sabato 20 febbraio 2016

Dietro le pagine di: LA VITA SEGRETA E LA STRANA MORTE DELLA SIGNORINA MILNE di Andrew Nicoll.



Come potete vedere sbirciando sul blog, uno degli ultimi libri letti e recensiti è LA VITA SEGRETA E LA STRANA MORTE DELLA SIGNORINA MILNE di Andrew Nicoll.

Nelle note al libro, l'Autore precisa che l'omicidio al centro della storia sia un fatto realmente accaduto nel 1912 e che agli stessi personaggi citati egli non abbia neanche cambiato il nome, anzi di alcuni conosce pure i parenti.

Ho cercato di raccogliere qualche informazione sull'assassinio di Jean Milne googlando il suo nome, l'anno (1912), il luogo (Broughty Ferry, Scozia).

Ciò che trovato mi ha fatto apprezzare la minuziosità dello scrittore, il suo attenersi scrupolosamente ai fatti circa l'omicidio, i suoi particolari e le ipotesi investigative.

N.B.  INVITO QUANTI  NON ABBIANO LETTO IL ROMANZO MA PENSANO DI VOLERLO FARE, DI ASTENERSI DALLA LEGGERE IL POST PER GUSTARSI AL MEGLIO LA LETTURA DEL LIBRO! ^_-
Diciamo che queste informazioni di cronaca sono più adatte ai lettori curiosi che volessero avere qualche notizia in più, con ritagli dei giornali dell'epoca :=)


-
Ciò che leggiamo spesso è frutto della fantasia dell'Autore ma altre volte quest'ultimo trae ispirazione da storie/situazioni/persone reali, di cui ha avuto conoscenza diretta o indiretta.

La rubrica "Dietro le pagine" prende nome e idea da una presente nel blog "Itching for books" e cercherà di rispondere (cercherò di darle una cadenza settimanale, sempre in base alle piccole ricerchine che riuscirò a fare) a questa curiosità: Cosa si nasconde dietro le pagine di un libro? Qual è stata la fonte di ispirazione?
".


Jeannie Milne (7 maggio 1843 - 3 Novembre 1912) era una zitella ricca ed eccentrica, che amava fare lunghe vacanze nel Regno Unito e in generale nel continente europeo. 
E' stata brutalmente assassinata in casa propria, ad Elmgrove, Broughty Ferry, Dundee, Forfarshire, Scozia, a 69 anni. 

Il caso è stato ampiamente riportato a livello locale e nazionale. 
Anche se fu arrestato un uomo, accusato come colpevole inizialmente (nel libro si fa il suo nome, riportato anche dalle cronache del tempo), egli non fu mai processato e condannato per l'omicidio.

Il 2 novembre 1912, il postino del quartiere nota che Milne non aveva raccolto la sua posta per circa due settimane, e ne informa la polizia. 
La mattina seguente, alcuni ufficiali sono andati a Elmgrove per assicurarsi che fosse tutto ok. 
Dopo aver bussato  ripetutamente alla porta di casa senza ottenere risposta, sono entrati con la forza e si sono trovati davanti una scena da horror.
Il cadavere della Milne è stato trovato ai piedi delle scale, completamente vestito, ma parzialmente coperto da un lenzuolo. 
La sua testa era insanguinata a causa di diverse ferite, e le caviglie legate insieme con una corda della tenda. 
I fili del telefono erano stati tagliati. 
Il corridoio era in uno stato di disordine, segno della lotta feroce con il suo aggressore. 
Oltre a questo, però, la casa era in ordine e non mancava nulla, compresi i gioielli preziosi che la donna morta aveva iaddosso, il che ha escluso si potesse trattare di un furto ordinario. 

L'autopsia ha indicato che era morta da circa tre settimane. 

Era stata picchiata su tutto il corpo con un oggetto pesante; le ferite alla testa erano di per sé lievi, ma nel complesso erano state sufficienti ad ucciderla per mezzo di una emorragia cerebrale.

