martedì 26 giugno 2018

Recensione: SMALL TOWN BOYS di Runny Magma



Un ragazzo dalle idee un po' confuse circa il proprio futuro si mette in testa di far luce su un caso di suicidio avvenuto trent'anni prima; un'indagine tutta personale che forse potrebbe, insospettabilmente, aiutarlo a trovare la propria strada...




SMALL TOWN BOYS
di Runny Magma



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Niccolò ha 19 anni, ha appena concluso le superiori e adesso è pronto a godersi l'estate.
Beh, più o meno...!
La domanda che tutti gli fanno e che lo fa uscire fuori di testa è sempre la stessa: "Quindi, a quale facoltà ti iscriverai all'Università?".
Una domanda tanto semplice quanto antipatica, per il ragazzo, che ancora non sa cosa vuol fare "da grande" e finora nessuna delle facoltà consigliategli sembra "rappresentarlo".

Niccolò ha anche la testa un po' tra le nuvole per via delle proprie "pene d'amore": ha una bella cotta, già da qualche annetto, per l'ex professore di Filosofia, Bruno, e sogna ad occhi aperti una storia d'amore con lui nonostante li dividano diversi anni di differenza.
E non solo: Bruno è vedovo, quindi in teoria dovrebbe essere etero, anche se...

Un giorno si reca al cimitero e lo trova lì, a deporre un fiore sulla lapide della moglie; subito dopo però l'uomo si sofferma, con aria malinconica e triste, presso un'altra lapide, priva di foto: è quella di un certo Loris, morto nel 1987 a 19 anni.
La stessa età di Niccolò, che si sente immediatamente preso da una inspiegabile curiosità circa l'identità e la vita di questo ragazzo.
Come è morto e perchè Bruno era presso la sua lapide? Chi era Loris per lui?

Comincia quindi a indagare, va in giro a far domande e la prima persona che sottopone ad interrogatorio è la cara zia Elena, coetanea di Bruno; Elena è un'eterna single, ha sempre l'aria un po' da sfigata, non ha una grande vita sociale, però è, a dispetto di tutto, giovanile nel modo di pensare, e soprattutto è forse l'unica vera amica di Niccolò (che comunque ha due cari amici in Gionata e Cristina): lo ascolta, gli dà consigli onesti e spassionati, gli fa anche qualche ramanzina ma senza avere la pesantezza di un genitore, e poi sa essere ironica e divertente.
Proprio lei gli dà le prima informazioni su Loris: era gay, "a quei tempi" di omosessualità non era bene parlare ad alta voce e mostrarla apertamente, e il ragazzo veniva costantemente vessato e umiliato da alcuni coetanei, in particolare da due tipacci poco raccomandabili, il Pistola e Salsiccia.

Ma la cosa più strana è che questo Loris aveva una rapporto "speciale" con Bruno: i due stavano forse insieme? Elena lo esclude, vista la differenza d'età che intercorreva tra i due (Bruno aveva circa 13 anni).

Nella mente fantasiosa (e diciamolo, un po' simpaticamente contorta) di Niccolò sorge un dubbio: e se Loris fosse una povera vittima di omofobia e bullismo e non sia morto suicida ma... qualcuno gli abbia dato una spinta per farlo cadere sui binari e a farlo finire maciullato sotto un treno in corsa?

E' possibile, in fondo, che coloro che erano presenti sul luogo della tragedia quando essa avveniva, siano in qualche misura colpevoli! Possibile che la polizia, a quei tempi, non abbia fatto le dovute ed oculate indagini, non abbia interrogato i testimoni?
Che poi, guarda caso, chi c'era quel giorno in cui Loris ha deciso di farla finita...? Sempre loro: Pistola, Salsiccia.... e Bruno!
Quanto è coinvolto Bruno nel presunto suicidio di questo ragazzo con cui aveva un rapporto di amicizia, di affetto?

Non pago delle informazioni ricevute dalla zia, e ignorando le esortazioni di lei a farsi i fatti suoi e a non rivangare fatti del passato ormai sepolti da 30 anni, Niccolò si traveste da Poirot (senza baffi, per carità, e la parlata non ha nulla di francese, ma è tutta toscana) e comincia a fare un sacco di domande a chiunque ricordi "il caso Loris", insistente come neppure gli inviati della Sciarelli saprebbero essere.
Arriva a scomodare persino la mamma del defunto, la buona signora Adele, che rivede in Niccolò la spontaneità presente in quel suo figliolo morto troppo presto, così decide di regalargli una scatola di ricordi appartenuti a Loris; tra essi, oltre a trovare delle musicassette che gli fanno conoscere una certa parte di musica degli Anni '80 a lui ignota (anche a me, sinceramente), gli capita tra le mani un diario, anzi il diario in cui Loris annotava pensieri, canzoni, foto di idoli...
Tra quelle pagine Niccolò si convince di poter trovare indizi che lo conducano alla verità, quella che gli rivelerà come in realtà Loris non si sia suicidato ma sia finito sulle le rotaie perchè spintovi da... Da chi? Qualche ipotetico sospettato c'è, ma dimostrarlo è un'altra storia.

Insomma, la testa gira e il giovanotto si lascia andare a supposizioni azzardate, volte a dimostrare come gli atteggiamenti omofobi e da bulli possano essere davvero pericolosi.

Scoprirà che c'è un'altra verità dietro quella "ufficiale" a cui si era giunti trent'anni fa?

Forse, l'unica verità cui Niccolò giungerà è quella che riguarda se stesso, la propria crescita verso l'età adulta, la consapevolezza di se stesso e di quello che vuol essere e fare nella vita.
Conoscere Loris - attraverso le parole di chi gli ha voluto bene e attraverso i suoi oggetti, i suoi libri, la sua musica, le piccole confidenze scritte e scarabocchiate (alcune delle quali sconvolgeranno un po' Niccolò) su un diario segreto - costituisce per il giovane protagonista una via per conoscere meglio se stesso e da questa storia ne uscirà sicuramente un po' più maturo, indipendentemente da come la sua "sete di giustizia in onore di Loris" verrà soddisfatta (e comunque non di rado è la vita stessa che costringe a "saldare certi conti"...).

"Small Town Boys" è un breve romanzo che, pur appartenendo al genere LGBT, affronta l'omosessualità in modo "soft", con delicatezza; non è un romance, è più un romanzo di "formazione" che vede protagonista un ragazzo gay, che non vive la propria omosessualità in modo drammatico, però al contempo non ne parla neppure apertamente con chiunque. Ad es. coi genitori ha un rapporto molto distante, essi sembrano quasi assenti nelle sue giornate e a parte preoccuparsi che mangi, non c'è grande interesse da parte di mamma e papà verso il loro unico figlio, non nell'instaurare un dialogo con lui, quantomeno.
Fortunatamente c'è zia Elena, una "sfigata felice" in cui il ragazzo ritrova una confidente importante.

La musica è un elemento importante, a cominciare dal titolo, che ho scoperto essere quello di una canzone dei Bronski Beat (1984) e in cui si "parla" di un ragazzo gay che si ritrova isolato, incompreso e vittima di omofobia (nulla è a caso in questo libro); ogni capitolo è introdotto da un titolo in inglese, che poi è il titolo di una canzone sempre risalente agli Anni '80.

