martedì 18 giugno 2013

Recensione VERNICE FRESCA di Antonio Grassi



Recensione pomeridiana!!!
O per lo meno ci provo, visto che il romanzo in questione non è propriamente un libro semplicissimo da recensire, almeno per la sottoscritta!!
Ciò non toglie che ci proverò comunque, perchè è stata una lettura impegnativa.

VERNICE FRESCA
di Antonio Grassi


.
Sinossi

Un fantasma aleggia sulla Terra: lo spettro della contaminazione biologica.
La responsabilità della scienza è chiamata in causa nel quarto romanzo di Antonio Grassi che propone con Vernice fresca nuovi inquietanti scenari per il nostro futuro.
Se infatti la scienza promette di regalarci utili e strepitose scoperte, è dai potenti della politica e dell'economia che deriva la scelta di una ricerca indirizzata al benessere di tutti, oppure alla catastrofe.
Nel libro di Grassi la scienza in questione è la biotecnologia, promossa dall'immaginaria LgB (Life is good Bioresearch), "Moloch padano" di proprietà dei fratelli Tito, Lucio ed Elsa Zanica.
A scatenare una sequela di eventi drammatici è la notizia di un presunto incidente di laboratorio occorso alla LgB con conseguente dispersione nell'aria di un virus altamente patogeno.
La notizia viene diffusa dal gruppo ambientalista Gst (Gruppo salvaguardia territorio) e dal periodico La Tribuna, quotidiano del borgo; il protagonista è Duilio Cattaneo, uomo delle operazioni più delicate della LgB. L'intreccio della vicenda, ambientata nell'oggi, presto si rivela più intricato di un dedalo e più pericoloso del salto da un aereo senza paracadute; la trama si dipana grazie all'intervento di attori le cui vite si scontrano e si minacciano vicendevolmente.


il mio pensiero

Sin dalle prime pagine di "Vernice fresca" ti rendi conto che non stai leggendo un romanzo "leggero", e per la tematica e per lo stile.
Antonio Grassi ha una penna sì scorrevole e molto piacevole da leggere, ma ciò non esclude che sia altrettanto curata, precisa, mai lasciata al caso, anzi, i termini sono sempre oculatamente scelti e attinenti al contesto e ai personaggi, per cui il primo impatto, per quel che mi riguarda, è stato positivo.
Inutile dire che quando un romanzo è scritto bene e lo scrittore "sa il fatto suo", leggerlo non può che essere un'esperienza arricchente.
Ma oltre che piacevole la lettura è stata anche, senza dubbio, "impegnativa".
Eh sì, perchè Vernice fresca è un thriller sì, ma non di quelli comunemente detti, nel senso che è stato definito come uno "scientific-thriller", un libro in cui suspense, colpi di scena, omicidi, tradimenti... si vanno ad incastonare con una trama che si dipana a partire da un principale e grave problema: la contaminazione biologia, la presenza di virus letali, creati in laboratorio, col rischio che siano messi in circolazione, con gravi conseguenze per l'essere umano.

Ma andiamo con ordine.
Protagonista della nostra storia è Duilio Cattaneo, manager della LgB, (immaginaria) nota impresa nel settore farmaceutico e dello sviluppo delle biotecnologie, fondata dai fratelli Elsa, Lucio e Tito Zanica nel 1989.
Duilio è un uomo sulla cinquantina, che in passato ha militato nelle file dei giovani rivoluzionari di ideologia comunista ma che il lavoro e gli anni hanno un po' "imborghesito" e reso passivo verso la vita, le donne, l'amore...
Duilio però cova in sè sempre degli ideali di onestà, trasparenza e l'incontro tutt'altro che casuale con una certa Paola Caprifoglio - microbiologia e membro del Gruppo salvaguardia territorio (GsT) - lo metterà letteralmente in crisi.
Attraverso di lei, infatti, Duilio scoprirà che all'interno dell'azienda in cui lavora, pare ci sia stato un incidente non di poco conto, cioè la dispersione nell'aria di un ceppo di un virus (dengue 5) ma che scienziati e politici stiano cercando di insabbiare, per ovvie ragioni, l'accaduto.

