martedì 5 gennaio 2016

Recensione: RACCONTI di Edgar Allan Poe



Buona sera cari amici e lettori!
Eccomi al secondo libro recensito in questo nuovo anno e che va a far parte della READING CHALLENGE 2016.

RACCONTI
di Edgar Allan Poe


L'edizione da me letta è del Gruppo Editoriale L'Espresso, come supplemento del quotidiano La Repubblica (trad. B. Lanati).
Comprende i seguenti racconti:


  • Berenice
  • Ligeia
  • Il crollo della Casa Usher
  • Il diavolo nel campanile
  • William Wilson
  • La filosofia dell'arredamento
  • L'uomo della folla
  • La maschera della Morte Rossa
  • Il ritratto ovale
  • Il cuore rivelatore
  • il gatto nero
  • Il pozzo e il pendolo
  • Lo scarabeo d'oro
  • La lettera rubata
  • Il barile di Amontillado



La presente raccolta è un equilibrato mix di racconti del mistero e dell'incubo e del terrore e del grottesco di Poe.
Essi hanno sempre per protagonisti uomini, che bene o male si caratterizzano come minimo per la stranezza e una certa bizzarria negli atteggiamenti, fino ad arrivare alla vera e propria follia.
poe

Sono uomini di cui non sappiamo il nome, la nazionalità, le origini, avvolti quindi dal mistero e non sempre pienamente coscienti di se stessi perchè in realtà gradualmente rivelano una natura nevrotica, tormentata da pensieri fissi che li spingono ad agire in uno stato mentale alterato, commettendo azioni atroci, cosa che ad es. accade in Berenice o nel Il cuore rivelatore; sono spesso uomini che si ritrovano a combattere contro loro stessi in una sorta di sdoppiamento della personalità inquietante e allucinata (che un po' ricorda dottor Jekyll e Mr Hyde); sono uomini spesso con un'indole malvagia, tendenti alla dissolutezza e pronti ad assecondare ogni vizio e passione, finendo per esserne vittime.

Ma accanto alla follia c'è la lucidità, la cura per la meticolosità e l'espressione del raziocinio, ad es. in racconti come Lo scarabeo d'oro (in cui si dà un certo spazio alle tecniche di ragionamento), o ancora la cura nella descrizione di ambienti; in particolare, i luoghi spesso scelti da Poe per collocare le storie di orrore sono non solo descritti nei minimi particolari ma, con il loro stile gotico-medievale, contribuiscono a rendere le atmosfere maggiormente oscure, malinconiche, opprimenti, claustrofobiche (vedi Il pozzo e il pendolo), paurose. 

Le donne presenti nei racconti sono sempre belliisime, eteree ma terribilmente fragili nel corpo, perchè il loro "destino" è sempre la "disintegrazione", il disfacimento, e dunque l'irraggiungibilità.

A questo aspetto contribuisce la presenza diffusa della malattia, che ha sempre il carattere dell'incurabilità (Berenice, Ligeia, Il crollo della Casa Usher, La maschera della Morte Rossa); non solo, ma c'è la Morte a far spesso da padrone, con la sua ombra ossessiva, macabra, sempre associata a visioni e situazioni sinistre.

Non mancano i racconti meno tetri e con un tocco di leggerezza e ironia (es. Il diavolo nel campanile) con personaggi e situazioni quasi buffe, ma per lo più siamo al cospetto di uomini, come anticipavo, vittime di allucinazioni, oppressi da  tristezza e depressione, condizione peggiorata dall'uso dell'oppio.

Insomma, una raccolta che si legge con sufficiente scorrevolezza; alcuni racconti mi son piaciuti di più, altri meno, ma in generale lo stile di Poe, che racchiude in sè genio e sregolatezza, è molto affascinante, immediato, capace di farti immaginare luoghi, personaggi e situazioni, immergendoti nel suo mondo sovrannaturale e un po' "pazzo".



raccolta di racconti

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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