Ho trovato la scrittura di Runny Magma matura, capace di alternare toni ironici, simpatici con altri più seri e commoventi, affrontando tematiche attuali e gravi come l'omofobia e il bullismo in modo "leggero" ma non superficiale, attraverso la prospettiva di un ragazzo che, essendo omosessuale, in qualche modo si ritrova a vivere le proprie scelte e il proprio modo di essere nell'ambito di una società in cui l'accettazione dell'altro e di una presunta diversità non è ancora così spontanea ed automatica.

La parlata toscana conferisce genuinità al racconto e personalmente l'ho apprezzata; la narrazione è in prima persona e questo contribuisce sia a rendere il ritmo sempre vivace, sia a "farci entrare nella testa" del protagonista/narratore, che non può non suscitare simpatia.

Consigliato, è una lettura scorrevole, che tocca temi importanti in modo delicato e ironico.

lunedì 25 giugno 2018

IO, GLI ANNI '80/'90 E LE MIE ESTATI DAVANTI ALLA TV



Giorni fa ho risposto al tag "Le mie estati del passato" anticipandovi che avrei pubblicato qualcosa sempre a tema estivo con un occhio al passato, per la serie "50 sfumature di nostalgia" (nulla di deprimente, per carità).

Ecco, la prima categoria su cui mi soffermo oggi è quella del cinema; ad essere precisa, la maggior parte di questi film tv non mi risulta siano passati per il grande schermo ma direttamente per il piccolo, però personalmente li porto nel corazòn perché mi ricordano le mie estati passate, la mia infanzia/adolescenza.

Preciso che questi film li associo all'infanzia essenzialmente per due ragioni (non necessariamente entrambe presenti): 1. mi capitava di (ri)guardarli nel periodo estivo, che fosse di sera o, altrettanto, se non più, frequentemente, nel pomeriggio, quando l'ossessione compiti non c'era; 2. la storia stessa del film è ambientata nei mesi estivi.

Cominciamo dalla mia infanzia, appunto, quindi dai gloriosi Anni Ottanta, e da tre film di avventura - adatti a un pubblico molto giovane ma comunque carini anche per gli adulti - che amavo vedere e rivedere con mio fratello, nei caldi pomeriggi estivi.

Premessa: essendo io un po' ripetitiva, lo riscrivo nel caso non lo avessi già detto in passato (ehm... mi sa di averlo detto...): erano quelli gli anni (fine '80) in cui cominciai ad essere in fissa per un attore americano, allora anch'egli molto giovane: River Phoenix (1970-1993); fissa che si è forse addirittura accentuata dopo la sua morte prematura :-((  che gli ha conferito una sorta di aura leggendaria.

Il mio film preferito, che vede River nei panni di co-protagonista e che gli diede, ai tempi, molta popolarità, è STAND BY ME. RICORDO DI UN'ESTATE (tratto da un racconto di Stephen King, IL CORPO), diretto da Rob Reiner e che vede nel cast anche Will Wheaton, Corey Fieldman e Harry O'Connell (1986).

E' un film sull'amicizia, che ruota attorno a un'esperienza avventurosa vissuta, nell'arco di pochi giorni, da quattro adolescenti, diversissimi caratterialmente ma molto affiatati: Gordon, Chris, Teddy e Vern: i quattro partono, zainetto in spalla, alla ricerca del cadavere di un loro coetaneo, ritrovato morto nei pressi di una ferrovia.
A raccontarci ogni cosa è un Gordon ormai cresciuto, divenuto scrittore, che decide di parlare degli amici, dei fatti e delle emozioni provate in quell'estate del 1960, rimasta indelebile nella sua memoria.

E' un film fatto davvero bene, i giovani attori sono bravissimi, sanno essere tanto buffi, sboccati, quanto teneri; un'avventura che non manca, sul finale in particolare, di commuovere ed è pervasa da quel sapore nostalgico, tipico dell'adulto che guarda all'estate più bella della propria vita e non può fare a meno di emozionarsi.
La colonna sonora, che dà anche il titolo alla pellicola, è celebre ed è, per me, sempre piacevole da ascoltare e riascoltare >>>> QUI

Sono quei film cui sono proprio letteralmente affezionata: ancora adesso, se li danno in tv, non posso non guardarli! 


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Explorers è un film di fantascienza del 1985, diretto da Joe Dante, con Ethan Hawke, River Phoenix e Jason Presson.Ben, Wolfgang e Darren sono tre distratti ragazzini appassionati di avventure spaziali. Per questa loro mania stanno svegli la notte a progettare viaggi intergalattici.
Sfruttando le loro conoscenze informatiche, i tre riescono a individuare e controllare una forza magnetica che, imbrigliata con l'ausilio di rottami di elettrodomestici, diventa una astronave.


Probabilmente in tanti lo riterranno un gilm mediocre, niente di eccezional,  e sarà sicuramente così, ma io ci sono affezionata *_* 
Stesso discorso per il divertente I GOONIES, diretto da Richard Donner, con Sean Astin, Josh Brolin, Jeff Cohen, Ke Huy Quan, Anne Ramsey, Corey Feldman, Martha Plimpton.
1985

Un gruppo di potenti sta comprando tutte le case del quartiere di Goon Docks con chiari intenti speculativi. Una banda di ragazzini del quartiere, i Goonies, cerca di opporsi, ma non sa neppure da che parte cominciare.
Poi, una sera, rovistando in soffitta, i ragazzi scoprono un'ingiallita mappa spagnola che contiene indicazioni precise su come trovare un antico tesoro. 
La piccola banda penetra così in uno chalet abbandonato e da qui in un labirinto di grotte. I ragazzi però non sanno che il luogo è la base operativa segreta di una banda di ladri capeggiata da "Mamma Fratelli" e dai due suoi violenti figli.



Un'attrice molto in voga negli Anni '80/'90, di cui ho avuto modo di vedere diverse interpretazioni, per lo più in commedie romantiche sentimentali: Molly Ringwald.
n. 1968

Ricordo in particolare questi tre film, che hanno allietato e zuccherato alcune ore pomeridiane - le più calde - davanti alla tv :-)


Un compleanno da ricordare (1984): Samantha resta di sasso quando vede che i suoi familiari, alle prese con i preparativi per il matrimonio della sorella, si sono completamente dimenticati della data del suo sedicesimo compleanno. Sconvolta dall'accaduto, sta già pensando di andarsene per sempre, quando si accorge che il ragazzo dei suoi sogni improvvisamente sembra dimostrare, per la prima volta, qualche attenzione nei suoi confronti.

Pretty in pink (Bella in rosa; 1986): Andie è una bella ragazza senza una lira, costretta a subire tutte le prevedibili umiliazioni da parte dei suoi ricchissimi compagni di scuola. Di lei s'innamora Duckie, studente anche lui e altrettanto povero. Le sue chance di conquistarla sono già scarse, ma diventano pari a zero il giorno che Andie si mette con Blane, bello, ricco e comprensivo...

Per gioco e per amore (1988): una coppia di studenti con grandi progetti per il futuro deve fare i conti con un bebé non previsto.

