Una nuova avventura investigativa attende gli inquilini dell’appartamento in via Atri 36 a Napoli: un omicidio che sembra chiaro e di facile soluzione non convince però Malù e i suoi coinquilini, che hanno un interesse molto personale e stringente per desiderare di risolvere il caso.
CASA È DOVE NOI di Serena Venditto
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Mondadori 264 pp 18 euro |
Sono giorni tormentati nell'appartamento che l'archeologa Malù Ferrari condivide con i suoi cari amici Ariel (traduttrice di romanzi brutti), Samuel (fidanzato di Ariel), Kobe (pianista giapponese che comprende la metà di ciò che ascolta) e la mascotte di casa, il gatto nero Mycroft, sempre alla ricerca di coccole e di una ciotola piena.
Malù è a un passo dalla discussione della tesi di dottorato ma due eventi intervengono a distrarla da questo importante obiettivo: il suo fidanzato Marco e una minaccia di sfratto.
Marco è un medico in procinto di trasferirsi per un paio di anni a Basilea per ragioni professionali; ovviamente, ha chiesto a Malù di lasciare la sua casina in affitto, affollata e sgangherata, e il suo lavoro in una libreria dell'usato, per seguirlo in quest'avventura.
Ma Malù non ha alcuna intenzione di stravolgere la propria felice esistenza per assecondare i progetti del proprio uomo - è una donna indipendente e libera di decidere dove vivere e con chi - così i due si lasciano.
A complicare le cose e a peggiorare lo stato d'animo dell'archeologa molisana si aggiunge un'altra questione: il proprietario del loro amato appartamento, Carmine, si vede costretto - con sommo dispiacere - a mandar via i ragazzi perché ha necessità di vendere l'immobile.
La ragione della vendita risiede nel dover affrontare le spese legali per la moglie Miriam, agli arresti domiciliari con un’accusa di omicidio che sembra praticamente impossibile da smontare.
La donna è stata trovata, infatti, accanto al cadavere del vicino, con un coltello insanguinato in mano mentre continuava a ripetere, in uno stato evidente di shock: «Che ho fatto?».
Tecnicamente non ha mai confessato (anzi, si dichiara innocente) ma gli inquirenti lo reputano superfluo, vista la sua presenza sul luogo del delitto e il possesso dell'arma; inoltre, la poveretta non fa che ripetere da mesi che ha un vuoto di memoria, non riesce a ricordare i particolari di quella maledetta mattina in cui è entrata nell'appartamento della vittima.
La vittima è un farmacista, Adriano Mattei, un cinquantenne cui hanno tagliato la gola.
Ma chi conosce Miriam Scotto, dubita seriamente che sia stata lei a commettere l'omicidio.
«Ma se tua moglie viene scagionata tu non hai più bisogno di vendere, giusto?»
«Uhm, no.»
La proposta di Malù a Carmine è chiara: io ti trovo l'assassino di Mattei, ti aiuto a scagionare tua moglie e tu non vendi la casa ma ci lasci a vivere qui.
Seppur scettico, Carmine accetta la controproposta di questa donna decisa, battagliera e convinta di risolvere l'indagine entro una settimana.
Da questo momento, Malù e i suoi tre amici e coinquilini - più il gatto - si danno da fare per cercare la verità su cosa sia davvero accaduto in quella tragica mattina di aprile, nell'appartamento di Mattei.
Costui viveva in un palazzo in cui abitano Carmine e la sua famiglia, un’istruttrice di yoga sui cinquant’anni (Zoe), una coppia, Annalisa e Ferdinando Martini (guida turistica lei, commercialista lui) e un professore di storia dell’arte in pensione (Gennaro de Rosa).
Perché Miriam era lì, quella mattina, come vi è entrata? Le ha aperto la vittima? E per quale ragione?
Possibile che nessuno degli altri condomini abbia udito rumori sospetti?
I quattro investigatori improvvisati - ma mossi da una motivazione importantissima: salvare la loro casa! - tirano fuori il giusto spirito di intraprendenza e, guidati dalla "capa", l'agguerrita e intuitiva Malù, si danno da fare per dare ciascuno il proprio contributo all'indagine.
Cercano di capire il contesto umano in cui è accaduto il fattaccio, se ci sono state delle situazioni che hanno fatto maturare le ragioni per l'omicidio; indagano su tutti i personaggi coinvolti, dalla vittima (pare che non fosse proprio benvoluta nel condominio) al resto degli abitanti: in che rapporto erano con Adriano Mattei?
Malù e Ariel fanno coppia fissa nella ricerca di dettagli, moventi, pregressi, relazioni, segreti..., e si recano insieme a incontrare i condomini, dando vita a delle vere e proprie acrobazie e macchinazioni buffe e spassose per cercare di entrare nelle singole case, parlare con questi vicini, fare domande pertinenti e ficcanti, notare particolari sfuggiti alla polizia, andando così oltre le versioni "ufficiali", quelle imparate e recitate a memoria.
Mentre sale la preoccupazione di dover lasciare l'amatissimo appartamento in Via Atri (qualcuno prova pure, di nascosto!!, a immaginare delle alternative, dei piani B e C, in caso la loro Malù non riuscisse a trovare l'assassino in tempo), l'indagine procede con vigore, audacia, un pizzico di spericolatezza, tra interrogatori decisamente sui generis, "imboscate" ai possibili sospettati, drammi sentimentali, lezioni di yoga, e tutto incorniciato dal "delizioso caos del centro" storico di Napoli, ai cui profumi, voci e rumori nessuno dei ragazzi di via Atri 36 - gatto sempre compreso - è disposto a rinunciare senza lottare.
"Casa è dove noi" è un giallo dai toni leggeri, divertenti e brillanti, che accoglie il lettore per trascinarlo in uno scenario amichevole, famigliare, che sa come coinvolgere e far sorridere, stuzzicando la voglia di risolvere il caso insieme ai protagonisti ma, al contempo, disegnando attorno un contesto rassicurante e sereno, in cui ci si sente a casa, in cui il lettore può sentirsi "uno di loro", una sorta di sesto inquilino.
I dialoghi contribuiscono a conferire vivacità e ci permettono di conoscere meglio anche i personaggi.
Malù e la sua allegra brigata sono una comunità di amici piccola e simpaticissima; ogni membro ha trovato nell'altro il significato della parola casa, di cosa voglia dire "essere dalla stessa parte", essere parte della famiglia che ci si è consapevolmente scelti.
"... mi ero persa e ritrovata a via Atri 36. Quella cosa che a spiegarla pareva illogica, ma che a me sembrava naturale: se gli altri ci dicevano di andarcene a vivere da soli e mettere su famiglia era perché non capivano che noi eravamo già una famiglia. Il fatto che noi quattro (più uno) non avessimo una goccia di sangue in comune era davvero superfluo. Noi eravamo una famiglia, un equilibrio perfetto, in quel tempo e in quello spazio".
La risoluzione del caso Adriano Mattei non è soltanto una questione di giustizia (per quanto ciò sia rilevante) ma è un fatto che coinvolge direttamente i cinque inquilini (eh sì, Mycroft è sempre incluso e la sua presenza non fa che arricchire l'atmosfera di famigliarità, calore e humor) e li guida verso una maggiore consapevolezza di come e quanto la loro amicizia sia importante per ciascuno di essi.
L'amicizia è una ricchezza non barattabile né rinunciabile.
Lo consiglio, è un giallo che mi ha donato momento di spensieratezza, i suoi personaggi sono ben caratterizzati, la trama si sviluppa in modo appassionante e mi ha soddisfatta anche il finale.




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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz