giovedì 23 gennaio 2014

Frammenti .... bellici



Breve frammento del libro in lettura, sempre in sintonia con LA GIORNATA DELLA MEMORIA

"E la guerra è soprattutto una gran confusione,
sul campo e anche nella testa della gente:
molte volte non si capisce neppure chi ha vinto
e chi ha perso,
lo decidono poi dopo i generali
e quelli che scrivono i libri di storia.

Primo Levi, "Se non ora, quando?"


La trama di Se non ora, quando? prende spunto da una storia vera: una banda di ebrei russi e polacchi combatte la sua guerra partigiana contro gli invasori nazisti, percorrendo l’Europa in lungo e in largo. 
Questa lunga epopea – le vicende narrate si estendono dal luglio 1943 all’agosto 1945 – smentisce il cliché dell’ebreo remissivo, che si lascia condurre allo sterminio senza ribellarsi; per di più, il raccontarla ripaga Levi dell’essere stato, nel 1943, un partigiano inesperto, ben presto catturato dalla milizia fascista.
Einaudi
1982


Il titolo del romanzo è tratto dal Pirké Avoth (Le massime dei Padri, sec. II d.C., raccolta compresa nel Talmud): «Se non sono io per me, chi sarà per me? E quand’anche io pensi a me, che cosa sono io? E se non ora, quando?»
Ma il nucleo del libro non va cercato in questa duplice rivalsa, o nell’invito a uscire da ogni ghetto. 
Al centro di questo romanzo c’è il gusto per l’avventura
Levi segue i suoi partigiani in battaglia e nelle loro interminabili peripezie geografiche (la cartina che precede il libro ricorda da vicino quella della Tregua). Fa esistere la loro clamorosa energia, e ne gioisce. Architetta e intreccia amori e tradimenti, esaltazioni e delusioni, ragionamenti capziosi e impazienze semplificatrici. Registra con eguale vibrazione di voce le tenerezze e la brutalità, la poesia del combattimento come la prosa del compromesso necessario.

Se non ora, quando? è il libro più lungo di Levi, e il solo che l’autore etichetti apertamente come «romanzo»: un azzardo per una persona che, nel suo scrivere, ha sempre oscillato tra la testimonianza, l’autobiografia e il saggio, salvo le sue digressioni nella fantascienza.

info prese da: http://www.primolevi.it/

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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