Sono commediole "cuore-amore", ripeto, le stesse che oggi scarto a priori solo nel leggere il titolo smielato e banale, ma di queste qua ho un dolce ricordo, chiaramente legato più a qualcosa di affettivo che all'oggettiva qualità del prodotto ;-)  A modo loro, con delicatezza, romanticismo e un pizzico di ironia, affrontavano con poche pretese i piccoli grandi tormenti e problemi adolescenzali; sono in genere dei cult per noi che siamo passati per quegli anni ^_-


Il prossimo film vede quale attore protagonista Christian Slater e per qualche tempo ho avuto il dubbio di essermelo inventato di sana pianta, perchè non riuscivo a trovarne traccia in web...; ricordavo grosso modo la trama, il cognome del protagonista (Petrie), avevo in mente anche dei flash relativi a certe scene ecc, ma mi era difficile trovare informazioni in merito (tanto più in italiano); finchè su filmtv ho visto che c'era la
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scheda... *_*

Amore disperato (1989): tratto da una storia vera: l'amicizia tra un gruppo di adolescenti scorre tranquilla nella noiosa vita di una cittadina della Georgia. A incrinare il loro legame, una ragazza di città appena arrivata in paese: tutti, uno dopo l'altro, finiscono col perdere la testa per lei con le immaginabili comnseguenze.

Ricordo che mi commosse, era drammatico e mi sa che Slater qui era un po' schizzato (e già bravissimo)


Restiamo sul finire degli anni '80 e sul sentimentale, questa volta con un film di culto per quella generazione: Dirty Dancing, con l'indimenticabile Patrick Swayze e Jennifer Grey.

Indimenticabili vacanze del 1963 per la famiglia Houseman. 
1987
In particolare per la figlia Baby, che si lascia attrarre dai balli scatenati che si svolgono nell'albergo della East Coast in cui soggiornano. La coppia regina delle serate è quella formata da Johnny Castle e Penny Johnson, ballerini infaticabili. 
Baby diventa amica di Penny e si trova perfino a sostituirla sulla pista.

Forse i giovani di oggi potrebbero snobbare questo film romantico in cui un'adolescente illibata perdela verginità col maschio sexy di turno, ma a dispetto di tutto Dirty Dancing ha vinto l'Oscar e il  Golden Globes per la miglior canzone - (I've Had) The Time of My Life -.


Per ora mi vengono in mente questi ma ce ne saranno sicuramente altri che la mia memoria per ora si rifiuta di pescare altro dai cassetti, quindi ci accontentiamo :-D

Alla prossima!

domenica 24 giugno 2018

Tre anteprime interessanti (Feltrinelli, Mondadori, Sperling&Kupfer)



Tre generi, tre autori, tre stili narrativi, tre diverse ambientazioni che mi piacciono e solleticano la mia curiosità: la dolce malinconia presente nella sensibile penna della Yoshimoto; le sfumature noir e intricate di Matsumoto Seicho e le avvincenti storie di Philippa Gregory inserite in contesti e periodi storici ricchi di fascino:


LE SORELLE DONGURI
di Banana Yoshimoto


Ed. Feltrinelli
112 pp
12 euro
USCITA
28 GIUGNO 2018
Rimaste orfane, Guriko e Donko gestiscono un sito di posta del cuore che si chiama Le sorelle Donguri (donguri significa ghianda in giapponese). 
Donko è tanto energica e indipendente quanto la sorella è solitaria e taciturna. 
Questo fino a quando Guriko riceve il messaggio di una donna che le scrive del dolore per la perdita del marito, parole che inducono Guriko a ripensare al suo primo amore, Mugi, incontrato ai tempi della scuola e poi sparito nel nulla. 
Segretamente cova da sempre il desiderio e la speranza di ritrovarlo, decide allora di interrompere la sua clausura e di andare a cercarlo. 

Attraverso la voce narrante di Guriko, Banana Yoshimoto affronta temi quali la perdita e il superamento del dolore, ponendo l'accento sul potere salvifico della condivisione e sulla capacità dei sogni di sciogliere tensioni e problemi.






COME SABBIA TRA LE DITA
di Matsumoto Seicho



Ed. Mondadori
USCITA
3 LUGLIO 2018
Tokyo, 12 maggio 1961. Nelle prime ore del mattino, sui binari della stazione di Kamata viene trovato il cadavere sfigurato di un uomo. Impossibile identificarne i tratti, non c'è alcun nome, solo due labili indizi che sembrano non portare da nessuna parte: la voce di un uomo anziano, che i testimoni hanno sentito parlare con un accento caratteristico, e una parola, kameda. 
Per seguirne le tracce l'ispettore Eitarô Imanishi è costretto a una lunga, infruttuosa indagine. 
I mesi passano, gli interrogativi non trovano risposte, anzi aprono solo nuove domande, tutte le vie si rivelano vicoli ciechi. 
Ma l'ispettore Imanishi non è uomo da lasciar perdere. 
E così, quando una serie di circostanze fortuite lo riporta al caso, si rimette in pista, cercando il legame tra il primo delitto e altre morti sospette.
Infaticabile e cocciuto, Imanishi dovrà viaggiare per tutto il Paese, e finirà in un pericoloso labirinto fitto di inganni e false piste, da cui riuscirà a emergere solo a fatica con una sconcertante soluzione.



LA SESTA MOGLIE
di Philippa Gregory



Ed. Sperling&Kupfer
402 pp
19.90 euro
USCITA
3 LUGLIO 2018
A trent'anni Caterina Parr è una donna ancora giovane, eppure già vedova due volte, di due mariti sposati per ragioni molto pratiche e ben poco romantiche. 
Ora, finalmente, ha un amore segreto che la appaga profondamente, e non chiede di più. 
Ma quando un uomo abbastanza vecchio da essere suo padre, un uomo che ha già seppellito quattro mogli, le intima di sposarlo, lei non ha scelta.
Perché Caterina non nutre alcun dubbio sul fatto che quell'uomo sia straordinariamente pericoloso: il suo nome è Enrico VIII, è il suo re e le ultime due regine non sono durate più di una manciata di mesi. 
Per fortuna, e grazie all'intelligenza e alla sensibilità di Caterina, Enrico adora la sua nuova sposa, tanto che la loro unione è benedetta da una sconfinata fiducia reciproca. Indipendente, avida di conoscenza e vivacissima, la nuova regina domina da subito la scena. Prima di tutto riunisce la famiglia reale sotto lo stesso tetto, riportando a casa i principi Elisabetta, Maria ed Edoardo e gettando le basi per il futuro. Poi fonda un circolo riformista proprio nel cuore della corte. Diventa addirittura reggente mentre Enrico è lontano, conquistando definitivamente il capriccioso marito. 
Però qualcuno comincia a pensare che tutto quel potere sia troppo per una donna del suo tempo. 
Qualcuno che insinua il dubbio sulla sua fede. Qualcuno che arriva ad accusarla di eresia. La pena è terribile, Caterina rischia di morire sul rogo. A meno che...





sabato 23 giugno 2018

Tag: Le mie estati del passato



Carissimi, oggi condivido con voi un po' di ricordi dal "sapore d'estate", grazie a un tag ideato da Miki Moz e per il quale sono stata taggata da Silvia di La nostra passione non muore ma cambia colore.

REGOLE DEL TAG:

1) Elencare tutto ciò che è stato un simbolo delle nostre estati da bambini, in base ai microargomenti forniti.
2) Avvisare chi vi ha nominato dell’eventuale post realizzato, contattandolo in privato o lasciando un messaggio sul suo blog.
3) Taggare altri cinque bloggers, avvisandoli.



