martedì 26 novembre 2019

Recensione: NATALE ROSSO SANGUE (Autori Vari)



I racconti che compongono l'antologia, tutti ad altissima tensione e carichi di suspense, hanno in
comune l'ambientazione natalizia e tengono incollati i lettori su ogni singola pagina.


NATALE ROSSO SANGUE
Autori Vari


CentoAutori Edizioni
Collana L’Arcobaleno
128 pp
9,90 €


La prima moglie del professor Filanti (G. Arrighi)
Occhi di Natale (D. Lama)
Il valore del merlo (R. Landini)
Il regalo di Natale, (P. Pulixi
L'uomo del Natale (Letizia Vicidomini)



I cinque racconti di questa raccolta sono, come suggerisce il titolo stesso, tutti ambientati nel periodo natalizio, che comunemente è associato a pensieri e momenti di tranquillità e gioia.
Ma non è il caso dei protagonisti di queste brevi storie, accomunate dal rosso del sangue, colore che sembra tanto più vivo se sullo sfondo c'è il bianco candore della neve di dicembre.

Sono storie di coppie il cui legame è costellato di segreti, come avviene in La prima moglie del professor Filanti, in cui una donna Rebecca, in procinto di sposarsi con un professore di Filosofia, colto e carismatico, che nonostante sia molti anni più vecchio di lei, conserva ancora molto fascino.
Ma mentre la loro unione si avvicina, alcuni eventi misteriosi e inquietanti cominciano a susseguirsi e a gettare Rebecca nell'angoscia, insinuandole legittimi dubbi sul promesso sposo.
Filanti è vedovo; Eugenia, la sua prima moglie, è morta dieci anni prima, ma il suo ricordo - scopre ben presto la nuova compagna - ossessiona ancora l'uomo.
Affiancata dall'amico e avvocato, Luca, Rebecca inizia ad aprire gli occhi su Filanti e a vedere la sua vera natura: nei momenti in cui parla della moglie, l'uomo sembra quasi impazzire, diventando cinico, quasi malefico. Troppe cose strane e sinistre aleggiano nella dimora del professore a Grotta Rupestre e Rebecca e Luca devono assolutamente sollevare il velo sui misteri che avvolgono la morte della povera Eugenia.
Cosa è accaduto davvero dieci anni prima?

E ancora, storie di coppie logorate dal rancore che sedimenta nel cuore di chi, come Andrea, ha preso a guardare il mondo con cattiveria, convinto che ormai per lui, disoccupato a causa di un'ingiustizia sul lavoro, non ci sia più spazio per la felicità, convinzione che gli impedisce di leggere l'amore sincero che sua moglie Nicoletta continua a provare per lui. 
L'odio che attanaglia il cuore e la mente di quest'uomo potrebbero trasformarsi in un attacco di violenza ai danni della povera Nicoletta... (L'uomo del Natale

E violento e brutale è anche l'incipit del secondo racconto, Occhi di Natale, che da subito fa trattenere il respiro al lettore: una povera ragazza è legata ad una sedia e davanti a lei c'è un uomo che le anticipa quale sarà il triste destino cui andrà incontro da lì a breve: le caverà gli occhi con un coltellino.
Alle spalle del folle assassino si staglia un albero di Natale che, lungi dal mettere allegria, sottolinea la macabra assurdità del momento, in quanto ad abbellirlo non ci sono semplici palline...
La vittima, benché intontita da una massiccia dose di sedativi, riesce a mantenere il controllo della situazione e, con intelligenza, sa come guadagnare tempo e far parlare il suo aguzzino.
Sola, legata e con la sola arma della parola, l'inerme vittima riuscirà a trovare il modo di uscire viva dalle mani del folle serial killer?

Il valore del merlo (R. Landini) vede come protagonista un malinconico, solitario ma abilissimo commissario di polizia, restio ad archiviare un presunto caso di suicidio che, a suo avviso, ha degli elementi poco convincenti.
Il suicida è un aspirante scrittore, che viveva da solo in una casa in cui regnava il degrado più totale. Il commissario, pur riconoscendo che l'esistenza del morto non doveva essere delle più lieti, non riesce ad individuare dei motivi concreti e urgenti per i quali un uomo, che stava alacremente lavorando ad un romanzo, abbia dovuto togliersi la vita senza lasciare neanche la minima traccia scritta circa le ragioni del proprio gesto.
Attento, scrupoloso, sensibile, Presti continua ad indagare su ciò che si cela dietro la vita disgraziata del soggetto, arrivando alla verità, mentre la neve, dolcemente insistente, scende a coprire con il suo manto bianco le storie "di tutti quegli infelici nascosti in qualche appartamento di periferia, intenti a scrivere le loro storie per non essere dimenticati e dei quali invece nessuno si sarebbe mai più rammentato."

Pulixi ci presenta, in Il regalo di Natale, una poliziotta tosta, intelligente e con i nervi saldi, che dovrà sventare un possibile omicidio.
Perché Lorena, che è una donna pacata e mite - nel cui cuore alberga il dolore per aver perduto una persona importante, condizione che la sta rendendo sempre più sola ed infelice -, sta minacciando con una pistola un uomo piangente e in ginocchio davanti a lei?
Particolare bizzarro: proprio lui le ha regalato l'arma con cui la donna potrebbe mettere fine alla sua vita. Cosa lega queste due persone, entrambe disperate?


In tutti i racconti si respira un'atmosfera carica ora di dolore e amarezza, ora di pura follia, di terrore, in cui ci sono sempre e comunque un "carnefice" e una vittima; rendersi conto sin dalle prime righe che un fatto truculento sta per verificarsi solletica la curiosità del lettore che, allo stesso tempo, intuisce che qualcosa potrebbe accadere all'improvviso e ribaltare la situazione, ed infatti vi è sempre un colpo di scena finale che non lascia i lettori con l'amaro in bocca, ma anzi ci ricorda che "a Natale siamo tutti più buoni", anche i giallisti  ^_- 

È una raccolta che si legge con piacere, i racconti ruotano attorno a storie che, se pur brevi, sono ben sviluppate, e a personaggi che, nella loro essenzialità, risultano interessanti.

Consigliato, è la lettura ideale per questi periodi in cui il tempo piovoso ci invita a starcene al calduccio dentro casa a concederci una gradita "coccola letteraria", e a mio avviso un buon giallo è sempre un'ottima scelta!

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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