lunedì 23 giugno 2014

Recensione: IL SAPORE DEL PROIBITO di Catherine B.C.




Buongiorno e buon inizio di settimana!!
Quest'oggi ho in programma un paio di recensioni!!

Ecco la prima:

IL SAPORE DEL PROIBITO 
di Catherine B.C.


18377060
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204 pp
2013
Trama

“Il sapore del proibito” è quello agrodolce dell’amore di Stephen per Mya, un sentimento che sembra nascere da una pulsione adolescenziale, ma che invece cresce col tempo fino a trasformarsi in una dolce ossessione.
Stephen è sensibile, tenero, talmente vero da esporsi senza remore, mentre Mya, che è la sua insegnante e vicina di casa, è più matura e con un passato che potrebbe gravarle,diffidente anche verso le cose più genuine.
Tra loro nascerà un amore capace di sfidare il tempo e le convenzioni, un qualcosa di puro, una fusione di corpo e anima che porterà chi lo leggerà a credere che la felicità non abbia bisogno di grandi gesti, ma possa essere fatta soprattutto di piccole cose.
Una storia sospesa sul filo sottile che delimita il sogno dalla realtà, un confine virtuale che la fantasia di ognuno è libera di valicare.




recensione

Dolce e sensuale: due semplici aggettivi che mi sorgono spontanei per poter dare una sintetica idea della storia narrata in queste pagine, scritte da un’autrice emergente.
La storia di per sé non è arzigogolata e complessa (anche se verso la fine prenderà una piega inaspettata):
Mya ha 25 anni ed è appena ritornata alla Cascina, una fattoria di proprietà di famiglia, situata nel Montana: un’oasi di pace, il luogo ideale in cui riposarsi e concedersi un meritato relax.
Se non fosse che ad attenderla (da sempre!) c’è il nipote della cara vicina di casa Elisabeth: lui, il giovane 19enne Stephen.
Biondo, occhi azzurri, sguardo intenso, fisico statuario, aria scanzonata, da ragazzino consapevole delle proprie “birichinate” ma anche del proprio fascino, in virtù del quale gli si perdona tutto.
Bello e terribilmente sexy.
Ma troppo giovane per Mya, maggiore di lui di sei anni e abituata a vederlo come un ragazzino; se non fosse che “i piccoli uomini crescono” e Stephen è diventato un “giovane uomo molto sensuale” e dalla carica erotica non indifferente.
Ed è inutile per Mya sforzarsi di pensare a lui come allo studente dell’ultimo anno cui lei dà ripetizioni di geometria!

Eh sì, perché, pur volendo sforzarsi di non vederlo come un bellissimo e irresistibile maschione, la realtà è che lui è consapevole di aver davanti una donna giovane, bella e sensuale, e lei è altrettanto consapevole di essere l’oggetto dei desideri di lui, che a sua volta si insinua con prepotenza nei sogni erotici di Mya.

Tra i due l’attrazione è palpabile e sale alle stelle ogni volta che i loro sguardi si incrociano, o peggio, se si sfiorano anche solo casualmente.
Si desiderano, si cercano col pensiero, la voglia di fondersi l’uno nell’altra e godere l’uno delle proprie bramosie erotiche sembra reclamare il diritto di concretizzarsi…

Ma qual è l’ostacolo, allora? Se tale è l’attrazione (e, nel caso di Stephen, anche il sentimento, perché il ragazzo è innamorato di Mya da tempo), cosa impedisce loro di buttarsi l’una nelle braccia dell’altro?
Dopotutto, sei anni di differenza non sono la fine del mondo!

A bloccare Mya è il timore dei pettegolezzi, della mentalità chiusa di un paese piccolo come quello in cui vive, oltre che la paura di “offendere” la cara Elisabeth, che magari potrebbe non approvare questa relazione proibita!
Ma si sa, il frutto più è proibito e più fa gola, per cui seguiamo le vicende di Stephen e Mya attraverso una sorta di “tira e molla”, in cui i due vorrebbero poter “consumare” la passione che li divora, ma proprio non c’è verso di assecondarla, a causa dei “blocchi” di Mya…

Intanto Stephen, che è molto giovane, cerca di togliere dalla testa e dal cuore il pensiero ossessionante di lei andando con altre ragazze, ma senza ricavarci nulla e, proprio quando sembra che il suo amore stia per cedere, un ostacolo molto concreto si frappone tra loro…, allontanando i due mancati amanti.

