti - del passato, del presente e del futuro - a obbligarlo a dare un'occhiata alla propria vita e a quella di chi gli è intorno, per aver modo di riflettere sul proprio comportamento e sull'atteggiamento di disprezzo verso la festa in onore del Figlio di Dio.
Dopo un incontro inquietante con lo spirito del defunto e infelice socio in affari, Marley, che avvisa Scrooge dell'imminente visita dei tre Spiriti, questi ultimi vengono, l'uno dopo l'altro, ad accompagnare il vecchio Ebenezer in una sorta di visione e viaggio nel tempo, che prima lo metterà faccia a faccia con la sua famiglia, nella quale c'era amore, nonostante la povertà..., poi con la vita in famiglia di altre persone povere ma felici; infine, vedrà una parte di ciò che deve ancora accadere e che lo riguarda... e sarà soprattutto quest'ultima visione a scuoterlo.

Riuscirà lo spirito natalizio, che splende con forza nei cuori e nei visi di tante persone che Scrooge conosce e che da sempre hanno parole buone per lui, a coinvolgerlo e a intenerire il suo cuore, gelido e arido?
Per ogni uomo c'è possibilità di ravvedimento, di rivedere e considerare le proprie azioni e cambiare rotta, per essere felici con se stessi e con gli altri.

Un racconto breve ma intenso, che colpisce per l'abilità dell'Autore nel tratteggiare i personaggi, le loro azioni, tanto da sembrarci vivi e reali sotto i nostri occhi (leggere Dickens è così: è come essere comodamente seduti a teatro e assistere ad uno spettacolo e del resto questo racconto è strutturato come un dramma, composto da 5 parti); un racconto, che è un po' una favola, dal "piacevole sapore" gotico, che fa riflettere su tante tematiche sempre attuali (lotta alla povertà, sfruttamento del lavoro minorile....) e che alla fine disegna un sorriso di tenerezza sul viso del lettore.

Leggete Dickens: non delude mai!!

con questo classico partecipo a...

 

2 commenti:

  1. Io sono una grande amante dei classici, però questo mi ha sempre attirata!!
    Comunque sul mio blog ho un premio per te :)

    RispondiElimina
  2. grazie mary!! passerò a ritirarlo!! ;)

    RispondiElimina

Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

Gadget

Questi contenuti non sono ancora disponibili su connessioni criptate.

Adsense

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...