venerdì 16 gennaio 2015

Frammenti da... "La banalità del bene"




Giorgio Perlasca...: un eroe italiano.

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"A maggio la guerra era finita, il Terzo Reich era caduto. Nell'Europa distrutta ricominciarono a funzionare treni e stazioni. Il 29 maggio del 1945, un trafiletto su un quotidiano di Budapest annunciava la partenza dalla capitale ungherese dell'amico italiano. Alla stazione Est, in attesa del treno, venne a salutarlo una piccola folla, amici e persone cui aveva salvato la vita. Davanti ai binari si presentò una delegazione degli inquilini della casa di piazza Santo Stefano 35 e gli consegnarono l'ultimo attestato:

Ci dispiace apprendere che lasciate l'Ungheria, diretto alla vostra terra natale,. l'Italia. In questa occasione vogliamo esprimervi l'affetto e la gratitudine delle diverse migliaia di ebrei sopravvissuti grazie alla vostra protezione. Non ci sono parole per lodare la tenerezza con cui ci avete sfamato e vi siete preso cura dei vecchi e degli ammalati. Ci avete incoraggiato nel momento in cui eravamo vicini alla disperazione e il vostro nome non mancherà mai dalle nostre preghiere. Che Dio Onnipotente possa ricompersarvi.".

E. Deaglio, La banalità del bene

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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