L’Autrice ci fa fare un salto temporale di 5 anni e darà modo a Mya e Stephen di riavvicinarsi e di vivere il fuoco di un passione e di un sentimento mai sopito.
Ma la vita non è mai semplice e, proprio quando sembra che ti stia dando tutta la felicità che cercavi, ecco che da un qualche punto del passato, dei “disturbatori” non voluti spuntano a creare problemi.
Ma è un romance e, come ogni romance che si rispetti, il lettore ha tutti i diritti di aspettarsi l’happy ending e di credere che l’amore, quando è genuino e vero, può trionfare sempre e comunque.

Non dico altro sui contenuti, ma mi limito a dirvi la mia su alcuni aspetti che ho rilevato nella lettura, partendo da quelli che mi hanno convinta un po’ di meno.

In linee generali, la storia può non imporsi come particolarmente originale o tanto diversa da altri romance, a motivo della presenza di alcuni “stereotipi” (ad es.: lui giovane, bello, dolce, devoto, innamoratissimo, sexy da morire; lei restìa a lasciarsi andare, per paure o eccesso di razionalità); inoltre ho trovato Stephen forzatamente dolce e premuroso, tanto da risultarmi, in alcuni casi, troppo zuccheroso, infantile e affettato, e nel linguaggio e nell’atteggiamento di eccessiva adorazione verso Mya.

Ora, sia ben chiaro che non amo il protagonista maschile come necessariamente bello e str***** (anch’esso molto stereotipato e super diffuso), cioè di quegli uomini “machi” a tutti i costi, che si tirano la calzetta e paiono divertirsi a far soffrire una donna…; per carità, da questo punto di vista Stephen è l’esatto opposto quindi, direte voi: “E’ perfetto!”: innamoratissimo, non ha occhi che per la donna che ama e desidera dall’adolescenza, non riesce neppure a lascarsi andare con le sue coetanee perché ha sempre lei in testa…, in più è bellissimo ma non fa il piacione, insomma, che vogliamo di più?
Niente, effettivamente, è solo che Stephen è "troppo perfetto", ecco, da sembrare poco reale!

Lei è più “nei canoni”, con le sue fragilità, le paranoie tipiche femminili, le sue incertezze (anche le si dà molto meno spazio che a lui); però è pur vero che in qualche modo si compensano e completano.

Ma il romanzo ha svariati punti a suo favore che, per quanto mi riguarda, mi hanno portata a leggerlo in pochissimo tempo e con un certo interesse.

Anzitutto, se è vero che, di base, non prediligo il romance erotico, devo ammettere che questo l’ho trovato piacevole da leggere perché ha equilibrato bene, a mio gusto, il livello di sensualità e la presenza di scene “spinte” con la dolcezza, le quali (seppure un po' troppo frequenti, ma sono io che non ce le metterei a ogni pagina o quasi) sono per lo più inserite in una relazione affettiva, in cui il sesso non è un semplice “strumento di godimento”, ma un’unione completa di due anime gemelle, destinate a stare insieme.

Inoltre, è scritto bene; non ho trovato refusi o imperfezioni a livello stilistico; il linguaggio è assolutamente adeguato, chiaro, non ci sono volgarità (anche nelle scene hot) e risulta gradevole, dettagliato quando è il caso, ma senza mai essere forzosamente ricercato.

L’ambientazione - il piccolo paese, la fattoria – mi è piaciuta molto e credo sia uno sfondo ideale per una storia d’amore sensuale e passionale.
La piega che prendono gli eventi nella seconda parte del romanzo mi ha sorpresa piacevolmente, e la sua risoluzione ancora di più.
Insomma, un libro che mi ha regalato delle sensazioni positive, scritto sufficientemente bene, che trovo soddisfi le esigenze del lettore che si accosta al genere romance con sfumature erotiche.

Faccio i miei complimenti all’Autrice e, ringraziandola, mi scuso anche per il ritardo nel postare la recensione!! ^_^

2 commenti:

  1. Grazie davvero! Una recensione organica e completa. Hai analizzato ogni particolare in modo costruttivo. Son contenta che ti sia piaciuto e ti abbia fatto passare qualche ora in leggerezza. A presto. Katy (Catherine)

    RispondiElimina

Un buon libro lascia al lettore l'impressione di leggere qualcosa della propria esperienza personale. O. Lagercrantz

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