GIOCO IN CORTILE


C'è stato un periodo, quello delle scuole elementri, in cui il quartiere in cui sono nata e cresciuta era popolato da non poche/i ragazzine/i, più o meno della mia età (qualcuno più grandicello); con le femminucce si giocava soprattutto "a pallavolo" (per carità, una versione molto spartana e giusto per divertirsi un po').


GIOCO IN SPIAGGIA


In spiaggia la classica paletta, col secchiello..., e poi io e mio fratello costruivamo presunti castelli di sabbia, più presunti che castelli ^_^


FUMETTO

Hum... non ho letto moltissimi fumetti da bimba, giusto qualche Topolino, ma pochi; però ricordo che in casa circolavano un sacco di copie di Tex Willer di mio padre, e sfogliarli e leggiucchiarli era sempre una tentazione ^_^

Più che i fumetti, mi piaceva collezionare figurine, sia dei calciatori che delle anime che andavano molto ai miei tempi (parliamo di fine Anni '80), tipo "Una per tutte, tutte per una" (Piccole Donne), "I Puffi" e altri che in questo momento non ricordo.




CIBO



Beh l'estate per me era ed è sinonimo di granite e gelati, quindi andavo di granita all'arancia e, tra i gelati, da bimba mi piaceva il Fior di Fragola; crescendo sono diventata appassionata di Magnum e MaxiBon.

Però non esistevano solo i gelati, eh..! A far da padrone in spiaggia erano i bei paninazzi preparati da mamma, che tra i vari affettati si contraddistinguevano per la presenza dei carciofini sott'olio fatti in casa ^_^


CANZONE


Ci pensavo a pranzo, in vista di un post che stavo preparando, sempre sulla falsariga dei ricordi d'infanzia legati all'estate, con particolare attenzione a film, canzoni e libri (vedremo cosa ne verrà fuori); dicevo, parlandone con mio marito, pensavo alle canzoni che più di tutte associo alle estati di qualche era annetto fa, e mi son venute in mente, d'istinto e senza scervellarmi troppo, "Ti pretendo" di Raf e "Like a prayer" di Madonna, che hanno accompagnato in particolare l'estate del 1989, quando trascorsi qualche giorno al mare con mio fratello e mia madre nella casa estiva di un mio zio; ecco, questi due brani si sentivano tanto in radio.


LIBRO

Il mio amore per la lettura è nato grosso modo verso i 9-10 anni e ricordo che uno dei primissimi libri che ho letto con piacere e di cui ho un ottimo ricordo è sicuramente "Le avventure di Tom Sawyer" di Mark Twain, letto nei mesi di vacanza. 

FILM


Eh..., ho pochi dubbi su quale film per me rappresenti l'estate durante l'infanzia/pubertà: Stand by me. Ricordo di un'estate del Rob Reiner (1986), con il mio amatissimo e compianto River Phoenix.




LUOGO


I luoghi dell'estate sono le località marine non distanti dalla mia città, quindi Marina di Lesina, Campomarino e Capoiale (paesino del Gargano), oltre che le pinete, sempre nei dintorni, in cui facevamo delle belle scampagnate.


VIDEOGAME

E' una categoria di giochi che non sono stati particolarmente presenti nella mia infanzia.


GIOCATTOLO


A me da bambina piacevano molto le bambole, amavo vestirle e rivestirle, lavare loro capelli, vestitini...; c'era una bambolina che mi piaceva tantissimo e ce l'ho ancora, l'avevo chiamata Emily: una damina tutta boccoli e col cappellino.




TELEVISIONE

L'estate era il periodo ideale per guardare tutti i cartoni che mi piacevano (non che non li guardassi negli altri mesi, ma c'erano comunque i compiti da fare); col tempo, mi sono appassionata anche ai film, in particolare a quelli che davano nel pomeriggio su canale 5 e che di solito erano dei drammoni strappalacrime o commedie sentimentali.
Ve ne farò qualche esempio nel post di cui vi ho anticipato sopra.
Non posso non menzionare la bella trasmissione "Giochi senza frontiere", che io e mio fratello aspettavamo ogni anno con trepidazione!


LIFE

Ho dei bei ricordi delle mie estati da bambina, trascorse nella semplicità, con le amichette più care di allora e con cugini e zii, con cui condividevamo "stessa spiaggia, stesso mare" :-D


FOTO DI UN’ESTATE DEL PASSATO


Appena ne trovo una decente, prometto di postarla!!

Ecco i 5 bloggers che nomino, ma in realtà chiunque avesse voglia di fare il tag, è libero di parteciparvi, sarà felice di leggere e conoscere i vostri ricordi!!!


  1. Le storie di Erielle
  2. Blog di cinema e non solo
  3. Un profondo oceano di libri
  4. Ioamoilibrieleserietv
  5. Il profumo delle parole

giovedì 21 giugno 2018

Anteprima Sonzogno: LA LUNA NERA di Winston Graham - dal 6 settembre in libreria




Appassionati della saga dei Poldark, a settembre è in arrivo in libreria il quinto volume della serie di Winston Graham.

1. Ross Poldark
2. Demelza
3. Jeremy Poldark
4. Warleggan


LA LUNA NERA

Ed. Sonzogno
544 pp
19 €
USCITA
6 SETTEMBRE 2018
Cornovaglia, 1794. Tra Inghilterra e Francia infuria la guerra, ma gli affari di Ross Poldark finalmente prosperano, e il suo amore per Demelza, passato attraverso prove tanto difficili, sembra ora aver ritrovato la serenità. 
Tanto più che Elizabeth, la vecchia fiamma di Ross andata in sposa a George Warleggan, ha appena dato alla luce un bambino, nato prematuramente in una notte di eclissi lunare. 

Intorno a loro, però, le passioni avvampano, e nuovi personaggi entrano in scena. Compare infatti il giovane Drake, fratello di Demelza, affascinante e povero come lei, che suscita l'amore di Morwenna, sorella di Elizabeth, promessa a un ricco reverendo. E intanto Ross dovrà lanciarsi in nuove avventure per salvare l'amico Dwight, fatto prigioniero dai francesi. 

Ma la vera minaccia alla felicità dei Poldark è un oscuro segreto che sta per essere rivelato e rischia di distruggere ogni cosa.

QUANTI DI VOI STAVANO ASPETTANDO QUESTO QUINTO VOLUME DELLA SAGA? 



L'autore.
Winston Graham (1908-2003), nato a Manchester e poi trasferitosi a diciassette anni a Peranporth in Cornovaglia, è stato un prolifico romanziere inglese, noto principalmente per la saga di Poldark, la grande opera della sua vita in dodici volumi, e per il thriller Marnie, portato sul grande schermo da Alfred Hitchcock. Warleggan è il quarto episodio della fortunata serie storica ambientata tra il 1783 e il 1820, pubblicata per la prima volta in Inghilterra nel 1945, e di cui Sonzogno ha già tradotto i primi quattro libri.

mercoledì 20 giugno 2018

Recensione: I TALENTI DELLE FATE di Antonella Arietano



Una dolce storia che racconta come nella vita di ogni giorno tutti abbiamo un grande bisogno di riscoprire la meraviglia e la magia nascosta nelle piccole cose e i talenti presenti in ognuno di noi, che aspettano solo di venir fuori per portare un po' di luce nella vita non solo di chi ci è attorno, ma anche nella nostra.



