venerdì 16 settembre 2016

Recensione: UOMO O LUPO di Mattia Rubino



Buongiorno, cari lettori e amici!
Apriamo le danze qui sul blog in questo venerdì settembrino per parlare di un giovane autore che esordisce con un romanzo incentrato sui leggendari uomini lupo e sui cacciatori coraggiosi impegnati a fronteggiarli.


UOMO O LUPO
di Mattia Rubino


EDITORE: Self-publishing
Numero pagine: 484
Il giovane Autore introduce questo suo libro ponendosi a difesa dei lupi, che spesso vengono visti come bestiacce fameliche e pericolose per l'uomo.
Beh, non che siano propriamente dolci e totalmente innocui come dei peluche, ma spesso la loro cattiva fama è frutto delle tante leggende sui licantropi, cioè sugli uomini che, al plenilunio, si trasformano in lupi dalla stazza mastodontica, dalla ferocia mortale, pronti a sbranare tutto e tutti.

Ed è proprio questa categoria di mostruose creature leggendarie ad essere protagonista di questo libro.

Come sono nati gli uomini lupo? Chi è stato il primo uomo che si è trasformato in lupo alla luce della luna piena?

Le credenze a tal proposito sono tante e le svariate risposte convergono tutte in parole inquietanti come maledizioni, streghe, libri di magia nera, incantesimi.
Ma soprattutto, odio, brama di potere, sete di vendetta, cinismo, egoismo...

Un giorno un nobile, lord Maurice Blackwood, ossessionato dalla voglia di essere potente e di sopraffare il prossimo, fece di tutto per conoscere il modo in cui trasformarsi in uomo lupo e, grazie all'aiuto di una vecchia strega e di un libro di magia, ottenne ciò che voleva.
Da quel giorno, ogni 29 del mese il malvagio uomo lupo attraversava il bosco e andava nel centri abitati per sbranare, attaccare ed ammazzare con crudeltà chiunque gli si trovasse davanti.
La maledizione non si arrestava perchè bastava che una vittima venisse ferita e sopravvivesse, perché fosse il prossimo licantropo assassino.

Come fermare questa minaccia?
Verso la metà dell'800 tre ragazzi ed una ragazza si unirono per formare i Werewolvers Hunters, i Cacciatori di Lupi, pronti a combattere con le armi disponibili, ma ancor di più con il loro coraggio e un pizzico di incoscienza, la minaccia dei licantropi.

Il leader di questo gruppo, giovane ma abile e temerario, è Miles, che tra tutti è il più equilibrato, colui che organizza gli attacchi contro i licantropi e che ha più voce in capitolo; poi ci sono i due fratelli Henry e Jack, il primo calmo e ferrato in medicina, l'altro più ribelle e desideroso di diventare famoso come Cacciatore; infine Sybil, l'unica Cacciatrice, abile con arco e frecce.

I quattro imparano pian piano a conoscersi sempre meglio, combattendo e parlando a cuore aperto, e così ognuno confessa i motivi che l'hanno spinto a diventare Werewolvers Hunter; ciascuno di loro ha un passato intriso di lutti, dolore, solitudine, situazioni scioccanti che hanno condizionato la loro vita e le loro scelte future.

Tutti e quattro hanno validissime ragioni per odiare l'uomo lupo e fermarlo prima che mieta vittime innocenti, e la loro nobile ma pericolosa missione inizia da un piccolo e poverissimo villaggio, che ha richiesto il loro intervento. 

Nel corso delle tante conversazioni che vedono impegnati i quattro amici, vengono fuori intenti, ambizioni, paure e perplessità, principi morali.
I ragazzi si trovano spesso a chiedersi se il licantropo sia affetto da una malattia, per la quale magari c'è rimedio, o da un sortilegio malefico, e se anche per questo eventualmente ci sia una soluzione che spezzi l'incantesimo e che sopprima la parte animalesca e faccia emergere quella umana.

fonte
I quattro Cacciatori sono uniti non soltanto da un unico e fondamentale scopo ma anche da un patto: se uno di loro dovesse accidentalmente, durante uno scontro con l'uomo lupo, essere azzannato e ferito dalla bestia, gli altri dovranno ammazzarlo, ben sapendo che anche tramite una semplice ferita, la maledizione passerebbe dal licantropo al ferito.

Ma davvero un gruppo di amici affiatati e leali sarebbe capace di uccidere uno di loro, dimenticando l'amicizia e l'affetto che li lega e che dietro quella cattiva bestia che si risveglia ogni 29 del mese, c'è ancora la parte umana del loro amico?

"Uomo o lupo" è un libro ricco di avventura, in cui leggiamo le eroiche imprese dei Werewolvers Hunters, così giovani eppure tanto responsabili, di come essi credano fermamente nel compito di salvare innocenti, ai quali risparmiare sofferenze, fermando quegli esseri demoniaci; attraverso i loro dialoghi e le loro azioni, ci facciamo un'idea delle loro personalità, delle debolezze e dei punti di forza.

Questi ragazzi sono uniti dal patto ma soprattutto dall'amicizia, e anche dall'amore - se pensiamo a Miles e Sybil, che sono innamorati l'un dell'altra, anche se non hanno il coraggio di dichiararsi - ma forse proprio questi sentimenti così giusti e nobili potrebbero paradossalmente diventare l'ostacolo maggiore alla loro missione.

E' possibile che l'amore, che spinge a sacrificare se stessi e la propria vita per chi si ama, possa essere allo stesso tempo ciò che fa proseguire la maledizione?

I ragazzi devono imparare a proprie spese a prendere decisioni, scegliendo tra il Bene il Male, tra l'Amore e l'Odio, tra la Vendetta e il Perdono; devono decidere per chi e cosa combattere, chi proteggere e perchè, se continuare a farlo anche quando tutto sembra remare contro e anche quando invece della gratitudine si riceve disprezzo e slealtà.

Di per sè il fulcro della storia è semplice e ruota tutta attorno ai combattimenti tra l'uomo e il licantropo, sulla doppia natura presente in quest'ultimo e su quale di essa prevale.
Anche il modo di scrivere dell'Autore è semplice, come lo sono i dialoghi tra i personaggi; a me le sequenze dialogiche piacciono perchè credo diano vivacità alla narrazione, ma a mio avviso qui ce ne sono troppe, finiscono per essere ripetitive nei contenuti e quindi pesanti in termini di ritmo narrativo; infatti i personaggi (in particolare, i quattro amici) finiscono per dirsi sempre le stesse cose troppo spesso (tipo, "Se il licantropo mi ferisce, ammazzatemi" "No, non lo farò, perchè sei mio amico", e questo concetto viene ripetuto abbondantemente).

Nonostante questa ripetitività, la scrittura ancora poco matura e i personaggi che difettano di un meglio definito spessore psicologico, il romanzo risulta molto scorrevole e di piacevole lettura.

Un esordio, quello di Mattia Rubino, che promette bene, perchè le idee e la capacità di costruire intrecci interessanti ci sono.

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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