giovedì 13 gennaio 2022

[ CINEMA ] Il mio modestissimo parere su DONT' LOOK UP.

 

Buon pomeriggio, lettori cari!

Non lo faccio più molto spesso, ma ogni tanto anche a me viene voglia di parlare - seppur brevemente e senza troppe pretese - degli ultimi film visti.

Durante le vacanze ho potuto guardare una delle pellicole più discusse (ed elogiate) degli ultimissimi tempi: Don't look up!

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Il film è uscito nelle sale solo un mese fa e sono in tanti a parlarne; io stessa ammetto di esserne rimasta incuriosita perché leggevo commenti su questo film praticamente ovunque, oltre ad essermi stato consigliato da amici.

Diretto da Adam McKay, Don't look up può vantare un cast di tutto rispetto: Meryl Streep, Leonardo Di Caprio, Cate Blanchette, Jennifer Lawrence.

A un primo sguardo, e senza pensarci troppo, si potrebbe pensare che si tratti del solito film catastrofista "all'amercana" cui Hollywood ci ha abituati (e annoiati?), infatti la trama è presto detta: una bella cometa, dalle dimensioni notevoli, viaggia nell'universo puntando dritta sulla nostra amata Terra; l'impatto - stando ai calcoli - è previsto non più tardi di sei mesi e le conseguenze saranno sicuramente gravissime, tali cioè da distruggere ogni forma di vita.

Insomma, la notizia è a dir poco sconvolgente e a darla sono il professor Randall Mindy (Di Caprio) insieme a Kate Dibiasky (Jennifer Lawrence), studentessa di astronomia prossima alla laurea; è proprio la giovane a scoprire la cometa, che infatti verrà chiamata col suo cognome.

Terrorizzati dalla tremenda scoperta, i due non perdono tempo e contattano chi di dovere affinché venga data notizia alla presidente degli Stati Uniti, Janie Orlean (Meryl Streep), e questa si attivi, in qualche modo, cominciando ad avvisare la popolazione.

Ma la donna è completamente sfasata: prende molto alla leggera il problema, è scettica, ci ride su e soprattutto è troppo impegnata con le prossime elezioni per occuparsi di una stella cadente che potrebbe sopraggiungere tra sei mesi e provocare una catastrofe che lei, evidentemente, non crede possibile...

Randall e Kate capiscono che la presidente - sempre accompagnata da quell'idiota del figlio, il vanitoso e strafottente Jason - non ha preso sul serio la notiziona, così decidono di ricorrere ai media, ed in particolare al celebre e seguitissimo programma mattutino The Daily Rip, condotto da Brie (Cate Blanchett) e Jack (Tyler Perry), con l'obiettivo di spiegare davanti alle telecamere la gravità di questa minaccia, che distruggerà la Terra e i suoi abitanti.  

Non hanno forse diritto i cittadini di sapere che, tempo sei mesi, la catastrofe si abbatterà su di loro? 
E se ci fosse un modo per evitare l'impatto? Non sarebbe giusto e doveroso da parte del governo americano fare qualcosa - qualsiasi cosa - a questo scopo?

Purtroppo, però, l'annuncio in tv non va benissimo: Kate, infatti, che di suo è molto ansiosa (ma anche Randall lo è), di fronte alle risatine, alle battute e, in generale, all'atteggiamento superficiale e leggero dei conduttori, sbotta, si lascia andare ad una sorta di crisi isterica in diretta e la sua reazione scomposta (unita alla frase urlata con angoscia "Moriremo tutti!") diviene oggetto di meme e prese in giro sul web.

In pratica, ciò che doveva essere un avvertimento drammatico diventa una stupidaggine umoristica su cui sghignazzare.

Randall e Kate non ci possono credere, e lo spettatore con loro: davanti ad una scoperta a dir poco agghiacciante, cosa fa la massa? Ride, alza le spalle con un sorrisetto ebete, passa alla news successiva, continua a tenere i propri occhi incollati allo schermo di un cellulare e a proseguire con la propria vita.
Come se niente fosse.

Forse è un modo per tener lontana la paura, che in questi casi diverrebbe qualcosa di irrazionale ed ingestibile in quanto a scatenarla sarebbe un evento che va oltre le possibilità umane?

