giovedì 7 gennaio 2021

Recensione: BORGO SUD di Donatella Di Pietrantonio



Ho lasciato l'Arminuta ragazza per ritrovarmela ormai donna, con una soddisfacente carriera da insegnante universitaria a Grenoble ma con il cuore eternamente gonfio e pesante di tristezza, abbandoni, perdite. 
E solitudine.


BORGO SUD
di Donatella Di Pietrantonio


Einaudi
168 pp

"Il ricordo è una forma di recriminazione. È il perdono che non trovo."

Non ci si separa mai del tutto dal proprio passato, dalle proprie radici e dalla propria famiglia; puoi andar lontano quanto ti pare, ma poi basta una telefonata a riportarti "a casa", nel nostro caso a Pescara, e precisamente a Borgo Sud, la zona marinara della città. 

Ed è così che "essa", l'Arminuta, intraprende un viaggio nei ricordi, col quale ripercorre il rapporto con le due donne della sua famiglia - la madre e la sorella Adriana -, con l'ex-marito Piero e, in generale, la propria vita fino a quel momento, fatta più di silenzi che di parole, più di abbandoni che di presenze, di addii più che di ritorni.

«C’era qualcosa in me che chiamava gli abbandoni». 

Tornare a Borgo Sud insieme alla protagonista significa ritrovare quel vulcano di Adriana, che ha sempre vissuto come un violento uragano, capace di travolgere la sorella, comparendo di punto in bianco e senza lasciar spazio e tempo per risponderle, per rimproverarla, farla ragionare.

Come quando, una notte di molti anni prima, si è presentata alla porta dell'appartamento che la sorella condivideva con l'allora marito - il placido Piero - ed è entrata pretendendo ospitalità per sè e per il bimbo di pochi mesi che si portava dietro.

Adriana, sempre così riottosa, inquieta, di una vivacità indisciplinata e irritante, di chi non ti chiede per ottenere qualcosa ma semplicemente se la prende, soprattutto se pensa di averne diritto.
S'infila così in casa della sorella per un po' di tempo e, pur nel suo essere così egoista e infantile (se vuole un abito costoso, poco importa che non possa pagarselo: lo mette sul conto della sorella e del cognato, ci penseranno loro a saldare il debito), nei gesti frettolosi e poco gentili, nei modi, spesso sgarbati, di rivolgersi alla sorella maggiore, Adriana ha un occhio pratico, allenato a capire le persone, più realista e disincantato verso il mondo.
Col suo essere schietta e senza filtri, coglie le crepe nel matrimonio della sorella, che invece incassa la testa fra le spalle e chiude gli occhi per non vedere e non capire, facendosi bastare il proprio indiscusso amore per il marito.

Ma possibile che "essa" non si faccia mai alcuna domanda sulle sempre più frequenti assenze del suo Piero, sul suo tornare troppo spesso tardi la notte...? Lavoro e solo lavoro... o c'è altro? O c'è un'altra?

Lei si fida di Piero, sempre così gentile, affettuoso...; beh, sull'affettuosità ci sarebbe qualcosa da ridire, visto che effettivamente col tempo s'è fatto un po' distante, e questo potrebbe voler dire qualcosa?

L'Arminuta non vuol vedere, non vuole indagare per non soffrire, per non vedere realizzata la secca profezia materna: "ti farà soffrire".

Eppure il loro amore è nato così spontaneamente, lei e Piero si son sentiti legati da subito, tanto da organizzare velocemente il matrimonio, che è stato un giorno felice.

Cosa è andato storto?

Forse è il loro amore ad essere così: storto, strano, incompleto, irreparabile, come lo è quello di Adriana per il padre del piccolo Vincenzo:

"...amori sacri e un po’ storti che ci siamo trovate da giovani. Cosí diversi, e nessuno dei due destinato a durare. Siamo state noi a tenerli in vita oltremisura."

Adriana e Rafael, il pescatore dagli occhi neri lucenti e i capelli ricci, colui che l'ha messa nei guai più di una volta a causa dei debiti.

Le due sorelle sono all'opposto per temperamento e carattere, eppure accomunate da una medesima  radice avara e velenosa, e da un destino simile, fatto di errori difficili da sistemare.

L'Arminuta non s'è mai sentita granché parte di quella famiglia con la quale s'è ricongiunta a tredici anni: solo con Adriana ha sviluppato un rapporto forte e contraddittorio, fatto di alti e bassi, di silenzi stizziti o parole urlate.

"Genitori e fratelli, il paese sulle colline, erano lontani, nella durezza del dialetto. Occupavano ricordi non proprio felici, e solo un poco il presente. Lei, al contrario, era sempre così viva e pericolosa. Provavo forte il disagio di essere sua sorella."

Sono sorelle e c'è dell'affetto tra loro; sanno di poter contare l'una sull'altra e nei momenti complicati questo verrà sempre fuori, ma quanto è difficile esprimersi affetto quando non si è abituati a farlo!

Del resto, con una mamma come la loro, incapace di una carezza, di una parola gentile, sempre brusca nei modi, nei toni, nelle movenze, è difficile imparare ad esternare amore.

"Con mia sorella ho spartito un’eredità di parole non dette, gesti omessi, cure negate. E rare, improvvise attenzioni. Siamo state figlie di nessuna madre. Siamo ancora, come sempre, due scappate di casa."

Ritorna tra queste pagine il controverso e complicato rapporto con la madre, con questa genitrice che prima ha dato via la figlia e poi se l'è ripresa, introducendola in un contesto familiare sconosciuto, semplice nel suo essere rude e poco accogliente, dove a un certo punto è entrato il lutto a rendere l'aria ancora più tesa, i rapporti ancora più chiusi e i silenzi più sofferti. 

Una madre e un padre che restano sempre gli stessi nella loro modesta esistenza, nella quotidianità di gesti fatti per abitudine, con i loro modi spicci, i volti accigliati, i giudizi facili, i rimproveri sempre pronti, e con la porta di casa comunque aperta a queste figlie strane, una con la coccia sempre sui libri e l'altra scapestrata e combinaguai.

Genitori su cui passano gli anni, i cui corpi invecchiano e perdono vigore, andando incontro a malattie e a nuove esigenze. Genitori di cui prendersi cura, e l'Arminuta - proprio lei, per ironia della sorte!, che era stata mandata via da piccina - è quella sulle cui spalle grava questo fardello.

"...era mia madre. Era lei mia madre. Mi aveva data da crescere a un’altra donna, eppure ero rimasta sua figlia. Lo sarò per sempre. (...) Mia madre mi occupava dentro, vera e feroce. Restava in gran parte sconosciuta, non sono mai penetrata nel mistero del suo affetto nascosto. Chiuderò i conti con lei nella mia ultima ora."


Il ritorno a Borgo Sud, dopo la brutta telefonata che l'ha raggiunta in Francia e costretta a prendere il treno, è l'occasione per la protagonista di guardarsi in profondità, di pregare e sperare che un po' di pace arrivi da qualche parte per lei e per la sua sfrontata e indomabile sorellina, unica presenza certa della sua vita.

Ho apprezzato lo stile senza dubbio molto fluido dell'Autrice, la sua capacità di farti entrare nella storia e di avvicinarti ai personaggi attraverso una penna che, pur nel suo essere asciutta ed essenziale, non perde d'intensità, ma anzi ti spinge a soffermarti sulle parole, su quelle frasi più significative, che gettano luce sull'interiore della protagonista.
Mi ha nuovamente colpito il dovermi riscontrare con la chiusura emotiva della famiglia, della madre in particolare, così naturalmente (e forse incolpevolmente?) incapace di mostrare amore al sangue del suo sangue, tema già presente nel libro precedente.