I TALENTI DELLE FATE
di Antonella Arietano




Editore: auto pubblicato
Pagine: circa 248
Prezzo: 2,99 €
Uscita: aprile 2018
«Un Talento è un dono da scoprire».


Elisa è un'adolescente piuttosto solitaria: non ha molti amici, non ama le feste (né darle né parteciparvi) e il suo passatempo preferito è collezionare Fate e tutto ciò che le riguarda.

La sua saggia e comprensiva nonna, conoscendo il modo di fare ruvido e disincantato della nipote, che sembra non avere ancora imparato a trovare una ragione per essere gioiosi e sorridenti ogni giorno, prova a spiegarle cosa sia per lei una Fata:

«Io non vedo le Fate come esserini di luce dalle ali brillanti, abbigliate con graziosi vestitini; io credo piuttosto che le Fate siano tra la gente comune, che siano gente comune.» 
«Cosa?» Elisa parve perplessa. 
«Proprio così! Una Fata a mio avviso non è altro che una persona dotata di un Talento straordinario, capace di creare la magia nella vita quotidiana. Senza bacchette o polvere magica.»

Insomma, le propone una scommessa: cercare la magia nella vita di tutti i giorni. 

«Non occorre vedere per credere, Elisa. 
Ma è anche vero che si può diventare ciechi con la sola forza di volontà.» 
«Che vuoi dire?» 
«Facciamo così: da oggi in avanti iniziamo una specie di gioco, tu e io! Cercheremo la magia nella vita di tutti i giorni!»


La nipote è alquanto scettica ma non se la sente di rifiutare la sfida lanciata dall'amata nonnina, così accetta.

Non passerà molto tempo che il talento meraviglioso di Elisa verrà fuori: lei ama gli animali, e in particolare, l’incontro fortuito col cagnolino trovatello Sam darà il via a un piccolo grande sogno che si realizzerà giorno per giorno e non senza qualche piccolo intoppo: aprire un rifugio per gli animali soli, abbandonati, che siano cani, gatti o conigli, con l'augurio che qualcuno se ne innamori e li adotti.

Ad aiutare Elisa in questa missione c'è Stefano, un amico di scuola con cui ha instaurato un bel feeling, anche se c'è da dire che il ragazzo ha mostrato, nel tempo, molta pazienza con quest'amica particolare, facilmente irritabile e decisamente poco socievole; è stato così "dolcemente insistente", convinto che dietro quella maschera burbera e scontrosa si celasse dolcezza e simpatia, da riuscire ad entrare nel cuore di Elisa...!
Proprio lui, con il suo modo di essere allegro, spensierato, solare, chiacchierone e molto empatico, riesce anche a coinvolgere nella loro sincera amicizia una compagna altrettanto timida e solitaria: Tea, che però col tempo impara a sbloccarsi e dimostra di essere un'ottima compagnia, oltre ad avere anch'ella un requisito fondamentale: ama gli animali ed è entusiasta all'idea di aiutare Stefano ed Elisa nella loro piccola missione.

E se la madre di Elisa è contrariata al pensiero che la figlia si prenda cura di troppi animali abbandonati (e che questo possa avere delle conseguenze), a sostenere la ragazza ci pensa Nonna Gigliola, che coi suoi consigli e tra piatti prelibati e merende deliziose dal lei preparati,  diventa non solo un'alleata per la nipote, ma le dà l'opportunità di avere un posto tutto suo, in cui esercitare questo "talento", così da offrire un posticino ai trovatelli raccattati per strada.

Come dicevo, non mancheranno diversi problemi durante questo percorso di crescita, ma le varie esperienze che la giovane protagonista farà insieme ai suoi amici, umani e non!, l'aiuterà a imparare molte cose.
Ad es., ad essere responsabile: se decide di aiutare gli animali in difficoltà, deve anche poi sapere come gestire la situazione, portarli dal veterinario, sfamarli, e certo è impensabile accollarsi la cura di troppi di loro, quindi c'è da preoccuparsi anche di sistemarli...
Deve imparare a non rifugiarsi dietro piccole (e, solo apparentemente, innocenti) bugie per evitare rimproveri e punizioni da parte della madre (a proposito, anche lei ha bisogno di riscoprire il proprio talento..!); deve essere più aperta ai rapporti umani, senza chiudersi in se stessa ma provando a conoscere gli altri.
E dovrà imparare anche che si può essere fisicamente distanti da chi amiamo senza che ciò significhi perderlo, perchè i sentimenti veri e forti resistono anche alle distanze!

Riuscirà Elisa a coltivare il dono che ha scoperto di avere e a vedere la magia intorno a sé? 
Ogni dono che possediamo può essere messo "al servizio" del prossimo, persone e non, e magari può essere di sprone affinchè anche gli altri si accorgano dei propri talenti e li sfruttino!

La magia non è quella delle favole, non è fatta necessariamente di cose sovrannaturali..; la vera magia è quella "di tutti i giorni, che non ha bisogno di bacchette magiche né di incantesimi. Perché la magia, semplicemente, è alla portata di chiunque la sappia riconoscere.".

E' un romanzo dal linguaggio molto scorrevole, immediato, semplice ma molto curato; la protagonista è un'adolescente e si sa, parliamo di un'età sempre molto complicata, ma Elisa è fortunata perchè, nonostante l'assenza del padre, ha una mamma attenta, severa ma non troppo, che le dà consigli intelligenti e saggi, e una nonna dolce e buona, che asseconda i desideri della nipote senza però essere permissiva, ma sempre aiutandola a responsabilizzarsi e ad essere positiva.

L'evoluzione di Elisa è evidente e la seguiamo passo passo; non manca un pizzico di romanticismo e dolcezza, grazie ai sentimenti che pian piano si intensificano tra Elisa e Stefano; tanti sono i valori presenti, tra cui sicuramente spicca l'amicizia, forse uno dei doni più meravigliosi di cui l'essere umano può godere; un'amicizia non solo tra persone ma anche con gli animali, che meritano rispetto e cura.

La vera magia, comprendiamo insieme ad Elisa, è questa: la vita stessa, con i suoi problemi e le sue gioie, e il talento più grande che possiamo imparare ad esercitare è affrontarla col sorriso, senza abbatterci, facendo qualcosa di utile per il bene di quanti ci sono vicino.

E' stato molto piacevole leggere questo libro, non solo per com'è scritto ma anche per i messaggi positivi in esso contenuti; adatto a lettori giovani, ma non può che far bene a tutte le età, perchè può succedere di non vedere più la magia attorno a noi (a causa delle difficoltà quotidiane), ma essa c'è, è presente attorno a noi, nei sorrisi sinceri degli amici, nella carezza fatta al cane che s'accuccia ai tuoi piedi, nei pomeriggi trascorsi in serenità con chi ami..., insomma in quei gesti e momenti che a volte diamo per scontati, ma che sono importanti perchè ci regalano quella dose giornaliera di felicità di cui abbiamo assoluto bisogno.

Consigliato!

martedì 19 giugno 2018

Segnalazioni Fantasy e Narrativa per Ragazzi




Anche oggi vi presento alcune novità editoriali, in particolare si tratta di un paio di pubblicazioni fantasy e di altre due adatte principalmente a una fascia di lettori giovani/giovanissimi.


