lunedì 7 aprile 2014

Recensione: I CENTO COLORI DEL BLU di Amy Harmon

Buongiorno e buon inizio settimana!!!
Avete letto tanto o poco in questo week end?
Io il giusto, e infatti per oggi dovrei postarvi un paio di recensioni.

Anzi, inizio subito con la prima...!

I CENTO COLORI DEL BLU
di Amy Harmon


Ed. Newton Compton
9.90 euro
456 pp
Trad. L. Feoli,
A. Ricci
USCITA 3 APRILE
2014
Trama
Tutti a scuola conoscono Blue Echohawk. A diciannove anni Blue frequenta ancora il liceo.
Abbandonata da sua madre quando aveva solo due anni, non conosce il suo vero nome, né la sua data di nascita. Indossa sempre vestiti attillatissimi e un trucco pesante: il sesso è il suo rifugio, un gioco per dimenticare tutto, per mettere sotto chiave le sue emozioni.

Blue ha iniziato tardi la scuola e non mostra alcun interesse per lo studio.
È un caso disperato.
Eppure il suo nuovo insegnante di storia, il giovane Darcy Wilson, non la pensa così: Darcy crede in lei, e sa che Blue ha bisogno di ritrovare se stessa prima di trovare un posto nel mondo.
E così la sprona a guardarsi dentro e a ripercorrere il suo passato, a scrivere la sua storia, a dar voce alle sue emozioni.
Tra i due nasce una grande amicizia, e forse, a poco a poco, qualcosa di più: un sentimento forte, travolgente, a cui ciascuno dei due tenta in tutti i modi di resistere..
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il mio pensiero
Questo romanzo mi ha tenuto compagnia nel week end ed è stata una buona compagnia, devo dire.

La scena iniziale, che da il via alla storia, è quella di una giovane donna, di cui non ci viene svelato il nome, insieme alla sua figlioletta, di un paio di anni; questa donna ha diversi problemi, in particolare con la droga, e si ritrova sola soletta in un motel, squallido, a Reno (Nevada) e lì troverà la morte, in circostanze non note (anche se verranno grosso modo spiegate alla fine del romanzo).
Dopo un salto temporale di circa venti anni, incontriamo la figlioletta della povera ragazza; Blue Echohawk, ormai diciannovenne, che frequenta il liceo e che vive in un miserabile appartamento con una certa Cheryl, una sorta di "zia adottiva", con la quale però non ha alcun rapporto che sia anche solo vagamente "familiare" o affettivo.
Blue è una ragazza esteticamente appariscente: ha due splendidi occhi azzurri, è molto bella e mette in risalto il proprio viso (o forse ottiene l'effetto contrario..?) truccandosi in modo eccessivo; ha un fisico mozzafiato che lei copre con abiti molto stretti, che svelano curve e forme.
Anche nel portamento appare sfacciata, presuntuosa, sicura di sè, pronta a rispondere con durezza a chiunque le chieda il minimo conto delle proprie azioni o del proprio modo di essere.

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Ma questo modo di apparire è una maschera dietro la quale si cela una ragazzina incredibilmente sola, amareggiata, insicura e bisognosa di amore.

Un amore che lei desidera ma che sente di non meritare, perchè crede di essere ormai una cattiva ragazza, etichettata dalle coetanee e ancor più dai ragazzi, come una poco di buono; del resto, è lei stessa ad apparire così, gettandosi n storie di sesso con diversi ragazzi, che non vogliono che quello da lei, che crede di essere esattamente ciò che gli altri pensano.

Insomma, un pavone con piume e colori sgargianti, ma con un cuore da uccellino, da merlo impaurito.
Un merlo che è stato rifiutato da una mamma che l'ha abbandonata e lasciata nelle mani di uno sconosciuto di nome Jimmy Echohawk.
Jimmy è l'uomo che ha accolto la piccola bambina (lasciata nel suo pick-up in una notte d'agosto del 1993) e l'ha cresciuta come fosse sua figlia: Jimmy appartiene all'etnia nativa americana dei Pawnee (è un indiano) e cresce la piccola - che verrà chiamata Blue, perchè è l'unica parola che andava ripetendo quando Jimmy se la ritrovò in auto - insegnandole un'arte meravigliosa, nella quale la ragazza metterà tutto il proprio talento, nella quale sfogherà il proprio mondo, i propri sentimenti e dolori, quelli che nessuno conosce e che lei pensa di non poter rivelare ad alcuno, perchè a nessuno possono interessare: l'arte di creare sculture dal legno degli alberi.