Ho trovato questo libro intriso di (troppa) tristezza, e la forza di carattere che avevo ravvisato nella protagonista ne L'Arminuta, non l'ho trovata tra queste pagine, anzi: "essa" (ancora senza nome) mi ha dato l'idea di una donna ferita, sola, appesantita da rimpianti, sensi di colpa, dal matrimonio fallito e da un amore (quello per Piero) che non le reca alcuna gioia, e che si aggrappa all'unico affetto che la fa sentire parte di qualcosa, cioè quello con la sorella, che sarà pure spesso insopportabile - con le sue rispostacce ingrate, le frasi perfide sibilate o urlate alla sorella maggiore, le sue pretese - ma resta comunque un legame importante e inscindibile.
Non ho potuto non paragonare il rapporto tra Piero e la protagonista con quello tra Adriana e Rafael, e in entrambi i casi vale il detto "chi si somiglia, si piglia": là dove i secondi sono due teste calde, che non se le mandano a dire e litigano con foga, i primi due sono deboli di carattere, si raccontano bugie, chiudono occhi e orecchie pur di non affrontare la realtà con la scusa di proteggere l'altro, quando poi, inevitabilmente, la verità emerge comunque a lungo andare, e si finisce per provocare sofferenza.

Credo che questa costante e un po' angosciante tristezza che accompagna passo passo la protagonista (la ricordavo più decisa, qui è come se avesse subito un'involuzione), mi abbia impedito di entrare in empatia con lei con lo stesso trasporto del libro precedente, che avevo apprezzato molto di più.

Resta comunque una scrittrice di cui volentieri leggerei altro.

mercoledì 6 gennaio 2021

On my wishlist - Anteprima: UN COLPO AL CUORE di Piergiorgio Pulixi (26 gennaio 2021)


 

Il 2021 è appena entrato e la mia lista dei libri che vorrei leggere si è allungata :o)

Eccone alcuni che mi hanno attirato molto.


IL MARE E IL SILENZIO di Peter Cunningham (Ed. SEM, trad. L. Grandi, 221 pp, Ottobre 2020) 

Irlanda, anni Quaranta. Giovane e bellissima, Iz vive sulla costa sudorientale con suo marito Ronnie, vicino a un mare spesso inquieto che ama contemplare. 
Le circostanze che l'hanno portata ad abitare non lontano da Monument, una città portuale, sono però avvolte nel mistero. L'emergenza mondiale si è infatti riflettuta nel microcosmo di Iz che, dopo aver conosciuto il vero amore, è stata costretta da ragioni più grandi di lei a fidanzarsi con un uomo che non amava in nome della sicurezza finanziaria e poi a sposare Ronnie per il bene della sua famiglia. Inizialmente le cose con il marito sembrano funzionare, ma poi precipitano man mano che le debolezze di Ronnie vengono alla luce. 

Ripercorrendo i decenni successivi alla conquista dell'indipendenza da parte dell'Irlanda, tra le brucianti questioni di classe e gli scontri fra protestanti e cattolici, "Il mare e il silenzio" è un'epica storia d'amore ambientata tra gli sfarzi del ceto privilegiato anglo-irlandese ormai in declino, che Cunningham ritrae con sapiente maestria.



LA CLASSE di Christina Dalcher (E, Nord, 416 pp)

Di questa scrittrice ho letto in passato VOX (RECENSIONE).

Immagina una scuola in cui non c'è spazio per i favoritismi e tutti sono giudicati in base ai risultati. Una scuola in cui gli studenti migliori non vengono rallentati dai mediocri o presi in giro dai bulli. 
In America, tutto questo è diventato realtà grazie al Q, un quoziente calcolato sulla base di test e sulla condotta, che determina l'istituto da frequentare: gli alunni più brillanti vengono ammessi nelle impegnative Scuole Argento, che assicurano l'ingresso ai college più esclusivi, mentre gli studenti normali rimangono nelle Scuole Verdi.

Le «mele marce», invece, sono allontanate dalle famiglie e portate nelle Scuole Gialle, delle strutture isolate dove imparano le materie di base e la disciplina. E per fare in modo che nessuno rinunci a migliorarsi o si sieda sugli allori, i test Q vengono ripetuti ogni mese. 
Elena Fairchild ha partecipato alla creazione del sistema Q e lo riteneva la chiave per una società più equa, più giusta. Adesso però, dopo alcuni anni come insegnante in una Scuola Argento, è tormentata dai dubbi: sebbene abbia accolto diversi alunni provenienti dalle Scuole Verdi, non ha mai visto qualcuno tornare dalle Scuole Gialle. 
I genitori ormai temono quel pulmino che passa di casa in casa il giorno successivo all'esame. E ora anche lei è una di quei genitori: sua figlia Freddie ha ottenuto un risultato troppo basso e le verrà portata via. Senza esitare, Elena si fa bocciare al test Q per insegnanti e viene trasferita nella stessa Scuola Gialla della figlia. 
E lì scoprirà che, quando le persone sono ridotte a numeri, non c'è limite a quello che può succedere a chi non conta più nulla…


** AGGIORNAMENTO **

Inserisco nella lista dei desideri l'ultimo romanzo di un autore che amo molto; è in uscita il 26 gennaio.



UN COLPO AL CUORE
di Piergiorgio Pulixi



Nero Rizzoli
19 euro
USCITA 26 GENNAIO 2021
"Occhio per occhio, dente per dente" è la regola del serial killer che ha deciso di riparare i torti del sistema giudiziario. 
Dove non arrivano le giurie, arriva lui, rapendo, torturando ed eliminando i criminali che l'hanno fatta franca. 
Indossa una maschera dai tratti demoniaci, e si fa annunciare ogni volta da un video intitolato La Legge sei tu in cui chiede alla gente di pronunciarsi in giudizio tramite votazioni anonime e irrintracciabili. A colpi di clic il richiamo alla giustizia sommaria diventa virale. 

Vendicatore spietato come il conte di Montecristo, villain incendiario al pari del Joker che sollevò Gotham City, il Giustiziere gioca la sua partita mortale. 
L'indagine sul caso che sta scuotendo l'Italia è affidata al vicequestore Vito Strega, esperto di psicologia e filosofia, tormentato criminologo dall'intuito infallibile, avvezzo alla seduzione del Male. 

Lo affiancano le ispettrici Mara Rais ed Eva Croce. Diverse come il giorno e la notte, le due formano una coppia d'eccezione: i modi bruschi e l'impulsività di Mara sono compensati dall'acutezza e dal riserbo sfuggente di Eva. 

Tra la Sardegna e Milano, i tre poliziotti dovranno mettere in gioco tutto per affrontare un imprendibile nemico dai mille volti e misurarsi ciascuno con i fantasmi del proprio passato.
Piergiorgio Pulixi compone un viaggio nell'incubo di questo tempo rabbioso segnato dall'odio, dal furor di popolo e dalla gogna mediatica, fino alla scoperta di una verità che illumina di luce sinistra il senso stesso del fare giustizia.

Mara ed Eva le abbiamo già conosciute in L'ISOLA DELLE ANIME.

martedì 5 gennaio 2021

Recensione: IL DIARIO DEL VAMPIRO. IL RISVEGLIO di Lisa Jane Smith

 

Cosa succede quando la ragazza più bella e ammirata della scuola incontra un ragazzo misterioso, tanto bello quanto riservato, che - a differenza di tutti i ragazzi del liceo - non le muore dietro ma, anzi!, la ignora di proposito come se lei fosse invisibile?
Succede semplicemente che la fanciulla, abituata a non ricevere rifiuti, farà di tutto per conquistare il giovanotto, non sapendo a quali tenebre andrà incontro...


IL DIARIO DEL VAMPIRO. IL RISVEGLIO
di Lisa Jane Smith



Ed. Newton Compton
124 pp
Bella, intelligente, brillante: Elena Gilbert è la classica brava ragazza che a scuola tutti ammirano, facendo a gara per catturare la sua attenzione: i maschietti vorrebbero conquistarla e la guardano adoranti, e le ragazze non sognano altro che far parte del suo ristretto gruppo di amicizie. 
Quando passa Elena nei corridoi del liceo non c'è coetaneo che non speri in un suo sguardo,  in un sorriso, in una parola rivolta proprio a lei/lui.

Elena lo sa, ne è consapevole... e ne gode. 
Quanto le piace essere la reginetta della scuola e sapere che, a uno schiocco di dita, i ragazzi le si inginocchiano davanti e le ragazze sbavano per esserle amiche!
Ma la fanciulla ha già due amiche del cuore e con loro forma un trio unito, oltre che molto invidiato.
Elena è amica per la pelle di Meredith e Bonnie: le tre sono fedeli e leali l'una all'altra, senza se e senza ma; stanno sempre insieme, condividono gioie e dolori dell'età adolescenziale.