FANTASY

Parto con il romanzo fantasy “X Segreto” pubblicato dalla casa editrice Il Viandante, è stato presentato con successo al Salone del Libro 2018 di Torino.
Si tratta in realtà di un progetto che non si ferma esclusivamente alla pubblicazione del 1° romanzo: è un percorso che prevede inoltre la pubblicazione di carte da gioco (personaggi) dipinte a mano (già visionabili su web), di un gioco da tavolo, di raccoglitore e di altri romanzi e racconti.


X SEGRETO
di Osvaldo Neirotti


.
... egli si trova tra due mondi, il presente di una piccola realtà piemontese fatta di famiglia, società e l’immaginario dei racconti che spesso aiutano a scoprire verità, ma anche a nascondersi.
Etrar è il mondo raccontato, l’altra faccia di noi stessi; ospita personaggi fantastici che traggono origine da miti e leggende della nostra storia. 
Si racconta di maschere che influenzano la vita di 20 amici, una ribellione da se stessi, un racconto che parla al lettore di come trovare le proprie verità. Spesso basta un piccolo sussulto, un attimo, un battito di ali per cambiare.
Solo scopre che è rinchiuso in una prigione, scappa, corre e si nasconde; sta per uccidersi quando trova l’amicizia di un drago. 
Inizia a credere che al di fuori dei propri pensieri c’è una vita...





Proseguo col segnalarvi l'uscita del libro "I Figli di Cardea", secondo capitolo della trilogia "Ulfhednar War", di Alessio Del Debbio.


I FIGLI DI CARDEA
di Alessio Del Debbio



Saga: ULFHEDNAR WAR
Edizioni Il Ciliegio
Genere: fantasy contemporaneo
Formato: cartaceo
Pagine: 416
Prezzo: 19,50 euro
ISBN: 978-88-6771-544-2
Dal 25 maggio 2018
Dopo lo scontro alla Grande Quercia, gli ulfhednar del Vello d’Argento sono senza un Alfa e temono attacchi da parte dei Figli di Cardea. Daniel cerca di addestrare i nuovi membri del branco, la Dottoressa è tormentata dai fantasmi del suo passato, Dominic, infine, medita vendetta, incolpando Ascanio e Daniel della morte di sua madre.

Quando un nuovo branco invade l’Appennino, i Figli di Cardea decidono di sferrare l’attacco finale, per cancellare lupi e stregoni dalla penisola. Nel frattempo, Ascanio è scomparso…

I Figli di Cardea è il secondo capitolo della trilogia Ulfhednar War, iniziata con La guerra dei lupi.

Daniel non seppe rispondergli.
A parole, del resto, non era mai stato bravo.
Era un lupo e tra i lupi bastavano i gesti.

Ambientato in Toscana, tra Viareggio e le montagne della Garfagnana, il libro mescola mitologia nordica e celtica a storia e leggende toscane, alternando, con ritmo incalzante e colpi di scena, capitoli nel presente e altri nel passato.



Contatti autore:


L'autore.
Alessio Del Debbio, scrittore viareggino, appassionato di tutto ciò che è fantastico e oltre la realtà. Numerosi suoi racconti sono usciti in riviste (come Con.tempo e StreetBook Magazine) e in antologie, cartacee e digitali (come I mondi del fantasy, di Limana Umanìta Edizioni, Racconti Toscani, di Historica Edizioni, Sognando, di Panesi Edizioni). I suoi ultimi libri sono Favola di una falena (Panesi Edizioni, 2016), Ulfhednar War – La guerra dei lupi (Edizioni Il Ciliegio, 2017) e Berserkr (Dark Zone edizioni, 2017).
Cura il blog “I mondi fantastici” che promuove scrittori di fantasy italiano. Scrive articoli per il portale di letteratura fantastica “Le lande incantate”. È presidente dell’associazione culturale “Nati per scrivere” che d’estate organizza la rassegna “Un libro al tramonto” – Aperitivi letterari a Viareggio, per far conoscere autori locali.



LIBRI PER RAGAZZI


Freccia Senzapaura 
di Emilia Cinzia Perri



La Ruota Edizioni
120 pagine
10 euro cartaceo 
Giugno 2018
Romanzo per ragazzi (8-12 anni)
Da che era un mocciosetto, Enrico Belpieri, per brevità “Erri”, ha sempre avuto paura del buio. 
Ma ora che ha undici anni ed è costretto a passare l’estate dai nonni a Cantalupi, deve fronteggiare le proprie debolezze per entrare nei Senzapaura, la banda di cui fanno parte tutti i suoi amici d’infanzia: per raggiungere quest’obiettivo è necessario superare una terribile prova di coraggio. 
Ce la farà ad affrontare le sue paure più profonde? E se queste paure prendessero forma, trasformandosi in incredibili mostri?
L'autrice.
Emilia Cinzia Perri, nata a Cosenza, vive tra Roma e Bologna. Fin da piccola si innamora di fumetti, cinema e letteratura, anche grazie alla nonna cantastorie e dispensatrice di libri. Una volta cresciuta, alterna il lavoro di insegnante nei licei all'attività di scrittrice per ragazzi e sceneggiatrice di fumetti. Ancora oggi cerca, inventa e racconta storie ai suoi compagni di viaggio, per rischiarare insieme il cammino
.




Termino con la giovane collana per ragazzi dai 9 ai 13 anni "I FRILLINI", nata dall'innata passione per il giallo-noir e i misteri della Fratelli Frilli Editori, arricchita da un nuovo volume:


LARA E IL DIARIO NASCOSTO
di Daniele Cambiaso e Rino Casazza 


I Frillini
Siamo nell'entroterra ligure in Val Polcevera e la protagonista è Lara, una ragazzina che sta trascorrendo le vacanze nella casa dei nonni in campagna.
Un misterioso ma curioso ritrovamento darà il via ad una serie di ricerche avventurose...


“…Lara non ha neppure idea di quanto tempo sia passato, quando all’improvviso vede affiorare qualcosa dalla terra. Pare un pezzo di metallo. Si aiuta freneticamente con le mani e con la pala. Sente il cuore martellare, sta trovando “qualcosa”. Come nei romanzi di Salgari che ama leggere. Cosa può essere?”



Lara Sangiorgi è una ragazzina sveglia, ama la musica e legge libri di avventura. 
Sta trascorrendo in campagna gli ultimi giorni delle vacanze estive insieme ai nonni e in compagnia di Andrea, Fabio e Serena, i suoi amici inseparabili. 
Quando una frana, causata da un violentissimo temporale, le fa scoprire delle ossa e un diario sepolto da anni e risalente alla seconda guerra mondiale; riemergono così racconti di guerra, tesori rubati e misteriose sparizioni. 
Partono così delle ricerche che ben presto prendono la forma di una vera e propria indagine indietro nel tempo.
Ma qualcuno non vuole che certe vecchie storie vengano fuori...


lunedì 18 giugno 2018

Recensione: LA NEVE ERA SPORCA di Georges Simenon (RC2018)



Un giovanotto insolente e cinico, preso dalla frenesia di mostrarsi uomo, si lascia andare con noncuranza ad una serie di azioni riprovevoli. C'è speranza di redenzione per uno come lui?



LA NEVE ERA SPORCA
di Georges Simenon

Adelphi Ed.
trad. M. Visetti
12 euro
2004
La nostra storia è ambientata in una località imprecisata del Nord Europa durante l’occupazione nazista.

