martedì 23 febbraio 2016

Recensione film: IL CASO SPOTLIGHT di Tom McCarthy




dal 18 febbraio 2016
al cinema
Il Caso Spotlight, presentato fuori concorso alla 72ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, narra le vicende reali venute emerse dopo l'indagine del quotidiano The Boston Globe sull'arcivescovo Bernard Francis Law, accusato di aver coperto alcuni casi di pedofilia avvenuti in diverse parrocchie

Il 28 febbraio si terrà la celebrazione degli Oscar e queste sono le candidature del film:
  • Candidatura per il miglior film
  • Candidatura per la miglior regia a Tom McCarthy
  • Candidatura per il miglior attore non protagonista a Mark Ruffalo
  • Candidatura per la miglior attrice non protagonista a Rachel McAdams
  • Candidatura per la miglior sceneggiatura originale a Josh Singer e Tom McCarthy
  • Candidatura per il miglior montaggio a Tom McArdle

Regia: Thomas McCarthy

Cast: Mark Ruffalo, Michael Keaton, Rachel McAdams, Liev Schreiber, Stanley Tucci, Billy Crudup, John Slattery, Jamey Sheridan.




Nel 2001 il Boston Globe inizia un’indagine accurata su fatti che potrebbero dare uno scossone alla città di Boston e alla Chiesa Cattolica.
A lavorare all'indagine erano Marty Baron, Ben Bradlee jr. e i quattro membri della squadra investigativa del Globe (Walter Robinson, Mike Rezendes, Sacha Pfeiffer e Matt Carroll), che si voteranno anima e corpo a questo caso, tentandole tutte pur di portare alla luce gli abusi sessuali subiti da non pochi bambini, e perpetrati da parte di sacerdoti dell’Arcidiocesi di Boston; abusi che furono insabbiati a opera degli stessi vertici ecclesiastici.
Le voci delle infamie che avvenivano tra preti pedofili e le povere giovani vittime sono state ignorate per troppo tempo dalla società, dalla stampa, dalla polizia e dal sistema giuridico.
Chiuse nel silenzio della vergogna, consapevoli che nessuno li ascoltava e li aiutava a ottenere giustizia, molte vittime si sono suicidate, qualcuna è "sopravvissuta" ed è a loro che il Boston Globe si rivolgerà per raccogliere testimonianze dirette che inchiodino i colpevoli.

Il film mostra in modo accurato e realistico tutto il lavoro investigativo e giornalistico che c'è dietro il caso, l'impegno profuso dai professionisti coinvolti, la loro tenacia nel cercare di superare ogni ostacolo alla verità, ogni tentativo di soffocarla, da parte e degli esponenti del clero e di tanti avvocati che non hanno esitato a scendere a patti con i colpevoli, accettando che gli atti giudiziari, sebbene pubblici, venissero tenuti nascosti, sigillati, non consultabili.
Emerge la colpa della Chiesa nell'occultare i casi di pedofilia (e parliamo di decine di casi...) all'interno delle singole parrocchie, stando bene attenta a mantenere il silenzio e limitandosi ad allontanare i preti accusati trasferendoli altrove (!!!) o sospendendoli adducendo come causa un problema di salute.

E delle vittime, cosa si dice? Le indagini partono proprio dall'intervistare, con più tatto possibile, alcuni uomini disponibili a raccontare le terribili esperienze, e forse il portare a galla una cosa grande come questa incoraggerà altri abusati trovare finalmente il coraggio di raccontare cosa è successo loro.

Un film interessante, che tocca un tema fin troppo attuale, di cui si parla spesso ma attorno al quale c'è sempre una certa dose di tabù, perchè si parla di cose relative alla sessualità (e che coinvolgono minori!) e perchè hanno a che fare con il clero...; gli stessi giornalisti del Globe si son trovati davanti al "problema dei preti pedofili" già prima del 2001..: cosa hanno fatto in passato per scoperchiare il vaso di Pandora? Ben poco...
Forse è il timore di toccare "qualcosa di enorme", come è la Chiesa Cattolica, minandola dal suo interno, colpendo il sistema, ben sapendo non solo che essa è assolutamente in grado di difendersi, .ma che in tanti son disposti ad aiutarla in questo senso.

Le scene sono per lo più concentrate in uffici e biblioteche di tribunali, a leggere carte e fascicoli o a raccogliere testimonianze; l'aspetto emotivo non è messo in primo piano, a mio avviso, o comunque è secondario all'inchiesta in quanto tale, anche se ci sono un paio di momenti più intensi e ad impatto emotivo, da parte di chi - come Mike (M. Ruffalo) - non si dà pace all'idea che dei sacerdoti possano farla franca dopo aver fatto del male a dei ragazzini, cui hanno comunque rovinato la vita, o di chi - come la cattolica Sasha (R. McAdams) - comincia a sentire un certo allontanamento da quella fede sempre sostenuta, in seguito alle cose scoperte.

Sicuramente da vedere, e secondo il mio modestissimo parere, qualche statuetta se l'accalappia ^_-

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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