Elena vive a Fell's Church con la sorellina di quattro anni presso la zia Judith, che si prende cura delle nipoti da quando esse sono rimaste orfani di entrambi i genitori, morti in un incidente.

Un giorno a scuola arriva uno straniero, un nuovo studente: è italiano, veste con eleganza, in modo fin troppo classico per un giovanotto della sua età; ha modi cortesi e gentili ma molto freddi e distaccati; non dà confidenza a nessuno, non sembra interessato a fare amicizia con i ragazzi né a lasciarsi corteggiare sfacciatamente dalle fanciulle.
Il bel ragazzo si chiama Stefan Salvatore e... sembra non accorgersi neppure della presenza di Elena Gilbert; quando le passa vicino o, addirittura quando lei di proposito gli rivolge la parola, lui va oltre, come se non la vedesse!
Elena è scioccata, prima ancora che arrabbiata: come si permette questo nuovo arrivato di ignorarla così palesemente e davanti a decine di studenti, tra cui l'odiosa Caroline, con cui è in competizione e che gode nel vedere come la bella rivale finalmente abbia trovato qualcuno a cui non piace?

Impossibile, Stefan nasconde per forza qualcosa, non può provare davvero zero interesse per lei!
La ragazza, con l'aiuto delle due amiche, comincia ad architettare delle strategie per catturare l'attenzione del tenebroso Stefan: nessuno può farla desistere da questo obiettivo, neanche il pensiero di ferire il suo ex, Matt, che ancora le vuol bene e farebbe di tutto per lei.

Intanto, conosciamo anche un po' Stefan, il cui colorito particolarmente pallido non è dovuto al fatto che è malaticcio o ha preso poco sole: è un vampiro, una creatura della notte, con un passato tormentato alle spalle, frutto di un amore forte ma tragico - per la bellissima Katherine - e del rapporto conflittuale col fratello, Damon (vampiro anch'egli), che non vede da moltissimo tempo.
I due fratelli in passato si sono dichiarati guerra aperta, non solo per diversità caratteriali ma per essersi innamorati entrambi di Katherine; ma qualcosa di drammatico è successo tra loro, dividendoli irrimediabilmente.

Quando gli occhi di Stefan incrociano quelli blu di Elena, egli vede in lei la stessa bellezza pura e naturale di Katherine.
Ma le due ragazze, benchè simili in alcuni tratti estetici, sono opposte per temperamento: là dove Katherine era dolce, mite, ingenua, fragilissima, Elena è una tigre, una combattente indomita, coraggiosa.

Nonostante cerchi di non innamorarsi di lei, Stefan è costretto ad arrendersi a un sentimento che si fa prepotentemente spazio nel cuore di entrambi, perché sono tutti e due alla ricerca di pace, di un legame che li faccia sentire finalmente completi e "a casa".

"Tutte le domande ricevettero rispostatutte le paure trovarono pace, tutti i dubbi svanirono. Ciò che provava non era semplice passione, ma una tenerezza dolente e un amore così forte che la scuoteva dentro. Sarebbe stato spaventoso nella sua intensità, se non fosse che quando era con lui non poteva avere paura di niente. Era tornata a casa. Questo era il suo posto, e alla fine l'aveva trovato. con Stefan, era a casa."


I due innamorati però non saranno liberi di viversi il loro amore e la motivazione non è difficile da immaginare: lei è un'umana, mortale, con la sua vita alla luce del sole, mentre lui è un ex-morto divenuto vampiro, che si nutre di sangue e la cui vita è legata al mondo delle tenebre. 

Ma il loro sentimento viene ostacolato anche da altri fattori.

Anzitutto, da quando è giunto Stefan nella cittadina di Fell's Church, alcuni sanguinosi e spaventosi eventi hanno cominciato a verificarsi; inoltre, lo stesso Stefan percepisce una presenza molto forte nella sua mente e attorno a lui, che lo condiziona e lo confonde.

Di cosa o di chi si tratta?

Di nuovo Damon irromperà nella vita di Stefan, travolgendo lui e la stessa Elena in un pericoloso triangolo di amore e odio, luce e ombra. 

Ha inizio per la bella Elena la più affascinante e pericolosa delle avventure, che la vedrà contesa dai due vampiri fratelli, avversari in una guerra millenaria e che non sono disposti a rinunciare a lei facilmente.

Questo è il primo romanzo di una serie che ha venduto milioni di copie e che è diventata una serie tv seguitissima.

Io non sono una grande fan del genere paranormal, ma devo dire che si è trattato di una lettura breve e molto scorrevole, tutto sommato caruccia e godibile, con un susseguirsi di eventi che si collocano in luoghi sinistri (tipo il cimitero) o comunque descritti in modo da generare suspense.

La narrazione è per lo più in terza persona, con brevi incursioni della prima quando si passa alle pagine del diario di Elena; visto il titolo, mi sarei aspettata che si desse maggiore spazio alla forma diaristica e che essa desse voce al vampiro (Stefan), ma è anche vero che è solo il primo capitolo di una serie. 

È un libro adatto sicuramente a lettori della stessa età dei protagonisti e fans di vampiri e affini. 

lunedì 4 gennaio 2021

Le mie letture di inizio anno ^_-

 

Ecco le mie letture di inizio 2021.


BORGO SUD di Donatella Di Pietrantonio

È il prosieguo de L'Arminuta (RECENSIONE).

Einaudi
168 pp
È ancora buio quando Adriana tempesta alla porta di casa della sorella, con un neonato tra le braccia. 
Non si vedevano da un po’, e sua sorella nemmeno sapeva che lei aspettasse un figlio. Ma da chi sta scappando? È davvero in pericolo?
Adriana porta sempre uno scompiglio vitale, impudente, ma soprattutto una spinta risoluta a guardare in faccia la verità. Anche quella piú scomoda, o troppo amara. Cosí tutt’a un tratto le stanze si riempiono di voci, di dubbi, di domande.
Entrando nell’appartamento della sorella e di suo marito, Adriana, arruffata e in fuga, apparente portatrice di disordine, indicherà la crepa su cui poggia quel matrimonio: le assenze di Piero, la sua tenerezza, la sua eleganza distaccata, assumono piano piano una valenza tutta diversa.
Anni dopo, una telefonata improvvisa costringe la narratrice di questa storia a partire di corsa dalla città francese in cui ha deciso di vivere. Inizia una notte interminabile di viaggio – in cui mettere insieme i ricordi -, che la riporterà a Pescara, e precisamente a Borgo Sud, la zona marinara della città. 
È lí, in quel microcosmo cosí impenetrabile eppure cosí accogliente, con le sue leggi indiscutibili e la sua gente ospitale e rude, che potrà scoprire cos’è realmente successo, e forse fare pace col passato.


MIA SORELLA EMANUELA. SEQUESTRO ORLANDI: VOGLIO TUTTA LA VERITÀ di Pietro Orlandi, Fabrizio Peronaci (Ed. Anordest, 252 pp).

Ventotto anni dopo, il giallo della scomparsa di Emanuela Orlandi, la cittadina vaticana sparita il 22 giugno 1983 mentre tornava a casa dopo una lezione di flauto, è a una svolta. Le indagini recenti hanno portato alla decisione di riaprire la tomba di Renatino De Pedis, il capo della banda della Magliana sepolto nella cripta della basilica di Sant’Apollinare, nel pieno centro di Roma. La banda organizzò il sequestro della Orlandi come arma di ricatto verso la Santa Sede? 
Il movente è nel transito di fiumi di danaro tra i gangster e lo Ior? È solo l’ultima pista.Ma Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela, non si accontenta. Così, esce allo scoperto con un libro-intervista scritto con il giornalista del Corriere della Sera Fabrizio Peronaci. 
Per la prima volta racconta nei dettagli il suo incontro del gennaio 2010 con Ali Agca, quando tra lo scetticismo degli inquirenti andò in Turchia per incontrare l’attentatore del Papa uscito dal carcere.
È un documento straordinario e destinato a fare scalpore, il resoconto dettagliato del faccia a faccia tra Pietro e l’attentatore. 
Ci sono nomi, circostanze, accuse. Come inedita è un’altra pista di cui si parla dettagliatamente nel libro, emersa nel 2009, secondo la quale Emanuela vivrebbe perfettamente integrata in una Paese nordafricano.

domenica 3 gennaio 2021

Mini recensione: SE UNA NOTTE D'INVERNO UN VIAGGIATORE di Italo Calvino



Ed eccomi con la prima recensione di questo 2021: si tratta di un libro davvero particolare, attraverso il quale l'Autore coinvolge il lettore in un gioco narrativo.



