venerdì 6 novembre 2015

Segnalazione e recensione: "La guerra di Piera" di Silvestra Sorbera



Buon pomeriggio, cari lettori!

Oggi vi presento il recente racconto di un'Autrice di cui ho già recensito un paio di brevi scritti: "Vita da sfollati" (RECENSIONE) e "Sicilia" (RECENSIONE).


LA GUERRA DI PIERA
di Silvestra Sorbera


Ed. Lazy Book
0.99 euro
2015

Piera è una donna ormai in fin di vita, i suoi ultimi giorni li trascorre nel dolore invocando l'eutanasia per un fine vita dignitoso:

DAL LIBRO

«Mi scusi Suor Concetta ma se il suo cane è malato, malato terminale, lei che fa? Non lo porta dal veterinario che, per farlo soffrire di meno, decide di ucciderlo, magari con una bella puntura letale, come la chiamano? Ah si, la morte dolce. E, quel cane, non è per caso una creatura di Dio, come me, come lei, come tutti questi uomini e queste donne in quest'ospedale? Cosa ho io di diverso da quel cane?»

«Piera, ascoltami – intervenne Suor Concetta seduta sulla sediolina di plastica bianca accanto al letto di Piera – queste parole sono peccato»
«E perché non è peccato vivere così? Io non vivo più, ormai neanche la morfina riesce a darmi sollievo. Voglio morire, se avessi le forze mi ucciderei da sola ma non riesco neanche ad alzarmi per andare in bagno, se non ci fosse quella santa donna di Alina morirei anche di fame»
«Il suicido è peccato, l'eutanasia è peccato. Andrai all'inferno»
«Suor Concetta, ho fatto tanti di quei peccati in vita mia che gli architetti dell'inferno hanno già costruito un girone tutto per me»).


Piera racconta la sua vita a Suor Concetta e le racconta del suo unico grande amore, Lino, un medico di origine siracusane di cui è stata l'amate per tutta la vita, una vita sempre in guerra che l'ha vista sola, abbandonata da tutti, persino dal suo stesso sangue.

BIOGRAFIA
Silvestra Sorbera, classe 1983, nata a Cuneo, residente a Torino, ha trascorso gran parte delle sua vita in svariate città della Sicilia. Laureata in scienze della comunicazione, ha iniziato il suo lavoro da giornalista presso la redazione siracusana del quotidiano La Sicilia collaborando inoltre con diverse testate. Nel 2007 si trasferisce a Torino dove continua a lavorare come giornalista per diverse testate ed emittenti locali. Attualmente dirige il magazine online Gocce di spettacolo. E' madre di un bambino di tre anni e mezzo al quale ha dedicato una favola pubblicata nel 2013.


Piera è una donna che, a causa di un male incurabile, sente di essere giunta alla fine dei suoi giorni.Giorni trascorsi in un letto d'ospedale, sola, senza un parente o un amico a tenerle la mano, a farle compagnia, a darle un minimo di conforto.
Attorno a lei ci sono soltanto il personale del'ospedale, tra cui la buona infermiera Marisa, e suor Concetta, che con aria comprensiva ascolta gli sfoghi e il racconto della vita di questa donna, amareggiata nei confronti di una vita che le ha dato molti dispiaceri, umiliazioni, dolori, solitudine.

Il prezzo che Piera sta pagando è pari al suo legittimo desiderio di essere amata, di trovare la felicità nell'amore di e per un uomo.

Vissuta a Catania negli anni Settanta, quando ancora si sentiva forte il peso di certi modi di fare e pensare che oggi giudicheremmo "arretrati, chiusi", da donna nubile, che viveva ancora sotto lo stesso tetto dei genitori, Piera non aveva la piena libertà di uscire quando e con chi voleva.
A 30 anni è ancora zitella e tutti in famiglia - la dolce mamma, il severo papà, i fratelli gelosi della propria sorellina, le cognate e i nipoti... - sperano che trovi ben presto un bel marito, che le tolga di dosso la sua "zitellaggine", visto che tra l'altro è pure una bella ragazza.

E un giorno, durante una festa di paese (e chi, come me, vive in una cittadina non troppo grande dove certe tradizioni di paese e certe feste tramandate negli anni sono ancora vive e attuali, sa di quali profumi, voci, colori si riempie l'aria), conosce l'amore della sua vita, Lino.
Bello, magro, gentile, appassionato, medico per professione: Lino la fa innamorare e a sua volta si innamora di Piera, vivendo con lei momenti d'amore indimenticabili.

Ma qualcosa sembra ostacolare il loro futuro insieme.
Ostacoli che rischiano di trasformare la felicità in sofferenza, le giornate piene di carezze in ore e giorni vuoti e desolati, vissuti nell'emarginazione.
Piera deve fare i conti con due realtà e tra esse scegliere chi e cosa seguire: la sua famiglia, con i suoi modi di pensare "arretrati" e limitati, o il cuore, che le dice di viversi l'amore nonostante tutto sembri remare contro la sua ricerca della felicità.

"La guerra di Piera" è un racconto che si sofferma su questa figura femminile che, nonostante le apparenti fragilità e debolezze, mostra alla fine un grande coraggio ed una ammirevole determinazione; convinta di avere il diritto di essere felice, Piera sarà pronta ad andare contro tutto e tutti pur di strappare alla vita attimi di gioia, per quanto fugaci.
Cosa le restituirà la vita, ora che lei è in quel letto d'ospedale?

C'è ancora tempo perchè questa donna semplicemente bisognosa d'amore possa sentirsi di nuovo amata?
Ritroviamo lo stile e il linguaggio essenziali e asciutti di questa Autrice, il suo raccontarci storie incentrate su personaggi soprattutto femminili, ambientati in momenti e contesti storico-geografici in cui, come ho detto sopra, si sente ancora in modo prepotente l'influenza di una certa mentalità che dava alla donna delle rigide regole di condotta, al di fuori delle quali scattava lo stigma e la disapprovazione.
Ma ancora una volta, la genuina eroina di questi racconti cerca in tutti i modi di imporre la propria personalità, a costo di affrontare il dolore e l'isolamento.

Consigliato, è un racconto breve ma chiaro, che permette al lettore di entrare nella storia di Piera, rivivendo con lei, sul filo dei ricordi, la sua personale "guerra".

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Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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