Jimmy è un uomo solitario eppure con lui Blue sentirà di ricevere protezione ed amore; ma quando l'uomo verrà trovato morto, Blue - che non è sua figlia, ma questo lei non lo sa - verrà necessariamente affidata alla sorellastra di lui, Cheryl, che si preoccuperà di dire tutta la verità (quanto meno quello di cui è a conoscenza) alla piccola ospite indesiderata.
Insomma, una storia di abbandono: Blue è stata abbandonata due volte, seppure in modi e circostanze diversi, e questo ha sviluppato in lei la convinzione di essere un rifiuto della società, di non avere alcun diritto di essere amata, protetta, apprezzata.
E' per questo che, quando a scuola, nel corso di Storia, si ritrova come insegnante il giovane 22enne prof. Darcy Wilson, dall'aspetto così educato, "classico" (solo il nome fa pensare al Darcy di Orgoglio e pregiudizio, ed infatti è legato ad esso), troppo perbene, quasi "antico", a Blue non par vero di poter ricevere attenzioni da un tipo come lui, che molto probabilmente ha poco da spartire da "una tipa come lei".
Eppure Wilson sa vedere oltre e vede nella ribelle e tosta alunna, ciò che gli altri non vedono: sotto quell'involucro di sfacciataggine e bellezza sfrontata, esaltata da colori e vestiti stravaganti e provocanti, si nasconde una giovane smarrita, impaurita, dalla storia personale costellata di tante piccole sofferenze; una storia che merita di essere raccontata e che lui "costringerà" a modo suo, con i suoi metodi didattici molto aperti ed insoliti, a raccontare, fosse anche sotto forma di "parabola", come poi Blue farà.

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Wilson e Blue inizieranno a conoscersi e a vedersi anche fuori dalla scuola, soprattutto dopo il diploma, e lui diverrà per la ragazza un punto di riferimento, un aiuto quando le cose cominceranno a complicarsi per lei, perchè la sua vita sessuale (sregolata, fino a un paio di mesi prima) avrà i suoi strascichi e le sue conseguenze, che porteranno, da una parte al rafforzamento dell'amicizia tra i due (amicizia che chiede di diventare amore, ma sia Wilson che Blue hanno paura di dare il via libera a questo sentimento), dall'altra a far maturare Blue come donna, consapevole dei propri limiti e delle proprie capacità.
Blue si ritroverà a prendere delle scelte difficili, ma non sarà mai sola, perchè il suo professore le starà accanto e alla fine, per ritrovare se stessa, si metterà in cammino alla ricerca di un passato che lei desidera conoscere per poter avere delle risposte necessarie per se stessa; verità che scoprirà e che l'aiuteranno a scoprire chi è e cosa vuol essere.

E' un romanzo di per sè semplice, e nel linguaggio e nello stile; si legge con molta scorrevolezza e la narrazione in prima persona ci fa entrare direttamente nelle vicende e nella testa della protagonista; a parte l'aspetto sentimentale (che da al libro quel tocco"rosa"), ci sono comunque temi importanti: il bisogno di "redenzione" (è il termine usato proprio da Blue) da un tipo di vita smodato, arido, che lascia solo vuoti incolmabili, nonostante l'apparente soddisfazione immediata; l'abbandono dei minori, il loro sentirsi rifiutati, il tema dell'adozione; il credere in se stessi e nei propri talenti come base per costruire il proprio futuro, a prescindere dalle sterili etichette sociali che gli altri ci appiccicano addosso.

L'ambientazione è sufficientemente delineata, così pure  il contesto di vita della protagonista, la sua personalità; interessante ed affascinante il riferimento agli indiani e alle loro leggende.

Un romanzo piacevole, forse qualcuno lo classificherà come "senza pretese", ma a me è piaciuto ed anche "preso" emotivamente, in alcuni momenti.

Consigliato a coloro che amano, in particolare, le storie  in cui c'è molto sentimento e che vedono protagonisti dei giovani con un vissuto complicato.

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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