SE UNA NOTTE D'INVERNO UN VIAGGIATORE 
di Italo Calvino


Mondadori
264 pp
Un viaggiatore, una piccola stazione, una valigia da consegnare a una misteriosa persona...: queste sono le premesse da cui uno scrittore potrebbe partire per dar vita a infinite possibilità narrative.
Calvino ne propone dieci e lo fa rivolgendosi da subito al suo paziente lettore, in maniera diretta; questi ha infatti appena acquistato la copia del presente libro e lo scrittore lo invita gentilmente a mettersi comodo per cominciare a leggerlo, possibilmente senza interruzioni.

E così il lettore comincia la lettura e la prima ambientazione in cui viene introdotto è una stazione di treni, dove c'è un uomo che entra nel bar...
Nel procedere nella lettura, il lettore si ritrova a rileggere qualcosa di già letto: colpa di un errore di stampa, per cui al libro di Calvino s'è frapposto quello di un autore polacco!
Da questo momento in poi si susseguono dieci incipit del libro che il lettore-protagonista non riuscirà mai a completare per una ragione o per l'altra: ora alle pagine scritte si alternano altre bianche, ora il racconto è incompiuto, ora è diviso in gruppi di discussione, ora la copia è difettosa...

Ad ogni capitolo si cambia scena ed entrano svariati personaggi, che con i loro dialoghi ed (inspiegabili) azioni creano situazioni surreali, quasi oniriche, nelle quali spiccano soprattutto personaggi femminili (in particolare Ludmilla, avida lettrice) ed altri maschili dai nomi strani.

Il romanzo è praticamente un "gioco" in cui l'Autore - ironizzando sia sul lettore (il quale, per ragioni esterne a se stesso e nonostante la buona volontà, non riesce a completare nessuno dei libri che gli capitano tra le mani) che sullo scrittore e sui "trucchetti" di quest'ultimo per tenere legato a sé il lettore - vuol dimostrare come non sia possibile  conoscere davvero la realtà.

"Il romanzo che più vorrei leggere in questo momento, - spiega Ludmilla, - dovrebbe avere come forza motrice solo la voglia di raccontare, d'accumulare storie su storie, senza pretendere d'importi una visione del mondo, ma solo di farti assistere alla propria crescita, come una pianta, un aggrovigliarsi come di rami e di foglie..."

Come disse Calvino stesso: questo è "un romanzo sul piacere di leggere romanzi" ed egli stesso nello scrivere si è identificato proprio col lettore più che con il ruolo di scrittore.

Siamo davanti ad un romanzo particolare, senza dubbio originale, intelligentemente ironico, ma devo confessare di aver faticato a leggerlo, portarlo a termine e apprezzarlo.

L'incipit mi aveva divertita per la sua ironia, per questo fatto di parlare direttamente al lettore, ma poi mi son persa tra le assurde vicende, frammentate e incredibili, slegate tra loro, tra le quali ho fatto fatica a raccapezzarmi.

Calvino - il suo estro, la sua intelligenza e la sua grandissima capacità di narratore - non è minimamente in discussione, per cui mi prendo tutte le responsabilità del mancato feeling, ci mancherebbe. 
Ma tant'è...
Concludendo: ero curiosa di riaccostarmi a quest'autore dopo anni di lontananza (ho letto Il barone rampante e Il cavaliere inesistente un sacco di anni fa, e più recentemente Il sentiero dei nidi di ragno) e ne ho un piacevole ricordo) ma mi spiace dire che questo libro, ahimè, non mi è piaciuto :'-(

sabato 2 gennaio 2021

THE WINNER IS - Come ti assegno un Oscar-libroso

 

Per la prima volta, tirando le somme delle mie letture, ho pensato di assegnare ad esse i miei personalissimi "Oscar".


Partiamo da  IL MIGLIOR PROTAGONISTA MASCHILE

Candidature:  Amin Jafaari (L'attentato, Y. Khadra)

                        Johnny Rainbow (Una valigia piena di sogni, P. Simons)

                        Achille, figlio di Peleo (Il silenzio delle ragazze, P. Barker)

                        Giacomo Reale (Il puparo, Lecce-Cazzato)

                        Marco Lombroso (Gli scomparsi, A. Tripaldi)


Tra il determinato Amin, Johnny lo spirito libero, l'indistruttibile semidio Achille, lo spericolato Giacomo e l'enigmatico Lombroso, the winner is...


JOHNNY RAINBOW, 

personaggio davvero irresistibile, pieno di fascino che, pur essendo molto giovane, sembra aver vissuto più vite e di certo tante esperienze, forse troppe per il suo corpo magro, i suoi occhi vivaci ma dentro i quali si celano tanti tormenti, che fanno di lui il ragazzo complesso che è.



LA MIGLIORE PROTAGONISTA FEMMINILE

Candidature:     Livia Lone (Traffici notturni. B. Eisler)

                           Briseide (Il silenzio delle ragazze, P. Barker)

                           Mila Vasquez (Il gioco del suggeritore, D. Carrisi)

                           Lolita Lobosco (I quattro cantoni, G. Genisi)

                           Luna (La stessa rabbia negli occhi, M. Chiarottino)


La combattiva Livia, la resiliente Briseide, le determinate e volitive Lolita e Mila, la fragile e arrabbiata Luna. Tra queste donne, forti e delicate al contempo, THE WINNER IS...


LIVIA LONE

una donna-guerriera, nella cui infanzia ha vissuto umiliazioni e abusi che nessuno, tanto meno una bambina, dovrebbe essere mai costretto a sopportare: lei ha saputo reagire e diventare una vera e propria cacciatrice senza pietà, pronta a fermare chiunque commetta reati abominevoli, per evitare che altre bambine e donne come lei possano essere vittime di uomini depravati.



IL MIGLIOR PERSONAGGIO NON PROTAGONISTA

Candidature:   Cal, il guardiacaccia (La ragazza della luna, L. Riley)

                        Patroclo (Il silenzio delle ragazze, P. Barker)

                        Sebastiano Sperlinga Della Torre (Se avessi avuto gli occhi neri, G. Sorge)

                        Halford Burroughs (Bull mountain, Panovich B.)

                        Lee Sutton (Shotgun Lovesongs, N. Butler)


Tra il premuroso Cal, il leale Patroclo, l'arrogante Sebastiano, il bifolco criminale Halford e l'affascinante e inquieto Lee, THE WINNER IS...

HALFORD BURROUGHS,    

per avermi fatto innervosire non poco, a motivo del suo caratteraccio, della sua natura da delinquente che non guarda in faccia nessuno, neppure un fratello.


IL MIGLIOR PERSONAGGIO FEMMINILE NON PROTAGONISTA

Candidature:    Maddy (La vita straordinaria di Sam Hell, R. Dugoni)

                           Giovanna (I ricordi non fanno rumore, C. Laterza)

                           Antonietta (Il treno dei bambini, V. Ardone)

                           Mary (Il colore dei fiori d'estate, E. Mayhew)

                          Colei che redige il documento olografo di Ardua Hall (I testamenti, M. Atwood)


Tre mamme, tutte pronte a sacrifici d'amore per i figli, dalla fervente e tenace Maddy, alla dolce Giovanna alla riservata Antonietta, e la governante Mary, materna e saggia, ma sfortunata; e poi c'è la fredda e scaltra donna di Gilead. Tra esse THE WINNER IS...

MADDY

per l'aver costituito una presenza discreta ma costante e rassicurante per suo figlio Sam e averlo sostenuto con la propria fede.