Colto alla sprovvista, Duilio inizialmente vede Paola come una fanatica pazza ma pian piano, grazie a delle illuminanti conversazioni con la donna e mettendo insieme tanti pezzetti di un mosaico che fino ad allora gli era sfuggito, riuscirà a vederci più chiaro in tutta la faccenda e a non lasciarsi trascinare in uno scandalo nonchè in una serie di eventi man mano sempre meno gestibili.

L'autore ci presenta tanti personaggi, tutti aventi un loro ruolo nella faccenda, per diverse ragioni, e tutti con passati pieni di segreti nascosti, scheletri nell'armadio; ognuno di essi con i propri obiettivi (spesso poco puliti e poco onesti) e quindi pronti a tradire, a mentire...

Ma se tutti sono disposti a "fregare" il prossimo..., di chi ci si può fidare?

Forse di questa Paola, una donna sulla cinquantina, avvenente, "tosta", determinata, convinta dei propri valori e pronta a combattere contro tutto e tutti pur di non ignorare l'uso sbagliato e amorale della scienza?
Di Olga, la compagna di Duilio, affermato avvocato, con la quale lui non riesce più ad avere una relazione amorosa serena, soprattutto a motivo della bella Paola?

Duilio capirà che non c'è da fidarsi davvero di nessuno, soprattutto quando il suo passato, legato alla fondazione di Babeuf e ai tempi delle rivoluzioni del '68, comincia prepotentemente a bussare alla porta del suo pacifico presente per minacciarne la tranquillità, proprio quando stava per affogare nel mare dell'anonimato e di una vita senza stimoli, accanto ad una donna che ormai non ama più.

Tra sospetti, tradimenti (e nell'ambito professionale e in quello privato), collusioni ed amicizie insospettabili, morti improvvise che sembrano suicidi, segreti tenuti sotto chiave per anni e poi di colpo tirati su per rovinare e ricattare, tra passioni vecchie e nuove, rimpianti e nuove prospettive, Duilio cercherà di districarsi e capire la verità su fatti che non coinvolgono solo se stesso, la città in cui vive e la sola LgB, ma che hanno risvolti a livello internazionale, invischiati in operazioni di bioterrorismo, servizi segreti, armi batteriologiche, insomma "cose grosse", in cui sarebbe meglio non entrare affatto.

Lo stile è accurato, il linguaggio preciso quando si tratta di argomenti scientifici (e questo è un aspetto che mi ha molto affascinato; innegabile la conoscenza vasta dell'autore sull'argomento e questo non può che essere un punto a favore) e molto realista (spesso anche "colorito") quando esce dalla bocca dei personaggi, i quali son tratteggiati attraverso le loro azioni personali, pensieri, passioni e parole e dei quali riusciamo ad afferrare i tratti generali del carattere.

Certo, ammetto che che la minuziosità nel fornire i dettagli, le descrizioni e l'abbondanza di personaggi, sulle cui vicende personali spesso i riflettori si sono puntati senza lesinare sui particolari, hanno un po' rallentato la mia lettura, a volte distraendomi dal punto focale, ma Vernice fresca è di sicuro un romanzo scritto benissimo, in cui nulla è lasciato all'improvvisazione, anche gli aspetti fittizi sono così ben inseriti nella narrazione e nel nostro contesto socio-politico (il romanzo è ambientato negli anni 2007-2008) che sembra si parli di fatti realmente accaduti.

Ho apprezzato il finale, che mi ha fatto chiudere l'ultima pagina con quell'amaro in bocca che non può non restarci se pensiamo non solo a quanto marcio c'è effettivamente attorno a noi e "nei piani alti", in quegli ambienti in cui, per forza di cose, determinate categorie di persone hanno un certo "potere" (che sia politico, economico, medico-scientifico...) e che si arrogano il diritto di utilizzarlo per scopi non sempre nobili, ma anche alla complessità del singolo essere umano, alla sua fragilità, alla fatica che si fa nel sotterrare cose che abbiamo fatto in passato - per provare a trovare un po' di meritata serenità -  e che mai in realtà potranno essere realmente sepolte...

Ringrazio caldamente Antonio Grassi per avermi fatto dono del suo libro VERNICE FRESCA, e gli faccio i miei in bocca al lupo per tutto!

Lo consiglio a coloro che vogliono lanciarsi in letture di un certo livello (non si legge in un pomeriggio, ecco, o mentre aspettiamo il turno dal dottore...), in cui è richiesta una buona dose di concentrazione, e che trattino tematiche importanti e molto attuali.

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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