La polizia locale  chiese la consulenza del detective John Trench, considerato il miglior detective in Scozia.

Milne era stata vista l'ultima volta in vita il 15 ottobre, tuttavia ci fu la testimonianza di un uomo che disse di  essersi avvicinato alla casa il giorno 21 e di aver visto una donna in piedi alla finestra.
Quando aveva bussato alla porta, non vi era stata risposta, ma l'uomo aveva notato che il coperchio della serratura della porta d'ingresso era giù; nel tornare più tardi, vide che esso era tornato normale, come se qualcuno avesse di recente infilato una chiave nella porta.
Questa testimonianza è una delle tante stranezze inconciliabili sull'omicidio, insieme a tante altre (tutte ben menzionate nel romanzo).
Indagando, emergeva un fatto ovvio: Milne conosceva il suo assassino, e aveva, per così dire, lasciato che la morte entrasse nella sua casa.
Tutte le porte e finestre in Elmgrove erano chiuse, e non vi era alcun segno di effrazione, anzi furono trovati una teiera e una torta mangiata a metà su un tavolo e un mozzicone di sigaro nel camino, il che potrebbe far pensare ad un visitatore noto alla vittima.
Sembra che la signorina Milne avesse una sorta di doppia vita. 
Da un lato, era una zitella tutta casa e chiesa; dall'altra, pare viaggiasse regolarmente per incontrare uomini giovani, che spesso si portava a casa.Ma allora chi è stato l'amico presumibilmente responsabile della sua morte?
Milne non sembra che avesse detto a nessuno di lui, nemmeno il suo nome.
Un articolo di giornale di quel periodo aveva sostenuto che la corrispondenza trovata nella casa avesse dato qualche indicazione sulla sua identità, ma in realtà non fu di grande aiuto.

Ma cosa ha dichiarato lo scrittore Andrew Nicoll a proposito della scelta di scrivere un romanzo su questo terribile fatto di cronaca?


Andrew ha raccontato di ricordare bene la prima volta che ha sentito la storia dell'omicidio di Elmgrove.
Era il 1974 e aveva 12 anni e la storia della povera Jean Milne lo aveva turbato, fino a diventare quasi un'ossessione.

Il giorno in cui si celebrarono i 100 anni dall'omicidio della donna, se ne parlò come di un grande fallimento da parte della polizia del posto.

La casa della Milne è ormai diventata una casa di cura.
Anche se il nome è stato cambiato, per l'Autore, quando vi passò davanti, aleggiava comunque qualcosa del vecchio orrore, e questo ha alimentato la sua immaginazione. 

Qualche anno dopo, si è imbattuto nei file della polizia riguardanti il caso e si è totalmente immerso nella lettura dei documenti per almeno un paio di ore.
Non riusciva a credere a quello che stava leggendo: riconosceva nomi, case, strade, anche il modo di lavorare della polizia (lui che ha in famiglia parecchi parenti poliziotti, quasi per tradizione), spesso spaventoso, le loro stravaganti ipotesi, la cieca determinazione nel voler trovare per forza qualcuno cui dare la colpa, e i pochi individui coraggiosi che si rifiutavano di andare avanti con quel tipo di farsa. 
Quelle pagine erano piene di storie e dati, ma anche piene di "vuoti", di grandi buchi, ed era lì che la storia da narrare avrebbe potuto mettere radici, così da abbozzare una soluzione possibile a un caso rimasto irrisolto.
Così è nato The Strange Life and Curious Death of Miss Jean Milne.


http://oldglasgowmurders.blogspot.it/



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jean



fonti:

 strangeco.blogspot.com/                  www.genesontheweb.co.uk/p10791.htm

http://www.thecourier.co.uk/             https://www.celebrate-scotland.co.uk

QUI per leggere un articolo di quel tempo.

QUI c'è il pdf dell'articolo su the Courier.

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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