IL MIGLIOR  PROTAGONISTA DI GIOVANE ETA'

Candidature:   Sam Hill (La vita straordinaria di Sam Hell, R. Dugoni)

                          Ivan Isaenko (La vita invisibile di Ivan Isaenko, S. Stanbach)

                          Salvo (Il ladro di giorni, G. Lombardi)

                          Amerigo (Il treno dei bambini, V. Ardone)

                          Jasper (Il libro nascosto, D.M. Pulley)


Il sensibile Sam, l'arguto e caustico Ivan, l'attento e curioso Salvo, lo spaesato Amerigo, il coraggioso Jasper: meriterebbero tutti, per ragioni diverse, un riconoscimento speciale, ma THE WINNER IS...


AMERIGO SPERANZA,

per aver preso il treno due volte: per andare via dalla povertà e dalla fame, verso un destino più generoso, e per aver avuto il coraggio di tornare a quel passato da cui era stato allontanato, per ritrovare se stesso e chiudere finalmente i conti con il bambino che è stato.





IL MIGLIOR ESORDIO LETTERARIO

Candidature:    AL DI LA' DELLA NEBBIA di F. Cheynet e Lucio Schina

                           LE GUARIGIONI di Kim Rossi Stuart

                           ZUGZWANG. IL DILEMMA DEL PISTOLERO di Alessandra Pierandrei

                           RITORNO A BLUE RIVER di Grazia Caputo


THE WINNER IS... ALESSANDRA PIERANDREI, per avermi ha trasportata nel 1988, in un periodo e in un contesto (il Far West) che mi ha sempre affascinato da matti.


PREMIO ALLA MIGLIORE LOCATION

Candidature:   Polignano (Baci da Polignano, L. Bianchini)

                          Birchwood Manor (La donna del ritratto, K. Morton)

                          Fairy Oak (Fairy Oak. La storia perduta, E. Gnone)

                          Rifugio dello scrittore (Il segreto del rifugio, M. Edwards)

Per quanto sia affezionata a Polignano e ami le case misteriose della Morton, THE WINNER IS...

il fascino magico e fatato del villaggio di FAIRY OAK: vorrei esistesse davvero, per poter trascorrere del tempo immersa nella natura, insieme a personaggi simpatici che ti trascinano in avventure divertenti.




LA MIGLIORE SCENEGGIATURA ORIGINALE

Candidature:       L'appuntamento (P. Pulixi)

                              Il compratore di tempo (R. Baldacci)

                              Lame di tenebra (V. Barone Lumaga)

                              Il casale (F. Formaggi)

                              Domino (B. Cavallari)


La finezza psicologica di Pulixi, i viaggi nel tempo del fantasy di Baldacci, i nostri incubi che prendono forma e il susseguirsi di eventi surreali nel Casale e in Domino: THE WINNER IS...

L'APPUNTAMENTO

per avermi tenuta incollata alle pagine dal primo all'ultimo rigo, attraverso una storia dove il colpo di scena non manca mai e dove vengono alla luce le perversioni e le fragilità dell'essere umano.


IL MIGLIOR LIBRO TRATTO DA UNA STORIA VERA

Candidature:   Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea (S. Amiry)

                          Tutto chiede salvezza (D. Mencarelli)

                           Febbre (J. Bazzi)

                           In un milione di piccoli pezzi (J. Frey)

                           Leggere Lolita a Teheran (A. Nafisi)


Sono tutte e quattro opere in cui l'autore è narratore e protagonista di vicende autobiografiche o capitate realmente ad altri, ed è stato difficile eleggere un vincitore: dalla Nakba subita dai palestinesi ad opera delle forze di occupazione israeliane nel 1948 alle vicende della professoressa Nazir e del suo gruppo di lettura all'epoca della rivoluzione iraniana, dalla disintossicazione da droga ed alcool alla scoperta di aver preso l'Hiv, all'esperienza di un TSO in età giovanile: THE WINNER IS...

TUTTO CHIEDE SALVEZZA

per aver raccontato, con genuinità e struggimento, quale e quanta umana bellezza si nasconda tra gli angoli oscuri della follia, quanta sofferenza, disperazione, rabbia, impotenza, solitudine, consapevolezza di non essere compresi né tanto meno accettati.


I MIGLIORI EFFETTI SPECIALI

Candidature:    La Rosa dei Venti - Le gocce di Lahzull (M. Hilbrat)

                           Lame di Tenebra (V. Barone Lumaga)

                           X Resistenza (O. Neirotti)

                           Il compratore di tempo (R. Baldacci)

THE WINNER IS....

LAME DI TENEBRA

per avermi immersa, grazie a descrizioni molto vivide, nell'incubo terrificante che ha travolto e sconvolto i protagonisti, lasciando fiumi di sangue e orrore attorno ad essi.

                           

IL MIGLIORE DOCU-FILM

Candidature:  Il delitto di via Poma (I. Patruno)

                        Foglie di gelso. Racconti palestinesi di A. A-Saifi

                        Peppino Impastato. Una vita contro la mafia (S.Vitale)

                        Ragazzi di zinco  (S. Aleksievic)

                        Una donna può tutto (R. Armeni)

Un libro che documenti fatti e personaggi che meritano di essere resi noti è sempre da apprezzare ed è un bene che ci siano, e questo vale per le ingiustizie subite da detenuti o per il grande inganno a danno di una generazione di ragazzi sovietici, mandati a morire in una guerra che mai avrebbe dovuto esserci, o per donne coraggiosissime che hanno combattuto valorosamente per la loro patria, o ancora per un caso di cronaca irrisolto e per un giovane ucciso perchè ha sfidato la Mafia. THE WINNER IS

RAGAZZI DI ZINCO

perchè la giornalista scrittrice, con determinazione, onestà e coraggio, dà voce a dei dimenticati cui la storia ha tolto la parola, e che viene consegna al lettore in un libro scioccante nella sua brutalità, che sottolinea tutta la ferocia e l'orrore che c'è dietro ogni guerra.                        

                         



venerdì 1 gennaio 2021

LE MIE LETTURE - BILANCIO DI FINE ANNO (luglio-dicembre 2020)



Il 2020 se n'è andato da solo qualche ora ed io mi appropinquo a tirare le somme delle letture affrontate da luglio a dicembre e, in generale, le più belle dell'anno che è appena trascorso.
QUI c'è il post delle letture della prima metà del 2020.






NARRATIVA CONTEMPORANEA


Per ognuno di noi c'è un GRILLO PARLANTE di M. Gaudino che ci ricorda di custodire lo stupore e la semplicità dell'infanzia (3.5/5); salvo poi restare bambini un po' troppo a lungo e nel senso sbagliato, come il protagonista di ALTA FEDELTÀ di Hornby (3/5); ci porta a riflettere sull'amicizia, sul tempo che scorre e sui dolori della vita UN MOMENTO FA, FORSE di G. Ardemagni (3/5); fa sorridere e mette il buon umore UN UOMO A PEZZI di Muzzopappa (3,5/5); la Hayden ci racconta una storia di abbandoni e di speranza in LA COSA VERAMENTE PEGGIORE (3,5/5); al centro di L'ATTENTATO di Y. Khadra c'è il conflitto arabo-israeliano, con le sue terribili conseguenze sulle persone coinvolte (4,5/5). La Morton ha costruito una trama complessa e piena di segreti in LA DONNA DEL RITRATTO (4/5): la fede è sempre presente ne LA VITA STRAORDINARIA DI SAM HELL di R. Dugoni (4.5/5).

Quando la finzione narrativa si imbatte con la vita vera, nascono libri come LA VITA INVISIBILE DI IVAN ISAENKO di S. Stambach, che ci racconta il quotidiano di un ragazzo nato con gravi malformazioni a causa dello scoppio della centrale nucleare di Chernobyl e ricoverato in un ospedale (4/5); Azar Nafisi ci racconta come la letteratura possa essere rifugio e àncora di salvezza in un contesto difficile, LEGGERE LOLITA A TEHERAN (3,8/5); Helen Goodrich ci racconta del suo indimenticabile soggiorno a Napoli in PERDUTI NEI QUARTIERI SPAGNOLI (4/5); Frey narra la propria esperienza di dipendenza da alcool e droga IN UN MILIONE DI PICCOLI PEZZI (5/5), che si aggiudica il primo posto nella categoria Narrativa, per le tante emozioni contrastanti suscitatemi da una narrazione molto cruda e forte.
Una menzione speciale per la raccolta di racconti, basati su storie vere, FOGLIE DI GELSO. RACCONTI PALESTINESI di A. Al-Saifi (5/5), che apre il velo sulle condizioni e le ingiustizie subite dai palestinesi nelle carceri israeliane.



LIBRI LETTI: 13


ROMANCE

,
Atmosfere misteriose caratterizzano IL FANTASMA DELL'ABATE di L.M. Alcott (4/5), mentre la dolcezza e la magia del Natale fanno da sfondo ai racconti di Jill Barnett in L'EROE DI ELEANOR (4/5) e PENNY PORTAFORTUNA (4/5); la musica lega l'amore tra Marta e Joseph in UNA NOTA NEL CUORE - "Marta e Joseph" - di Ilaria Mossa (3/5); amore e amicizia si confondono in ADDIO, MIA AMATA di S. Rocher (3.5/5); l'amicizia improbabile fra tre donne rivali in amore è al centro di UN'ESTATE A PIEDI NUDI (4,5/5) di C. Brown, che è il più bello della categoria perchè mi ha donato molti sorrisi.

LIBRI LETTI: 6


FANTASY/DISTOPIA


Meraviglioso è stato tornare nel famigliare mondo di 
-
FAIRY OAK. LA STORIA PERDUTA
 di E. Gnone (4.5/5), che mi ha fatto tornare bambina
; studiare è importante, ce lo ricorda IL COMPRATORE DI TEMPO di R. Baldacci (3,5/5); il Bene è sempre in lotta con il Male, X RESISTENZA di O. Neirotti (2.5/5); ALLA SCOPERTA DELL'ACQUA CALDA di R. Riva ci avverte di non dar retta ai "sentito dire" (3/5) e il distopico WALTER T. di D. Di Lodovico ci racconta una storia in cui il futuro dell'umanità dipende da un'anomalia (4/5). 

LIBRI LETTI: 5



SAGGIO

Moni Ovadia ci esorta a rifiutare ogni forma di ingiustizia e discriminazione e ad essere CONTRO OGNI RAZZISMO (3,5/5); interessante la trattazione del rapporto tra il cristianesimo e l'ebraismo in IL VANGELO EBRAICO di D. Boyarin (3.5/5); simpatico il racconto L'ULTIMA MOGLIE DI J.D. SALINGER di E. Deaglio (3,5/5) incentrato sul noto scrittore; LETTERA AGLI EBREI di F. De Angelis fornisce un valido supporto per la comprensione dell'epistola (4.5/5); agile e utile MUSSOLINI HA FATTO ANCHE COSE BUONE di F. Filippi (3.5/5).

Aggiungo in questa categoria il libro-inchiesta IL DELITTO DI VIA POMA di I. Patruno, che prende in esame il tristemente famoso ed irrisolto omicidio di Simonetta Cesaroni (5/5).


LIBRI LETTI: 5 +1


THRILLER/NOIR


IL PUPARO del duo Lecce-Cazzato è ricco di avventura (4/5); intrigante e pieno di suspense il caso che vede coinvolto un discendente del discusso Cesare Lombroso in GLI SCOMPARSI di A. Tripaldi (4,5/5); sempre raffinato e attento all'universo femminile lo scrittore sardo Pulixi, anche in L'IRA DI VENERE (4/5); il bullismo è alla base del breve ma intenso RITORNO A BLUE RIVER di G. Caputo  (4/5).


LIBRI LETTI: 4



GIALLO/POLIZIESCO

Sembra di essere in un film con IL KILLER DELLE TOMBE di A. Hartung (4.5/5); la Sicilia, con le sue tante contraddizioni, è lo sfondo di EFFETTI COLLATERALI di R. Russo (4/5); intrighi e bugie in 
NOI CHE CI STIAMO PERDENDO di M. Aramini (4/5).

LIBRI LETTI: 3


SAGA FAMIGLIARE

-

Sempre bello lasciarsi trasportare dalle storie di Lucinda Riley e le sue Sette Sorelle, le cui origini sono disseminate davvero in tutto il mondo: con LA RAGAZZA DELLA LUNA siamo volati in Spagna nella cultura gitana (4.5/5); è stato come sfogliare un grande album di famiglia la lettura di LA CASA SULL'ARGINE di D. Raimondi (3.8/5); tormentate e complesse le vicende dei personaggi di SE AVESSI AVUTO GLI OCCHI NERI di G. Sorge (4/5).

LIBRI LETTI: 3




NARRATIVA STORICA


.
Non c'è guerra che non porti con sè distruzioni, separazioni, morti...; è così per I RICORDI NON FANNO RUMORE di C. Laterza (4/5) ambientato negli anni della Seconda Guerra Mondiale, e per i protagonisti di STORIA DI UN ABITO INGLESE E DI UNA MUCCA EBREA di S. Amiry (5/5), costretti a lasciare le proprie case dopo che nel 1948 la Palestina fu occupata dalle forze militari israeliane. Romanzo di formazione incentrato sulla discriminazione razziale è IL COLORE DEI FIORI D'ESTATE di A.J. Mayhew (4/5).

LIBRI LETTI: 3



YOUNG ADULT

UNA VALIGIA PIENA DI SOGNI di P. Simons (5/5) mi ha regalato un fiume di intense emozioni con la sua storia di amore e di amicizia, e così pure LA STESSA RABBIA NEGLI OCCHI di M. Chiarottino, con i suoi personaggi giovanissimi e alle prese con problematiche importanti (4.5/5).

LIBRI LETTI: 2



POESIA

ECHI DI ROMANTICISMO (3/5) è una raccolta di versi molto raffinati e scritti con uno stile ricercato.

LIBRI LETTI: 1




HORROR

Malinconicamente inquietante la storia del piccolo e puro Fur, alle prese con GLI ESSERI OSCURI di F. Camilleri (4/5) e più spaventosa l'avventura dei protagonisti di LAME DI TENEBRA di V. Barone Lumaga (4/5).

LIBRI LETTI: 2


NARRATIVA DI GUERRA/MITOLOGIA

Unico libro di questa sezione è il racconto della guerra di Troia dalla voce di una schiava e non una qualsiasi, ma quella del Pelìde Achille: IL SILENZIO DELLE RAGAZZE di P. Barker (4/5).

LIBRI LETTI: 1


NARRATIVA DI VIAGGIO

RACCONTI DI VIAGGIO, RACCONTI DI VITA di M. Gozzer mi ha permesso di visitare con l'immaginazione posti lontani e diversi dal mio (4/5).

LIBRI LETTI: 1



TOTALE LIBRI LETTI DA LUGLIO A DICEMBRE: 50 

LIBRI LETTI NEL 2020: 112

TOTALE PAGINE LETTE DA LUGLIO E DICEMBRE: 13.015

TOTALE PAGINE LETTE NEL 2020: 27987


CHE NE PENSATE DEI LIBRI CHE MI SON PIACIUTI DI PIÙ PER OGNI CATEGORIA? 
LI CONOSCETE, LI AVETE LETTI? LI LEGGERESTE?




E ADESSO.... LA MIA TOP TEN 2020!!




1. TUTTO CHIEDE SALVEZZA
2. L'APPUNTAMENTO
3. STORIA DI UN ABITO INGLESE E DI UNA MUCCA EBREA
4. IL TRENO DEI BAMBINI
5. IN UN MILIONE DI PICCOLI PEZZI 
6. IL SALICE
7. GLI SCOMPARSI
8. LA TUA VITA E LA MIA
9. UNA VALIGIA PIENI DI SOGNI
10. BULL MOUNTAIN


QUALI SONO STATE LE VOSTRE LETTURE PIÙ BELLE 
DI QUEST'ANNO?

giovedì 31 dicembre 2020

BUON 2021


Carissimi lettori e amici, di cuore vi auguro un sereno e gioioso 2021, ricco di soddisfazioni e felicità!

