martedì 17 maggio 2016

Recensione: ROSS POLDARK di Winston Graham



E' il primo volume di una saga storica famigliare composta da ben dodici libri, ambientati tra il 1783 e il 1820, da cui sono state tratte due serie tv, una nel 1975, l'altra, più recentemente, del 2015.

Sto parlando di Ross Poldark, dello scrittore inglese Winstom Graham (1908-2003), che si è rivelata una lettura appassionante e molto scorrevole.


ROSS POLDARK
di Winston Graham


Ed. Sonzogno
trad. M. Curtoni,
M. Parolini
430 pp
18,50 euro
Maggio 2016
La nostra storia ha inizio in Cornovaglia, nel 1783.
Il vecchio Joshua Poldark, piccolo possidente terriero, è molto ammalato e la sua vita si sta spegnendo come una candela ormai consumata; quando l'uomo muore, suo figlio Ross non è presente, in quanto arruolatosi nell'esercito inglese per combattere nella Rivoluzione americana.
Giungerà infatti a casa, a Nampara House, solo diversi mesi più tardi, ritrovandosi al cospetto di una dimora di famiglia completamente in decadenza, a causa non solo delle non buone condizioni economiche in cui versava il padre, ma anche della trascuratezza dei due servitori, Jud e sua moglie Prudie, dediti alla bottiglia, alla pigrizia e all'ozio più totali.

La situazione è oltremodo scoraggiante per Ross, che - benchè provato e stanco a causa della guerra appena lasciatosi alle spalle - non è il tipo da abbattersi, così comincia subito ad organizzarsi perchè la casa venga rimessa su; forse non proprio agli antichi splendori, ma almeno che sia ordinata e pulita!

A dare un minimo di speranza al suo cuore un po' indurito c'è il pensiero della donna amata - Elizabeth - lasciata due anni prima dietro solenni e giovanili promesse, e che lui crede lo stia ancora aspettando.
Ma nel parlare con zio Charles (fratello del padre) e il cugino Francis, Ross capisce che nessuno pensava tornasse vivo dalla guerra, ed infatti ci sono novità: la sua Elizabeth si è fidanzata con Francis Poldark e i due convoleranno a nozze entro poche settimane.

Devastato e deluso dalla perdita del suo grande amore, Ross decide di impegnarsi  per rimettere in sesto Nampara e di concentrarsi sugli affari che il padre ha lasciato andare a rotoli, tornando a coltivare le terre e lanciandosi nell’apertura di una nuova miniera.

A dargli manforte e a fargli compagnia in un momento non proprio felice e sereno, c'è la cara cugina Verity (sorella di Francis), che si riconferma sua amica e confidente leale.
Ai due servi ubriaconi, ma in fondo fedeli, si aggiunge una terza serva: la giovanissima Demelza Carne.
Demelza ha 13 anni e Ross la incontra per la prima volta mentre sta per essere pestata da un gruppo di ragazzacci; dopo aver saputo che a casa non fa che ricevere botte e frustate dal padre ubriacone, impietositosi, Ross Poldark ha la felice idea di prenderla come sguattera e lasciarla lavorare in casa propria.

Ross è un giovane dal carattere determinato, dall'aria seriosa e severa, ma dal cuore buono e comprensivo; non solo prende a cuore la vivace e rozza Demelza, dandole un tetto, del cibo, e soprattutto sottraendola dalla povertà e dalle cinghiate paterne, ma si preoccupa anche di altre persone meno fortunate e bisognose di aiuto, come il giovane Jim Carter, che Ross cercherà di aiutare come può dandogli un lavoro e consigliandogli di star lontano dalle cattive compagnie.

Seguiamo la vita di Ross e gli altri, che vivono in questo angolo di terra, brullo, ventoso, aspro ma anche molto vivace, in cui a contare è il lavoro, tanto per chi è ricco (e può permettersi di buttarsi in imprese e attività commerciali), quanto per chi è povero e deve sudare in miniera per portare un tozzo di pane a casa.

Sono anni e contesti in cui certe formalità e l'osservanza di certe etichette e modi di fare, per alcuni conta più della sostanza delle cose, e Ross sarà costretto a far fronte a questa realtà.

In particolare, dopo aver preso con sè la giovanissima Demelza, le voci sul suo conto e sui suoi rapporti con la fanciulla, gireranno veloci, creando una spirale di maldicenza e pettegolezzi che daranno molto fastidio a Ross.

Ma il giovane Poldark non è tipo da smuoversi, da farsi colpire e affondare da dicerie di vecchie pettegole; lui è piuttosto il tipo d'uomo che agisce sulla base dei propri valori e principi, e che porta avanti le proprie convinzioni e che è capace di battersi perchè non vengano commesse ingiustizie a danno di poveri e disperati disgraziati, anche a costo di sfidare le autorità.
Ross è un proprietà terriero ma non "vecchio stampo"; non è attaccato alle formalità e non si sente così lontano dai poveri, dai lavoratori, dai servi, con i quali cerca di non essere altezzoso, pur mantenendo le giuste distanze.

Il protagonista di questo romanzo ha il suo grande carisma proprio per il suo carattere, la sua personalità; l'Autore non si sofferma tanto sull'aspetto fisico - circa il quale comprendiamo che siamo in presenza non del belloccio aristocratico in stile damerino elegante e buonannulla, ma di un giovanotto dai tratti volitivi e neanche troppo attraente di viso  -, quanto piuttosto sul suo modo di essere, così pratico, schivo, discreto, riflessivo, sensibile verso i bisogni del prossimo in difficoltà.

Le proprie sofferenze, dovute all'amore perduto, non gli impediscono di stare attento a quelle altrui, ed è così che Graham arricchisce le vicende personali di Ross con altre storie: dalla gentile Verity, alle prese con il suo amore impossibile, alle preoccupazioni di Elizabeth, alle difficoltà di Jim Carter e sua moglie Jinny.

E poi c'è lei, Demelza, la ragazza dai capelli neri e gli occhi espressivi, che non soltanto ha portato vitalità a Nampara House, ma forse potrebbe diventare qualcosa di più per lo stesso Ross...

Ross Poldark ti immerge nella Cornovaglia di fine Ottocento, in particolare in una zona mineraria, povera, in cui è netta la distinzione tra chi ha i soldi e chi non li ha; il linguaggio è molto fluido, le pagine scorrono ad una velocità incredibile grazie ad una penna affascinante, che incanta per le descrizioni precise e vive del paesaggio, delle persone coinvolte, delle vicende di cui sono protagoniste, che catturano tutta l'attenzione del lettore perchè tra le pagine di questo romanzo troviamo amore e gelosie, risentimenti e pettegolezzi, raffinatezza e mediocrità, e quel tocco non stucchevole di romanticismo, sullo sfondo di un paesaggio dai colori caldi e reali, rende il tutto davvero molto piacevole.

Consiglio "Ross Poldark" in particolare a chi ama questo genere di romanzi - saga storica - e il mio giudizio non può che esserne positivo.

Non mi resta che aspettare che la Sonzogno pubblichi presto gli altri libri e intanto cercare la serie tv ^_-

CHE NE PENSATE?
CONOSCETE QUESTO LIBRO, LO AVETE LETTO?
E' UN GENERE CHE VI PIACE?

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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