Frank Friedmaier è un giovanotto senza arte nè parte, non studia e non lavora e trascorre le proprie giornate da Timo, un locale noto nel suo quartiere in cui si intrattiene per qualche bevuta con gli "amici".
Sua madre, Lotte, è una signora a suo modo ancora piacente che impiega la propria umile dimora come bordello; la casa, infatti, è costantemente abitata, oltre che da mamma e figlio, anche da alcune ragazze che "lavorano" per Lotte, concedendosi ai tanti clienti, alcuni dei quali sono persone "importanti".

Frank è un tipo scostante, insolente, solitario,  agisce con cinismo, sembra non provare alcuna emozione, alcun sentimento, se non il disprezzo: guarda tutti dall'alto in basso e tratta il prossimo con volontaria cattiveria, che sia la patetica madre (con cui non è mai gentile e per la quale non sembra provare il minimo affetto) o le ragazze che ciclicamente vivono con loro, con cui il ragazzo si diverte, come e quando vuole, consapevole che esse non si negherebbero mai al figlio della padrona.
La madre lo vezzeggia, lo coccola (in realtà, lo fa perchè ne ha paura: scorge, infatti, nel figlio, sguardi e atteggiamenti cattivi, che la intimidiscono) ma lui è più che altro infastidito da queste attenzioni.
C'è un solo pensiero fisso che pare animarlo e scuoterlo dalla freddezza e dalla noia che lo avvolgono: iniziarsi alla vita. 
E quale modo migliore c'è se non uccidere qualcuno senza ragione?

Stimolato dalle vanterie di un "conoscente" e frequentatore di Timo, un certo Kromer, che dice di aver ammazzato un uomo poco tempo prima, Frank si convince a far lo stesso, ed infatti si macchia di un primo assassinio (il vicino di casa, Holst, è l'unico testimone, e non a caso), quello di un uomo, un sottoufficiale, fatto fuori per gioco, per sfizio, per contrastare la noia e al contempo dimostrare a se stesso che riesce a togliere la vita a uno sconosciuto senza sbagliare, con impassibilità, e soprattutto senza provare nè rimorso nè pietà:

"Frank non ha pietà. Di nessuno, nemmeno di se stesso. E non chiede pietà, non ne accetta (...) perchè non debba un giorno aver la debolezza di provarne per se stesso".

Eppure, suo malgrado, c'è qualcuno che inspiegabilmente si innamora di lui: si tratta  di Sissy, la giovanissima figlia di Holst, un uomo umile che guida i tram e che vive per sua figlia, una giovinetta tranquilla che se ne sta sempre in casa; Frank si è accorto che lei nutre un certo interesse per lui e che sbircia dalla porta socchiusa quando lo vede passare.

Sissy è un'anima pura, innocente, che purtroppo si invaghisce di Frank, pur intuendone la personalità ambigua e potenzialmente pericolosa.

Anche lei, come la madre e un'ospite della casa (la timida Minna, anch'essa infatuata di Frank, pur ricevendone solo parole meschine o tutt'al più ostentata indifferenza), infatti, è intimorita in presenza di Frank, come se scorgesse in lui un che di malvagio, che prima o poi lo porterà a fare ciò che non deve e a mettersi nei guai.

E in effetti i problemi non tarderanno a farsi avanti, perchè Frank compie altri crimini, mettendosi "in società" con il furbo Kromer e a questi deciderà di "vendere" la povera ed inconsapevole Sissy.
Sapendo che ella è innamorata di lui, Frank la trae in inganno, facendole credere di voler passare la notte con lei, ma in realtà il vergognoso piano è un altro...

Ciò che accadrà quella notte cambierà un po' di cose; anche se Frank non lo ammette a se stesso, il pensiero dell'ingiusto torto fatto alla povera Sissy (colpevole solo di fidarsi di un farabutto come lui) lo tormenta, e anche se cerca di scacciarlo, non fa che chiedersi come stia la ragazza (che, dopo quella terribile sera, si è ammalata).

Intanto, i giorni passano e Frank si lascia andare a fare lo sbruffone, esibendo in giro una certa quantità di soldi e il possesso di una tessera che sembra garantirgli non pochi privilegi al cospetto dei soldati occupanti.
Sono giorni di freddo, di neve, una neve sudicia, una poltiglia accumulata agli angoli delle strade e che diviene una perfetta metafora della vita stessa del protagonista:

"Sempre neve sporca, tutta quella neve che pare marcita, con tracce nere e incrostazioni di detriti. La polvere bianca che ogni tanto si stacca dalla volta celeste, a piccole dosi, come il calcinaccio da un soffitto, non giunge a coprire quel sudiciume".

La neve, per il suo candore, è accostata alla purezza, ma non c'è nulla di puro in Frank, anzi è tutto sudicio, squallido, imbruttito dal cinismo; l'unica presenza pulita è Sissy: sarà in grado di salvarlo?

Frank verrà tratto in arresto e condotto in prigione (in un'ex-scuola), e dopo una ventina di giorni scoprirà la vera ragione della sua detenzione; del resto, di motivi per arrestarlo ce ne sarebbero, ma sorprendentemente viene accusato di un realto di cui lui, guarda caso, non è neppure consapevole...

Che ne sarà di Frank? Come Raskòl'nikov in "Delitto e castigo", anch'egli avrà modo di riflettere sulle proprie azioni e, spinto dalla purezza di un sentimento immeritato da parte di una dolce fanciulla, confessare i delitti e pentirsene?

Comincio subito col dire l'unica cosa un po' negativa che all'inizio mi ha reso poco scorrevole la lettura: la traduzione....
Ahimè, il linguaggio è un po' vecchiotto (1952) e ok, ci si abitua e non è un dramma; però ho trovato anche qualche imprecisione nell'uso dei verbi (soprattutto nell'uso del congiuntivo).
Ecco, a parte questo, per il resto il libro mi è piaciuto, e vi dico in cosa.

Trovo che Simenon sia stato bravissimo nel collocare la storia in un contesto volutamente triste, grigio, privo di colore, reso ancora più tetro dal gelo di giorni di neve.
Non solo, ma sono anche giorni (nel senso di periodi) difficili, in cui la città (che, come dicevo, non ci vien detto qual è) è occupata da soldati (tedeschi? In effetti, non viene detto esplicitamente), quindi l'atmosfera che si respira non è proprio gioiosa...

Ma il lavoro più grosso l'ha fatto con il protagonista, di cui mette in luce la psicologia, solo apparentemente semplice; avrete notato che mi è stato alquanto facile etichettarlo con aggettivi negativi: insolente, impassibile, cinico, cattivo, freddo, senza pietà, anaffettivo, sprezzante.
E Frank è tutto questo, è innegabile, a dircelo sono le sue stesse azioni, le sue espressioni facciali, i suoi ghigni duri (ma è capace di sorridere 'sto ragazzo? Ha mai sorriso in 19 anni di vita?) e gli occhi stretti come due fessure da cui non passa alcuna luce, alcuna bontà.

Frank è soltanto un ragazzo ma, ad essere sincera, per come si comporta sembra avere anche più di venti anni, come se sulle sue giovani e magri spalle ci fossero fardelli maturati nel corso di una vita intera e tutta la sua insensibilità fosse frutto di chissà quali e quante brutte esperienze; vero è che crescere senza padre e con una figura materna di discutibile moralità, che l'ha messo in collegio quand'era un ragazzino, ha sicuramente influito a renderlo ciò che è...