Un anno nuovo in cui tornare ad essere positivi... nel senso più bello della parola :-D


IL PRIMO GIORNO DELL'ANNO


Lo distinguiamo dagli altri
come se fosse un cavallino
diverso da tutti i cavalli.
Gli adorniamo la fronte
con un nastro,
gli posiamo sul collo sonagli colorati,
e a mezzanotte
lo andiamo a ricevere
come se fosse
un esploratore che scende da una stella.

Come il pane assomiglia
al pane di ieri,
come un anello a tutti gli anelli…
La terra accoglierà questo giorno
dorato, grigio, celeste,
lo dispiegherà in colline
lo bagnerà con frecce
di trasparente pioggia
e poi lo avvolgerà
nell’ombra.

Eppure
piccola porta della speranza,
nuovo giorno dell’anno,
sebbene tu sia uguale agli altri
come i pani
a ogni altro pane,
ci prepariamo a viverti in altro modo,
ci prepariamo a mangiare, a fiorire,
a sperare.

Pablo Neruda




Le mie letture di dicembre 2020

 

Ecco le mie letture del mese di dicembre!




  1. Echi di Romanticismo di E. Zizzi è una raccolta di poesie scritta con elegante ricercatezza, in cui i temi trattati e lo stile di scrittura attingono alla cultura classica, nonché al genere gotico e al Romanticismo.
  2. UN UOMO A PEZZI di F. Muzzopappaprovvisto di un senso dell'umorismo, lo scrittore ci restituisce un ritratto di sè e del suo sguardo sul mondo, simpatico, schietto, capace di far nascere sorrisi e mettere il buon umore.
  3. LEGGERE LOLITA A TEHERAN di A. Nafisi. Tra queste pagine la scrittrice ripercorre le discussioni avute con i suoi studenti su diverse opere letterarie, collegandone i temi ai ricordi della vita vissuta in Iran prima, durante e dopo la rivoluzione iraniana. 
  4. GLI ESSERI OSCURI di F. Camilleri. L'esistenza relativamente tranquilla di un undicenne si colloca all'interno di una cornice dai colori scuri e dall'atmosfera misteriosa, resa sinistra e surreale dalla comparsa di creature della notte, la cui presenza inquieta tanto il protagonista che il lettore: cosa possono mai volere questi esseri oscuri da un bambino fondamentalmente innocuo, solo ed emarginato?
  5. PENNY PORTAFORTUNA di J. Barnett. Un romance natalizio ambientato a New York che esalta l'amore vero, quello che irrompe e travolge, scombinando piani e portando una ventata di felicità e di speranza là dove s'erano annidati tristezza e sfiducia.
  6. LA VITA STRAORDINARIA DI SAM HELL di R. Dugoni. Sam Hill è un bambino come tanti, se non fosse per un segno particolare: ha gli occhi rossi, a causa dell'albinismo oculare. Questa sua peculiarità segnerà la sua infanzia e, in un certo senso, anche l'età adulta. Imparerà ad accettarsi e a trasformare la propria vita, con la forza di volontà e grazie ai preziosi insegnamenti materni, in qualcosa di straordinario?
  7. FIORI DI GELSO. RACCONTI PALESTINESI di A. al-Saifi. Attraverso le testimonianze di uomini e donne palestinesi che hanno vissuto l'esperienza della prigione nelle carcere israeliane, l'Autore ci ricorda il dramma che sta da decenni vive il popolo della Palestina a motivo dell'occupazione israeliana.
  8. LA DONNA DEL RITRATTO di K. Morton: un mystery ambientato in una casa suggestiva e bellissima, ricco di colpi di scena, con intrecci temporali che uniscono personaggi lontani tra loro di molti anni ma tutti legati da un segreto che aspetta di essere svelato.
  9. RACCONTI DI VIAGGIO, RACCONTI DI VITA di M. Gozzer: viaggiare significa soprattutto cogliere il privilegio e l'opportunità di gustare la diversità mettendo da parte pregiudizi nei confronti degli altri popoli.
  10. SE AVESSI AVUTO GLI OCCHI NERI di G. Sorge: la storia di una famiglia del Sud caratterizzata da dinamiche molto complesse e, a partire da essa, ci viene dato un affresco della Sicilia, dai primi del Novecento ad oggi.

Tra i libri dicembrini, sul podio vanno la raccolta Fiori di gelso, per l'argomento trattato, che andrebbe diffuso e conosciuto in modo più esteso; ho apprezzato anche La vita straordinaria di Sam Hell per il suo protagonista dagli occhi rossi, sulla cui vita veglia la madre, donna di grande fede, e La donna del ritratto per la capacità della Morton di intrecciare personaggi e periodi lontani tra loro attraverso dinamiche piene di mistero.

 

Per quanto concerne l'unica Reading challenge cui ho partecipato e che prevedeva solo 20 obiettivi, il bilancio è positivo in quanto... sono riuscita a completarla, ma del resto era una "sfida" abbordabile. 


clicca se vuoi conoscere gli obiettivi della RC





La musica del mese di dicembre ha un nome: CLAUDIO BAGLIONI, che mi sta riempiendo le giornate (e le orecchie) con il suo ultimo lavoro, IN QUESTA STORIA CHE E' LA MIA, album che personalmente trovo davvero bello. Grazie Cucaio *_*

Vi posto uno dei brani dell'album che ascolto a ripetizione (Altrove e qui) :-D 








Citazione del mese:

"Se mi rivolsi ai libri fu perché erano l'unico rifugio che conoscevo, ciò di cui avevo bisogno per sopravvivere, per proteggere una parte di me stessa che sentivo sempre più in pericolo. Il mio altro rifugio, quello che mi aiutava a restituire un po' di sanità mentale e di spessore alla mia vita, era di natura più intima e personale." (LEGGERE LOLITA A TEHERAN, Azar Nafisi)

mercoledì 30 dicembre 2020

Recensione: LA DONNA DEL RITRATTO di Kate Morton



Un mystery ambientato in una casa suggestiva e bellissima, ricco di colpi di scena, con personaggi legati tra loro attraverso intrecci che si dislocano in differenti archi temporali e che confluiscono in un triste segreto che aspetta di essere svelato.


LA DONNA DEL RITRATTO
di Kate Morton


Ed. Sperling&Kupfer
496 pp
"Ero la sua musa, il suo destino. E lui era il mio. È stato tanto tempo fa, è stato ieri. Oh ricordo bene l'amore."

Elodie Winslow è una giovane donna che lavora come archivista presso la Stratton-Caldwell & Co. e un giorno, mentre è al lavoro, scopre una tracolla in cui trova i disegni di una casa che, guardandola bene, lei riconosce come qualcosa di famigliare: essa infatti somiglia alla casa descritta da sua madre quando le raccontava le favole la sera!
Non solo, ma nella tracolla c'è pure una foto che ritrae una donna molto bella.
Elodie sta vivendo una fase della propria vita che dovrebbe essere caratterizzata dalla felicità: sta per sposarsi, infatti, e con la suocera fervono i preparativi per la cerimonia nuziale.

Eppure la giovane è malinconica, insoddisfatta, triste: non riesce ad essere felice all'idea di unirsi in matrimonio con il fidanzato Alistair, col quale non pare esserci un gran trasporto; non solo, ma il ricordo della madre - Lauren, famosa violoncellista morta venticinque anni prima in un incidente stradale - che non è lì con lei fisicamente eppure fa sentire la sua (ingombrante?) presenza attraverso una cappa di cupa malinconia che non se ne va, in questo periodo è più che mai vivo e nostalgico.
A turbare emotivamente Elodie interviene una foto scattata da una fotografa pochi giorni prima della morte di sua madre: ella è in compagnia di un uomo (un violinista, lo stesso che era con la donna il giorno dell'incidente, perdendovi anch'egli la vita) e i due hanno visibilmente un atteggiamento confidenziale, di intimità.

Elodie è confusa e il suo interesse per il contenuto della tracolla - i disegni e il ritratto della "donna in bianco" - diventano un modo per distrarsi e non pensare al presente, che le mette più ansia che serenità; decide quindi di impegnarsi nella ricerca dell'identità della donna nella foto.
Grazie all'aiuto di un'amica, arriva a identificarla come Lily Millington, colei che fece da musa ispiratrice per il pittore Edward Radcliffe, che più di una volta la ritrasse nelle proprie opere, completamente soggiogato dal fascino puro e magnetico della ragazza. Pare che pittore e modella avessero intrattenuto una relazione, nonostante lui fosse già fidanzato con una certa Fanny Brown.