Mancano 6 mesi allo scontro tra Terra e cometa e la popolazione continua a fare ciò che fa da sempre: lavorare, divertirsi, mangiare, fare progetti, stare sui social...; nessuno che si preoccupa della minaccia globale che sta per colpirli ed affondarli??
C'è qualcosa che può indurli a staccare gli occhi da uno schermo per rivolgerli al cielo?

La presidente fa della frase "Don't look up!" una sorta di slogan, un motto che porta avanti in campagna elettorale, esortando i propri elettori a non credere ai pareri allarmistici di due scienziati matti e a non guardare in alto, perché non c'è nulla che si abbatterà su di loro.

Ma le evidenze scientifiche dicono tutt'altro e confermano che la cometa viaggia spedita, la sua traiettoria è quella della Terra, quindi c'è da muoversi: non sarà il caso di organizzare delle missioni nello spazio per provare a distruggere la cometa in tanti pezzettini meno pericolosi?
La presidente - che ci pare un po' una scioccona senz'arte nè parte - si sveglierà dal menefreghismo incomprensibile in cui sguazza per assolvere adeguatamente al proprio ruolo?
E la gente alzerà lo sguardo verso il cielo, conscia che la propria quotidianità è in pericolo?

Dico subito che il film non mi è affatto dispiaciuto, anzi; si lascia guardare e trovo che la scelta di narrare l'imminente catastrofe con ironia, in modo satirico, sia azzeccata; certo, non vi nascondo che in certi momenti ho pensato fosse eccessivo, e quindi un tantino... urticante.
Però c'è da dire che è tutto sopra le righe, a partire dalla presidente - interpretata dalla formidabile Meryl Streep, che fa ridere per quanto è ochetta -, continuando con suo figlio, un bamboccione che è capo di gabinetto unicamente in quanto figlio della Orlean, ma per il resto è un cretino; i conduttori - per quanto snervanti ed irritanti con le loro risatine stupide, il loro voler minimizzare e rendere tutto un mega trash per fare ascolti - non sono così lontani dalla realtà e anche "in casa nostra" siamo abituati a trasmissioni che trattano argomenti seri "mesciati" con un po' di (in)sano gossip.

Bravissimi anche la Lawrence nel ruolo della scienziata ansiosa, che consuma Lexotan come fossero Tic Tac, dall'animo punk, incline agli attacchi di panico, e Leonardino - sei Jack Dawson per sempre, per quanto mi riguarda, e non c'è cometa che tenga -, anche lui efficace nel far comunicare al proprio personaggio tutta l'angoscia e la perplessità di fronte all'indifferenza dei più nell'apprendere che il loro mondo potrebbe distruggersi da lì a sei mesi.

Come dicevo, la vena umoristica, quasi comica, conferisce inevitabilmente una (voluta) sfumatura grottesca, surreale, che se da una parte fa sorridere, dall'altra fa riflettere su come, davanti alle dichiarazioni drammatiche e sicure di scienziati accreditati, si preferisca infilare la testa sotto la sabbia per non vedere e quindi per non far spazio ad una (legittima?)  paura del domani.
La presenza di Di Caprio mi ha fatto pensare al risvolto ambientalista e alle conseguenze che la stoltezza e l'atteggiamento menefreghista che l'uomo ha verso la natura gli si ritorcerà contro.

Mi è piaciuto il "momento fatidico", e come lo hanno vissuto Randall e Kate insieme ai loro cari: con chi e come vorremmo passare gli ultimi attimi della nostra esistenza? Cosa conta davvero alla fine, cosa dà valore ai nostri giorni su questo pianeta?

Buffe e coerenti col tenore della pellicola le ultime due scene, che - tranquilli - tengo per me ;-)

Concludendo, forse non è il film dell'anno, come ho letto qua e là, ma è un film godibile, fatto bene, che affronta un tema di per sé sfruttatissimo, ormai usurato (dal cinema americano soprattutto) e per nulla originale, ma lo fa con un tono satirico intelligente, che fa il verso a questo genere umano bizzarro e capriccioso che troppo spesso maltratta l'ambiente come se fosse il padrone di tutto e si fa prendere da deliri di onnipotenza e immortalità.

L'avete visto? Che ne pensate?
Lo vedrete?

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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