Eppure c'è in lui un fondo di solitudine e di tristezza che insospettabilmente riesce a creare piccole crepe circa il mio parere negativo su di lui:

"Forse era vero: non era triste, ma non provava nemmeno il bisogno di ridere e scherzare. Restava sempre impassibile, ed era questa la cosa che sconcertava".

Egli stesso, al pari del lettore, è stupito di non provare nulla, nè gioia nè dolore, nè amore nè un vero e proprio odio: indifferenza, al massimo arroganza e repulsione, anche verso se stesso.
Frank è un uomo incredibilmente solo, sull'orlo di un precipizio di disperazione che è pronto ad inghiottirlo; non ha alcun vero contatto umano eppure in lui c'è il desiderio mai espresso (e di cui lui prende coscienza durante la detenzione) di una vita tranquilla: a ricordarglielo è la semplice visione di una donna affacciata alla finestra, intenta a svolgere normali faccende domestiche, che ha il privilegio di vivere una quotidianità rassicurante, fatta di gesti semplici, odori buoni, voci note e amate..., tutte cose a lui estranee.

Forse per lui non c'è posto per tutto questo, per il perdono, per degli affetti veri..., per Sissy?

Simenon manda il suo Frank incontro al finale in modo convinto e onesto senza privarci di un briciolo di necessaria bellezza, di innocenza, di amore, che forse non muta l'ineluttabile direzione dello scorrere degli eventi, ma dona un'imprevista leggerezza e libertà ad un cuore appesantito da troppe colpe.

"La neve era sporca" è il mio battesimo con Simenon; ammetto che il libro inizialmente non mi stava prendendo molto, un po' per via della motivazione già espressa (circa la traduzione) e un po' per via del protagonista amorale e del contesto poco gradevole; proseguendo nella lettura, l'ho rivalutato, in particolare in virtù dell'abilità narrativa dell'Autore e della sua capacità di farci entrare nella mente di Frank.

Vorrei leggere altro di questo scrittore; accetto con piacere eventuali suggerimenti! ^_-



obiettivo n. 19.
Un libro in cui la neve sia protagonista
o comunque un elemento importante.

domenica 17 giugno 2018

Segnalazione Romance contemporaneo: IN CIMA AL CUORE di Mia Mistràl



Buon pomeriggio, amici!!

Oggi vi presento dei brevi contemporary romance, composti da tre "episodi", strutturati come puntate di una fiction tv; i primi due sono già usciti, mentre il terzo e ultimo arriverà a luglio.

Ambientati sugli Appennini, vi troverete anche una lievissima sfumatura di giallo inerente il mondo degli animali.


IN CIMA AL CUORE
di Mia Mistràl


Romance contemporaneo
132 pagine
0,99 €
4/5/2018
«Cosa vuoi fare da grande?» E, così dicendo, giunse le mani come se la stesse confessando. «La detective per animali scomparsi in circostanze misteriose?»


Per entrare in possesso di un’eredità da sogno, Chiara è costretta a scoprire chi ha ucciso l’adorata cagnolina della defunta zia Olimpia. 
Stando alle apparenze, Ellie è caduta in un burrone, ma Chiara non ha intenzione di lasciarsi scappare né i soldi né la deliziosa mansarda sull’Appennino che da sempre sente sua.  
Olimpia si è divertita da viva, e a quanto pare si diverte anche da morta, a farla giocare con gli enigmi, ma – forse – non immaginava che, per risolverli, la nipote avrebbe avuto a che fare con quell’insopportabile canaglia del veterinario del paese, nonché con un affascinante e misterioso ex forestale che sembra saperne più di quel che dice...





IN CIMA AL CUORE
di Mia Mistràl

Romance contemporaneo
135 pagine
0,99 €
4/6/2018
A Pasqua è assai improbabile che un agnellino sia svanito nel nulla perché se n’è andato a fare una passeggiata per i boschi e presto tornerà; o, perlomeno, di questo sono convinti Furio e Leandro, quando una comunità di donne che vive a contatto con la natura denuncia la scomparsa di Dolcezza. 
Chiara però si ostina a voler cercare l’animaletto e rimane intrappolata in una caverna con Leandro. 
Tranello o destino? 
I soccorsi ritardano, la faccenda è complicata e, per quanto la strada sia interrotta, sembra che Chiara sia di fronte a un bivio...

Le mie nuove letture di metà giugno



Buongiorno e buona domenica, cari amici e lettori!
Quali libri vi stanno tenendo compagnia in questo weekend?

Dopo aver concluso due libri - LA NEVE ERA SPORCA di Georges Simenon, e I TALENTI DELLE FATE, di Antonella Arietano, di cui a breve posterò le recensioni -, ho iniziato la lettura di...

SALVARE LE OSSA. Trilogia del Bois Sauvage
di Jesmyn Ward

NN Edizioni
316 pp
Trad. M. Pareschi
2018
Un uragano minaccia di colpire Bois Sauvage, Mississippi. In un avvallamento chiamato la Fossa, tra rottami, baracche e boschi, vivono Esch, i suoi fratelli e il padre. La famiglia cerca di prepararsi all'emergenza, ma tutti hanno altri pensieri: Skeetah deve assistere il suo pitbull da combattimento dopo il parto; Randall, quando non gioca a basket, si occupa del piccolo Junior; ed Esch, la protagonista, unica ragazzina in un mondo di uomini, legge la storia degli Argonauti, è innamorata di Manny, e scopre di essere incinta. N
ei dodici giorni che scandiscono l'arrivo della tempesta, il legame tra i fratelli e la fiducia reciproca si rinsaldano, uniche luci nel buio della disgrazia incombente.

"Salvare le ossa" racconta la vita di ogni giorno con la forza del mito, e celebra la lotta per l'amore a dispetto di qualunque destino, non importa quanto cieco e ostile.


Il prossimo libro, scelto " a caso" da mio marito (eh sì, mi sono affidata al suo istinto :-D ) che a breve inizierò è...:


99 GIORNI
di K. A. Tucker


Newton Compton
Trad. Gianotti Tabarin
377 pp
2016
Abbandonata nella campagna dell'Oregon, dove la credono morta, una giovane donna sfida ogni previsione e sopravvive, ma quando si sveglia non ha alcuna idea di chi sia, o di cosa le sia successo. 
La donna si dà il nome di Acqua, per l'unico piccolo segno che compare sul suo corpo, il solo indizio di un passato che non ricorda. 
Accolta da Ginny Fitzgerald, una signora irascibile ma gentile che vive in una fattoria, Acqua comincia lentamente a ricostruire la propria vita. 
Ma mentre cerca di rimettere insieme i frammenti, altre domande si fanno strada nella sua mente: chi è il vicino di casa, che in silenzio lavora sotto il cofano della sua Barracuda? Perché Ginny non gli fa mettere piede nella sua proprietà? E perché Acqua sente di conoscerlo? 
Jesse Welles non sa quanto tempo ci vorrà prima che la memoria di Acqua riaffiori. Per il suo bene, Jesse spera che non accada mai. Per questo cerca di tenersi alla larga da lei. Perché avvicinarsi troppo potrebbe far riemergere cose che è bene lasciare sepolte. 
Ma si sa, l'acqua trova sempre una strada per tornare in superficie...
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