Ma qualcosa di tragico è accaduto nelle vite di Edward e di queste due donne, e per scoprirlo il lettore deve mettersi all'ascolto di più voci narranti, che raccontano fatti accaduti in diversi momenti temporali.
Al centro di tutto c'è la casa disegnata negli schizzi contenuti nella tracolla: Birchwood Manor, una grande casa nella campagna dell'Oxfordshire.

Nell'estate del 1862 un gruppo di giovani artisti si ritrova in una casa sul fiume (di proprietà proprio di Edward) per passare insieme un mese di libera creatività.

"Fu questa la sua proposta: un intero mese estivo dedicato alla pittura, alla poesia e ai picnic, ai racconti, alla scienza, all'invenzione. Un mese di luce donata dal cielo. Lontani da Londra e da ogni sguardo indiscreto. Ovvio che gli altri non avessero esitato."

Con Edward ci sono i suoi amici e "colleghi":  il pittore Thurston Holmes (un uomo arrogante, beffardo, decisamente antipatico), il fotografo Felix e la fidanzata Adele Bernard; con loro ci sono anche Lily (in qualità di modella privilegiata di Edward), Clare e Lucy, sorelle di Edward; Lucy è la più piccola del gruppo, è una ragazzina, di otto anni minore del fratello, col quale ha un rapporto molto stretto, soprattutto perchè lui l'ha sempre trattata con molto rispetto, stimolandola a studiare, a leggere, ad avere fame di conoscenza, di verità.
Lucy, in quei giorni trascorsi nella bellissima villa - con cui il fratello sembra avere un legame ancestrale, quasi sovrannaturale, come se la casa fosse vivente e lo chiamasse a sé, come se si appartenessero a vicenda - con quegli adulti amanti dell'arte e del bello, comprende bene che Edward e la sua modella, Lily, hanno un rapporto speciale, che va oltre quello professionale.

Lucy non riesce neppure a provare gelosia perché Lily è gentilissima con lei, non la tratta come una sciocca mocciosa..., ma la tragedia è dietro l'angolo.

Le cose purtroppo non vanno come previsto, la tensione sale all'arrivo della fidanzata di Edward e in un pomeriggio rovente si sente risuonare un colpo di pistola: una donna muore, un'altra scompare e un prezioso gioiello scompare. 
La verità su quel giorno scivola tra le pieghe del tempo e il lettore diviene il depositario di un segreto custodito nella villa dei Radcliffe.

Per arrivare, quindi, alla verità di ciò che accadde di drammatico in quel pomeriggio a Birchwood Manor e che sconvolse le vite di più persone, dobbiamo fare attenzione, come dicevo, ai racconti di più narratori.

Uno di essi è Lucy, il cui punto di vista si incrocia con quello della donna del ritratto, Lily appunto; scopriamo che anzitutto questo non è il suo vero nome, ma che da bambina suo padre e la famiglia presso cui è cresciuta (dopo che suo padre l'ha abbandonata per andare in America) la chiamavano Birdie ed era una piccola ladruncola. Crescendo, la sua bellezza è stata notata per caso da Edward, che nel rimase folgorato e decise di ritrarla nei suoi quadri.

Le prospettive di entrambi questi personaggi femminili sono inevitabilmente intrisi di malinconia e tristezza: Lucy racconta i fatti consapevole che in quella maledetta estate del 1862 lei era poco più che una bambina, la cui versione dei fatti non venne presa nella giusta considerazione, facendo sì che gli eventi prendessero una piega terribile e infelice, che negli anni hanno pesato sul cuore e sulla coscienza di Lucy.

Quest'ultima, nel ricevere la villa in eredità dopo la morte del fratello, ha trasformato Birchwood Manor in una scuola per ragazze desiderose di studiare, e mentre l'attività scolastica è in pieno svolgimento (siamo nel 1899) accade un evento tragico, che porterà alla chiusura della scuola; cito questo evento di volata - vorrei evitare di dare troppi dettagli - perchè è coinvolta una bambina, Ada, che sarà anche lei - per non poche pagine - narratrice, in quanto le sarà affidato qualcosa di prezioso.
Quest'oggetto importante passerà poi un altre mani: in quelle di un bambino speciale, che si ritroverà a vivere anch'egli a Birchwood Manor (insieme alla mamma Juliet e ai fratelli), durante la seconda guerra mondiale, e che tanti anni dopo sarà pronto per passarlo a sua volte in altre mani...

Nel presente conosciamo anche Jack, un ragazzo che lavora come investigatore privato e al quale una persona ha affidato una missione segreta: andare a Birchwood Manor e scoprire che fine ha fatto il gioiello chiamato Blue Radcliffe. L'uomo incontrerà Elodie, impegnata a risolvere il bandolo della matassa che ruota attorno alla casa (oggetto dei racconti della madre) e dell'identità di Lily, nonché del destino cui ella andò incontro e sul quale ci sono solo ipotesi, perché ogni informazione sulla ragazza cessò in quel pomeriggio del 1862, quando nella casa ci scappò il morto e la pietra preziosa venne presumibilmente rubata.

A proposito di Lily, una cosa devo aggiungerla: la sua "presenza" la sentiremo ancora nel 2017 perché lei in quella casa "arenata sulla sponda del fiume come un vascello incagliato" è un'ospite speciale e a quelle mura, cariche di voci che si perdono in un tempo ormai lontano e smarrito per sempre, è legata in modo indissolubile.

Elodie e il lettore riceveranno risposta a ogni dubbio e domanda, ma non posso non confessarvi che arrivarvi è stato un tantino faticoso...!

Premessa fondamentale: io amo Kate Morton!! Amo le sue storie misteriose e complicate, collocate in momenti differenti e distanti tra loro anche più di un secolo ma che sono strettamente legati attraverso dinamiche sorprendenti, che coinvolgono i personaggi principali; amo le sue ambientazioni, che vedono sempre una casa-villa meravigliosa e piena di segreti da scoprire, collocata in un luogo lontano dal trambusto cittadino e ideale per starsene da soli, a passeggiare nella natura.

Dico questo per chiarire che non ho problemi con i romanzi corali e le narrazioni che fanno salti dal presente al passato e viceversa, ma devo dire che qui ho avuto qualche difficoltà iniziale a raccapezzarmi in quanto i punti di vista dei personaggi - distanti tra loro di molti anni - si susseguono in maniera troppo ravvicinata e c'è il rischio che il lettore non capisca subito cosa stia succedendo, a chi e in che anno stiamo.

Senza contare che c'è la prospettiva di Lily ad attraversare praticamente tutto il romanzo e che comprende un arco temporale davvero esteso (oltre centocinquant'anni), il che getta un po' di confusione nel seguire il filo del racconto.

Ecco, questo piccolo accenno di confusione - che per carità, si risolve andando avanti - ha fatto sì che non divorassi il libro e che procedessi (cosa che difficilmente mi è capitato con i romanzi precedenti della Morton) con fin troppa flemma.
Ma è davvero il solo difetto perché per il resto è un romanzo intrigante, con una bella storia (forse mi sarebbe piaciuto giusto un po' di spazio in più per Elodie), con un segreto dimenticato da tantissimi anni che aspetta di essere portato alla luce e personalmente, quando vi sono giunta, ho provato una grande tristezza per la disgrazia cui è collegato.

La presenza della casa quale luogo speciale e capace di esercitare una forte attrattiva sui personaggi, e il fatto che la stessa donna del ritratto si identifichi in una delle narratrici, sono due aspetti che mi sono piaciuti.

Al centro del romanzo vi è lo scorrere del tempo, la ricerca della verità e della bellezza, ma alla base di tutto - e quel che conferisce senso alle azioni dei personaggi - e che la vita è preziosa e anche nei momenti bui è possibile trovare la luce.

Nel complesso mi è piaciuto, Kate Morton si conferma comunque una meravigliosa narratrice e, per quanto mi riguarda, io aspetto sempre una sua pubblicazione con trepidazione!



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